Angelica (Orlando furioso)

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Angelica
Giovanni Battista Tiepolo - Angelica and Medoro with the Shepherds - WGA22340.jpg
Giambattista Tiepolo, Angelica e Medoro si congedano dai pastori che li hanno ospitati, affresco nella Sala dell'Orlando Furioso di Villa Valmarana
UniversoOrlando furioso
Lingua orig.Italiano
Autori
1ª app.1483
1ª app. inOrlando innamorato
SessoFemmina
Professioneprincipessa

Angelica è la principale figura femminile del poema cavalleresco Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo, e del seguente Orlando furioso di Ludovico Ariosto. In queste opere letterarie si narra delle vicende avventurose dei Paladini di Francia, protagonisti dell'epopea carolingia.

Angelica nell'epica cavalleresca[modifica | modifica wikitesto]

Angelica e l'Orca di Ebuda in un'illustrazione di Gustave Doré
Giovanni Lanfranco, Angelica soccorre Medoro, 1633-1634

Figlia di Galafrone re del Catai, nell'Orlando innamorato Angelica giunge in Europa con suo fratello Argalìa,[1] ma viene contesa fra due dei più importanti paladini di Francia, Orlando e Rinaldo, entrambi al servizio di Carlo Magno. Dopo la sconfitta in un duello di suo fratello, vinto da Ferraù, Angelica fugge dai paladini e dai soldati saraceni invaghitisi di lei. In seguito, Angelica trova la fonte dell’amore e ne beve l’acqua, innamorandosi di Rinaldo, il quale invece respinge la principessa perché aveva bevuto dalla fonte dell’odio.[2] Dopo che Ferraù uccide il fratello Argalìa, Angelica fugge in Oriente e manda Malagigi alla ricerca di Rinaldo. Dunque, Angelica si rifugia nella rocca di Albracca (forse Bucara, una città usbeca), situata nel regno del padre, ma i sovrani nemici cingono d’assedio la città: in seguito, la principessa del Catai fugge alla ricerca di aiuto, mentre Orlando sconfigge e uccide il re tartaro Agricane in duello.[3] L’assedio viene poi interrotto.

Angelica possiede un anello magico che garantisce l’invisibilità a chi lo mette in bocca, ma questo viene rubato dal mago Brunello, che fugge in Europa: pertanto Angelica e tutti i paladini ritornano nel continente europeo. Lì Angelica trova la fonte dell’odio e, dopo averne bevuto l’acqua, non ama più Rinaldo, il quale a sua volta aveva bevuto dalla fonte dell’amore.

Di lei nell'Orlando Furioso si innamorano anche altri personaggi tra cui Ferraù, Sacripante e Ruggero, che la salverà da un mostro marino (l'Orca di Ebuda):[4] infatti, durante la sua fuga, Angelica viene catturata dagli abitanti dell’isola di Ebuda e viene incatenata ad uno scoglio per essere offerta in sacrificio al mostro marino, per poi essere salvata da Ruggero che la riporta nel continente in sella al suo ippogrifo e le restituisce l'anello magico.[5] Angelica poi si imbatte in Medoro, un fante saraceno rimasto ferito in uno scontro, e si innamora di lui:[6] dopo averlo curato e aver sugellato il loro amore incidendo i loro nomi sui tronchi di alcuni alberi, fuggirà con lui, scatenando così la pazzia di Orlando.[7]

La sua storia è legata a quella dei Paladini di Francia nell'Opera dei Pupi siciliana che viene ancora oggi rappresentata in alcuni teatri di Catania, Palermo, Acireale e Siracusa con l'utilizzo di pupi del XIX secolo. La messa in scena fa riferimento all'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, ma anche alle imprese raccontate nella Chanson de Roland francese, opera in cui il personaggio di Angelica non appare.

Angelica nella letteratura successiva[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Angelica fu ripresa da Giovanni Dolfin nella sua tragedia Il Medoro. In Spagna incentrarono invece opere su di lei gli scrittori Lope de Vega (La bellezza di Angelica)[4] e Luis de Góngora (En un pastoral albergue).[8]

Angelica nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Angelica e Medoro.

Angelica è rappresentata, insieme ad altri personaggi, negli affreschi nella Sala dell'Orlando Furioso di Villa Valmarana "Ai Nani": la loro realizzazione si deve a Giambattista Tiepolo e a suo figlio Giandomenico. Tra le innumerevoli altre opere a lei dedicate, si ricorda anche una celebre tela di Jean-Auguste-Dominique Ingres: Ruggero libera Angelica.

Angelica nell'opera lirica[modifica | modifica wikitesto]

Angelica nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel film I paladini: storia d'armi e d'amori, Angelica è interpretata da Tanya Roberts, che dà volto anche a un'altra figura femminile del Furioso, Isabella.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Angelica alla corte di Francia (PDF), su online.scuola.zanichelli.it. URL consultato il 17 settembre 2021.
  2. ^ Le fontane dell'odio e dell'amore (PDF), su online.scuola.zanichelli.it. URL consultato il 17 settembre 2021.
  3. ^ L’amore folle di Orlando per Angelica raccontato da Ariosto, su libreriamo.it. URL consultato il 17 settembre 2021.
  4. ^ a b Orlando furioso nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 17 settembre 2021.
  5. ^ Orlando furioso (1928)/Canto 10 - Wikisource, su it.wikisource.org. URL consultato il 17 settembre 2021.
  6. ^ Orlando furioso (1928)/Canto 19 - Wikisource, su it.wikisource.org. URL consultato il 17 settembre 2021.
  7. ^ Angelica nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 17 settembre 2021.
  8. ^ (ES) En un pastoral albergue, su index.html. URL consultato il 17 settembre 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roger Baillet, Le Monde poétique de l'Arioste. Essai d'interprétation du Roland furieux, L'Hermès, Parigi, 1977.
  • Maria Cristina Cabani, Costanti ariostesche. Tecniche di ripresa e memoria interna nell'Orlando furioso, Scuola Normale Superiore, Pisa, 1990.
  • Jo Ann Cavallo, The World Beyond Europe in the Romance Epics of Boiardo and Ariosto, University of Toronto Press, 2013.
  • Giovanni Ponte, La personalità e l'opera del Boiardo, Genova, 1972.
  • Sergio Zatti, Il Furioso fra epos e romanzo, Pacini Fazzi, Lucca, 1990.

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