Francesca Caccini

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Cammeo con ritratto di Francesca Caccini

Francesca Caccini, detta la Cecchina, (Firenze, 18 settembre 1587Lucca o Firenze, 1640) è stata una compositrice, clavicembalista e soprano italiana. Fu la prima donna a scrivere un'opera teatrale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Giulio Caccini, è considerata una fra le donne che maggiormente contribuirono all'evolversi della nascente musica barocca all'inizio del Seicento. Le date di nascita e di morte sono incerte.

Apprezzata per le sue doti musicali, non meno che per l'avvenenza, Francesca Caccini divenne popolarmente nota con il diminutivo toscano di "Cecchina", tanto usuale da essere tradotto in latino nell'iscrizione didascalica CECHINE PULCHRITUDINIS IMMORTALITATI, posta sul medaglione marmoreo con la sua effigie, esistente nel palazzo Rospigliosi a Pistoia. Svolse anche l'attività di liutista e clavicembalista a Firenze, presso i Medici e dal 1607 come soprano, e fu una donna di alto ingegno e di grande cultura, che emersero anche nella sua attività di poetessa.

Affrontò il debutto all'età di tredici anni nell'Euridice composta dal padre. Già ne Le nuove musiche, Giulio Caccini – teorizzando il "favellare in armonia" – spiegava come tutti i componenti della sua famiglia, dalla moglie ai figli, fossero dediti al canto.

Così Francesca portò avanti assieme alle sorelle Settimia e Margherita, oltre al fratello Pompeo (veri e propri musicisti professionisti ante litteram) un proprio discorso musicale autonomo, componendo e suonando al servizio della corte medicea, fatta eccezione per un soggiorno di pochi mesi con la famiglia alla corte francese di Maria de' Medici.

Nel 1615 ebbe la prima assoluta la sua opera Ballo delle Zingare con il libretto di Ferdinando Saracinelli al Palazzo Pitti di Firenze e nel 1619 La fiera con il libretto di Michelangelo Buonarroti il Giovane al Palazzo Uffizi.

Una volta rientrata a Firenze, sposò il compositore G.B. Signorini-Malaspina e dopo la morte del marito si ritirò a vita privata.

La sua attività è compendiata nei pochi ma importanti lavori arrivati fino ai nostri giorni: Il Primo Libro delle Musiche a una e due voci (del 1618) e il melodramma La liberazione di Ruggiero dall'isola d'Alcina con il libretto di Ferdinando Saracinelli e Ludovico Ariosto (del 1625 nella Villa di Poggio Imperiale di Firenze). Degne di segnalazione sono anche le sue arie Dove io credea (del 1621) e Ch'io sia fidele (del 1629).

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX vi furono due recensioni controverse sulle sue opere: una critica molto positiva a suo favore del 1878 da parte di August Wilhelm Ambros nella sua Geschichte der Musik,[1] che giunse perfino a definirla "un genio" per le sue composizioni; Hugo Goldschmidt, all'inizio del XX secolo nella sua opera Studien zur Geschichte der italienischen Oper des 17. Jahrhunderts si espresse negativamente sulle considerazioni dei suoi predecessori[2] «...con una durezza, che con l'obiettività scientifica ha ben poco a che fare»(Eva Weissweiler).[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Le è stato dedicato un cratere di 38,1 di km diametro sul pianeta Venere.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella Anfuso – Francesca Caccini, CD+Libro Stilnovo 8816 – Florilegio. Musiche, Libro I, Firenze 1618
  • Elena Cecchi Fedi, Gianluca Lastraioli - Francesca Caccini - Maria, Dolce Maria, Sacred and Secular Songs - Brilliant Classics (2013)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) August Wilhelm Ambros: Geschichte der Musik Bd. IV, Leipzig 1878 (posthum), nach Weissweiler S. 408–412.
  2. ^ (DE) Hugo Goldschmidt: Studien zur Geschichte der italienischen Oper im 17. Jahrhundert. Leipzig 1901–1904.
  3. ^ (DE) Eva Weissweiler: Francesca Caccini und die Komponistinnen des italienischen Frühbarock. In: Komponistinnen vom Mittelalter bis zur Gegenwart. Bärenreiter, DTV, München 1999, ISBN 3-423-30726-9, S. 88.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arnaldo Bonaventura, Almanacco della donna italiana, Bemporad, 1933

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Francesca Caccini, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

Controllo di autorità VIAF: (EN100221216 · LCCN: (ENn82155102 · SBN: IT\ICCU\MUSV\011676 · ISNI: (EN0000 0001 1795 1046 · GND: (DE124074987 · BNF: (FRcb138920547 (data) · CERL: cnp00473621