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Francesca Caccini

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Francesca Caccini, detta la Cecchina (Firenze, 18 settembre 1587Lucca o Firenze, dopo giugno 1641), è stata una compositrice, clavicembalista e soprano italiana. Fu la prima donna a scrivere un'opera e una delle più prolifiche compositrici del suo tempo[1].

Cristofano Allori, Ritratto di donna, identificabile con Francesca Caccini (1610-20)

Figlia di Giulio Caccini, è considerata una fra le donne che maggiormente contribuirono all'evolversi dello stile recitativo all'inizio del Seicento.

Apprezzata per le sue doti musicali, Francesca Caccini, nota anche con il soprannome di "Cecchina", fu cantante, liutista e clavicembalista a Firenze, presso la corte dei Medici, e fu una donna di alto ingegno e di grande cultura, che dimostrò anche come poetessa, sia in italiano sia in latino.
Insieme alla sorella Settimia ed alla seconda moglie del padre, Margherita Benevoli della Scala, formò il gruppo detto delle donne di Giulio Romano (cioè Giulio Caccini) che si esibirono nell'Euridice e nel Rapimento di Cefalo di Giulio Caccini nell'anno 1600[1]. Infatti, nella raccolta di composizioni Le nuove musiche, Giulio Caccini – teorizzando il "favellare in armonia" – spiegava come tutti i membri della sua famiglia, dalla moglie alle figlie, fossero cantanti particolarmente esperte dello stile da lui creato.
Una successiva testimonianza dell'attività di Francesca, insieme con Settimia e Margherita, per la corte medicea, è del 1602: nel Diario di Cesare Tinghi è ricordato che il 3 aprile di quell'anno nella chiesa di San Nicola a Pisa, dove la corte si trasferiva ogni anno durante la quaresima, vennero eseguite musiche policorali dirette da "Giulio Romano [Giulio Caccini], avendovi menate la moglie [la seconda moglie, Margherita] e le due figliuole le quale cantano bene".[2] I documenti testimoniano diverse esibizioni delle "donne di Giulio" negli anni 1602-1612 davanti a ospiti di riguardo o per cerimonie religiose di corte.[3]
Il "concerto delle donne di Giulio", che comprendeva anche Pompeo, figlio naturale di Caccini, fu invitato dalla regina Maria de' Medici ad esibirsi presso la corte francese del re Enrico IV di Francia[4]. Dopo aver cantato nell'ottobre 1604 dapprima alla corte di Modena per tre giorni, poi a Milano e a Lione, i Caccini giunsero a Parigi ai primi di dicembre 1604 e vi soggiornarono fino alla fine di aprile dell'anno successivo, riscuotendo grandi successi. Francesca soprattutto brillò come solista, cantando anche in francese e in spagnolo, tanto da suscitare l'ammirazione entusiasta del re, che avrebbe desiderato trattenerla a corte; tuttavia, il granduca di Toscana non concesse il suo benestare ed essa rientrò insieme al resto della famiglia[2].
Una volta rientrata a Firenze, nel 1607 sposò il compositore Giovan Battista Signorini Malaspina, da cui ebbe una figlia, Margherita, che avrebbe seguito le orme materne, diventando un'apprezzata cantante. Nel 1615 venne rappresentata al Palazzo Pitti la sua prima composizione teatrale, il Ballo delle Zingare su testo di Ferdinando Saracinelli, cui seguirono nel 1619 le musiche di scena per la commedia La fiera di Michelangelo Buonarroti il Giovane nel teatro degli Uffizi.
Nel febbraio 1625, nella villa di Poggio Imperiale presso Firenze, venne rappresentata la sua opera-balletto La liberazione di Ruggiero dall'isola d'Alcina (1625), su libretto di Ferdinando Saracinelli, tratto da un episodio dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto.
Dopo la morte del marito, nel 1627 si risposò con Tommaso Raffaelli di Lucca, andando ad abitare nella città del marito. La coppia ebbe un figlio, Tommaso.
Rimasta vedova anche del secondo marito nel 1630, l'anno dopo supplicò la corte granducale di permetterle di ritornare a Firenze con i due figli. Ritornata a vivere nella città natale, ebbe modo di servire la corte fiorentina, insegnando musica alle figlie e alle dame della granduchessa reggente Cristina di Lorena.
Ottenuta nel maggio 1641 una patente di "benservito" dal granduca Ferdinando II, con cui le si assicurava la protezione dei Medici, nel giugno di quell'anno scrisse a Paolo Giordano Orsini, chiedendogli di essere ospitata nella sua corte a Roma, ma non sembra che la richiesta abbia avuto seguito.

La sua attività è compendiata nei pochi ma importanti lavori che diede alle stampe, arrivati fino ai nostri giorni: Il primo libro delle musiche a una e due voci (Firenze, Z. Pignoni, 1618), e due arie a 1 voce, apparse in antologie del tempo: Dove io credea in Ghirlandetta amorosa (Orvieto, M. Fei - R. Ruuli, 1621) e Ch'io sia fidele in Le risonanti sfere (Roma, G.B. Robletti, 1629), oltre all'opera-balletto La liberazione di Ruggiero dall'isola d'Alcina (Firenze, P. Cecconcelli. 1625). Manoscritta ci è pervenuta un'aria a voce sola, O chiome belle che all'aura (Firenze, Bibl. Nazionale Centrale, MUS.Mss.Rostirolla.841)

Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX vi furono due recensioni controverse sulle sue opere: una critica molto positiva a suo favore del 1878 da parte di August Wilhelm Ambros nella sua Geschichte der Musik,[5] che giunse perfino a definirla "un genio" per le sue composizioni; Hugo Goldschmidt, all'inizio del XX secolo nella sua opera Studien zur Geschichte der italienischen Oper des 17. Jahrhunderts si espresse negativamente sulle considerazioni dei suoi predecessori[6] «... con una durezza, che con l'obiettività scientifica ha ben poco a che fare» (Eva Weissweiler).[7]

Riconoscimenti

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Le è stato dedicato un cratere di 38,1 km di diametro sul pianeta Venere.

  • Nella Anfuso - Francesca Caccini, CD+Libro Stilnovo 8816 – Florilegio. Musiche, Libro I, Firenze 1618
  • Elena Cecchi Fedi, Gianluca Lastraioli - Francesca Caccini - Maria, Dolce Maria, Sacred and Secular Songs - Brilliant Classics (2013)
  1. 1 2 Suzanne G. Cusick, Francesca Caccini, in 2ª ed..
  2. 1 2 Liliana Pannella, Caccini, Francesca, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 16, Roma, 1973 (consultato il 19 ottobre 2020).
  3. Warren Kirkendale, The court musicians in Florence during the principate of the Medici. With a reconstruction of the artistic establishment, Firenze, Olschki, 1993, pp. 309-310-
  4. Milena Gammaitoni, Francesca Caccini, su enciclopediadelledonne.it. URL consultato il 31 luglio 2017.
  5. (DE) August Wilhelm Ambros, Geschichte der Musik, Bd. IV, Leipzig 1878 (posthum), secondo Weissweiler pp. 408–412.
  6. (DE) Hugo Goldschmidt, Studien zur Geschichte der italienischen Oper im 17. Jahrhundert. Leipzig 1901–1904.
  7. (DE) Eva Weissweiler, Francesca Caccini und die Komponistinnen des italienischen Frühbarock. In Komponistinnen vom Mittelalter bis zur Gegenwart. Bärenreiter, DTV, München 1999, ISBN 3-423-30726-9, p. 88.
  • Suzanne G. Cusick, Francesca Caccini at the Medici Court. Music and the Circulation of Power, Chicago, University of Chicago Press, 2009, ISBN 978-0-226-13212-9.
  • Warren Kirkendale, The court musicians in Florence during the principate of the Medici. With a reconstruction of the artistic establishment, Firenze, Olschki, 1993, ISBN 88-222-4108-8.
  • Suzanne G. Cusick, Francesca Caccini [Francesca Signorini; Francesca Signorini-Malaspina; Francesca Raffaelli; ‘La Cecchina’], in Stanley Sadie e John Tyrrell (a cura di), The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 2ª ed., Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0195170672.
  • Liliana Pannella, CACCINI, Francesca, detta la Cecchina, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 16, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973. URL consultato il 25 luglio 2017. Modifica su Wikidata
  • Arnaldo Bonaventura, Almanacco della donna italiana, Bemporad, 1933
  • AA. VV., Dizionario Biografico degli italiani, a cura di Liliana Pannella, Roma, Istituto enciclopedia italiana, 1973, p. 20.
  • Lisa Goldenberg Stoppato, Le “musiche” delle granduchesse e i loro ritratti, in Con dolce forza. Donne nell’universo musicale del Cinque e Seicento, catalogo della mostra, a cura di Laura Donati, Firenze, Polistampa, 2018, pp. 46-50.

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Collegamenti esterni

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