Schwules Museum

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Schwules Museum
Schwules Museum Berlin.jpg
Ubicazione
Stato Germania Germania
Località Berlino-Kreuzberg
Indirizzo Mehringdamm 61
Caratteristiche
Tipo Storia dell'omossessualità
Apertura 1985
Sito web

Coordinate: 52°29′27″N 13°23′16″E / 52.490833°N 13.387778°E52.490833; 13.387778

Lo Schwules Museum ("museo omosessuale") è un museo che si trova a Berlino, dedicato all'omosessualità. Aperto il 6 dicembre 1985[1], espone in una mostra permanente la storia dell'omosessualità e degli omosessuali.

Origini del museo[modifica | modifica wikitesto]

Scopo dei creatori del museo era l'esposizione al pubblico dei diversi aspetti della vita omosessuale e la creazione di un centro di ricerca scientifica sulla storia dell'omosessualità. Ciò al fine di diffondere atteggiamenti di tolleranza e accettazione sociale nei confronti degli omosessuali, di combattere contro le discriminazioni e di diffondere negli omosessuali la consapevolezza nella propria identità.

Primo passo verso la creazione del museo fu la mostra "Eldorado", allestita nel 1984 al Berlin-Museum, che costituì la prima ricerca scientifica sull'omosessualità ad essere esposta al grande pubblico. Visto il successo della mostra, si decise di tramutarla in esposizione permanente in un museo appositamente costituito, per il quale venne creata nel 1985 al fondazione "Verein der Freunde eines Schwulen Museums in Berlin e.V.".

Mostra permanente[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal dicembre 2004 viene esposta la mostra permanente "Selbstbewusstsein und Beharrlichkeit. 200 Jahre schwule Geschichte", che presenta i modi utilizzati dagli omosessuali per vivere all'interno della società, nel periodo dal 1790 al 1990. Parallelamente vengono esposti i mezzi legali (come il noto paragrafo 175 del codice penale tedesco) utilizzati dalle autorità per perseguire i comportamenti omosessuali.

Esposizioni temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla mostra permanente, il museo organizza anche esposizioni temporanee, che solitamente trattano dell'omosessualità in determinati periodi storici, come la mostra "Goodbye to Berlin. 100 Jahre Schwulenbewegung", allestita nel 1997 alla Akademie der Künste a Berlino-Tiergarten o la mostra "Verfolgung homosexueller Männer in Berlin 1933 – 45", allestita in collaborazione con il Campo di concentramento di Sachsenhausen.

Vengono anche allestite mostre dedicate a personaggi famosi, come Oscar Wilde, Marlene Dietrich, Rainer Werner Fassbinder, Michel Foucault e Thomas Mann, che illustrano le difficoltà che incontrarono a causa del loro orientamento sessuale.

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

Nell'archivio del museo sono conservate pubblicazioni tedesche ed estere, a partire dal 1896, che trattano il tema dell'omosessualità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Postkarte des Schwulen Museums zum 25. Jahrestag.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Schwules Museum e Andreas Sternweiler (a cura di), Selbstbewusstsein und Beharrlichkeit. Zweihundert Jahre Geschichte, Selbstverlag, 2004.
  • Joachim Müller, Andreas Sternweiler e Schwules Museum (a cura di), Homosexuelle Männer im KZ Sachsenhausen, Berlino, 2000, ISBN 3-86149-097-8.
  • Schwules Museum e Akademie der Künste (a cura di), Goodbye to Berlin? 100 Jahre Schwulenbewegung, rosa Winkel, 1997, ISBN 3-86149-062-5.
  • Verein der Freunde eines Schwulen Museums in Berlin e.V. (a cura di), Eldorado. Homosexuelle Frauen und Männer in Berlin 1850–1950. Geschichte, Alltag und Kultur, 2ª ed., Berlino, 1992, ISBN 3-89468-032-6.
  • Andreas Sternweiler (a cura di), Fotos sind mein Leben: Albrecht Becker, Lebensgeschichten 1, Berlino, 1993, ISBN 3-86149-017-X.
  • Andreas Sternweiler (a cura di), Und alles wegen der Jungs. Pfadfinderführer und KZ-Häftling: Heinz Dörmer, Lebensgeschichten 2, Berlino, 1994, ISBN 3-86149-030-7.
  • Andreas Sternweiler (a cura di), Frankfurt, Basel, New York: Richard Plant, Lebensgeschichten 3, Berlino, 1996, ISBN 3-86149-048-X.
  • Andreas Sternweiler (a cura di), Liebe, Forschung, Lehre: Der Kunsthistoriker Christian Adolf Isermeyer, Lebensgeschichten 4, Berlino, 1998, ISBN 3-86149-082-X.
  • Karl-Heinz Steinle, Die Geschichte der Kameradschaft die runde 1950 bis 1969, Berlino, 1998, ISBN 3-86149-080-3.
  • Karl-Heinz Steinle, Der Kreis. Mitglieder, Künstler, Autoren, Berlino, 1999, ISBN 3-86149-093-5.
  • Andreas Pretzel, Die Geschichte der Gesellschaft für Reform des Sexualrechts e.V. 1948–1960, Berlino, 2001, ISBN 3-86149-086-2.

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Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN148014685 · ISNI: (EN0000 0001 1015 9785 · GND: (DE5101252-2 · BNF: (FRcb144022384 (data)