Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli

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Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli
micronazione
Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli – Bandiera
Status
Dichiarazione d'indipendenza2 gennaio 2004
Territori rivendicatiIsole del Mar dei Coralli per il matrimonio egualitario in Australia
Dissoluzione17 novembre 2017
Dati amministrativi
Nome completo(EN) Gay and Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands
Governomonarchia costituzionale
Capo di Statoimperatore Dale I (Dale Parker Anderson)
InnoI Am What I Am
Informazioni generali
Capitale/CapoluogoCato Reef
Area780 000 km²
ContinenteOceania
Fuso orarioUTC+8
Valutadollaro rosa
Coral inset.jpg

Il Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli (in inglese: Gay and Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands, abbreviato anche in GLK) è una micronazione creata simbolicamente come protesta politica da un gruppo di attivisti LGBT originari del Queensland, in Australia. È considerato un'espressione del Nazionalismo queer.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 giugno 2004 un gruppo di attivisti, capitanati da Dale Parker Anderson, rivendicò alcune isole nel Mar dei Coralli e dichiarò la "secessione" dall'Australia dopo essere approdato sull'isola più grande dell'arcipelago e aver piantato una bandiera arcobaleno[1]. La "secessione" fu inscenata in segno di protesta per la decisione del Parlamento australiano di proibire il matrimonio fra persone dello stesso sesso[2][3][4].

Dal 2005, il gruppo australiano fu coinvolto in lotte e secessioni interne, dividendosi in varie fazioni. Tra queste si trovano due gruppi statunitensi, il Gay and Lesbian Commonwealth Kingdom, capitanato da Jaix Broox, la Unified Gay Tribe, guidata da Bill Freeman ed Enrique Pérez e il gruppo tedesco Gay Homeland Foundation capitanato da Victor Zimmermann. Nessuno di questi gruppi rivendicò tuttavia il territorio del Mar dei Coralli.

Le rivendicazioni non sono state riconosciute da alcuno Stato, e non esiste nessun insediamento permanente; le Isole del Mar dei Coralli sono tuttora disabitate. Il Regno dichiarò di aver costituito un servizio postale operativo il 1º gennaio 2006. Si presume che il servizio operi tra le Isole e il Queensland, sebbene non ci siano ancora verifiche e controlli sul suo operato e sulla frequenza del servizio. Il Regno emanò il primo francobollo nel luglio 2006, e si propone di emanare francobolli unicamente "con l'obiettivo di essere famosi e reputati tra la comunità filatelica". Il sito internet del Regno afferma che le uniche attività economiche della micronazione sono il turismo, la pesca e la vendita di francobolli.

Relazioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Oltre agli abitanti degli attivisti, le Isole del Mare dei Coralli erano disabitate e l'indipendenza del regno non era riconosciuta dall'Australia o da nessun governo mondiale. Le isole del Mar dei Coralli hanno continuato ad essere riconosciute come territorio esterno d'oltremare dall'Australia e dalle Nazioni Unite.[5][6][7]

Nel maggio 2010 Dale Anderson è stato invitato a una conferenza a Sydney per i leader di tutte le micronazioni nel mondo, al fine di determinare i modi per ottenere il riconoscimento come paesi sovrani. Il governo gay annunciò che l'imperatore non avrebbe partecipato alla conferenza sostenendo che il regno era un ex Territorio australiano, quindi non era una micronazione.[8]

Dissoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del 2016, il sito ufficiale del Regno Gay e Lesbico delle Isole del Mar dei Coralli ha aggiunto un link legato al sito web di The Equality Campaign, l'organizzazione che chiedeva agli elettori australiani di partecipare al Sondaggio australiano sul diritto matrimoniale, di cui il voto favorevole avrebbe indotto il Parlamento dell'Australia a promulgare il matrimonio omosessuale.[9][10]

In seguito alla decisione presa dal popolo australiano di legalizzare il matrimonio omosessuale, l'imperatore Dale ha dichiarato che il regno sarebbe stato sciolto, cosa che accadde il 17 novembre 2017.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Archives Sito ufficiale del regno.
  2. ^ (EN) "Gay Kingdom for Coral Sea", Sydney Star Observer, 20 aprile 2008.
  3. ^ (EN) "Whacky world of micronations unite to demand recognition", Telegraph, 4 maggio 2010.
  4. ^ (EN) "Micronations", The Guardian, 19 giugno 2008.
  5. ^ Gay and Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands (Queensland, Australië), in Columbus, 22 giugno 2010. URL consultato il 10 agosto 2011.
  6. ^ Talek Harris, Emperors, princes and Australia's league of mini-nations, in Sin Chew Daily, 22 luglio 2010. URL consultato l'11 agosto 2011.
  7. ^ Nick Squires, Mini-states Down Under are sure they can secede, in The Daily Telegraph, 24 febbraio 2005. URL consultato l'11 agosto 2011.
  8. ^ Nick Squires, The world's micronations unite to demand recognition, in The Daily Telegraph, 4 maggio 2010. URL consultato il 10 agosto 2011.
  9. ^ https://web.archive.org/web/20161110134815/http://gaykingdom.info/
  10. ^ https://web.archive.org/web/20161225141847/http://gaykingdom.info/
  11. ^ Gay and Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands (Facebook), 17 novembre 2017. URL consultato il 17 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Birth of a Queer Nation", The Pink Paper, London, 28 September 2004, front cover and centerfold pages.
  • "Mini-states Down Under are sure they can secede", by Nick Squires, The Daily Telegraph (UK), 24 February 2005.
  • "If at first you don't secede...", by Mark Dapin, The Sydney Morning Herald - Good Weekend, 12 February 2005, pp 47–50
  • "Micronations", Lonely Planet Publications, 2006. ISBN 1-74104-730-7, The Gay & Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands, pages 39, 40, 41.
  • "Welcome to Heaven, The Gay and Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands", Horizon Magazine, Barcelona, Spain, pages 38 & 39 June 2006.
  • "Stamps of the Gay and Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands", Stamp News Australasia, Victoria, Australia, August Edition 2006 Vol 53 No 8 pages 34, 41 & 42.
  • "Royal Gay Mail", Philatelic Exporter, The World Stamp Trade Journal, August 2006 Edition, London, England, page 21.
  • "Fantasy Island, The Gay Kingdom", Envey Man Magazine, Bi Monthly 2006, issue 6, USA.
  • "Society, The Gay & Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands", Marie Claire, No 138 February 2007, Australia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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