No Jacket Required

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No Jacket Required
ArtistaPhil Collins
Tipo albumStudio
Pubblicazione25 gennaio 1985[1]
Durata50:27
Dischi1
Tracce10
Genere[1]Pop rock
Soft rock
EtichettaAtlantic Records
Virgin Records
Warner Music Group
ProduttorePhil Collins, Hugh Padgham
Registrazionemaggio-dicembre 1984, Townhouse Studios (Londra)
Certificazioni
Dischi d'oroFinlandia Finlandia[2]
(vendite: 34 203[3])
Dischi di platinoArgentina Argentina (3)[4]
(vendite: 180 000+)
Australia Australia (4)[5]
(vendite: 280 000+)
Austria Austria[6]
(vendite: 50 000+)
Francia Francia (2)[7]
(vendite: 600 000+)
Germania Germania (3)[8]
(vendite: 1 500 000+)
Giappone Giappone[9]
(vendite: 250 000+)
Hong Kong Hong Kong[10]
(vendite: 20 000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi[11]
(vendite: 100 000+)
Regno Unito Regno Unito (6)[12]
(vendite: 1 800 000+)
Spagna Spagna[13]
(vendite: 100 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (12)[14]
(vendite: 12 000 000+)
Svizzera Svizzera (2)[15]
(vendite: 100 000+)
Dischi di diamanteCanada Canada[16]
(vendite: 1 000 000+)
Phil Collins - cronologia
Album precedente
(1982)
Album successivo
(1987)

No Jacket Required è il terzo album da solista del cantante britannico Phil Collins, pubblicato il 25 gennaio 1985 dalla Atlantic Records. È diventato il lavoro di maggior successo commerciale di Collins, nonché quello della sua definitiva affermazione come solista al di fuori dei Genesis.

L'album ha venduto oltre 12 milioni di copie nei soli Stati Uniti, dove è stato certificato disco di diamante dalla Recording Industry Association of America (RIAA).[14] Nel Regno Unito, è stato invece premiato con sei dischi di platino dalla British Phonographic Industry (BPI).[12] In totale ha venduto oltre 25 milioni di copie nel mondo.[17]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle canzoni dell'album nacquero da improvvisazioni con una drum machine, tra cui i singoli One More Night e Sussudio.[18] Collins cominciò a cantare "one more night" nel tentativo di creare un'atmosfera simile ai The Jackson 5,[19] e improvvisò "sus-sussudio" in un altro caso. Inizialmente tentò di sostituire quest'ultimo verso con una frase diversa, salvo poi decidere di percorrere quella stessa strada, componendo il testo in riferimento a una cotta adolescenziale provata per una ragazza ai tempi della scuola.[18] Un altro brano nato principalmente da un'improvvisazione, Don't Lose My Number, proviene dalle sessioni di registrazione del primo album solista del cantante, Face Value.[20] Collins ha aggiunto di non conoscere appieno il significato del testo.[20]

Altre canzoni furono composte attraverso messaggi più personali. Long Long Way to Go è spesso considerato uno dei brani più popolari di Collins tra quelli che non sono mai stati distribuiti come singolo (anche se ha ricevuto notevole airplay radiofonico),[1][21] e fino ad allora si trattava del suo pezzo maggiormente politico.[19] L'ex leader dei The Police, Sting, contribuì ai cori della canzone.[22] Sting e Collins si incontrarono la prima volta in occasione del progetto Band Aid, e divennero buoni amici dopo essersi esibiti insieme sul palco del Live Aid.[23] Collins stava lavorando su una canzone, e pensò che Sting, avendo collaborato con Band Aid, poteva essere coinvolto molto facilmente.[23] Collins chiese a Sting di aiutarlo con le voci di sottofondo per questo brano, e Sting accettò.[23]

Doesn't Anybody Stay Together Anymore è un'altra canzone che contiene un messaggio personale. Venne scritta da Collins in risposta ai continui divorzi che circondavano le persone intorno a lui, inclusi manager, amici ed egli stesso pochi anni prima.[19] Collins ha successivamente rivelato di aver cantato questo brano durante la festa del 40º compleanno di Carlo, principe del Galles, senza sapere che il divorzio tra il principe e la moglie Diana Spencer sarebbe avvenuto poco tempo dopo.[24] Mentre nella versione originale dell'album si contraddistingue per il suo ritmo dinamico, il brano nelle esibizioni dal vivo è stato spesso riarrangiato sottoforma di ballata.[24]

Take Me Home è un'altra canzone il cui significato in origine era molto vago. Ad un primo ascolto, sembra che il testo parli del tornare a casa,[18] ma ciò non è esatto. Collins ha dichiarato che in realtà fa riferimento ad un paziente in un istituto mentale,[25][26] e che le parole sono state ispirate dal romanzo Qualcuno volò sul nido del cuculo.[18] Mentre registrava Long Long Way to Go, Collins chiese a Sting di eseguire le parti vocali anche per questo brano. A lui si aggiunsero anche le voci di Peter Gabriel e Helen Terry.[23]

Titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo ("non è obbligatorio indossare la giacca") è stato scelto in seguito ad un episodio avvenuto pochi mesi prima in un ristorante di Chicago, The Pump Room. A Collins, che si trovava in compagnia del collega Robert Plant,[27] fu negato l'ingresso poiché il suo abbigliamento non era ritenuto abbastanza elegante, al contrario di Plant che venne fatto entrare.[28] Il codice di abbigliamento del locale prevedeva l'utilizzo obbligatorio della giacca per orario di cena; tuttavia Collins indossava una giacca di pelle che non venne ritenuta "appropriata" dal maître.[27] Dopo questo incidente, il cantante apparve in diversi show come Late Night with David Letterman e The Tonight Show, denunciando ironicamente l'accaduto.[27] Il direttore del ristorante gli inviò in seguito una giacca da cavallerizio con una lettera di scuse, affermando che poteva tornare al locale indossando quello che voleva.[27][29]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

No Jacket Required venne pubblicato il 25 gennaio 1985. I singoli di lancio furono Sussudio nel Regno Unito e One More Night negli Stati Uniti.[30] Entrambi ebbero video musicali girati presso un pub di Londra di proprietà di Richard Branson.[31][32] Nella prima settimana di marzo, l'album debuttò al primo posto della Official Albums Chart nel Regno Unito.[33] Entro la fine del mese, riuscì a raggiungere la vetta anche della Billboard 200 negli Stati Uniti.[34] L'album mantenne il primo posto in classifica per sette settimane negli Stati Uniti,[34] e per cinque settimane nel Regno Unito.[35] Per quanto concerne i singoli, sia One More Night che Sussudio conquistarono la vetta della Billboard Hot 100.[34]

Primo singolo estratto per gli Stati Uniti, One More Night divenne cronologicamente il secondo brano di Collins a raggiungere la vetta della Billboard Hot 100 dopo Against All Odds (Take a Look at Me Now).[34] Nel Regno Unito conquistò il quarto posto della Official Singles Chart nell'aprile 1985.[36] Meno bene fece nella stessa classifica Sussudio, che si era fermato alla dodicesima posizione nel gennaio dello stesso anno.[37] Scelto come primo singolo per il Regno Unito, il brano ottenne maggior successo solo dopo esser stato pubblicato negli Stati Uniti, dove bissò il primo posto ottenuto mesi prima da One More Night.[34] Nonostante nessuno dei due singoli sia stato capace di conquistare il primo posto nel Regno Unito, ci riuscì in quello stesso periodo un brano non incluso nell'album eseguito da Collins in duetto con Philip Bailey, Easy Lover.[38]

Il terzo singolo Don't Lose My Number non venne distribuito nel Regno Unito, mentre raggiunse il quarto posto negli Stati Uniti durante il settembre 1985.[34] Collins non riusciva a concettualizzare una trama per il video musicale corrispondente, decise per cui di creare un video ironico sulla base di questa stessa difficoltà.[20][32] Viene mostrato il cantante mentre discute con diversi registi, che gli danno tutti cattive idee per il video. I loro suggerimenti permettono a Collins di parodiare molti video musicali dell'epoca, come ad esempio quelli di Michael Jackson, David Lee Roth, Elton John, The Police, The Cars, ed anche film come Mad Max 2 e diverse pellicole samurai e western.[20][32]

Il quarto e ultimo estratto Take Me Home raggiunse il settimo posto negli Stati Uniti[34] e la diciannovesima posizione nel Regno Unito.[39] Inizialmente la pubblicazione del singolo non era stata prevista, tuttavia l'etichetta spinse dopo aver constatato il successo ottenuto dal brano presso le radio americane.[40] Fu anche realizzato un video dove Collins veniva ripreso mentre cantava su sfondi riconoscibili delle più importanti capitali del mondo.[32]

Il brano Who Said I Would non otterrà alcun piazzamento in classifica fino alla sua inclusione nell'album dal vivo Serious Hits... Live!.[34] Per la versione originaria fu registrato un video musicale durante il tour di No Jacket Required.[32]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[1] 5/5 stelle
Los Angeles Times[41] A−
Robert Christgau[42] C
Rolling Stone[21] favorevole

Il recensore Tim Sendra di AllMusic ha spiegato le ragioni del successo commerciale di No Jacket Required in questi termini:[1]

« [L'album] ha unito l'onestà dolorante di Face Value con l'intelligenza pop di Hello, ha aggiunto del songwriting seriamente mirato, ricoprendo poi il tutto con un'astuta produzione digitale che era perfetta per le radio. »

In una recensione dell'epoca, David Fricke di Rolling Stone fece notare come l'improvvisa metamorfosi di Collins da "piccolo batterista calvo di un fiorente gruppo art rock britannico" a "idolo del pop mainstream" sembrasse "una delle storie di successo più improbabili degli anni ottanta".[21] Stephen Holden del The New York Times scrisse che l'artista stava "tranquillamente rivoluzionando e ampliando il ruolo della batteria nella realizzazione di dischi pop".[25]

Nel 2010, Gary Mills del The Quietus ha sottolineato come il successo dell'album abbia pesantemente influito sulla carriera e la credibilità artistica di Collins.[43] Nel 2013, Tom Service del The Guardian ha steso una dura disamina nei confronti del disco definendolo "inascoltabile al giorno d'oggi", con particolari critiche rivolte verso il brano Sussudio.[44] Nel 2016, lo stesso Collins ha inserito No Jacket Required tra i suoi dischi meno preferiti.[45]

Tuttavia l'album fu ottimamente accolto al momento della sua uscita. Collins venne premiato per l'Album dell'anno e la Miglior interpretazione vocale maschile ai Grammy Awards 1986.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le tracce scritte e composte da Phil Collins tranne 2, 4 e 8 (testi di Collins, musiche di Daryl Stuermer).

  1. Sussudio
  2. Only You Know and I Know
  3. Long Long Way to Go
  4. I Don't Wanna Know
  5. One More Night
  6. Don't Lose My Number
  7. Who Said I Would
  8. Doesn't Anybody Stay Together Anymore
  9. Inside Out
  10. Take Me Home
  11. We Said Hello Goodbye (bonus track)
  12. The Man With The Horn*

*La traccia uscì solo nella versione a 45 giri.

Formazione[22][modifica | modifica wikitesto]

Musicisti

Produzione

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1985) Posizione
massima
Australia[46] 1
Austria[47] 11
Canada[48] 1
Finlandia[49] 5
Francia[50] 6
Germania[47] 1
Italia[51] 4
Norvegia[47] 1
Nuova Zelanda[47] 1
Paesi Bassi[47] 1
Regno Unito[33] 1
Spagna[52] 1
Stati Uniti[34] 1
Svezia[47] 1
Svizzera[47] 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Tim Sendra, No Jacket Required, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 19 settembre 2015.
  2. ^ Kultalevyjen myöntämisrajat, Musiikkituottajat. URL consultato il 13 maggio 2015.
  3. ^ Phil Collins, Musiikkituottajat. URL consultato il 13 maggio 2015.
  4. ^ (ES) Discos de Oro y Platino, Cámara Argentina de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 13 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  5. ^ (EN) Gavin Ryan, Australia's Music Charts 1988-2010, Mt. Martha, VIC, Australia, Moonlight Publishing, 2011.
  6. ^ (DE) Gold & Platin, IFPI Austria. URL consultato il 13 maggio 2015. Inserire "No Jacket Required" in "Titel", dunque premere "Suchen".
  7. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 13 maggio 2015. Selezionare "Phil COLLINS" e premere "OK".
  8. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank (Phil Collins; 'No Jacket Required'), Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 13 maggio 2015.
  9. ^ (JA) 各国の条約加入状況, Recording Industry Association of Japan. URL consultato il 13 maggio 2015.
  10. ^ (EN) IFPIHK Gold Disc Award − 1989, IFPI Hong Kong. URL consultato il 15 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2012).
  11. ^ (NL) NVPI - Overzicht Goud/Platina Audio, su NVPI. URL consultato il 13 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2012).
  12. ^ a b (EN) BPI Awards, British Phonographic Industry. URL consultato il 13 maggio 2015. Digitare "No Jacket Required" in "Keywords", dunque premere "Search".
  13. ^ Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano: Certificados 1979–1990, prima edizione, ISBN 84-8048-639-2.
  14. ^ a b (EN) Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 13 maggio 2015.
  15. ^ (DE) The Official Swiss Charts and Music Community: Awards (Phil Collins; 'No Jacket Required'), Hung Medien. URL consultato il 13 maggio 2015.
  16. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 13 maggio 2015.
  17. ^ (EN) 40 Albums Baby Boomers Loved That Millennials Don't Know, Rolling Stone, 14 maggio 2015. URL consultato il 5 febbraio 2016.
  18. ^ a b c d VH1 Storytellers: VH1 Storytellers: Phil Collins, 14 aprile 1997.
  19. ^ a b c (EN) David Sheff, Phil Collins interview, in Playboy, ottobre 1986. URL consultato il 4 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2002).
  20. ^ a b c d (EN) Phil Collins Q&A, su genesis-music.com, 26 novembre 2004. URL consultato il 26 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2013).
  21. ^ a b c (EN) David Fricke, No Jacket Required, in Rolling Stone, 9 maggio 1985. URL consultato il 19 settembre 2015.
  22. ^ a b (EN) Phil Collins – No Jacket Required tracks and credits, su Philcollins.co.uk. URL consultato il 19 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2008).
  23. ^ a b c d (EN) Phil Collins Q&A, su genesis-music.com, 10 luglio 2005. URL consultato l'8 marzo 2009.
  24. ^ a b (EN) 7 December 2004 – Phil Collins Q&A, su genesis-music.com, 7 dicembre 2004. URL consultato l'8 marzo 2009.
  25. ^ a b (EN) Stephen Holden, Phil Collins: Pop Music's Answer to Alfred Hitchcock, The New York Times, 7 aprile 1985. URL consultato il 2 novembre 2015.
  26. ^ (EN) Phil Collins interview, GC, 1996. URL consultato il 10 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2008).
  27. ^ a b c d (EN) Phil Collins Q&A, su genesis-music.com, 17 dicembre 2004. URL consultato il 19 settembre 2008.
  28. ^ (EN) Sneed Michael, Dixon Dictates, Simon Sez..., in Chicago Tribune, 25 febbraio 1985. URL consultato il 26 giugno 2014.
  29. ^ (EN) Chicago's Famed Pump Room Restaurant, su pumproom.com. URL consultato il 19 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2008).
  30. ^ (EN) Paul Grein, Chart Beat, in Billboard, 15 giugno 1985.
  31. ^ (EN) Phil Collins Q & A, genesis-music.com, 17 gennaio 2005. URL consultato il 19 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2007).
  32. ^ a b c d e (EN) Jon Pareles, Home Video; Recent Releases Of Video Cassettes: Photos and 'White Suit', The New York Times, 2 novembre 1986. URL consultato il 25 aprile 2009.
  33. ^ a b (EN) Official Albums Chart Top 100: 24 February 1985 - 02 March 1985, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  34. ^ a b c d e f g h i (EN) Phil Collins - Chart history, Billboard. URL consultato il 19 maggio 2015.
  35. ^ (EN) All the Number One Albums: 1985, Official Charts Company, 2 febbraio 2015. URL consultato il 28 aprile 2015.
  36. ^ (EN) Official Singles Chart Top 100: 21 April 1985 - 27 April 1985, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  37. ^ (EN) Official Singles Chart Top 100: 03 February 1985 - 09 February 1985, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  38. ^ (EN) Official Singles Chart Top 100: 17 March 1985 - 23 March 1985, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  39. ^ (EN) Official Singles Chart Top 100: 18 August 1985 - 24 August 1985, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  40. ^ (EN) Michael Ellis, Hot 100 Singles Spotlight, in Billboard, 29 marzo 1986. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  41. ^ (EN) Lori E. Pike, Pop Album Reviews, Los Angeles Times, 24 marzo 1985. URL consultato il 23 ottobre 2015.
  42. ^ (EN) Robert Christgau, Robert Christgau: CG: Phil Collins, su robertchristgau.com. URL consultato il 23 ottobre 2015.
  43. ^ (EN) Gary Mills, No Flak Jacket Required: In Defence Of Phil Collins, The Quietus, 26 maggio 2010. URL consultato il 19 luglio 2015.
  44. ^ (EN) Tom Service, American Psycho musical and Phil Collins' perfectly vacuous music, The Guardian, 20 dicembre 2013. URL consultato il 19 luglio 2015.
  45. ^ (EN) Andy Greene, Phil Collins: My Life in 15 Songs, Rolling Stone, 29 febbraio 2016. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  46. ^ (EN) David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Australian Chart Book, St Ives, N.S.W, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  47. ^ a b c d e f g (NL) Phil Collins - No Jacket Required, Ultratop. URL consultato il 19 maggio 2015.
  48. ^ (EN) Top Albums/CDs - Volume 42, No. 1, March 16 1985, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015.
  49. ^ (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  50. ^ (FR) Le Détail des Albums de chaque Artiste, Infodisc.fr. URL consultato il 19 maggio 2015. Selezionare "Phil COLLINS" e premere "OK".
  51. ^ Gli album più venduti del 1985, hitparadeitalia.it. URL consultato il 19 maggio 2015.
  52. ^ (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]