Michael Moorcock

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Michael Moorcock

Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è uno scrittore britannico di fantascienza e di fantasy.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956, all'età di sedici anni, Moorcock lavorò come redattore per la fanzine Tarzan Adventures, collaborando successivamente con la Sexton Blake Library. Dopo i suoi esordi letterari nei primi anni Sessanta divenne curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, prima dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996. Moorcock incoraggiò lo sviluppo del filone New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council.

In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", un nome d'arte condiviso con altri critici di New Worlds; in seguito la rivista pubblicò un falso necrologio di Colvin e il romanzo di Moorcock Breakfast in the Ruins incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Da allora Moorcock ha creato numerosi personaggi con le iniziali "J.C." e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto del suo romanzo del 1967 I.N.R.I. (Behold the Man).

Michael Moorcock a Lucca Comics and Games 2009

Nel 1997 Moorcock è stato uno degli ospiti d'onore alla Worldcon di San Antonio e Ospite d'Onore alla World Fantasy Convention di Corpus Christi, Texas (2000), dove ricevette un "Howie" World Fantasy Award alla carriera. Nel 2002 entrò a far parte della Science Fiction Hall of Fame.

Negli anni novanta Moorcock si trasferì in Texas, negli Stati Uniti, in modo da studiare la società americana a beneficio delle sue opere urban fantasy in lavorazione. Nel 2004, annunciò di essere intenzionato a tornare in Europa, probabilmente stabilendosi in Francia e Spagna.

Carriera di scrittore[modifica | modifica wikitesto]

La produzione di Moorcock è assai articolata, avendo questi battuto generi e registri molto variegati in più di sessant'anni di carriera.

I primi racconti brevi dell'autore risalgono ai tardi anni Cinquanta e sono modellati sulla narrativa pulp statunitense, che aveva accompagnato la fanciullezza di Moorcock; alcune di queste opere erano vere e proprie fanfiction basate su personaggi preesistenti di Edgar Rice Burroughs, Leigh Brackett e Robert E. Howard, altre rappresentavano produzioni totalmente originali, e fra queste ultime si distinse il breve ciclo planetary romance dedicato a Sojan (1957-1958); ispirato invece all'opera di Mervyn Peake fu il romanzo il romanzo surreale ed esistenzialista Il fiume dell'eternità, composto nel 1958 ma edito solo ventun anni dopo. Dopo alcuni anni di esercizio lo scrittore raggiunse la notorietà pubblicando sulla rivista «Science Fantasy» un ciclo di sei racconti brevi e un romanzo seriale in quattro puntate dedicato all'imperatore Elric di Melniboné (1961-1964): una produzione sword & sorcery in cui Moorcock rivisitò con taglio più surreale e intellettuale il modello di Howard, rovesciando al contempo in chiave nichilista i cliché high fantasy codificati pochi anni prima da John Tolkien. All'epopea di Elric, raccolta in tre volumi fra '65 e '70, fecero seguito la trilogia di Michael Kane, il guerriero di Marte (1965), un omaggio alla saga di Barsoom di Burroughs; i due romanzi spionistici parodici con protagonista Nick Allard (1966), poi revisionati e ripubblicati come duologia di Jerry Cornell (1970-1980); e diversi racconti e romanzi fantascientifici autoconclusivi dalla matrice distopica, utopica o postapocalittica; in questi testi, e in particolare nella novella "The Eternal Champion" (1962), l'autore concepì gradualmente il disegno di interconnettere tutte le sue opere in una macro-narrazione unitaria, ambientata in un unico multiverso e incentrata sul leitmotiv narratologico del "Campione Eterno".

Al volgere del decennio Moorcock realizzò il suo ambizioso progetto dando alle stampe una tetralogia di fantasy di Terra morente dedicata al duca Dorian Hawkmoon (1967-1969), una duologia incentrata sul Campione Eterno John Daker (1970) e una trilogia con protagonista il principe Corum Jhaelen Irsei (1971), nonché due nuovi romanzi della saga di Elric (1971-1972): presi nel loro complesso questi testi costituirono una saga coesa nel quadro più vasto del Multiverso Moorcockiano, conclusa a metà decennio con una seconda trilogia di Corum (1973-1974), una seconda trilogia di Hawkmoon (1973-1976) e un sesto romanzo di Elric (1976). In parallelo a questo macro-ciclo fantasy, Moorcock lavorò anche a una vasta saga fantascientifica dedicata a Jerry Cornelius (1968-), un avventuroso viaggiatore spaziotemporale le cui vicende intrecciano satira sociopolitica ed esperienze psichedeliche; alle avventure di Cornelius si affiancò la più breve serie di Karl Golgauer (1967-1972), il cui primo romanzo, I.N.R.I., valse a Moorcock il Premio Nebula 1967.

Nel corso degli anni Settanta l'autore maturò un interesse per la letteratura di età edoardiana da cui scaturì una serie di opere retrofuturistiche, atte a integrare fra loro la porzione fantascientifica e quella fantasy del corpus di Moorcock: la trilogia ucronica The Nomad of Time (1971-1983), dedicata al capitano Oswald Bastable, è un esempio seminale di steampunk; la trilogia di romanzi romantici dei Dancers at the End of Time (1972-1976) funge da epilogo di tutta la saga del Campione Eterno; la raccolta parallela di racconti comici intitolata Leggende alla fine del tempo (1976-1981) rafforza tale funzione conclusiva interconnettendo tramite cross-over i vari filoni del corpus. Questa stagione vide l'autore cimentarsi anche nella narrativa aulica priva di elementi avventurosi con la pubblicazione del romanzo cortigiano in stile barocco La saga di Gloriana (1978), che gli valse il Premio John W. Campbell nel 1978 e il World Fantasy Award nel 1979; in quello stesso anno, fu infine dato alle stampe Il fiume dell'eternità.

Durante gli anni Ottanta Moorcock ampliò la saga principale del Campione Eterno con una duologia di fantasy storico incentrata sulla famiglia Von Bek (1981-1986), poi integrata con il resto del ciclo tramite un terzo romanzo di John Daker (1986), mentre i due nuovi romanzi di Elric (1989-1991) furono ricollegati alla saga di Jerry Cornelius e a Gloriana. Contestualmente l'autore produsse anche le sue prime opere mimetiche: la tetralogia del Colonnello Maxim "Pyat" Pyatnitski, Between the Wars (1981-2006), è una biografia fittizia del protagonista che ripercorre tutta la storia del Novecento con enfasi sul periodo nazifascista; The Brothel in Rosenstrasse (1982) è un romanzo erotico afferente alla saga dei Von Bek; Madre Londra (1988) è uno studio sulla storia moderna della capitale britannica, affine stilisticamente alla saga di Golgauer.

A metà degli anni Novanta Moorcock diede all'epopea del Campione Eterno un gran finale, parallelo al ciclo della Fine del Tempo, con la trilogia del Second Ether (1995-1996), un esempio seminale di new weird, e curò con le case editrici Orion Publishing Group e White Wolf Publishing un'edizione sistematizzata (seppur parziale) dei suoi cicli fantasy e fantascientifici, intitolata Tale of the Eternal Champion. Negli anni Duemila l'autore ampliò la "sequenza londinese" iniziata in Madre Londra con il romanzo King of the City (2000) e l'antologia London Bone (2001), e la riallacciò al ciclo del Campione Eterno con la trilogia urban fantasy delle Moonbeam Roads (2001-2005), un cross-over fra la saga di Elric e quella dei Von Bek.

Conclusa nel 2006 la tetralogia del Colonnello Pyat, Moorcock ha composto nuovi episodi della serie di Jerry Cornelius, fra cui un cross-over con il franchise di Doctor Who nel 2010, ha ampliato le Leggende alla fine del tempo per integrarvi la saga del Second Ether (2008), e ha organizzato nell'antologia The Metatemporal Detective (2007) il ciclo di racconti brevi imperniato su Sir Seaton Begg & Monsieur Zenith; nel successivo decennio ha pubblicato per i tipi di Victor Gollancz Ltd. il romanzo autobiografico The Whispering Swarm (2015) e fra 2013 e 2016 ha curato per lo stesso editore la Michael Moorcock Collection, una riedizione integrale della propria opera (eccettuato il ciclo Between the Wars). Tale collana costituisce l'edizione definitiva del corpus dell'autore per quanto concerne le revisioni testuali da lui stabilite nel corso dei decenni, che a seconda dei casi consistono in semplici correzioni di refusi, in cambiamenti onomastici (ad esempio, nel racconto The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius il protagonista era originaraimente "Minos Aquilinas", ma divenne "Minos von Bek" nell'edizione Orion/White Wolf e "Sam Begg" in quella Gollancz), in ampliamenti testuali (ad esempio, l'aggiunta di numerosi nuovi capitoli a The Steel Tsar già nelle prime edizioni omnibus), e in ristrutturazioni complete (ad esempio Behold the Man fu originariamente pubblicato come romanzo breve su New Worlds ed espanso per la ripubblicazione in volume nel 1969).

Concetto di Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

Pressoché tutte le opere fantastiche di Moorcock si svolgono in unico Multiverso: un agglomerato di galassie, universi, dimensioni e linee temporali parallele le une alle altre. Sul piano cosmologico ogni spazio e tempo di tale Multiverso è pervaso da una lotta interminabile fra Legge e Caos, due princìpi ontologici che rappresentano, rispettivamente, la completa stasi e l'anarchia amorfa; dato che la prevalenza netta di Legge o Caos annienterebbe il Multiverso stesso, una terza forza detta Equilibrio Cosmico si adopera per imporre certi limiti alle altre due e assicurare il perpetuarsi della vita. La Legge, il Caos e l'Equilibrio sono forze apparentemente non senzienti, pertanto si manifestano tramite figure divine o semidivine o investendo di poteri sovrumani delle creature mortali.

Il Campione Eterno (Eternal Champion) è per l'appunto un paladino scelto dall'Equilibrio Cosmico per mantenere sotto controllo la Legge e il Caos, e ogni linea temporale e dimensione del Multiverso viene protetta da un proprio Campione, che si configura, pertanto, come manifestazione individuale di una sorta di archetipo platonico: quasi tutti i Campioni, infatti, sono versati nelle arti militari, imbracciano una manifestazione dell'arma magica senziente chiamata Spada Nera (che in sé e per sé è affiliata al Caos) e sono assistiti dalle manifestazioni di due archetipi ancillari, il Compagno Eterno e la Consorte Eterna (le Campionesse donne e i Consorti uomini sono alquanto rari); inoltre tutti i Campioni sono destinati a vivere vite di conflitto e dolore, talvolta acuite dal tentativo di sfuggire alla volontà dell'Equilibrio Cosmico, talaltra addolcite da lunghi periodi di pace. Normalmente le diverse incarnazioni del Campione non interagiscono tra di loro, ma possono riunirsi in piccoli gruppi per affrontare assieme eventi catastrofici, come la fine di un ciclo di cicli di progressione del Multiverso o un'invasione da parte di soggetti ostili provenienti da un Multiverso completamente separato; in questi casi i Campioni possono unire le proprie forze fino a raggiungere una potenza divina, ma mettono in pericolo la propria salute mentale e il tessuto fisico del Multiverso circostante.

Tutti i romanzi fantasy e fantascientifici di Moorcock e alcune delle sue opere mimetiche hanno per protagonista il Campione Eterno di una data istanza del Multiverso, la cui comune identità è evidenziata da una serie di simbologie ricorrenti: ad esempio molti Campioni e Compagni portano le iniziali "J.C.", altri appartengono alla dinastia umana dei von Bek, altri ancora interagiscono con il popolo extraterrestre degli Eldren o con una delle sue branche minori (in particolare i Melnibonéani e i Vadagh).

Incarnazioni del Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

La lista seguente elenca in ordine alfabetico tutti i Campioni Eterni cui Moorcock ha dedicato almeno un'opera (racconti brevi, romanzi autoconclusivi, saghe di più volumi) e tutti i Campioni minori che vengono solamente citati da altri personaggi o rivestono ruoli di supporto.

  • Alan Powys: protagonista del romanzo The Winds of Limbo (intitolato anche The Fireclown), Alan vive in una Terra futura in cui l'umanità si è trasferita in massa nel sottosuolo, è un funzionario pubblico svizzero e cerca di salvare l'ordine sociale del suo Paese da un rivoluzionario chiamato "The Fireclown". Appare anche in Programma finale come Mr. Powys; è menzionato come Powys ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in A Cure for Cancer, in The Condition of Muzak e in The Delhi Division (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius).
  • Alerik: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • Alivale: menzionato ne Il drago nella spada .
  • Artos: menzionato ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento e ne Il drago nella spada.
  • Asquiol: compare nel romanzo The Sundered Worlds (intitolato anche The Blood Red Game), è menzionato in The Peking Junction (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius), in The Quest for Tanelorn, ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in The Champion of Garathorm, ne La Regina delle Spade e ne Il drago nella spada.
  • Aubec di Malador: protagonista del racconto "Il sogno del conte Aubec" (1964) e menzionato in Elric di Melniboné (1972). Aubec, conte di Malador, vive nello stesso mondo di Elric di Melniboné molte generazioni prima della nascita di Elric stesso ed è un condottiero umano in guerra con le forze del Caos. La tetralogia di romanzi a lui dedicata fu precocemente cestinata dall'autore e mai completata.
  • Brian: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Clovis Marca: protagonista del romanzo The Twilight Man (intitolato anche The Shores of Death), è uno degli ultimi umani sopravvissuti a un cataclisma che ha lasciato l'umanità pressoché sterile; deciso a impedire l'estinzione della specie, egli vaga per il mondo in cerca di una cura. Menzionato ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in The Condition of Muzak e in The Peking Junction (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius).
  • Corum Jhaelen Irsei (anagramma di "Jeremiah Cornelius"): protagonista dell'"Esalogia di Corum", compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[1] Corum è un principe dei Vadhagh, un ramo fedele alla Legge del popolo Eldren, ed è l'unico superstite a una disastrosa guerra fra Vadhagh e Mabdan: una specie creata dal Caos di cui l'Homo sapiens è la variante terrestre. Dopo un periodo di schiavitù, la mutilazione della sua mano sinistra e del suo occhio destro e la loro sostituzione con protesi magiche (da qui il suo alias di Corum Llaw Ereint, "Corum della Mano d'Argento"), l'ex principe si ribella contro i suoi aguzzini e conduce una vera e propria crociata contro il Caos.
  • C. Ryan: protagonista del romanzo Il corridoio nero, Ryan vive su una Terra distopica dominata dalla xenofobia, dalla guerra nucleare e dal collasso sociale; egli requisisce l'astronave interstellare Hope Dempsy e cerca di portare in salvo un gruppo di profughi.
  • Dorian Hawkmoon: protagonista della tetralogia La grande Storia della Runa Magica e della trilogia Chronicles of Castle Brass; compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[2] Hawkmoon è un nobiluomo tedesco in un'Europa post-atomica dove la magia e la tecnologia coesistono; egli cerca di recuperare il talismano noto come "Runa Magica" per usarlo come arma contro il bellicoso Impero Oscuro di Gran Bretan, governato dallo spietato re metà umano metà macchina Huon; nel corso dell'impresa Hawkmoon è costretto a indossare il Gioiello Nero, una manifestazione della Spada Nera.
  • Elric di Melniboné: protagonista della Ottologia di Elric, compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore. Elric vive sulla Terra preistorica ed è l'imperatore-stregone dei Melnibonéani, un ramo degli Eldren leale al Caos, ma in cuor suo rigetta questa alleanza e cerca per tutta la vita di servire la Legge. La sua Spada Nera, Tempestosa, gli permette di rubare le anime ai nemici e alleviare così le proprie malattie croniche, ma di converso gli induce dei raptus omicidi.[3]
  • Franik: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Ghardas Valabasian: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Goldberg: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Ilanth: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Regina Ilian di Garathorm: compare in The Champion of Garathorm; menzionata in The Quest for Tanelorn, in Sui mari del Fato e ne Il drago nella spada. Si tratta di una delle pochissime Campionesse donne, assiste Hawkmoon nella trilogia Chronicles of Castle Brass.
  • Jerry Cornelius: protagonista nella Serie di Jerry Cornelius; compare anche in The Metatemporal Detective come Jerry Silverstein, in The Coming of the Terraphiles e in diverse altre storie dell'autore. Jerry è un avventuriero umano del Ventesimo secolo, dedito a viaggi spazio-temporali.[4]
  • Jerry Cornell (conosciuto anche come Jeremiah Cornell): protagonista dei romanzi The Chinese Agent ed in The Russian Intelligence; menzionato ne I guerrieri d'argento e in The Condition of Muzak. È un buffonesco agente segreto britannico.
  • Jherek Carnelian: protagonista della trilogia The Dancers at the End of Time; viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[5] Uno degli ultimi umani ancora in vita allorché il Multiverso si avvicina alla Fine dei Tempi, al pari dei suoi simili Carnelian è divenuto un semidio amorale, ma il suo stile di vita cambia per sempre quando si innamora di Amelia Underwood, una viaggiatrice del tempo venuta dall'Ottocento.
  • John Daker: protagonista della trilogia del Campione Eterno, menzionato in Sui mari del Fato, in The Champion of Garathorm, in The Quest for Tanelorn, ne Gli dei perduti, in The Condition of Muzak e ne La torre che svaniva.[6] È un essere umano costretto a reincarnarsi in vari aspetti del Campione, pur rimanendo pienamente consapevole di tutte le sue vite precedenti dopo ogni trasmigrazione. Nel corso della sua serie, assume quattro diverse identità:
    • Lord Erekosë:[7] Un leggendario guerriero in grado di impugnare la spada radioattiva Kunajana, all'inizio del romanzo Il campione eterno Erekosë è morto da generazioni, ma un rituale necromantico lo resuscita come una nuova esistenza per John Daker; il rinato Erekosë viene quindi coinvolto in una guerra sanguinosa tra umani ed Eldren. Nelle sue apparizioni nelle saghe di altri Campioni Eterni, Daker si manifesta pressoché sempre con le sembianze di Erekosë.
    • Conte Urlik Skarsol:[8] Una volta risolte le sue missioni come Erekosë, . nel romanzo I guerrieri d'argento Daker trasmigra nel Conte Ulrik Skarlsol, un eroe originario di un pianeta ghiacciato; egli si imbarca quindi alla ricerca del misterioso "Calice" (forse una controparte del Sacro Graal) ed è costretto a brandire una forma estremamente potente e malevola della Spada Nera, la Spada Fredda.
    • Clen di Clen-Gar: compare in The Swords of Heaven, the Flowers of Hell ed è menzionato ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword). Daker assume questa identità durante The Swords of Heaven, the Flowers of Hell, un romanzo a fumetti scritto da Moorcock e Howard Chaykin che colma il divario temporale tra il secondo e il terzo romanzo in prosa. Clen è un signore umano di un prospero territorio bucolico chiamato "Paradiso", i cui abitanti "Angeli" sono in guerra con il paese confinante, "Inferno".
    • Flamadin: compare ne Il drago nella spada, menzionato ne The Quest for Tanelorn. Il Principe Flamadin è il sovrano di una dimensione chiamata Draachenheem e possiede sia la Dragon Sword (una Spada Nera paragonabile in potenza alla Cold Sword di Ulrik Skarlson) che la Pietra di Actoris, una gemma incantata sarebbe poi diventata il cimelio di famiglia di Elric di Melniboné. Ne Il drago nella spada Daker nei panni di Flamadin e il suo Compagno Eterno, Ulrich von Bek, viaggiano attraverso molte dimensioni interconnesse per prevenire un grande cataclisma.
  • Karl Glogauer: protagonista dei romanzi I.N.R.I. e Breakfast in the Ruins, Golgauer è un hippie ebreo dedito al viaggio nel tempo e ad esperienze extracorporee; compare o viene menzionato in diverse altre storie dell'autore.[9]
  • Klan: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • Konrad Arflane: protagonista del romanzo post-apocalittico The Ice Schooner e menzionato in The Swords of Heaven, the Flowers of Hell e ne Il campione eterno (The Eternal Champion), ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors), ne The Champion of Garathorm, ne The Quest for Tanelorn e in The Condition of Muzak. Arflane vive durante una nuova era glaciale che ha inghiottito la maggior parte della Terra e ha costretto gli umani sopravvissuti a tornare a un'economia di caccia e raccolta; si mette in viaggio con l'eponimo veliero dei ghiacci per raggiungere il mitico insediamento di New York e raccogliere tutte le conoscenze ancestrali che potrebbero aiutare a ripristinare la civiltà umana.
  • Michael Kane: protagonista della Trilogia di Michael Kane, il guerriero di Marte, menzionato ne Il campione eterno e ne Il Toro e la Lancia. Michael Kane è un umano del Ventesimo secolo trasportato in una versione immaginaria del pianeta Marte, dove viene coinvolto in avventure spericolate, intrighi di corte, e storie d'amore.
  • M'v Okom Sebpt O'Riley: compare nel romanzo a fumetti Elric: The Balance Lost, menzionata ne Il drago nella spada (The Dragon in the Sword). Si tratta di un'altra campionessa donna, brandisce la Spada Nera sotto le spoglie di una pistola divoratrice di anime, la Banning Gun.
  • Oshbek-Uy: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • Oswald Bastable: protagonista della trilogia A Nomad of Time compare e viene menzionato in diverse opere dell'autore.[10] Il capitano Bastable è un ufficiale dell'esercito imperiale britannico di stanza nel Raj britannico all'inizio del Ventesimo secolo, ma una serie di incidenti spaziotemporali lo trasporta in tre diverse linee temporali parallele: un 1973 in cui le guerre mondiali non sono state combattute e l'impero britannico è ormai scosso dai movimenti di decolonizzazione; un 1904 in cui l'Europa è stata devastata da una Grande Guerra combattuta anzitempo; un 1941 in cui gli imperi inglese e tedesco sono saldamente alleati.
  • Pournachas: menzionato ne I guerrieri d'argento .
  • Colonnello Maxim Arturovitch "Pyat" Pyatnitski: protagonista della tetralogia Between the Wars, il colonnello Pyat è un aristocratico russo nato il 1º gennaio 1900; nel corso della sua lunga vita, egli viaggia per tutto il mondo e partecipa a numerosi intrighi politici di alto livello, plasmando personalmente il destino dell'Europa prima, durante e dopo le guerre mondiali.
  • Mejink-La-Kos: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • Professor Faustaff: il personaggio principale del romanzo I riti dell'infinito, è un fisico intento a studiare una serie di quindici diverse Terre che esistono parallelamente al pianeta natio di Faustaff stesso.
  • Roland (od Orlando): campione di Carlo Magno, compare in Tempestosa (Stormbringer); menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo, ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) come incarnazione ricordata quando Urlik raccoglie la Spada Nera, citato ance ne La fortezza della perla (The Fortress of the Pearl), ne Jerusalem Commands ed in The War Amongst The Angels.
  • Shaleen: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Sojan: il primo personaggio originale di Moorcock, protagonista dei racconti poi collazionati nel romanzo Sojan the Swordsman'; viene menzionato ne I guerrieri d'argento. È un terrestre che si reincarna dopo la morte sul pianeta Zylor e si imbarca in una serie di avventure tipicamente planetary romance. La sua spada e la sua pistola pneumatica sono prototipi della Spada Nera, ma la sua vera arma caratteristica è uno scudo.
  • Graf Ulrich von Bek: capostipite della famiglia von Bek e protagonista del primo romanzo in ordine cronologico della loro saga, Il mastino della guerra; è un mercenario tedesco reduce della Guerra dei Trent'Anni e accetta da Satana l'incarico di recuperare il Sacro Graal per lenire il "dolore del mondo".[11]
  • Ulisse/Odisseo: menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo e ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Umpata: menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion) nel primo capitolo e ne I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nei sogni di Erekosë.
  • Scar-Faced Brooder: appare in The Time Dweller, una delle prime incarnazioni del Campione ambientata negli ultimi anni della Terra; menzionato ne Il campione eterno (The Eternal Champion).

Incarnazioni del Compagno Eterno[modifica | modifica wikitesto]

La lista seguente enumera i Compagni Eterni dei principali Campioni:

  • Alnac Kreb per Elric nel romanzo La fortezza della perla.
  • Maldiluna per Elric a partire dal racconto "Mentre gli dèi ridono".
  • Oladahn per Dorian Hawkmoon.
  • Jhary-a-Conel per Corum Jhaelen Irsei e talvolta per Dorian Hawkmoon. Ne La fortezza della perla Elric ne incontra brevissimamente una controparte di nome Jaspar Colinadous.
  • Jagged of Canaria per Jherek Carnelian.
  • Gurni Gurnisson per il Graf Ulrich von Bek.
  • Ulrich von Bek per John Daker (nelle vesti di Flamadin) ne Il drago della spada.

Incarnazioni della Consorte Eterna[modifica | modifica wikitesto]

La lista seguente enumera le Consorti Eterne dei principali Campioni. Si noti che alcuni Campioni e Consorti hanno legami di sangue e indulgono quindi in relazioni incestuose, come Elric e Cymoril (cugini di primo grado) o Catherine e Jerry (fratello e sorella).

  • Cymoril per Elric fino al racconto "La Città Sognante".
  • Zarozinia per Elric a partire dal racconto "Re nelle tenebre".
  • Eloarde per Aubec di Malador.
  • Yisselda per Dorian Hawkmoon.
  • Catherine Cornelius per Jerry Cornelius.
  • Ermizhad per John Daker nelle vesti di Erekosë.
  • Rhalina per Corum Jhaelen Irsei nella prima trilogia.
  • Medhbh per Corum Jhaelen Irsei nella seconda trilogia.
  • Mrs. Amelia Underwood per Jherek Carnelian.
  • Sabrina per il Graf Ulrich Von Bek.
  • Oona von Bek per Ulric von Bek.

Va rimarcato che Ulrich von Bek, il Compagno di John Daker, vive una relazione amorosa con Alissarda, comprimaria di Yisselda; ciò lo rende un unicum fra i Compagni.

Rapporti con gli altri autori[modifica | modifica wikitesto]

Opinioni su altri scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock è un fervente ammiratore dell'opera dello scrittore e illustratore Mervyn Peake, quasi quanto è un fervente detrattore di quelle di J. R. R. Tolkien e C. S. Lewis. Durante l'adolescenza incontrò sia Tolkien sia Lewis, e dichiara di averli apprezzati personalmente, anche se non li ammira sul piano artistico.

Alcuni critici hanno accusato Moorcock di condannare Tolkien perché non scrive come Peake, il che sarebbe come condannare le mele per non essere arance. Moorcock non è noto per aver comparato entrambi gli scrittori in questo modo, piuttosto critica lavori come Il Signore degli Anelli per la loro visione stereotipata, oleografica e irrealistica in stile Inghilterra felice, con il suo famoso paragone della trilogia di Tolkien a Winnie-the-Pooh nel suo saggio Epic Pooh[12]. Egli cita come esempio di un autore di fantasy che non fa letteratura di evasione e tratta temi significativi Fritz Leiber, uno dei pionieri dello stile "Sword and sorcery". Queste visioni possono essere trovata nel suo studio del Fantasy epico, Wizardry & Wild Romance.

Allo stesso modo, Moorcock ha criticato scrittori che ritiene abbiano nascosto scopi politici. Tra i suoi obiettivi vi sono Robert Heinlein e H. P. Lovecraft, entrambi attaccati in un saggio del 1978. In quest'opera (causticamente intitolata "Starship Stormtroopers"), compara Fanteria dello spazio (Starship Troopers) di Heinlein al Mein Kampf di Hitler, definendolo xenofobo e sciovinista. Allo stesso modo, attaccò Lovecraft per aver espresso opinioni antisemite, misogine ed estremamente razziste, che inserì nei suoi racconti.

Condivisione di universi narrativi con altri autori[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock ha permesso ad alcuni altri scrittori di creare storie nel suo universo narrativo di Jerry Cornelius: tra gli altri vi sono Brian Aldiss, M. John Harrison, Norman Spinrad e James Sallis. In un'intervista pubblicata su The Internet Review of Science Fiction, Moorcock spiega la ragione della condivisione del suo personaggio:

«Io pubblicai narrativa popolare e Jerry era sempre destinato ad essere una sorta di sfera di cristallo attraverso la quale gli altri potevano vedere le loro visioni: le storie erano studiate per funzionare in questo modo; un ponte per le immersioni, per usare un'altra analogia, dal quale tuffarsi dentro il fiume ed esserne trasportati [...]. Tutto questo ha teso ad usare Jerry nel modo in cui io intendevo usarlo: come un modo di vedere la vita moderna e qualche volta come un modo di commentarla. Jerry, come disse Harrison, era tanto un metodo quanto un personaggio e io sono stato contento che altri abbiamo preso ad usare quel metodo.»

([13])

Moorcock è anche un amico e fan dello scrittore di fumetti Alan Moore, e permise a Moore l'uso di parecchi dei suoi personaggi registrati in La Lega degli Straordinari Gentlemen (The League of Extraordinary Gentlemen) di Moore. Moore per ricambiare la gentilezza lo invita a scrivere due numeri del suo Tom Strong. Ha avuto anche una querelle verbale con l'altro grande scrittore inglese di fumetti Grant Morrison reo di aver creato Gideon Stargrave ispirandosi a Jerry Cornelius senza però avvertirlo.

Nel 2000 Moorcock scrisse una bozza di 50.000 parole per un videogioco, che fu poi migliorato e sviluppato da Storm Constantine, concludendosi nel romanzo Silverheart. La storia è ambientata a Karadur-Shriltasi, una città nel cuore del Multiverso.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Elric di Melniboné[modifica | modifica wikitesto]

La saga di Elric è stata composta anacronicamente, pertanto l'elenco non segue l'ordine di composizione, bensì l'ordine cronologico diegetico stabilito nella prima edizione integrale in sei volumi, edita da DAW Books (1977-1978). Fra gli anni Ottanta e Novanta Moorcock incastonò entro questa sequenza due romanzi midquel, rendendo la serie un'ottologia.

  1. 1972 - Elric di Melniboné (Elric of Melnibone)
  2. 1989 - La fortezza della perla (The Fortress of the Pearl)
  3. 1976 - Sui mari del Fato (The Sailor on the Seas of Fate)
  4. 1977 - Il fato del lupo bianco (The Weird of the White Wolf). Fix-up dei racconti:
    1. 1964 - "Il sogno del conte Aubec" ("The Dream of Earl Aubec" o "Master of Chaos")
    2. 1961 - "La Città Sognante" ("The Dreaming City")
    3. 1961 - "Mentre gli dèi ridono" ("While the Gods Laugh")
    4. 1967 - "La cittadella che cantava" ("The Singing Citadel")
  5. 1971 - La torre che svaniva (The Vanishing Tower o The Sleeping Sorceress)
  6. 1991 - La vendetta della rosa (The Revenge of the Rose)
  7. 1977 - La maledizione della spada nera (The Bane of the Black Sword). Fix-up dei racconti:
    1. 1962 - "Il ladro di anime" ("The Stealer of Souls")
    2. 1962 - "Re nelle tenebre" ("Kings in Darkness")
    3. 1962 - "I portatori di fiamma" ("The Flame Bringers" o "The Caravan of Forgotten Dreams")
    4. 1962 - "Per la salvezza di Tanelorn" ("To Rescue Tanelorn")
  8. 1977 - Tempestosa (Stormbringer). In origine serializzato nelle quattro novelle:
    1. 1963 - "Il ritorno del dio morto" ("Dead God's Homecoming")
    2. 1963 - "I fratelli della spada nera" ("Black Sword's Brothers")
    3. 1964 - "Lo scudo del gigante malinconico" ("Sad Giant's Shield")
    4. 1964 - "La fine del principe dannato" ("Doomed Lord's Passing")

Prima di ricevere una sistemazione definitiva nell'edizione DAW, i dodici testi brevi editi fra 1961 e 1967 erano già stati raccolti nel trittico The Stealer of Souls (1963), Stormbringer (1965, edizione non integrale) e The Singing Citadel (1970); inoltre nel romanzo Sui mari del Fato è confluita la versione definitiva del racconto "The Jade Man's Eyes" (1973), progettato in partenza per collocarsi fra "La cittadella che cantava" e "La torre che svaniva".

L'edizione DAW fu in seguito integrata dall'antologia di contenuti miscellanei Elric at the End of Time (1984), in cui erano presenti i racconti "Elric alla fine del tempo" ("Elric at the End of Time", 1981), di per sé appartenente al ciclo della Fine del tempo, e "The Last Enchantment" (1962), originariamente concepito come conclusione della serie in alternativa a Tempestosa. Nella ristampa della serie entro la Michael Moorcock Collection (2014-2015) "Il sogno del conte Aubec" viene collocato in apertura a Elric di Melniboné come antefatto e sostituito entro Il fato del lupo bianco dal racconto "A Portrait in Ivory" (2007), che si colloca fra "La città sognante" e "Mentre gli dèi ridono". Similmente fra "I portatori di fiamma" e "Per la salvezza di Tanelorn" viene inserita una revisione di "The Last Enchantment".

L'esalogia originale nell'edizione DAW fu originariamente pubblicata in Italiano da Editrice Nord in Fantacollana 25 e 30 (1978-1979), Grandi Opere Nord 26 (1995) e Narrativa Nord 98 (1997), mentre La fortezza della perla e La vendetta della rosa furono tradotti in Grandi Opere Nord 106 e 116 (1998); in seguito Fanucci Editore ha riproposto il ciclo, con l'eccezione de La vendetta della rosa, in Tascabili Immaginario Extra 3, 4, 23 e 41 (2006-2008); Mondadori ha poi ristampato l'esalogia in Oscar Draghi 44 (2019). Restano del tutto inediti "A Portrait in Ivory" e "The Last Enchantement".

Trilogia delle Moonbeam Roads[modifica | modifica wikitesto]

Crossover fra le saghe dei Von Bek e di Elric di Melniboné, composto da Moorcock negli anni Duemila e originariamente noto, informalmente, come saga di Oona von Bek o delle Dreamquests; nell'edizione Gollancz entro la Michael Moorcock Collection (2015) è presentata come un epilogo del ciclo di Elric, da leggersi successivamente al romanzo Tempestosa. In Italiano è stato pubblicato solo il primo volume, presentato impropriamente come continuazione del ciclo del Campione Eterno.

  1. 2001 - La Figlia della ladra di sogni (The Dreamthief's Daughter: A Tale of the Albino o Daugther of Dreams), Il Libro d'Oro 130, Fanucci Editore, 2001.
  2. 2003 - The Skrayling Tree: The Albino in America (o Destiny's Brother)
  3. 2005 - The White Wolf's Son: The Albino Underground (o Son of the Wolf)

Dorian Hawkmoon[modifica | modifica wikitesto]

La Grande Storia della Runa Magica[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1967 - Il Gioiello della Morte (The Jewel in the Skull), Fantapocket 22, Longanesi, 1978 e TEAdue 99, TEA, 1992 (ISBN 978-88-7819-255-3)
  2. 1968 - L'Amuleto del Dio Pazzo (Sorcerer's Amulet o The Mad God's Amulet), Fantapocket 25, Longanesi, 1978 e TEAdue 120, TEA, 1992 (ISBN 978-88-7819-314-7)
  3. 1968 - La Spada dell'Aurora (The Sword of the Dawn), Fantapocket n. 31, Longanesi, 1978 e TEAdue 130, TEA, 1993 (ISBN 978-88-7819-364-2)
  4. 1969 - Il segreto del Talismano (The Runestaff), Fantapocket 32, Longanesi, 1978. Ristampato come La runa magica in TEAdue 175, TEA, 1993 (ISBN 978-88-7819-442-7)

Chronicles of Castle Brass[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1973 - Count Brass
  2. 1973 - The Champion of Garathorm
  3. 1975 - The Quest for Tanelorn

Corum[modifica | modifica wikitesto]

Le Spade di Corum[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1971 - Il Signore del Caos (The Knight of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 2, Sugar Editore, 1973.
  2. 1971 - La Regina delle Spade (The Queen of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 7, Sugar Editore, 1974.
  3. 1971 - Gli dei perduti (The King of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 11, Sugar Editore, 1974.

Le Cronache di Corum[modifica | modifica wikitesto]

Edite in Italiano nel volume omnibus Le Cronache di Corum, Oscar Fantasy 12, Mondadori, 1990. (ISBN 978-88-04-34059-1)

  1. 1973 - Il Toro e la Lancia (The Bull and the Spear)
  2. 1973 - La Quercia e l'Ariete (The Oak and the Ram)
  3. 1974 - La Spada e lo Stallone (The Sword and the Stallion)

Il Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1970 - Il campione eterno (The Eternal Champion) nell'omnibus Il campione eterno, Fantascienza Book Club 2, Sevagram, 1985 e Il Libro d'Oro 118, Fanucci Editore, 1999. (ISBN 978-88-347-0697-8). Revisione espansa dell'omonima novella "The Eternal Champion" (1962).
  2. 1970 - I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nell'omnibus Il campione eterno, Fantascienza Book Club 2, Sevagram, 1985 e Il Libro d'Oro 118, Fanucci Editore, 1999.
  3. 1978 - The Swords of Heaven, the Flowers of Hell. Romanzo grafico realizzato con Howard Chaykin. Inedito in Italiano.
  4. 1986 - Il drago nella Spada (The Dragon in the Sword), Il Libro d'Oro 119, Fanucci Editore, 1999 (ISBN 978-88-347-0698-5).

Il campione eterno e I guerrieri d'argento sono anche stati stampati individualmente in Fantasy Urania 28 e 31, Mondadori, 1990.

Saga dei Von Bek[modifica | modifica wikitesto]

Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. 1981 - Il mastino della guerra (The War Hound and the World's Pain), Fantacollana n. 52, Editrice Nord, 1985.
  2. 1982 - The Brothel in Rosentrasse
  3. 1986 - The City in the Autumn Stars

Dato che The Brothel in Rosenstrasse è un romanzo mimetico, la Michael Moorcock Collection lo esclude dalla sequenza del Campione Eterno e lo antologizza assieme alla narrativa breve autoconclusiva dell'autore.

Michael Kane il guerriero di Marte[modifica | modifica wikitesto]

Edito nel volume omnibus Trilogia di Marte in Fantascienza 5, Amernia Editore, 1980. Ripubblicato come Michael Kane il guerriero di Marte in Collana Cosmo 255, Editrice Nord, 1995 (ISBN 978-88-429-0806-7). Nella prima edizione della serie Moorcock si firmò con lo pseudonimo di Edward P. Bradbury.

  1. 1965 - La fidanzata di Marte (Warriors of Mars o The City of the Beast)
  2. 1965 - L'amico di Marte (Blades of Mars o The Lord of the Spiders)
  3. 1965 - La sposa di Marte (Barbarians of Mars o The Masters of the Pit)

Nick Allard/Jerry Cornell[modifica | modifica wikitesto]

Serie inedita in Italiano, ebbe origine dagli interventi di ghost-writing apportati da Moorcock al romanzo The LSD Dossier di Roger Harris, cui fecero seguito due sequel composti dal solo Moorcock sotto lo pseudonimo di Bill Barclay.

  1. 1966 - The LSD Dossier. Composto con Roger Harris.
  2. 1966 - Somewhere in the Night
  3. 1966 - Printer's Devil

In seguito Moorcock revisionò Somewhere in the Night e Printer's Devil per rimuovere dai testi le proprietà intellettuali di Harris (incluso il nome del protagonista, cambiato da Nick Allard in Jerry Cornell) e ripubblicarli a nome proprio, come duologia autonoma.

  1. 1970 - The Chinese Agent
  2. 1980 - The Russian Intelligence

The Nomad of Time (o A Nomad of the Time Streams)[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1971 - The Warlord of the Air
  2. 1974 - The Land Leviathan
  3. 1981 - The Steel Tsar

Moorcock's Multiverse[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1965 - The Sundered Worlds (o The Blood Red Game). Fix-up delle novelle "The Sundered Worlds" (1962) e "The Blood Red Game" (1963).
  2. 1965 - The Winds of Limbo (o The Fireclown)
  3. 1966 - The Shores of Death (o The Twilight Man)

L'edizione Orion/White Wolf associava a questi romanzi anche I riti dell'infinito, che l'edizione Gollancz sposta nella serie Travelling To Utopia (cfr. sotto).

Travelling to Utopia[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1966 - Il veliero dei ghiacci (The Ice Schooner), Galassia n. 163, Editrice La tribuna, 1972.
  2. 1969 - Il corridoio nero (The Black Corridor), Galassia n. 172, Editrice La Tribuna, 1972. Scritto con Hilary Bailey.
  3. 1971 - I riti dell'infinito (The Rituals of Infinity o The Wrecks of Time), Omicron Fantascienza n. 5, SIAD Edizioni, 1981.

L'edizione Orion/White Wolf incudeva il romanzo di Jerry Cornelius The Distant Suns (cfr. sotto) in luogo de I riti dell'infinito e associava ai tre romanzi il racconto "Flux" (1962).

Jerry Cornelius[modifica | modifica wikitesto]

Serie principale[modifica | modifica wikitesto]

Sono editi in Italiano solo il primo romanzo e la penultima novella.

  1. 1977 - The Cornelius Quartet. Volume omnibus contenente:
    1. 1968 - Jerry Cornelius: Programma finale (The Final Programme), Galassia 123, Casa Editrice La Tribuna, 1970 e Collezione Immaginario 30, Fanucci Editore, 2006. ISBN 978-88-347-1210-8
    2. 1971 - A Cure for Cancer
    3. 1972 - The English Assassin
    4. 1977 - The Condition of Muzak
  2. 1976 - The Lives and Times of Jerry Cornelius (o Jerry Cornelius: His Life and His Times). Raccolta di racconti.
  3. 1993 - A Cornelius Calendar (ampliato nel 2015). Volume omnibus contenente:
    1. 1976 - The Adventures of Una Persson and Catherine Cornelius in the 20th Century
    2. 1981 - The Entropy Tango
    3. 1980 - The Great Rock 'n' Roll Swindle (o Gold Diggers of '77)
    4. 1984 - The Alchemist's Question
    5. 2002 - "Incendio alla cattedrale. Una storia di Jerry Cornelius" ("Firing the Cathedral") in Le città del domani, Collezione Immaginario Solaria 15, Fanucci Editore, 2004.
    6. 2011 - "Modern Times 2.0"

Romanzi autoconclusivi[modifica | modifica wikitesto]

Inediti in Italiano.

  • 1975 - The Distant Suns. Ha per protagonista un alter ego astronauta di Jerry, il "Colonnello Cornelius". Scritto con James Cawthron.
  • 2010 - The Coming of the Terraphiles. Un crossover con il franchise del Doctor Who in cui l'Undicesimo Dottore e Amy Pond incontrano il "Capitano Cornelius".

Karl Golgauer[modifica | modifica wikitesto]

Golgauer appare come comprimario in alcuni episodi della saga di Cornelius, pertanto le sue avventure individuali ne costituiscono uno spin-off. Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. 1969 - I.N.R.I. (Behold the Man), SAGA 8, MEB, 1976. Ripubblicato come Ecce Homo in «Dio e altre chimere» Nova SF* a. I (XIX) n. 1 (43), Perseo Libri, 1978. Revisione espansa dell'omonima novella "Behold the Man" (1967).
  2. 1972 - Breakfast in the Ruins

La Fine del Tempo[modifica | modifica wikitesto]

The Dancers at the End of Time[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1972 - An Alien Heat
  2. 1974 - The Hollow Lands
  3. 1976 - The End of All Songs

Leggende alla fine del Tempo[modifica | modifica wikitesto]

Le novelle dalla prima alla quarta sono stati pubblicate in Leggende alla fine del Tempo, Robot Speciale 7, Armenia Editore, 1978. Il quinto testo è invece presente in Fantasy, Grandi Opere Nord 11, Editrice Nord, 1985. Il sesto racconto è inedito in Italiano.

  1. 1976 - "Rose pallide" ("Pale Roses")
  2. 1976 - "Stelle bianche" ("White Stars")
  3. 1976 - "Ombre antiche" ("Ancient Shadows")
  4. 1977 - "Fuoco costante" ("Constant Fire" o "The Transformation of Miss Mavis Ming" o "A Messiah at the End of Time")
  5. 1981 - "Elric alla fine del tempo" ("Elric at the End of Time")
  6. 2008 - "Sumptuous Dress"

Between the Wars[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1981 - Byzantium Endures
  2. 1984 - The Laughter of Carthage
  3. 1992 - Jerusalem Commands
  4. 2006 - The Vengeance of Rome

Second Ether[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1995 - Blood: A Southern Fantasy
  2. 1995 - Fabulous Harbours
  3. 1996 - The War Amongst The Angels

Romanzi fantastici autoconclusivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il fiume dell'eternità (The Golden Barge, 1979, ma composto nel 1958), Galaxis 4, Editrice Scorpio, 1986 e Il Meglio della Fantascienza 4, Edizioni New Scorpio, 1987.
  • La Saga di Gloriana (Gloriana; or, the Unfulfill'd Queen, 1978), Biblioteca di Fantasy 7, Mondadori, 1991 e Fantasy Urania 58, Mondadori, 1993.
  • Sojan the Swordsman (1977), fix-up di dodici racconti composti fra 1957 e 1958. Inedito in Italiano.

Sequenza Londinese[modifica | modifica wikitesto]

  • Madre Londra (Mother London, 1988), Collezione Immaginario 2, Fanucci Editore, 2001 ISBN 978-88-347-0730-2.
  • King of the City (2000)
  • London Bone (2001). Raccolta di racconti.
  • The Whispering Swarm (2015)

Antologie di racconti brevi[modifica | modifica wikitesto]

  • The Deep Fix (1966)
  • The Time Dweller (1969)
  • Moorcock's Book of Martyrs (o Dying for Tomorrow, 1976)
  • My Experiences in the Third World War (1980)
  • The Entropy Tango (1981)
  • The Opium General (1984)
  • Casablanca (1989)
  • Lunching with the Antichrist (1995)
  • Tales from the Texas Woods (1997)
  • Earl Aubec (1999)
  • The Metatemporal Detective (2007)
  • The Best of Michael Moorcock (2009)
  • The Sunday Books (2011)
  • My Experiences in the Third World War and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume One (2014)
  • The Brothel in Rosenstrasse and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume Two (2014)
  • Breakfast in the Ruins and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume Three (2014)

Interessi musicali[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock ha anche collaborato con il gruppo rock britannico Hawkwind in molte occasioni: il brano degli Hawkwind "The Black Corridor", ad esempio, include citazioni letterarie dall'omonimo romanzo di Moorcock, e ha anche lavorato con il gruppo sul loro album Warrior on the Edge of Time. Ha anche composto il testo della canzone per "Sonic Attack", una presa giro, in chiave fantascientifica, del programma d'informazione pubblico, che era parte di Space Ritual.

Ha anche collaborato con il precedente uomo di punta degli Hawkwind e poeta, Robert Calvert (che diede l'agghiacciante declamazione di "Sonic Attack"), negli album di Calvert Lucky Leif and the Longships e Hype.

Nel 1975 fu pubblicato l'album The New Worlds Fair di "Michael Moorcock and the Deep Fix", che comprendeva un numero di membri regolari di Hawkwind nei crediti. Una seconda versione dell'album "Roller Coaster Holiday" fu distribuita nel 2004. ("The Deep Fix" era il titolo della storia di un'oscura collezione di racconti di "James Colvin" pubblicata negli anni '60).

Moorcock scrisse i testi delle canzoni per tre brani dell'album del gruppo statunitense Blue Öyster Cult, "Black Blade", che fa riferimento alla spada Stormbringer nei libri di Elric, "Veteran Of The Psychic Wars", che mostra le emozioni di Elric in un momento critico della sua storia (questa storia si può anche riferire a "Warriors at the Edge of Time", che rappresenta fortemente i romanzi di Moorcock su John Daker; ad un certo punto del suo romanzo "The Dragon in the Sword" si definiscono "veterans of a thousand psychic wars"), e "The Great Sun Jester", a proposito del suo amico, il poeta Bill Butler, che morì per un'overdose di droga. Moorcock si è anche esibito dal vivo con i BÖC (nel 1987 ad Atlanta, GA, Dragon Con Convention) e con gli Hawkwind.

In Italia, famosi per l'interesse che da sempre mostrano verso i romanzi di Moorcock (al punto tale da ispirarsi ad essi per la composizione di molti loro album) sono i metallers italiani Domine.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Michael Moorcock ha ricevuto molti riconoscimenti nella sua carriera.[14] Moorcock nel 2002 è stato introdotto nel Science Fiction e Fantasy Hall of Fame.[15] Ha anche ricevuto premi alla carriera alla World Fantasy Convention nel 2000, all'Utopiales International Festival nel 2004, dalla Horror Writers Association nel 2005 (Bram Stoker Award), e dalla Science Fiction e Fantasy Writers of America nel 2008 (nominato 25ª Gran Maestro).[14][16]

I riconoscimenti di Moorcock comprendono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corum Jhaelen Irsei - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  2. ^ Dorian Hawkmoon - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  3. ^ Elric of Melniboné (character) - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  4. ^ Jerry Cornelius - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  5. ^ Jherek Carnelian - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  6. ^ John Daker - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  7. ^ Erekosë - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  8. ^ Urlik Skarsol - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  9. ^ Karl Glogauer - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  10. ^ Oswald Bastable - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  11. ^ Ulrich von Bek - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  12. ^ (EN) Il saggio Epic Pooh
  13. ^ (EN) http://www.irosf.com/q/zine/article/10115 Archiviato il 22 novembre 2005 in Internet Archive.
  14. ^ a b c d The Locus Index to SF Awards: Index of Literary Nominees, su web.archive.org, 16 ottobre 2012. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2012).
  15. ^ Science Fiction and Fantasy Hall of Fame, su www.midamericon.org. URL consultato il 28 luglio 2019.
  16. ^ a b Grand Master, su web.archive.org, 1º luglio 2011. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2011).
  17. ^ (EN) 1972 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  18. ^ (EN) 1973 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  19. ^ (EN) 1975 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  20. ^ (EN) 1976 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  21. ^ (EN) Alison Flood, Michael Moorcock announces new novel mixing fantasy and autobiography, in The Guardian, 18 febbraio 2015. URL consultato il 28 luglio 2019.
  22. ^ a b (EN) 1979 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  23. ^ World Fantasy Awards -- Complete Listing, su web.archive.org, 1º dicembre 2010. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2010).
  24. ^ Horror Writers Association - Lifetime Achievement Award, su web.archive.org, 9 maggio 2013. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2013).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Non narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Interviste[modifica | modifica wikitesto]

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