Reasonable Doubt

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Reasonable Doubt
Artista Jay-Z
Tipo album Studio
Pubblicazione 25 giugno 1996
Durata 59:24
Dischi 1
Tracce 16
Genere East Coast rap
Gangsta rap
Etichetta Roc-A-Fella (U.S.)
Northwestside (UK)
Priority (distribution)
Produttore Big Jaz, Clark Kent, Dahoud Darien, Damon Dash, DJ Irv, DJ Premier, Knobody, Peter Panic, Sean Cane, Ski Beatz
Registrazione D&D Studios, New York
1995-1996
Certificazioni
Dischi d'argento Regno Unito Regno Unito[1]
(Vendite: 60.000+)
Dischi di platino Stati Uniti Stati Uniti[2]
(Vendite:1.514.000+)
Jay-Z - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1997)
Singoli
  1. Dead Presidents
    Pubblicato: 20 febbraio 1996
  2. Ain't No Nigga
    Pubblicato: 26 marzo 1996
  3. Can't Knock the Hustle
    Pubblicato: 27 agosto 1996
  4. I Feelin' It
    Pubblicato: 15 aprile 1997

Reasonable Doubt è l'album di debutto del rapper statunitense Jay-Z, pubblicato il 25 giugno del 1996 dalla Roc-A-Fella Records e dalla Priority Records. L'album presenta produzioni di diversi beatmaker, tra gli altri anche DJ Premier, Ski Beatz, Irv Gotti e DJ Clark Kent, inoltre vede le collaborazioni di Memphis Bleek, The Notorious B.I.G. e Mary J. Blige. L'album contiene temi inerenti al genere "mafioso rap" e testi forti sullo stile di vita "hustler" e sulle ossessioni materiali.

Reasonable Doubt ha debuttato alla posizione numero 23 della classifica Billboard 200, dove è rimasto per 18 settimane e ha ricevuto il disco di platino nel 2002. Promosso da quattro singoli, Dead Presidents II, Ain't No Nigga, Can't Knock the Hustle e Feelin' It, l'album è certifico disco di platino dalla RIAA e, a partire dal 2006, ha venduto 1,5 milioni di copie negli Stati Uniti. Reasonable Doubt è stato un successo di critica, è stato spesso inserito nella liste dei migliori dischi rap della storia di diverse pubblicazioni e molti appassionati del genere lo considerano il lavoro migliore di Jay-Z.

Background[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, l'aspirante rapper Jay-Z è reclutato dal mentore Jaz-O per apparire nella sua canzone Hawaiian Sophie.[3] Si fa notare in altre due canzoni di Jaz-O nell'anno seguente, ma dopo che Jaz-O è scaricato dalla sua etichetta, Jay-Z inizia a vendere droga per mantenersi.[3] Il giovane prosegue la sua carriera nell'hip hop cantando in due canzoni dell'album del 1993 Beyond Flavor del collettivo Original Flavor. Jay-Z cattura l'attenzione di Big Daddy Kane che lo porta in tour con lui: collabora con Kane nel 1994 alla canzone Show & Prove con Ol' Dirty Bastard dei Wu-Tang Clan, Shyheim, Sauce Money e Scoob Lover.[3]

Nonostante l'esposizione ricevuta da Kane, Jay-Z è ancora senza un contratto discografico. Inizia dunque a vendere i propri tapes dalla sua macchina con l'aiuto dell'amico Damon Dash.[4] Il successo ottenuto nelle strade lo porta a firmare un contratto con la Payday Records e a pubblicare il suo primo singolo, In My Lifetime, oltre al lato-b I Can't Get wid Dat. Poco dopo, con una mossa non convenzionale, Jay-Z respinge il contratto e lascia la Payday Records per formare una propria etichetta, denominata Roc-A-Fella Records e fondata assieme a Damon Dash e Kareem "Biggs" Burke. Il rapper di Brooklyn in seguito ha spiegato che era convinto di poter commercializzare i propri lavori in maniera migliore per conto suo.

Jay-Z affitta un piccolo ufficio economico per la Roc-A-Fella Records in John Street in una delle «parti più tristi nella città più trafficata del mondo».[4] Jay-Z e i suoi soci pensano a questa sede a basso costo come il punto di partenza che li porterà poi a Manhattan.[4] Nel 1995 e nei primi mesi del 1996, Jay-Z collabora ai dischi di Big L e Mic Geronimo, alzando ulteriormente il proprio profilo. A questo punto, era ancora considerato un rapper "underground"[5] con uno stile "new jack".[6] Roc-A-Fella pubblica Reasonable Doubt con Priority Records.[7]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Can't Knock the Hustle – 5:17 (testo: Shawn Carter, Lesette Wilson, Meli'sa Morgan, Marcus Miller, Jerome Foster – musica: Knobody, Dahoud Darien co-produttore., Sean Cane co-produttore.)
  2. Politics As Usual – 3:41 (testo: Carter, David Willis, Cynthia Biggs – musica: Ski)
  3. Brooklyn's Finest (featuring The Notorious B.I.G.) – 4:36 (testo: Carter, Christopher Wallace, Rodolfo Franklin, Leroy Bonner, Greg Webster – musica: DJ Clark Kent)
  4. Dead Presidents II – 4:27 (testo: Carter, Lonnie Liston Smith, Willis – musica: Ski)
  5. Feelin' It – 3:48 (testo: Carter, Willis – musica: Ski)
  6. D'evils – 3:31 (testo: Carter, Christopher Martin – musica: DJ Premier)
  7. 22 Two'S – 3:29 (testo: Carter, Willis – musica: Ski)
  8. Can I Live – 4:10 (testo: Carter, Irving Lorenzo Jr., Burt Bacharach, Hal David – musica: Irv Gotti)
  9. Ain't No Nigga (featuring Foxy Brown) – 4:03 (musica: Jaz-O)
  10. Friend Or Foe – 1:49 (testo: Carter, Martin – musica: DJ Premier)
  11. Coming Of Age (featuring Memphis Bleek) – 3:59 (testo: Carter, Franklin, James Mtume – musica: DJ Clark Kent)
  12. Cashmere Thoughts – 2:56 (testo: Carter, Franklin, Hamilton Bohannon, Leroy Emmanuel, Melvin Ragin – musica: DJ Clark Kent)
  13. Bring It On (featuring Big Jaz & Sauce Money) – 5:01 (testo: Carter, Martin, Burks, Todd Gaither – musica: DJ Premier)
  14. Regrets – 4:34 (testo: Carter, Patty F. Di Pasquale – musica: Peter Panic)

Durata totale: 55:21

Traccia bonus nella versione rimasterizzata
  1. Can I Live II (featuring Memphis Bleek) – 3:57 (testo: Carter, Malik Cox, Malik Johnson – musica: K-Rob)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) http://www.bpi.co.uk/platinum/platinumright.asp?rq=search_plat&r_id=33322
  2. ^ (EN) RIAA - Gold & Platinum Searchable Database - October 27, 2015
  3. ^ a b c (EN) Driven: About the Episode, VH1. URL consultato il 19 luglio 2007.
  4. ^ a b c (EN) Asondra Hunter, Rockin' On A Roc-A-Fella at Yahoo! Music, Music.Yahoo.com. URL consultato il 5 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2007).
  5. ^ (EN) Shaheem Reid, Jay-Z Rolls Out Classics, Big Surprises At Reasonable Doubt 10th Anniversary Show, VH1. URL consultato il 21 luglio 2007.
  6. ^ (EN) Steve Juon, Reasonable Doubt Review, RapReviews.com, 12 dicembre 2001. URL consultato il 22 giugno 2007.
  7. ^ (EN) Robert Christgau, Consumer Guide, in The Village Voice (New York), 1996. URL consultato il 16 giugno 2012 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2010).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]