Canzone d'Aspromonte

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Canzone d'Aspromonte
Titolo originaleChanson d'Aspremont
Rolandfealty.jpg
Rolando riceve la spada dalle mani di Carlo Magno
Autoreanonimo
1ª ed. originaleXII secolo
GenerePoema
SottogenerePoema cavalleresco
Lingua originale francese
ProtagonistiOrlando

La Chanson d'Aspremont (o Canzone d'Aspromonte), scritta intorno alla prima metà del XII secolo, è una chanson de geste appartenente al ciclo carolingio, considerata tra le grandi opere della letteratura medievale di origine normanna, prologo della Canzone di Rolando (la Chanson de Roland, capostipite del genere) e dunque delle successive Orlando innamorato e Orlando Furioso.

Essa canta la storia d'amore tra Ruggieri e Gallicella e la caduta della città di Risa (Reggio Calabria in epoca normanna) in un Sud Italia invaso dai Saraceni, e la storia di Rolandino (il giovane Rolando dei successivi poemi) che proprio in Aspromonte ha la sua iniziazione di cavaliere, scopre sé stesso e la sua condizione di eroe.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

  • Canto I - L'inizio delle vicende e gli eroi
  • Canto II - Il valore di Re Capricorno
  • Canto III - Smargiassate di Troiano
  • Canto IV - Discorso di Sobrino
  • Canto V - Richiesta di Orlando di un'armatura
  • Canto VI - Missione di Sobrino
  • Canto VII - I Romiti
  • Canto VIII
  • Canto IX - Duello con Almonte
  • Canto X - Duello di Almonte e Ruggiero
  • Canto XI - Il tradimento di Beltramo
  • Canto XII - Caduta di Risa
  • Canto XIII
  • Canto XIV
  • Canto XV
  • Canto XVI
  • Canto XVII
  • Canto XVIII - Salita di Namo in Aspromonte

Temi[modifica | modifica wikitesto]

I valori che caratterizzano la canzone di gesta sono:

  • la lealtà verso il sovrano;
  • la fede in Cristo e nella sua Chiesa, in opposizione ai musulmani;
  • il senso dell'onore;
  • l'eroismo in battaglia.

La trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'opera cavalleresca della Canzone d'Aspromonte si narra che Reggio (Risa), sede del tesoro fattovi seppellire da Annibale, con il suo castello è una fastosa ed importante città cristiana; si narra delle gesta di Ruggieri di Risa (Ruggiero di Reggio), figlio di Rampaldo, un eroe invincibile e santo il cui corpo rimane "intatto" anche dopo la morte.

Avviene dunque che Ruggiero vuole portare egli stesso la notizia del perdono del cognato Carlo Magno all'amico Milone, che si trova in Africa presso il re Agolante. Ma dopo che Ruggiero sbarca in Africa, non conoscendo la via da percorrere giunge nella città del Re Guarnieri il quale ha una figlia bellissima, Claudiana. I due giovani si innamorano, si amano in molti appuntamenti clandestini e progettano di fuggire insieme, ma durante il viaggio la nave che trasporta i due amanti viene attaccata da un bastione di pirati, prontamente massacrati dal valoroso Ruggiero, ma accade che nel frattempo la bella Claudiana sorpresa da una mareggiata cade nelle acque, e malgrado Ruggiero la cerchi come un forsennato non riesce a trovarla credendola morta e abbandonando ogni speranza. Così afflitto per la perdita si lascia trasportare dalla nave in balìa di impetuosi venti, sbalzata sulle coste della Sicilia. Riavutosi noleggia un'altra nave e si dirige a Risa.

Claudiana, caduta in mare, nuota fino allo svilimento. Pensando di morire però viene soccorsa dal capitano di una nave che la porta nell'alta Armenia, dove ella dà alla luce un bellissimo bimbo di nome Cladinoro.

Alla corte di Carlo Magno giungono intanto emissari dall'oriente per trattare e minacciare lo scontro definitivo che avrà luogo in Aspromonte. Così le truppe cristiane si preparano e Rolandino (Orlando ancora giovane) vorrebbe unirsi ai paladini, ma non gli è permesso perché ancora troppo giovane. Nonostante ciò egli riesce a fuggire dal castello di Reggio, unendosi così ai paladini nello scontro finale contro i mori.

Agolante con i suoi tre figli, Almonte, Trojano e la invitta Gallicella, muove quindi alla volta di Risa per far guerra, ma non volendo spargere sangue innocente uno dei figli di Agolante sfida a singolar tenzone Ruggiero distintosi nel combattimento intorno alla città. Prima di combattere però chiede a Ruggiero se sia disposto ad abbandonare la religione cristiana e il suo regno per diventare in cambio Re in un regno in Africa, Ruggiero alzando la visiera rifiuta categoricamente.

Gallicella, presente al colloquio, dopo aver ascoltato le parole ed aver visto il soave volto di Ruggiero se ne innamora. Così, combattuto valorosamente e scavalcata da sella da Ruggiero (anch'egli preso d'amore per la fanciulla), gli confessa il proprio amore, ricambiato dal paladino che le giura eterno amore e la conduce in Risa come sua sposa.

Dopo poco tempo però Beltramo, infido fratello di Ruggiero, a tradimento uccide il padre ed il fratello. Così Gallicella, consunta dal dispiacere per la morte del suo amato, si rifugia in un bosco dove, dopo aver dato alla luce i figli Ruggiero e Marfisia, muore.

Namo, un altro eroe cristiano, sale sulla montagna dell'Aspromonte ed uccide il Grifone, mitico animale alato, mentre Rolandino uccide l'eroe saraceno Almonte nei cruenti scontri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmelina Sicari, La canzone d'Aspromonte: poema epico del XV secolo, Vibo Valentia, Qualecultura, 1991, ISBN 88-16-90022-9.
  • Bruno Barillari, La Calabria e il poema francese Aspremont, in Brutium, vol. XXVIII, n. 1-2, 1949, pp. 1-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]