Ruggero (personaggio)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ruggero
Ruggero afailla.jpg
Pupo siciliano che rappresenta Ruggero dall'Aquila Bianca, opera di Aurelio Failla
Sagaciclo carolingio
Lingua orig.Italiano
SessoMaschio
Professioneguerriero

Ruggero (o Ruggiero) è un personaggio dell'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto.

Il personaggio nei poemi[modifica | modifica wikitesto]

Ruggiero in un'illustrazione di Antonio Tempesta.

Introdotto all'inizio del secondo libro dell’Innamorato, Ruggero è presentato come un giovane guerriero molto valoroso, discendente dalla stirpe di Ettore (di cui porta lo stemma, un'aquila bianca in campo azzurro) e dalla cui prole discenderanno gli Estensi, i dedicatari del poema.[1] Qui viene per la prima volta profetizzato che l'eroe dopo la sua conversione al cristianesimo morirà per mano di un traditore maganzese.

Ruggero, verrà rivelato poi nel Furioso, è fratello gemello di Marfisa e figlio di Ruggero II (secondo in ordine di lignaggio), già protagonista della Canzone d'Aspromonte: alla morte dei genitori, i due bambini vengono divisi. Ruggero è raccolto ancora in fasce dall'affezionato tutore, il mago Atlante, che istruisce il favoloso destriero alato Ippogrifo a "guardargli le spalle"; mentre Marfisa crescerà in Oriente. Entrambi verranno allevati nella fede musulmana.

Ruggero combatte perlopiù con una spada fatata il cui nome è Balisarda. Il suo cavallo, che ha una macchia bianca sulla fronte, si chiama Frontino, e apparteneva già con il nome di Frontalatte a Sacripante: dopo essere stato rubato dal ladro Brunello, perverrà a Ruggero.

Innamorato della sorella di Rinaldo, Bradamante, le promette di convertirsi al Cristianesimo e di unirsi a Carlo Magno e di sposarla, ma ben presto viene irretito dalla fata Alcina, per la qual cosa interverrà in suo aiuto la maga Melissa, facendolo fuggire e quindi approdare nel regno di Logistilla. Da quest'ultima l'eroe riceve in dono il morso per addomesticare l'Ippogrifo, col quale riuscirà a salvare Angelica, offerta in pasto all'Orca di Ebuda. Ruggero poi improvvisamente si trova a un bivio: seguire il re moro d'Africa Agramante nell'assedio di Parigi o combattere dalla parte dei cristiani per la promessa fatta all'amata. Resterà a lungo fedele ad Agramante: solo dopo aver appreso la verità sulle sue origini, scoprendo tra l'altro che suo padre era stato ucciso da quello di Agramante (Troiano), Ruggero abbandonerà i saraceni, e altrettanto farà Marfisa. Nonostante la conversione, sorgono nuove complicazioni, alcune dovute al fatto che Amone, il padre di Bradamante, preferisce come genero Leone di Bisanzio. Negli ultimi canti del Furioso i due innamorati coronano il loro sogno, grazie alla rinuncia di Leone, divenuto nel frattempo grande amico di Ruggero (il principe bizantino lo salverà tra l'altro da una condanna a morte). L'eroe inoltre assume la corona offertagli dai Bulgari, diventando in tal modo vassallo dell'imperatore romano d'Oriente.

Nei Cinque Canti di Ariosto, Ruggero e Bradamante sono finalmente sposati e l'eroe viene fatto paladino da Carlo.

Ruggero nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Paul-Joseph Blanc, Ruggero salva Angelica, 1876

Il combattimento di Ruggiero con l'Orca di Ebuda e il salvataggio di Angelica ad opera dell'eroe hanno ispirato pittori come Giambattista Tiepolo (Ruggero salva Angelica), Jean-Auguste-Dominique Ingres (Ruggero libera Angelica), Johann Peter Krafft (Ruggiero e Angelica),[2] Paul-Joseph Blanc (Ruggero salva Angelica) e Arnold Böcklin (Ruggiero e Angelica).[3]

Opere liriche basate sulla figura dell'eroe[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ruggiero nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 14 agosto 2021.
  2. ^ (DE) Rüdiger und Angelica (Studie zu "Rüdiger und Angelica"), su sammlung.belvedere.at. URL consultato il 14 agosto 2021.
  3. ^ Ruggiero libera Angelica di Arnold Böcklin - Finestre sull'Arte, podcast di storia dell'arte, su www.finestresullarte.info. URL consultato il 14 agosto 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Benedetto Croce, Ariosto, Adelphi Edizioni, Milano, 1991.
  • Julia M. Kisacky, Magic in Boiardo and Ariosto, New York, 2000.
  • Jo Ann Cavallo, The World Beyond Europe in the Romance Epics of Boiardo and Ariosto, University of Toronto Press, 2013.
  • Pio Rajna, Le fonti dell'Orlando furioso, Sansoni, Firenze, 1876.
  • Sergio Zatti, Il Furioso fra epos e romanzo, Pacini Fazzi, Lucca, 1990.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura