Francesca Caccini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cammeo con ritratto di Francesca Caccini

Francesca Caccini, detta la Cecchina (Firenze, 18 settembre 1587Lucca o Firenze, dopo il giugno 1641), è stata una compositrice, clavicembalista e soprano italiana. Fu la prima donna a scrivere un'opera e probabilmente la più prolifica compositrice del suo tempo[1].

VITA

Fin da piccola, quindi, Francesca Caccini è stata formata musicalmente dal padre. Francesca ha studiato liuto, chitarra e arpa oltre che letteratura, latino, matematica e greco e ha sempre partecipato attivamente ai concerti organizzati dalla sua famiglia. Nel 1600, all’età di 13 anni, Francesca Caccini ha fatto la sua prima apparizione in pubblico come cantante in un’opera di suo padre L’Euridice, alla grande cerimonia di nozze di Maria de’ Medici ed Enrico IV di Francia. La sua bravura e il suo modo di presentarsi al pubblico hanno catturato l’interesse del Re francese che tempo dopo le ha offerto di diventare musicista alla sua corte. Tuttavia, Francesca non poté accettare per via di una obiezione da parte del Duca di Firenze.

Nel 1607 Francesca Caccini si fidanzò con il musicista Giovanni Battista Signorini e si sposarono il 15 novembre dello stesso anno. Hanno avuto una figlia di nome Margherita, nata nel 1622. Dopo la morte di Giovanni Battista Signorini nel 1626, Francesca Caccini si risposò con il nobile Tomaso Raffaelli e si trasferì con lui a Lucca, sua città natale, e nel 1628 nacque Tommaso. Il suo secondo marito non sopravvisse a lungo e morì nel 1630. Dopo questo fatto, Francesca Caccini tornò a Firenze con i suoi due figli e lavorò come insegnante di musica alla corte dei Medici. A parte la musica, è stata conosciuta anche per essere una valente poetessa e autrice di testi per canzoni.

Non vi è alcuna traccia precisa relativa alla morte di Francesca Caccini. Secondo alcuni documenti, Francesca fu attiva alla Corte fino a maggio del 1637, mentre, altre fonti rivelano che si è dimessa dalla Corte Medicea l’8 maggio 1641. Alcuni invece credono che lei possa aver vissuto a Firenze fino alla sua morte nel 1640. Niente di documentato, l’unica certezza è che l’evidenza della sua la morte si ha in seguito al trasferimento della tutela del figlio nel febbraio 1645 a suo zio Girolamo Raffaelli. Francesca Caccini fu sepolta a San Michele Visdomini vicino alla tomba di suo padre Giulio e della sorella Settimia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Giulio Caccini, è considerata una fra le donne che maggiormente contribuirono all'evolversi della nascente musica barocca all'inizio del Seicento.

Apprezzata per le sue doti musicali, non meno che per l'avvenenza, Francesca Caccini divenne popolarmente nota con il diminutivo toscano di "Cecchina", tanto usuale da essere tradotto in latino nell'iscrizione didascalica CECHINE PULCHRITUDINIS IMMORTALITATI, posta sul medaglione marmoreo con la sua effigie[2], esistente nel palazzo Rospigliosi a Pistoia. Fu cantante, liutista e clavicembalista a Firenze, presso i Medici, e fu una donna di alto ingegno e di grande cultura, che emersero anche nella sua attività di poetessa in italiano e in latino.

Insieme alla sorella Settimia ed alla seconda moglie del padre, Margherita della Scala, si ritiene sia stata una delle donne di Giulio Romano (cioè Giulio Caccini) che si esibirono nell'Euridice di Jacopo Peri e nel Rapimento di Cefalo di Giulio Caccini nell'anno 1600[1]. Infatti, nella raccolta di composizioni Le nuove musiche, Giulio Caccini – teorizzando il "favellare in armonia" – spiegava come tutti i componenti della sua famiglia, dalla moglie ai figli, fossero dediti al canto.

Secondo Liliana Panella[3], invece, la prima più fondata testimonianza dell'attività di cantante di Francesca, insieme con la sorella Settimia, presso la corte medicea, è del 1602: nel suo Diario, Cesare Tinghi nota che il 3 aprile 1602 nella chiesa di San Nicola a Pisa, dove la corte si trasferiva ogni anno durante la quaresima, vennero eseguite musiche policorali dirette da "Giulio Romano [Giulio Caccini], avendovi menate la moglie [la seconda moglie, Margherita] e le due figliuole le quale cantano bene". Il "concerto Caccini", che comprendeva anche il fratello di Francesca, Pompeo, fu invitato dal re Enrico IV di Francia e dalla regina Maria de' Medici ad esibirsi presso la corte francese[4]. Dopo aver cantato nell'ottobre 1604 dapprima alla corte di Modena per tre giorni, poi a Milano e a Lione, i Caccini giunsero a Parigi ai primi di dicembre 1604 e vi soggiornarono fino al maggio dell'anno successivo, riscuotendo grandi successi. Francesca soprattutto brillò come solista, cantando anche in francese e in spagnolo, tanto da suscitare l'ammirazione entusiasta del re, che avrebbe desiderato trattenerla a corte; tuttavia, il granduca di Toscana non concesse il suo benestare ed essa rientrò insieme al resto della famiglia[3].

Nel 1615 ebbe la prima assoluta la sua opera Ballo delle Zingare con il libretto di Ferdinando Saracinelli al Palazzo Pitti di Firenze e nel 1619 La fiera con il libretto di Michelangelo Buonarroti il Giovane al Palazzo Uffizi.

Una volta rientrata a Firenze, sposò il compositore G.B. Signorini-Malaspina e dopo la morte del marito si ritirò a vita privata.

La sua attività è compendiata nei pochi ma importanti lavori arrivati fino ai nostri giorni: Il Primo Libro delle Musiche a una e due voci (del 1618) e il melodramma La liberazione di Ruggiero dall'isola d'Alcina con il libretto di Ferdinando Saracinelli e Ludovico Ariosto (del 1625 nella Villa di Poggio Imperiale di Firenze). Degne di segnalazione sono anche le sue arie Dove io credea (del 1621) e Ch'io sia fidele (del 1629).

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX vi furono due recensioni controverse sulle sue opere: una critica molto positiva a suo favore del 1878 da parte di August Wilhelm Ambros nella sua Geschichte der Musik,[5] che giunse perfino a definirla "un genio" per le sue composizioni; Hugo Goldschmidt, all'inizio del XX secolo nella sua opera Studien zur Geschichte der italienischen Oper des 17. Jahrhunderts si espresse negativamente sulle considerazioni dei suoi predecessori[6] «...con una durezza, che con l'obiettività scientifica ha ben poco a che fare»(Eva Weissweiler).[7]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Le è stato dedicato un cratere di 38,1 di km diametro sul pianeta Venere.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella Anfuso – Francesca Caccini, CD+Libro Stilnovo 8816 – Florilegio. Musiche, Libro I, Firenze 1618
  • Elena Cecchi Fedi, Gianluca Lastraioli - Francesca Caccini - Maria, Dolce Maria, Sacred and Secular Songs - Brilliant Classics (2013)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Suzanne G. Cusick, Francesca Caccini, in 2ª ed..
  2. ^ Stefania Gitto, “Francesca Caccini tra rism, imslp e sbn”, su cedomus.toscana.it, 17 aprile 2015. URL consultato il 31 luglio 2017.
  3. ^ a b AA. VV., Dizionario Biografico degli italiani, a cura di Liliana Pannella, Roma, Istituto enciclopedia italiana, 1973, p. 20.
  4. ^ Milena Gammaitoni, Francesca Caccini, su enciclopediadelledonne.it. URL consultato il 31 luglio 2017.
  5. ^ (DE) August Wilhelm Ambros: Geschichte der Musik Bd. IV, Leipzig 1878 (posthum), nach Weissweiler S. 408–412.
  6. ^ (DE) Hugo Goldschmidt: Studien zur Geschichte der italienischen Oper im 17. Jahrhundert. Leipzig 1901–1904.
  7. ^ (DE) Eva Weissweiler: Francesca Caccini und die Komponistinnen des italienischen Frühbarock. In: Komponistinnen vom Mittelalter bis zur Gegenwart. Bärenreiter, DTV, München 1999, ISBN 3-423-30726-9, S. 88.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Suzanne G. Cusick, Francesca Caccini [Francesca Signorini; Francesca Signorini-Malaspina; Francesca Raffaelli; ‘La Cecchina’], in Stanley Sadie e John Tyrrell (a cura di), The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 2ª ed., Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0195170672.
  • Liliana Pannella, CACCINI, Francesca, detta la Cecchina, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973. URL consultato il 25 luglio 2017.
  • Arnaldo Bonaventura, Almanacco della donna italiana, Bemporad, 1933
  • AA. VV., Dizionario Biografico degli italiani, a cura di Liliana Pannella, Roma, Istituto enciclopedia italiana, 1973, p. 20.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN100221216 · ISNI (EN0000 0001 1795 1046 · SBN IT\ICCU\MUSV\011676 · LCCN (ENn82155102 · GND (DE124074987 · BNF (FRcb138920547 (data) · BAV ADV11650576 · CERL cnp00473621