Astolfo (personaggio)

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Astolfo
Orlando Furioso 34.jpg
Gustave Doré, illustrazione dell’Orlando Furioso con Astolfo e Caligorante
Lingua orig.Italiano
Autori
Specieumana
SessoMaschio
Luogo di nascitaInghilterra
Professionecavaliere
AffiliazionePaladini di Carlo Magno

Astolfo è un personaggio dei poemi cavallereschi caratterizzato da grande spirito di avventura, arguzia e atteggiamenti al limite del bizzarro.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Già presente in alcuni episodi del Morgante di Luigi Pulci, fu però con l' Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e ancora di più con l' Orlando furioso di Ludovico Ariosto che divenne un personaggio memorabile. Paladino di Carlo Magno originario dell'Inghilterra, è individuo focoso ed impulsivo, protagonista di imprese mirabolanti. Nel Furioso è il personaggio che più di ogni altro rimane coinvolto in avventure incredibili, come il volo sull'Ippogrifo per ritrovare il senno perduto da Orlando e finito sulla luna.[1]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Deriva dal nome germanico Haistulf, nome composto da haist (di significato incerto, forse "furioso", "violento") o forse ast ("asta", "lancia"), e vulf ("lupo")[2]

Le sue gesta nell'Orlando Furioso[modifica | modifica wikitesto]

  • canto VI, 27 e ss.: è ritrovato da Ruggiero nell'isola della maga Alcina (secondo alcuni il Giappone) trasformato in un mirto (episodio ispirato a quello di Polidoro nell'Eneide e a quello di Pier della Vigna nell'Inferno di Dante).
  • VI, 46: viene precisato che è stato l'amante di Alcina.
  • VIII, 16: recupera la forma umana per opera della maga Melissa.
  • XV, 13: riceve due doni prodigiosi: un corno che infonde il terrore in chi lo ascolta e un libro incantato.
  • XV, 38: sconfigge Caligorante e uccide Orrilo.
  • XVIII, 96; XIX, 43: va con Sansonetto alla giostra di Damasco.
  • XIX, 54: approda con i compagni ad Alessandria.
  • XX, 66: in questa città riconosce il suo cugino Guidon Selvaggio.
  • XX, 87; XXII, 4: mette in fuga con il corno fatato le donne di Alessandria.
  • XXII, 7: suoi viaggi a Londra e in Francia.
  • XXII, 13: giunge al palazzo incantato di Atlante.
  • XXII, 23: spezza l'incantesimo e doma l'ippogrifo.
  • XXXIII, 96: vola in Etiopia sull'ippogrifo.
  • XXXIII, 119; XXXIV, 4: scaccia con il corno le Arpie che infestano la mensa al re Senapo, noto in occidente come Prete Gianni.
  • XXXIV, 4: raggiunge la porta dell'Inferno.
  • XXXIV, 7: l'ombra di Lidia gli narra la sua sciagurata storia d'amore.
  • XXXIV, 46: chiude le Arpie in una spelonca (esse simboleggiano nel poema i mali che affliggono l'Italia).
  • XXXIV, 48: raggiunge il Paradiso terrestre e vi trova Enoch, Elia e San Giovanni Evangelista.
  • XXXIV, 68: a bordo del Carro di Elia varca la sfera del fuoco e raggiunge la Luna.
  • XXXIV, 81-87: uno degli episodi più famosi dell'Orlando Furioso: sulla Luna trova tutto ciò che si è perso sulla Terra (inclusi i versi ch'in laude dei signor si fanno, stoccata autobiografica), e poi riparte con un'ampolla contenente il senno di Orlando.
  • XXXVIII, 24: restituisce la vista a re Senapo.
  • XXXVIII, 29: imprigiona in un otre il vento Noto.
  • XXXVIII, 33: cambia i sassi in cavalli.
  • XXXIX, 57: restituisce il senno ad Orlando.
  • XL, 14: espugna Biserta.
  • XLIV, 23: rimanda i Nubiani al loro paese e torna in Francia.

Astolfo e Italo Balbo[modifica | modifica wikitesto]

«Il quattro giugno si inaugura a Ferrara l'anno Ariosteo. È una buona occasione per un altro volo di allenamento e per assistere al Palio di San Giorgio che raduna molti miei amici»

(Parole di Italo Balbo pronunciate a Ferrara prima della sua partenza per Orbetello nel 1933 dove si stava preparando per la crociera aerea del Decennale.[3])

Già prima delle celebrazioni del 1933 per il IV centenario ariostesco a Ferrara Italo Balbo, noto non solo come gerarca e quadrumviro fascista ma anche come aviatore, amava paragonarsi a personaggi mitici, magari legati al periodo d'oro degli Este a Ferrara. E il personaggio che più lo affascinò fu l'Astolfo descritto da Ludovico Ariosto.

«L'ombra del grande paladino mi perdoni se... ho preso il suo posto sulla groppa dell'alato Ippogrifo e me ne sono andato qua e là scorrazzando.»

(Ancora Italo Balbo che paragona sé stesso all'eroe del poema cavalleresco.[4])

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone Astolfo dei Negramaro è incentrata sulla sua figura.
  • Astolfo è anche uno dei servant nell'anime Fate/Apocrypha dove si manifesta come rider.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Astolfo, su treccani.it. URL consultato il 25 settembre 2020.
  2. ^ Ernst Förstemann.
  3. ^ Carla Nocito Serventi Longhi, p.89.
  4. ^ Carla Nocito Serventi Longhi, p.90.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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