Michael Moorcock

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Michael Moorcock

Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è uno scrittore britannico di fantascienza, fantasy, realismo magico e letteratura umoristica. È particolarmente noto per la sua lunga saga fantastica dedicata al Campione Eterno, un'opera seminale per la letteratura di genere degli anni Sessanta e Settanta; in essa confluiscono, fra gli altri, il ciclo sword & sorcery di Elric di Melniboné e quello fantascientifico di Jerry Cornelius, afferente al filone New Wave.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956, all'età di sedici anni, Moorcock lavorò come redattore per la fanzine Tarzan Adventures, collaborando successivamente con la Sexton Blake Library. Dopo i suoi esordi letterari nei primi anni Sessanta divenne curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, prima dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996. Moorcock incoraggiò lo sviluppo del filone New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council.

In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", un nome d'arte condiviso con altri critici di New Worlds; in seguito la rivista pubblicò un falso necrologio di Colvin e il romanzo di Moorcock Breakfast in the Ruins incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Da allora Moorcock ha creato numerosi personaggi con le iniziali "J.C." e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto del suo romanzo del 1967 I.N.R.I. (Behold the Man).

Michael Moorcock a Lucca Comics and Games 2009

Nel 1997 Moorcock è stato uno degli ospiti d'onore alla Worldcon di San Antonio e Ospite d'Onore alla World Fantasy Convention di Corpus Christi, Texas (2000), dove ricevette un "Howie" World Fantasy Award alla carriera. Nel 2002 entrò a far parte della Science Fiction Hall of Fame.

Negli anni novanta Moorcock si trasferì in Texas, negli Stati Uniti, in modo da studiare la società americana a beneficio delle sue opere urban fantasy in lavorazione. Nel 2004, annunciò di essere intenzionato a tornare in Europa, probabilmente stabilendosi in Francia e Spagna.

Carriera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

1954-1964[modifica | modifica wikitesto]

Quando era ancora studente di scuola superiore il quindicenne Moorcock diresse una fanzine intitolata Burroughsania (1954-1955) sulla quale pubblicò la propria opera prima, il ciclo di racconti Sojan the Swordsman: un testo planetary romance modellato sulla narrativa pulp statunitense prediletta dal giovane autore, in particolare sulle opere degli Edgar Rice Burroughs, Leigh Brackett e Robert E. Howard. Abbandonati poi gli studi fra 1955 e '56, Moorcock trovò lavoro come redattore e sceneggiatore di fumetti presso il settimanale per ragazzi Tarzan Adventures e in tale sede ripubblicò ed espanse le avventure di Sojan fra 1957 e 1958; in quel medesimo biennio il giovane autore abbozzò ma non completò un romanzo breve intitolato The Eternal Champion e si accostò alla letteratura esistenzialista francese, all'opera di Mervyn Peake e alla fantascienza visionaria statunitense espressa dalla rivista Galaxy – influenze che egli sintetizzò nel romanzo surreale Il fiume dell'eternità, composto nel '58 e rimasto inedito per ventun anni.

Dopo aver abbandonato Tarzan Adventures nel 1959, Moorcock si spostò sul mercato delle riviste mensili per adulti e raggiunse la notorietà pubblicando su Science Fantasy una saga di sei racconti (più un settimo rifiutato dalla rivista) e un romanzo a puntate dedicati all'imperatore Elric di Melniboné (1961-1964): una serie sword & sorcery in cui Moorcock rivisitò il modello di Robert Howard con un taglio più gotico e intellettuale (parzialmente mutuato da Poul Anderson, Fletcher Pratt e Anthony Skene), rovesciando al contempo in chiave nichilista i tropi high fantasy codificati pochi anni prima da John Tolkien. L'autore inoltre pubblicò su Science Fantasy, Science Fiction Adventures e New Worlds numerosi testi autoconclusivi che andarono a espandere e dettagliare concetti già presenti in nuce nel ciclo di Elric: il romanzo breve The Eternal Champion (completato nel 1962) codificò il leitmotiv narratologico del Campione Eterno, mentre The Sundered Worlds (1962) e The Blood Red Game (1963) formalizzarono l'idea di un unico multiverso nel quale Moorcock potesse ambientare tutte le sue varie opere; i racconti lunghi "Flux" (1963) e "Il sogno del conte Aubec" (1964) esplicarono invece il ruolo del Campione Eterno entro la cosmologia del Multiverso.

1964-1977[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la conclusione della saga originale di Elric Science Fantasy cessò la pubblicazione e Moorcock prese il timone della testata New Worlds, che sotto la sua direzione divenne l'epicentro della New Wave della fantascienza britannica; fra i contributi di Moorcock alla rivista si segnalano i racconti "The Time Dweller" (1964) ed "Escape from Evening" (1965) e il romanzo a puntate I riti dell'Infinito (1965-1966), tutti legati al concetto del Multiverso, e soprattutto il romanzo breve Behold the Man (1966), che gli valse il Premio Nebula 1967. A tale produzione sperimentale per il magazine, comunque, si affiancarono anche opere più tradizionali edite in volume: la casa editrice Compact Books, che stampava New Worlds, pubblicò infatti la trilogia di Michael Kane, il guerriero di Marte (1965), un omaggio alla saga di Barsoom di Burroughs, e i due romanzi spionistici parodici con protagonista Nick Allard (1966), poi revisionati e ripubblicati come dilogia di Jerry Cornell (1970-1980); un ottavo racconto di Elric (1967) apparve nella prestigiosa antologia The Fantastic Swordsmen curata da Lyon Sprague de Camp per Pyramid Books; per Lancer Books uscì una tetralogia di Terra morente dedicata al duca Dorian Hawkmoon (1967-1969), che a livello tematico riprese i motivi fondamentali del ciclo di Elric in una prospettiva science fantasy e satirica.

Fu proprio al volgere del decennio che Moorcock progettò una grande saga fantasy articolata in più cicli paralleli, fra loro interconnessi tramite elementi di worldbuilding ricorrenti, cross-over di personaggi e una trama orizzontale comune; egli compose dunque in rapida successione una dilogia dedicata al Campione Eterno John Daker (1970), una trilogia high fantasy con protagonista il principe Corum (1971), due nuovi romanzi della saga di Elric (1971-1972), una seconda trilogia di Corum (1973-1974), una seconda trilogia di Hawkmoon (1973-1976) e un quarto romanzo di Elric (1976) e organizzò i racconti brevi di Elric in due antologie (1977); ne risultò una macro-serie in venticinque volumi, nota come Saga dei Quattro Eroi che sono Uno.

In parallelo a questo grande ciclo fantasy, Moorcock lavorò anche ad alcuni romanzi autococonlusivi di matrice distopica, fra cui Il corridoio nero (1969), e a due cicli prettamente New Wave che intrecciavano viaggi nel tempo, elementi satirici e un'estetica psichedelica: la dilogia di Karl Glogauer (1969-1972) e la tetralogia di Jerry Cornelius (1968-1977), quest'ultima accompagnata da racconti "canonici" dello stesso Moorcock (1976) e da produzioni "apocrife" composte da altri autori (1971); temi analoghi a quelli di Cornelius e Glogauer vennero poi elaborati con estetica retro-futurista nella trilogia ucronica del capitano Oswald Bastable, The Nomad of Time (1971-1981), e nella trilogia di romanzi romantici dei Dancers at the End of Time (1972-1976), quest'ultima poi ampliata con la raccolta di racconti e romanzi comici intitolata Leggende alla fine del tempo (1976-1981). Anche nel caso di queste quattro serie fantascientifiche Moorcock volle costruire una rete di rimandi incrociati imperniati sulla figura del Campione Eterno, producendo così una saga speculare e complementare al ciclo dei Quattro Eroi che sono Uno, nota informalmente come le Avventure Temporali.

1978-1988[modifica | modifica wikitesto]

Terminata la stesura della Saga dei Quattro Eroi che sono Uno e delle Avventure Temporali, Moorcock compose il romanzo in stile barocco La saga di Gloriana (1978), che gli valse il Premio John W. Campbell nel 1978 e il World Fantasy Award nel 1979, fece pubblicare Il fiume dell'eternità (1979), e sviluppò un ciclo di racconti thriller intitolato My Experiences in the Third World War (1978-1989); con queste opere egli si dedicò per la prima volta alla narrativa di registro aulico, allontanandosi sia dai toni avventurosi sia da quelli contro-culturali che avevano caratterizzato la mitologia del Campione Eterno. Nel medesimo periodo l'autore volle misurarsi anche nella narrativa di ambientazione mimetica, anziché collocata in mondi immaginari, ma in questo caso decise di ricollegare le nuove produzioni al suo corpus preesistente: la dilogia di fantasy storico incentrata sulla famiglia Von Bek (1981-1986) fu espressamente riallacciata al ciclo dei Quattro Eroi che sono Uno tramite un terzo romanzo di John Daker (1986); il romanzo erotico The Brothel in Rosenstrasse (1982) costituisce un episodio autoconclusivo della stessa saga dei von Bek e riprende tematicamente la dilogia di Glogauer; al Colonnello Maxim "Pyat" Pyatnitski, già comprimario del ciclo di Jerry Cornelius, fu dedicata la tetralogia di romanzi storici Between the Wars (1981-2006), che di conseguenza andò ad ampliare le Avventure Temporali. Inoltre il ciclo di Jerry Cornelius fu espanso con alcuni romanzi minori (1981-1984). Questa nuova fare più prettamente "letteraria" che escapista della produzione di Moorcock culminò a fine decennio nel romanzo Madre Londra (1988), che sviluppò i temi delle saghe di Glogauer e dei von Bek in chiave di realismo magico.

1989-2006[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli Novanta Moorcock si prefissò di sistematizzare in un unico "romanzo mondo" tutte le sue opere dedicate al Campione Eterno, integrando pienamente fra di loro il ciclo dei Quattro Eroi che Sono Uno, quello delle Avventure Temporali e le produzioni mimetiche più recenti. Egli pertanto compose due nuovi romanzi di Elric (1989-1991) atti a introdurre la trilogia new weird del Second Ether (1995-1996) e la trilogia urban fantasy delle Moonbeam Roads (2001-2005): due saghe complementari che prendono le mosse dalla dilogia dei Von Bek, fanno riferimento a tutte le opere fantasy e fantascientifiche di Moorcock e portano in scena il finale di tutto il ciclo del Campione Eterno. In parallelo alla composizione del Second Ether fu anche allestita la prima edizione completa e filologicamente accurata delle opere fantastiche di Moorcock, che si intitolò Tale of the Eternal Champion nella versione britannica edita da Millenium Books (1992-1993) e The Eternal Champion in quella statunitense per i tipi di White Wolf Publishing (1994-2000) – per problematiche di diritti di pubblicazione, però, nessuna delle due collane poté stampare tutti i testi che Moorcock desiderava includere nel progetto.

Di pari passo con la conclusione del suo magnum opus, Moorcock riprese i temi di Madre Londra con il romanzo King of the City (2000) e l'antologia London Bone (2001), creando così una Sequenza Londinese.

2007-presente[modifica | modifica wikitesto]

Terminata nel 2006 la tetralogia del Colonnello Pyat, Moorcock ha composto nuovi episodi della serie di Jerry Cornelius, fra cui un cross-over con il franchise di Doctor Who nel 2010, ha ampliato le Leggende alla fine del tempo per integrarvi la saga del Second Ether (2008), e ha organizzato nell'antologia The Metatemporal Detective (2007) il ciclo di racconti brevi imperniato su Sir Seaton Begg e Monsieur Zenith, personaggi minori della stessa serie del Second Ether. Nel successivo decennio ha pubblicato il romanzo autobiografico The Whispering Swarm (2015), primo volume della trilogia The Sanctuary of the White Friars, e ha curato per Victor Gollancz Ltd. la Michael Moorcock Collection (2013-2016), una riedizione quasi integrale della sua opera dalla quale restò escluso solo il ciclo Between the Wars. Tale collana costituisce l'edizione definitiva del corpus di Moorcock per quanto concerne le revisioni testuali da lui stabilite nel corso dei decenni, che a seconda dei casi consistono in semplici correzioni di refusi, in cambiamenti onomastici (ad esempio, nel romanzo Breakfast in the Ruins la figura storica di Nestor Ivanovič Machno è stata sostituita con il personaggio fittizio di Fedor Bekov) o in ampliamenti testuali (ad esempio, l'aggiunta di numerosi nuovi capitoli a The Steel Tsar).

Nel 2018 Moorcock ha pubblicato in traduzione francese una versione espansa (e idealmente definitiva) del ciclo My Experiences in the Third World War e a inizio 2022 ha annunciato il completamento di un nono romanzo della saga di Elric, cui faranno seguito il secondo e terzo volume di The Sanctuary of the White Friars.

La poetica del Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

Pressoché tutte le opere di Moorcock si svolgono in unico Multiverso: un agglomerato di galassie, universi, dimensioni e linee temporali parallele le une alle altre, interconnesse da portali dimensionali chiamati "Strade fra i mondi" (Roads Between the Worlds) o "Strade di raggi lunari" (Moonbeam Roads). Sul piano cosmologico ogni spazio e tempo di tale Multiverso è pervaso da una lotta interminabile fra Legge e Caos, due princìpi ontologici che rappresentano, rispettivamente, la completa stasi e l'anarchia amorfa; dato che la prevalenza netta di Legge o Caos annienterebbe il Multiverso stesso, una terza forza detta Equilibrio Cosmico si adopera per imporre certi limiti alle altre due e assicurare il perpetuarsi della vita. La Legge, il Caos e l'Equilibrio sono forze apparentemente non senzienti, pertanto si manifestano tramite figure divine o semidivine o investendo di poteri sovrumani delle creature mortali.

Il Campione Eterno (Eternal Champion) è per l'appunto un paladino prescelto dall'Equilibrio Cosmico per mantenere sotto controllo la Legge e il Caos, e ogni linea temporale e dimensione del Multiverso viene protetta da un proprio Campione, che si configura, pertanto, come manifestazione individuale di una sorta di archetipo platonico: quasi tutti i Campioni, infatti, sono versati nelle arti militari, imbracciano una manifestazione dell'arma magica senziente chiamata Spada Nera (che in sé e per sé è affiliata al Caos) e sono assistiti dalle manifestazioni di due archetipi ancillari, il Compagno Eterno e la Consorte Eterna (le Campionesse donne e i Consorti uomini sono alquanto rari); inoltre tutti i Campioni sono destinati a vivere vite di conflitto e dolore, talvolta acuite dal tentativo di sfuggire alla volontà dell'Equilibrio Cosmico, talaltra addolcite da lunghi periodi di pace. Normalmente le diverse incarnazioni del Campione non interagiscono tra di loro, ma possono riunirsi in piccoli gruppi per affrontare assieme eventi catastrofici, come la fine di un ciclo di cicli di progressione del Multiverso o un'invasione da parte di soggetti ostili provenienti da un Multiverso completamente separato; in questi casi i Campioni possono unire le proprie forze fino a raggiungere una potenza divina, ma mettono in pericolo la propria salute mentale e il tessuto fisico del Multiverso circostante.

Tutti i romanzi fantasy e fantascientifici di Moorcock e alcune delle sue opere mimetiche hanno per protagonista il Campione Eterno di una data istanza del Multiverso, la cui identità è evidenziata da una serie di elementi ricorrenti: ad esempio molti Campioni e Compagni portano le iniziali "J.C." o appartengono alla dinastia umana dei von Bek; altri interagiscono con il popolo extraterrestre degli Eldren o con una delle sue branche minori (in particolare i Melnibonéani e i Vadagh); altri ancora sono assistiti da un portavoce dell'Equilibrio Cosmico chiamato Sepiriz (che utilizza anche l'alias di "Cavaliere in Nero e Giallo" o "Guerriero in Nero e Oro"); altri, infine, hanno come antagonisti i Campioni del Caos Gaynor il Dannato e Johannes Klosterheim.

Incarnazioni del Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono elencati i Campioni Eterni protagonisti di almeno un'opera (racconti, romanzi autoconclusivi, saghe di più volumi), nell'ordine cronologico in cui sono stati creati:

  • Sojan: protagonista dei racconti poi combinati nel romanzo Sojan the Swordsman (1955-1958), menzionato ne I guerrieri d'argento. È un soldato britannico che perde la vita nella Guerra di Corea e si reincarna dopo la morte sul pianeta Zylor, dove diviene un mercenario errante; si batte con una spada e una pistola pneumatica, ma la sua vera arma caratteristica è lo scudo. Afferiscono al suo ciclo anche i racconti autoconclusivi "Klan the Spoiler" (composto nel 1955, pubblicato nel 1958), "Dek of Noothar" (1957-1958) e "Rens Karto of Bersnol" (1958).
  • Jephraim Tallow: protagonista del romanzo Il fiume dell'eternità (composto nel 1958, pubblicato nel 1979), compare ne La Saga di Gloriana, menzionato ne Il campione eterno e in The Condition of Muzak. È un giovane vagabondo pervaso da ansie esistenziali, cui cerca risposta inseguendo una misteriosa chiatta d'oro lungo un immenso fiume.
  • Elric di Melniboné: protagonista dell'omonima ottologia di romanzi (1961-1991), è co-protaognista della trilogia delle Moonbeam Roads e della saga del Second Ether (con lo pseudonimo di Monsieur Zenith); appare inoltre ne Gli dei perduti, in The Quest for Tanelorn e in "Elric alla fine del tempo". Vive sulla Terra preistorica ed è l'imperatore-stregone dei Melnibonéani, un ramo degli Eldren leale al Caos, ma in cuor suo rigetta questa alleanza e cerca per tutta la vita di servire la Legge.[2]
  • John Daker: protagonista della serie del Campione Eterno (1962-1986), è menzionato in Sui mari del Fato, in The Champion of Garathorm, in The Quest for Tanelorn, in The Condition of Muzak, ne Gli dei perduti e ne La torre che svaniva.[3] È un terrestre del ventesimo secolo costretto a reincarnarsi in vari aspetti del Campione, rimanendo consapevole di tutte le sue vite precedenti dopo ogni trasmigrazione. Nel corso della sua serie, assume quattro diverse identità:
    • Erekosë:[4]: nel romanzo breve "The Eternal Champion" (1962), poi espanso nel romanzo Il campione eterno (1970), John Daker trasmigra su una versione della Terra in cui gli esseri umani sono in guerra aperta con gli Eldren e si incarna nel leggendario guerriero umano Erekosë, morto da secoli e risvegliato con la necromanzia. Daker appare con le sembianze di Erekosë nei romanzi Gli dei perduti, La torre che svaniva, Sui mari del fato e The Quest for Tanelorn.
    • Conte Urlik Skarsol:[5] nel romanzo I guerrieri d'argento (1970) Daker trasmigra su una versione della Terra avvolta da un'era glaciale e si incarna nel Conte Ulrik Skarlsol, un leggendario guerriero risvegliato dal sonno criogenico per respingere gli alieni invasori giunti dalla Luna; tale missione porta Urlik a cercare il misterioso "Calice", una controparte del Sacro Graal.
    • Clen of Clen-Gar: compare nel romanzo a fumetti The Swords of Heaven, the Flowers of Hell (1979) ed è menzionato ne Il drago nella spada. Nella sua terza incarnazione Daker assume le vesti di ser Clen, un cavaliere che serve il paese delle Dream Marches ("Marche dei Sogni") e deve proteggerlo in una guerra fra i regni confinanti di Heaven ("Paradiso") e Hell ("Inferno").
    • Flamadin: compare ne Il drago nella spada (1986) ed è menzionato in The Quest for Tanelorn. Nella sua ultima avventura Daker assume le vesti del Principe Flamadin, sovrano di una dimensione chiamata Draachenheem e appartenente a un "sistema" di mondi fra loro paralleli e intercomunicanti, i Reami della Ruota; egli viaggia attraverso tutti i Sei Reami per prevenire un grande cataclisma pianificato dal Caos.
  • Renark von Bek: protagonista del romanzo breve The Sundered Worlds (1962), è un astronauta umano del lontano futuro, incaricato di impedire il collasso del Multiverso. Nella stesura originale il personaggio si chiamava Renark the Wanderer ("Renark il Viandante") ed è stato ribattezzato Renark von Bek nella riedizione White Wolf del 1996.
  • Asquiol of Pompeii: protagonista del romanzo breve The Blood Red Game (1963), Asquiol è il comandante di una spedizione coloniale umana in un'altra galassia e deve guidare i pionieri in una guerra contro extraterrestri ostili. È menzionato in "The Peking Junction" (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius), in The Quest for Tanelorn, ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in The Champion of Garathorm, ne La Regina delle Spade e ne Il drago nella spada.
  • Max von Bek: protagonista del racconto "Flux", scritto da Moorcock assieme a Barrington J. Bayley (1963), è un alto ufficiale della Comunità Europea incaricato di collaudare una macchina del tempo e studiare gli esiti futuri di nuove politiche demografiche. Nella stesura originale il personaggio si chiamava Max File ed è stato ribattezzato Max von Bek nella riedizione Millenium/White Wolf del 1996.
  • Orlando: campione di Carlo Magno, compare assieme a Elric nel romanzo Tempestosa (1963-1964); menzionato ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, ne La fortezza della perla, in Jerusalem Commands e in The War Amongst The Angels.
  • Conte Aubec di Malador: protagonista del racconto "Il sogno del conte Aubec" (1964) e menzionato in Elric di Melniboné; vive nello stesso mondo di Elric di Melniboné molti secoli prima della nascita di Elric stesso ed è un condottiero umano in guerra contro le forze del Caos. Nel 1966 Moorcock abbozzò ma non completò una tetralogia di romanzi a lui dedicata.
  • Scar-faced Brooder: protagonista del racconto "The Time Dweller" (1964), menzionato ne Il campione eterno. È uno studioso di un lontano futuro in cui l'ecologia terrestre non è più ospitale per gli esseri umani; cerca di impedire l'estinzione dell'umanità sviluppando una tecnica di viaggio nel tempo.
  • Pepin Hunchback: protagonista del racconto "Escape from Evening" (1965), un seguito diretto di "The Time Dweller". È un essere umano nato nelle colonie lunari che viaggia sulla Terra per divenire allievo dello Scar-faced Brooder.
  • Professor Michael Kane: protagonista della Trilogia di Marte (1965), menzionato ne Il campione eterno e ne Il Toro e la Lancia. È uno scienziato e atleta statunitense del Ventesimo secolo che viene teletrasportato nel passato di Marte, quando il pianeta rosso era abitato, e diventa un cavaliere errante difensore dei deboli.
  • Professor Faustaff: protagonista del romanzo I riti dell'infinito (1965-1966), è uno scienziato il cui natio pianeta Terra comunica direttamente con le Terre di altre dimensioni parallele; coordina le difese di tali pianeti contro un'armata di pirati spaziali.
  • Alan Powys: protagonista del romanzo The Fireclown (intitolato anche The Winds of Limbo, 1966), è un funzionario pubblico in una Terra futura in cui l'umanità è governata da regimi dispotici; viene incaricato di catturare un famigerato sovversivo chiamato Fireclown ("Pagliaccio di fuoco"). Appare anche in Programma finale come Mr. Powys; è menzionato come Powys ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in A Cure for Cancer, in The Condition of Muzak e in "The Delhi Division" (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius). Nella sola riedizione White Wolf del 1996, il personaggio è stato ribattezzato Alain von Bek.
  • Clovis Marca: protagonista del romanzo The Twilight Man (intitolato anche The Shores of Death, 1966), è uno dei pochi superstiti a un cataclisma che ha reso la Terra inospitale e l'umanità pressoché sterile; deciso a impedire l'estinzione della specie, egli vaga per il mondo in cerca di una cura. È menzionato ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in The Condition of Muzak e in "The Peking Junction" (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius). Nella sola riedizione White Wolf del 1996, il personaggio è stato ribattezzato Clovis Becker.
  • Jeremiah "Jerry" Cornell: in origine chiamato Nick Allard e protagonista dei romanzi Somehwere in the Night e Printer's Devil (1966), ribattezzato Jerry Cornell quando i romanzi furono revisionati in The Chinese Agent (1970) e The Russian Intelligence (1980); menzionato ne I guerrieri d'argento e in The Condition of Muzak. È un incompetente agente segreto britannico, coinvolto in farseschi casi di spionaggio internazionale.
  • Karl Glogauer: protagonista del romanzo breve "Behold the Man" (1966), poi espanso nel romanzo I.N.R.I. (1969), e di Breakfast in the Ruins (1972); è un hippie ebreo che affronta le proprie crisi di identità ricorrendo ai viaggi nel tempo e a pratiche psicagogiche.[6]
  • Konrad Arflane: protagonista del romanzo Il veliero dei ghiacci (1966-1967), menzionato in The Swords of Heaven, the Flowers of Hell, ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, ne The Champion of Garathorm, ne The Quest for Tanelorn e in The Condition of Muzak. Vive durante una nuova era glaciale che ha inghiottito la maggior parte della Terra e ha costretto gli umani sopravvissuti a tornare a un'economia di caccia e raccolta; si mette in viaggio con l'eponimo veliero dei ghiacci per raggiungere le rovine di New York e recuperare antiche tecnologie.
  • Jeremiah "Jerry" Cornelius: protagonista dell'omonima saga articolata in una tetralogia di romanzi principali (1968-1977), un'esalogia di romanzi minori (1976-2008) e di un corpus di racconti (1968-in corso); è un hippie londinese del Ventesimo secolo che, preso in eventi più grandi di lui, diventa una sorta di agente segreto e sicario addestrato a viaggiare nello spazio-tempo. Compare anche in The Metatemporal Detective come Jerry Silverstein.[7]
  • Dorian Hawkmoon: protagonista della tetralogia La grande Storia della Runa Magica (1967-1969) e della trilogia Chronicles of Castle Brass (anche intitolata Count Brass, 1973-1975); compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[8] È un nobiluomo tedesco in una Terra post-atomica ove antiche tecnologie coesistono con stregonerie e forme di governo feudali. Nella prima tetralogia egli cerca di recuperare il talismano noto come "Runa Magica" per usarlo come arma contro il bellicoso Impero Oscuro di Gran Bretan, che sta mettendo a ferro e fuoco tutta l'Europa; nella successiva trilogia si allea con John Daker, Elric e Corum per impedire la distruzione del Multiverso.
  • Ryan: protagonista del romanzo Il corridoio nero (1969), vive in una Terra distopica devastata dalla xenofobia, dalla guerra nucleare e dal collasso sociale; requisisce l'astronave interstellare Hope Dempsy e cerca di portare in salvo un piccolo gruppo di profughi su un altro pianeta.
  • Colonnello Jeremiah "Jerry" Cornelius: protagonista del romanzo The Distant Suns (1969), è un alter ego astronauta del Jerry Cornelius principale; viene inviato dalle Nazioni Unite a esplorare Alpha Centauri per aprire la strada alla colonizzazione terrestre.
  • Corum Jhaelen Irsei: protagonista dell'omonima esalogia, bipartita fra la trilogia delle Spade di Corum (1971) e la trilogia delle Cronache di Corum (1973-1974); compare anche in La torre che svaniva, Sui mari del Fato e The Quest for Tanelorn.[9] È un principe dei Vadhagh, un ramo fedele alla Legge del popolo Eldren, ed è l'unico superstite a una disastrosa guerra fra il suo popolo e gli umani leali al Caos. Dopo un periodo di schiavitù, la mutilazione della sua mano sinistra e del suo occhio destro e la loro sostituzione con protesi magiche (da qui il suo alias di Corum Llaw Ereint, "Corum della Mano d'Argento"), Corum si ribella contro i suoi aguzzini e conduce una vera e propria crociata contro il Caos.
  • Capitano Oswald Bastable: protagonista della trilogia The Nomad of Time (anche intitolata A Nomad of the Time Streams, 1971-1981), compare anche in The End of All Songs e The White Wolf's Son.[10] È un ufficiale dell'esercito imperiale britannico di stanza nel Raj indiano all'inizio del Ventesimo secolo, ma una serie di incidenti spaziotemporali lo trasporta in varie linee temporali parallele, in cui il suo intervento previene o risolve delle versioni alternative delle Guerre Mondiali.
  • Jherek Carnelian: protagonista della trilogia The Dancers at the End of Time (1972-1976) e coprotagonista nel ciclo delle Leggende alla fine del tempo (1974-2008).[11] È uno degli ultimi umani ancora in vita allorché il Multiverso si avvicina alla Fine dei Tempi e al pari dei suoi simili è divenuto un semidio amorale, ma il suo stile di vita cambia completamente quando si innamora di Amelia Underwood, una viaggiatrice del tempo venuta dall'età vittoriana.
  • Regina Ilian di Garathorm: una delle poche Campionesse donne, affianca Dorian Hawkmoon nel romanzo The Champion of Garathorm (1973), secondo volume delle Chronicles of Castle Brass; menzionata in The Quest for Tanelorn, in Sui mari del Fato e ne Il drago nella spada.
  • Colonnello Maxim Arturovitch "Pyat" Pyatnitski: protagonista della tetralogia Between the Wars (1981-2006), è un aristocratico russo nato il 1º gennaio 1900; fra gli anni Dieci e Quaranta viaggia per tutto il mondo e partecipa a numerosi intrighi politici di alto livello, plasmando personalmente il destino dell'Europa prima, durante e dopo le Guerre Mondiali.
  • Graf Ulrich von Bek: capostipite della famiglia von Bek e protagonista del primo romanzo in ordine cronologico della loro saga, Il mastino della guerra (1981); è un mercenario tedesco reduce della Guerra dei Trent'Anni e accetta da Satana l'incarico di recuperare il Sacro Graal, l'unico strumento che possa lenire per sempre il "dolore del mondo".[12]
  • Manfred von Bek: protagonista del romanzo The City in the Autumn Stars (1986), è un discendente del Graf Ulrich e porta avanti la cerca del Graal alla fine del Diciottesimo secolo, durante la Rivoluzione Francese.
  • Jack Karaquazian: uno dei personaggi principali della trilogia del Second Ether (1995-1996), è un vaggiatore spaziotemporale umano che affronta alla pari gli dèi della Legge e del Caos nel Game of Time ("Gioco del Tempo"), un gioco d'azzardo con in palio il controllo sul Multiverso stesso.
  • Ser Seaton Begg: comprimario della trilogia principale del Second Ether e protagonista dell'antologia spin-off The Metatemporal Detective (2007). È il patriarca del ramo britannico dei von Bek, un fedele alleato di Jack Karaquazian e un rinomato investigatore "metatemporale"; la sua nemesi è il suo lontano cugino Monsieur Zenith, criminale internazionale.
  • Ulric von Bek: coprotagonista della trilogia delle Moonbeam Roads (2001-2005) assieme a sua moglie Oona, è il capofamiglia dei von Bek negli anni Trenta e cerca di protegge il Graal dalle macchinazioni naziste.
  • Capitano Cornelius: deuteragonista del romanzo Doctor Who: The Coming of the Terraphiles (2010), è un alter ego pirata spaziale del Jerry Cornelius principale; si contrappone all'Undicesimo Dottore e alla sua compagna Amy Pond durante una delle loro avventure.

La tabelle seguente associa invece ai principali Campioni Eterni il rispettivo Compagno, Consorte e Spada Nera. Si noti che solo i Campioni maggiori dispongono di tutti e tre gli elementi ancillari.

Campione Compagno Consorte Spada Nera
Elric di Melniboné Oone la Ladra di Sogni nel romanzo La fortezza della perla; Maldiluna di Elwher a partire dal racconto "Mentre gli dèi ridono". Cymoril fino al racconto "La Città Sognante"; Zarozinia a partire dal racconto "Re nelle tenebre". Tempestosa
Erekosë Ermizhad Kanajana
Aubec di Malador Eloarde di Lormyr
Michael Kane Hool Haji a partire dal romanzo L'amico di Marte. Shizala di Karnala
Professor Faustaff Gordon Ogg (ribattezzato Gordon Begg nella sola edizione White Wolf del 1996).
Dorian Hawkmoon Oladahn nella prima tetralogia; Jhary-a-Conel nella seconda trilogia. Yisselda di Kamarg Spada dell'Aurora
Jerry Cornelius Una Persson Catherine Cornelius Pistola Sonica
Urlik Skarsol Jermays il Contorto La Dama del Calice Spada Fredda
Corum Jhaelen Irsei Jhary-a-Conel Rhalina nella prima trilogia; Medhbh nella seconda trilogia.
Oswald Bastable Una Persson
Jherek Carnelian Jagged of Canaria Amelia Underwood
Clen di Clen Gar Lady Gradesmor
Colonnello Pyat Honoria Cornelius
Urlich von Bek Grigory Petrovich Sedenko Sabrina
Manfred von Bek Colin James Charles St Odhran Libussa Cartagena y Mendoza-Chilperic
Flamadin di Draachenheem Jermays il Contorto e Ulric von Bek Sharadim di Draachenheem Spada Drago
Jack Karaquazian Sam Oakenhurst Colinda Dovero
Ulric von Bek Oona von Bek Luttuosa
Seaton Begg Dott. Taffy Sinclair

Infine, di seguito sono elencati i Campioni minori che vengono solamente menzionati in specifiche opere:

  • Alerik: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • Alivale: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Artos: menzionato ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento e ne Il drago nella spada.
  • Brian: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Franik: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Ghardas Valabasian: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Goldberg: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Ilanth: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Mejink-La-Kos: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • M'v Okom Sebpt O'Riley: menzionato ne Il drago nella spada. Nel romanzo a fumetti Elric: The Balance Lost (2011-2012), non sceneggiato da Moorcock, appare come una campionessa donna e brandisce la Spada Nera sotto le spoglie di una pistola, la Banning Gun.
  • Oshbek-Uy: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • Pournachas: menzionato ne I guerrieri d'argento .
  • Shaleen: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Ulisse: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Umpata: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento

Rapporti con gli altri autori[modifica | modifica wikitesto]

Opinioni su altri scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock è un fervente ammiratore dell'opera dello scrittore e illustratore Mervyn Peake, quasi quanto è un fervente detrattore di quelle di J. R. R. Tolkien e C. S. Lewis. Durante l'adolescenza incontrò sia Tolkien sia Lewis, e dichiara di averli apprezzati personalmente, anche se non li ammira sul piano artistico.

Alcuni critici hanno accusato Moorcock di condannare Tolkien perché non scrive come Peake, il che sarebbe come condannare le mele per non essere arance. Moorcock non è noto per aver comparato entrambi gli scrittori in questo modo, piuttosto critica lavori come Il Signore degli Anelli per la loro visione stereotipata, oleografica e irrealistica in stile Inghilterra felice, con il suo famoso paragone della trilogia di Tolkien a Winnie-the-Pooh nel suo saggio Epic Pooh[13]. Egli cita come esempio di un autore di fantasy che non fa letteratura di evasione e tratta temi significativi Fritz Leiber, uno dei pionieri dello stile "Sword and sorcery". Queste visioni possono essere trovata nel suo studio del Fantasy epico, Wizardry & Wild Romance.

Allo stesso modo, Moorcock ha criticato scrittori che ritiene abbiano nascosto scopi politici. Tra i suoi obiettivi vi sono Robert Heinlein e H. P. Lovecraft, entrambi attaccati in un saggio del 1978. In quest'opera (causticamente intitolata "Starship Stormtroopers"), compara Fanteria dello spazio (Starship Troopers) di Heinlein al Mein Kampf di Hitler, definendolo xenofobo e sciovinista. Allo stesso modo, attaccò Lovecraft per aver espresso opinioni antisemite, misogine ed estremamente razziste, che inserì nei suoi racconti.

Condivisione di universi narrativi con altri autori[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock ha permesso ad alcuni altri scrittori di creare storie nel suo universo narrativo di Jerry Cornelius: tra gli altri vi sono Brian Aldiss, M. John Harrison, Norman Spinrad e James Sallis. In un'intervista pubblicata su The Internet Review of Science Fiction, Moorcock spiega la ragione della condivisione del suo personaggio:

«Io pubblicai narrativa popolare e Jerry era sempre destinato ad essere una sorta di sfera di cristallo attraverso la quale gli altri potevano vedere le loro visioni: le storie erano studiate per funzionare in questo modo; un ponte per le immersioni, per usare un'altra analogia, dal quale tuffarsi dentro il fiume ed esserne trasportati [...]. Tutto questo ha teso ad usare Jerry nel modo in cui io intendevo usarlo: come un modo di vedere la vita moderna e qualche volta come un modo di commentarla. Jerry, come disse Harrison, era tanto un metodo quanto un personaggio e io sono stato contento che altri abbiamo preso ad usare quel metodo.»

([14])

Moorcock è anche un amico e fan dello scrittore di fumetti Alan Moore, e permise a Moore l'uso di parecchi dei suoi personaggi registrati in La Lega degli Straordinari Gentlemen (The League of Extraordinary Gentlemen) di Moore. Moore per ricambiare la gentilezza lo invita a scrivere due numeri del suo Tom Strong. Ha avuto anche una querelle verbale con l'altro grande scrittore inglese di fumetti Grant Morrison reo di aver creato Gideon Stargrave ispirandosi a Jerry Cornelius senza però avvertirlo.

Nel 2000 Moorcock scrisse una bozza di 50.000 parole per un videogioco, che fu poi migliorato e sviluppato da Storm Constantine, concludendosi nel romanzo Silverheart. La storia è ambientata a Karadur-Shriltasi, una città nel cuore del Multiverso.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Per ogni testo si indica la prima edizione nell'originale inglese e la prima traduzione in Italiano, nonché le eventuali ristampe (in originale o in traduzione) che presentino alterazioni significative rispetto all'editio princeps. Le serie di romanzi interconnessi sono elencate cronologicamente, in base alla data di pubblicazione del primo episodio di ogni ciclo.

Sojan the Swordsman[modifica | modifica wikitesto]

Dodici racconti principali e tre racconti minori apparsi in origine sulla fanzine Burroughsania fra 1954 e 1955, poi ripubblicati a scopo di lucro sul settimanale Tarzan Adventures fra 1957 e 1958; editi per la prima volta in volume nella raccolta Sojan, Savoy Books, 1977. Nell'antologia Elric at the End of Time (New English Library, 1984) i dodici racconti principali furono combinati nel romanzo fix-up Sojan the Swordsman, privo però dei testi secondari, e tale romanzo fu poi revisionato per la ristampa nel volume omnibus Sojan the Swordsman / Under the Warrior Star, Paizo Publishing, 2010; il fix-up è stato infine riunito ai racconti minori (presentati come appendice) in Sojan the Swordsman, Gollancz, 2013.

  • Sojan the Swordsman (1984, revisionato nel 2010), romanzo fix-up composto da:
    1. "Sojan the Swordsman", Tarzan Adventures 31 agosto 1957.
    2. "Mission to Asno", Tarzan Adventures 21 settembre 1957.
    3. "Revolt in Hatnor", Tarzan Adventures 23 novembre 1957.
    4. "The Hordes Attack", Tarzan Adventures 21 dicembre 1957.
    5. "The Purple Galley", Tarzan Adventures 22 febbraio 1958.
    6. "The Sea Wolves!",Tarzan Adventures 1 marzo 1958.
    7. "Sojan at Sea", Tarzan Adventures 8 marzo 1958.
    8. "The Sea of Demons", Tarzan Adventures 15 marzo 1958.
    9. "Prisoners in Stone", Tarzan Adventures 22 marzo 1958.
    10. "Sojan and the Plain of Mystery", Tarzan Adventures 31 maggio 1958. Intitolato "The Plain of Mystery" in Sojan, Savoy Books, 1977.
    11. "Sojan and the Sons of the Snake-God", Tarzan Adventures 21 giugno 1958. Intitolato "The Sons of the Snake-God" in Sojan, Savoy Books, 1977.
    12. "Sojan and the Hunters of Norj", Tarzan Adventures 12 luglio 1958. Intitolato "The Devil Hunters of Norj" in Sojan, Savoy Books, 1977.
  • "Dek of Noothar", serializzato in tre puntate su Tarzan Adventures 5 ottobre 1957, 12 ottobre 1957 e 28 giugno 1958, sotto lo pseudonimo di John Wisdom.
  • "Klan the Spoiler", Tarzan Adventures 19 aprile 1958, sotto lo pseudonimo di J. R. Taylor.
  • "Rens Karto of Bersnol", Tarzan Adventures 8 settembre 1958.

Elric di Melniboné[modifica | modifica wikitesto]

Questa serie consisteva, in origine, di otto racconti e un romanzo a puntate apparsi su rivista negli anni Sessanta e poi raccolti nei tre volumi The Stealer of Souls (Neville Spearman, 1963), Stormbringer (Herbert Jenkins, 1965; edizione non integrale) e The Singing Citadel (Mayflower, 1970), ma all'inizio degli anni Settanta Moorcock ampliò il ciclo con un romanzo midquel, un romanzo prequel e tre nuovi racconti combinati in un ulteriore prequel; a quel punto l'autore decise di riorganizzare sia i testi originali sia quelli posteriori secondo un ordine cronologico interno, che fu canonizzato nell'edizione integrale DAW Books in sei volumi del 1977; nei tardi anni Ottanta e primi Novanta la serie fu ulteriormente espansa con due nuovi midquel incastonati entro la cronologia già stabilita, risultando così in un'ottologia. Va rimarcato che il racconto "Il sogno del conte Aubec" ha per protagonista il Campione Eterno Aubec di Malador ed è una sequenza di analessi ambientata prima di Elric di Melniboné; analogamente mentre "Per la salvezza di Tanelorn" si svolge contemporaneamente alla prima parte di Tempestosa ("Il ritorno del dio morto") e adotta la prospettiva di Rackhir l'Arciere Rosso, un comprimario ricorrente di Elric.

  1. Elric di Melniboné (Elric of Melnibone), Hutchinson, 1972.
  2. La fortezza della perla (The Fortress of the Pearl), Gollancz, 1989.
  3. Sui mari del Fato (The Sailor on the Seas of Fate), Quartet Books, 1976. Fix-up di tre racconti:
    1. “A vele spiegate verso il futuro” (“Sailing to the Future”). Composto appositamente per l'edizione in volume.
    2. “A vele spiegate verso il presente” (“Sailing to the Present”). Pubblicato anche come racconto autonomo dal titolo “Le terre al di là del mondo” ("The Lands Beyond the World", 1977).
    3. “A vele spiegate verso il passato” (“Sailing to the Past”). Riscrittura del racconto “Gli occhi dell’Uomo di Giada” ("The Jade Man's Eyes", 1973).
  4. Il fato del lupo bianco (The Weird of the White Wolf), DAW Books, 1977. Raccolta di quattro racconti:
    1. "Il sogno del conte Aubec" ("Master of Chaos"), Fantastic maggio 1964. Reintitolato "The Dream of Earl Aubec" ne Il fato del lupo bianco e "Earl Aubec" nell'omnibus Stormbringer, Millenium, 1993; riportato al titolo originale nella ristampa Gollancz (2014).
    2. "La Città Sognante" ("The Dreaming City"), Science Fantasy giugno 1961.
    3. "Mentre gli dèi ridono" ("While the Gods Laugh"), Science Fantasy ottobre 1961.
    4. "La cittadella che cantava" ("The Singing Citadel"), nell'antologia The Fantastic Swordsmen, a cura di Lyon Sprague de Camp, Pyramid Books, 1967.
  5. La torre che svaniva (The Sleeping Sorceress), New English Library, 1971; riintitolato The Vanishing Tower nella ristampa DAW Books, 1977; riportato al titolo originale nell'omnibus Stormbringer, Millenium, 1993.
  6. La vendetta della rosa (The Revenge of the Rose), Grafton, 1991.
  7. La maledizione della spada nera (The Bane of the Black Sword), DAW Books, 1977. Raccolta di quattro racconti:
    1. "Il ladro di anime" ("The Stealer of Souls"), Science Fantasy febbraio 1962.
    2. "Re nelle tenebre" ("Kings in Darkness"), Science Fantasy agosto 1962.
    3. "I portatori di fiamma" ("The Flame Bringers" o "The Caravan of Forgotten Dreams"), Science Fantasy ottobre 1962.
    4. "Per la salvezza di Tanelorn" ("To Rescue Tanelorn"), Science Fantasy dicembre 1962.
  8. Tempestosa (Stormbringer), DAW Books, 1977. Originariamente apparso su rivista in quattro puntate:
    1. "Il ritorno del dio morto" ("Dead God's Homecoming"), Science Fantasy giugno 1963.
    2. "I fratelli della spada nera" ("Black Sword's Brothers"), Science Fantasy ottobre 1963.
    3. "Lo scudo del gigante malinconico" ("Sad Giant's Shield"), Science Fantasy febbraio 1964.
    4. "La fine del principe dannato" ("Doomed Lord's Passing"), Science Fantasy aprile 1964.

Nella ristampa Gollancz in sei volumi (2013-2014) la sequenza è stata leggermente rettificata: "Il sogno del conte Aubec" appare prima di Elric di Melniboné come preludio (ottenendo una piena corrispondenza fra fabula e intreccio); Sui mari del Fato viene ampliato con un'Introduzione che rielabora il racconto non canonico "Elric: The Return to Melniboné" (1973); fra "La città sognante" e "Mentre gli dèi ridono" è aggiunto il nuovo racconto "A Portrait in Ivory" (prima pubblicazione nell'antologia Logorrhea: Good Words Make Good Stories, a cura di John Klima, Bantam Books, 2007); fra "I portatori di fiamma" e "Per la salvezza di Tanelorn" è inserita una versione revisionata del racconto "The Last Enchantment" (1962), precedentemente considerato non canonico.

A inizio 2022 Moorcock ha annunciato la pubblicazione di un nono romanzo di Elric intitolato The Citadel of Forgotten Myths (letteralmente "La cittadella dei miti dimenticati"), che dovrà collocarsi fra Il fato del lupo bianco e La torre che svaniva.

La prima traduzione italiana della serie si basò sull'edizione DAW in sei volumi del 1977 e fu pubblicata in due volumi:

  • Elric di Melniboné, trad. Roberta Rambelli, Fantacollana 25, Editrice Nord, 1978. Comprende Elric di Melniboné, Sui mari del fato e Il fato del lupo bianco.
  • Elric il negromante, trad. Roberta Rambelli, Fantacollana 30, Editrice Nord, 1979. Comprende La torre che svaniva, La maledizione della spada nera e Tempestosa.

Tali raccolte furono successivamente combinate nel volume unico Elric di Melniboné (Grandi Opere Nord 26, 1995), poi riedito come La Saga di Elric di Melniboné (Narrativa Nord 98, 1997).

I due romanzi midquel vennero invece pubblicati in volumi singoli:

  • La fortezza della perla, trad. Gianluigi Zuddas, Narrativa Nord 106, Editrice Nord, 1998.
  • Elric: La vendetta della rosa, trad. Gianluigi Zuddas, Narrativa Nord 116, Editrice Nord, 1998.

La saga è stata poi ristampata, con l'eccezione de La vendetta della rosa, in Tascabili Immaginario Extra 3, 4, 23 e 41 Fanucci Editore, 2006-2008, mentre la versione in volume unico dell'esalogia originale è stata riproposta come Elric. La saga, Oscar Draghi 44, Arnoldo Mondadori Editore, 2019. Si noti che sia la ristampa Fanucci sia quella Mondadori ripropongono la traduzione Nord del 1978-79, pertanto non includono l'Introduzione a Sui mari del Fato, il nuovo racconto "A Portrait in Ivory" e la revisione di "The Last Enchantment".

Racconti non canonici[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti racconti con protagonista Elric non sono parte effettiva della saga principale.

  1. "The Last Enchantment", composto nel 1962 come conclusione della saga ma rifiutato da Science Fantasy e pubblicato come "fuori serie" nell'antologia miscellanea Ariel: The Book of Fantasy, Volume Three, Ballantine Books, 1978; reintitolato "Jesting with Chaos" nella raccolta Earl Aubec and Other Stories, Millenium, 1993. Revisionato e riportato al titolo originale nel 2014 per essere integrato nella ristampa Gollancz.
  2. "Gli occhi dell'Uomo di Giada" ("The Jade Man's Eyes"), forse abbozzato già nel 1966 ma pubblicato come chapbook da Unicorn Books, 1973. Si svolge fra "La cittadella che cantava" e "Il ladro di anime"; successivamente rielaborato nella terza parte di Sui mari del fato. Trad. Roberta Rambelli in Heroic Fantasy. Il meglio della fantasia eroica moderna, a cura di Lin Carter, Enciclopedia della Fantascienza 4, Fanucci Editore, 1979.
  3. "The Sleeping Sorceress", estratto da La torre che svaniva corrispondente alla prima parte del romanzo; nell'antologia Warlocks and Warriors, a cura di Douglas Hill, Mayflower Books, 1971.
  4. "Elric: The Return to Melniboné", racconto illustrato da Philip Druillet e pubblicato come chapbook da Jayde Design, 1973. Si svolge fra Sui mari del Fato e "La città sognante", successivamente rielaborato nell'Introduzione a Sui mari del Fato.
  5. "Le terre al di là del mondo" ("The Lands Beyond the World"), estratto da Sui mari del fato corrispondente alla seconda parte del romanzo; nell'antologia Flashing Swords! #4, a cura di Lin Carter, Dell, 1977. Trad. Roberta Rambelli in Maghi e guerrieri. Altre storie di fantasia eroica, a cura di Lin Carter, Enciclopedia della Fantascienza 6, Fanucci Editore, 1981.
  6. "Elric alla fine del tempo" ("Elric at the End of Time"), racconto della saga della Fine del Tempo in cui appare Elric come "personaggio ospite", si svolge contestualmente a "La Città Sognante"; nell'antologia Elsewhere, a cura di Mark Alan Arnold e Terri Windling, Ace Books, 1981. Trad. Roberta Rambelli in Fantasy, a cura di Sandro Pergamo, Grandi Opere Nord 11, Editrice Nord, 1985
  7. "Il canto del lupo bianco" (“The White Wolf’s Song”), racconto cross-over fra le saghe di Elric e dei von Bek poi revisionato e integrato nel ciclo del Second Ether, si svolge fra Sui mari del Fato e "La città sognante"; nell'antologia Michael Moorcock's Elric: Tales of the White Wolf, a cura di Richard Gilliam e Edward E. Kramer, White Wolf Publishing, 1994. Trad. Luca Briasco ne I tesori della Fantasy, a cura di Sandro Pergamo, Economica Tascabile (Nuova Serie) n. 2, Fanucci Editore, 2000.
  8. "Black Petals", Weird Tales marzo-aprile 2008. Racconto collocato approssimativamente fra "Mentre gli dèi ridono" e "La cittadella che cantava". Escluso dalla ristampa Gollancz e confluito in The Citadel of Forgotten Myths.
  9. "Red Pearls", nell'antologia Swords & Dark Magic: The New Sword and Sorcery, a cura di Jonathan Strahan & Lou Anders, Eos, 2010. Racconto collocato immediatamente dopo "Black Petals". Escluso dalla ristampa Gollancz e confluito in The Citadel of Forgotten Myths.

Il Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il campione eterno (The Eternal Champion), apparso in una prima stesura breve su Science Fantasy giugno 1962; revisionato, espanso e riedito in volume da Mayflower Books, 1970. Tradotto sulla base della redazione estesa nell'omnibus Il campione eterno, Fantascienza Book Club 2, Sevagram, 1985, e come volume singolo in Urania Fantasy 28, Arnoldo Mondadori Editore, 1990.
  2. I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian, anche intitolato The Silver Warriors), Mayflower Books, 1970. Nell'omnibus Il campione eterno, Fantascienza Book Club 2, Sevagram, 1985, e come volume singolo in Urania Fantasy 31, Arnoldo Mondadori Editore, 1990.
  3. Il drago nella Spada (The Dragon in the Sword), Ace Books, 1986. Ne Il Libro d'Oro 119, Fanucci Editore, 1999.

Moorcock's Multiverse & Travelling to Utopia[modifica | modifica wikitesto]

Sette romanzi di fantascienza originariamente composti da Moorcock come testi autoconclusivi e frequentemente alterati nelle varie ristampe.

  1. The Sundered Worlds (anche intitolato The Blood Red Game), Compact Books, 1965. Fix-up di due romanzi brevi interconnessi:
    1. The Sundered Worlds, Science Fiction Adventures novembre 1962.
    2. The Blood Red Game, Science Fiction Adventures maggio 1963.
  2. The Shores of Death, serializzato in due puntate su New Worlds SF settembre-ottobre e novembre-dicembre 1964; revisionato, espanso e riedito in volume con il titolo di The Twilight Man, Compact Books, 1966; la revisione espansa è stata re-intitolata The Shores of Death a partire dall'edizione Sphere, 1970.
  3. The Fireclown, Compact Books, 1965; intitolato The Winds of Limbo a partire dall'edizione Paperback Library, 1969.
  4. I riti dell'infinito (The Wrecks of Time), serializzato in tre puntate sotto lo pseudonimo di James Colvin su New Worlds SF novembre e dicembre 1965 e gennaio 1966; prima edizione in volume con tagli per Ace Books, 1967; prima edizione integrale ma con il titolo di The Rituals of Infinity per Arrow Books, 1971; ripristinati sia il testo completo sia il titolo originale a partire dall'edizione Roc UK, 1994. Tradotto sulla base dell'edizione Arrow in Omicron Fantascienza n. 5, SIAD Edizioni, 1981.
  5. Il veliero dei ghiacci (The Ice Schooner), serializzato in tre puntate su SF Impulse novembre e dicembre 1966 e gennaio 1967; prima edizione in volume per Sphere, 1969. In Galassia n. 163, Casa Editrice La Tribuna, 1972.
  6. Il corridoio nero (The Black Corridor), collaborazione con Hilary Bailey, Ace Books, 1969. In Galassia n. 172, Casa Editrice La Tribuna, 1972.
  7. The Distant Suns, collaborazione con James Cawthorn, serializzato in diciotto puntate su The Illustrated Weekly of India da giugno a novembre 1969; prima edizione in volume per Unicorn Books, 1975.[15]

Quando venne allestita l'edizione Millenium/White Wolf, Moorcock revisionò questi romanzi per integrarli nel ciclo del Campione Eterno e li organizzò in due antologie tematiche, di cui la seconda apparve solo nell'edizione White Wolf per problematiche di diritti:

  1. Sailing to Utopia (1993) comprendente Il veliero dei ghiacci, Il corridoio nero, The Distant Suns e il racconto lungo "Flux" (New Worlds Science Fiction luglio 1963); quest'ultimo testo fu revisionato in un episodio minore della saga dei von Bek.
  2. The Roads Between the Worlds (1996) comprendente I riti dell'infinito, The Winds of Limbo, The Shores of Death e una cornice narrativa composta appositamente per interconnettere i tre romanzi; i tre testi furono revisionati per diventare uno spin-off della saga principale dei von Bek.
  3. The Sundered Worlds apparve anch'esso nella sola edizione White Wolf, fu revisionato in un episodio della saga principale dei von Bek e pubblicato congiuntamente a Il mastino della guerra e The City in the Autumn Stars, formando una trilogia.

Nella riedizione Gollancz solo The Sundered Worlds mantenne le revisioni del 1996, mentre I riti dell'infinito, The Winds of Limbo e The Shores of Death furono riportati alle stesure originarie; inoltre le due antologie tematiche furono riorganizzate come segue:

  1. Moorcock's Multiverse (2014) comprendente The Sundered Worlds, The Winds of Limbo e The Shores of Death.
  2. Travelling to Utopia (2014) comprendente I riti dell'infinito, Il veliero dei ghiacci e Il corridoio nero.
  3. The Distant Suns fu stampato come romanzo auto-conclusivo.

La cornice narrativa di The Roads Between the Worlds e "Flux" sono stati completamente esclusi dalla ristampa Gollancz.

Michael Kane il guerriero di Marte[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione britannica apparve sotto lo pseudonimo di Edward P. Bradbury, mentre la ristampa statunitense del 1970-'71 fu firmata a nome Michael Moorcock.

  1. La fidanzata di Marte (Warriors of Mars), Compact Books, 1965. Riedito come The City of the Beast, Lancer Books, 1970.
  2. L'amico di Marte (Blades of Mars), Compact Books, 1965. Riedito come The Lord of the Spiders, Lancer Books, 1971.
  3. La sposa di Marte (Barbarians of Mars), Compact Books, 1965. Riedito come The Masters of the Pit, Lancer Books, 1971.

Edito in italiano nel volume omnibus Trilogia di Marte, Fantascienza 5, Armenia Editore, 1980; ripubblicato come Michael Kane il guerriero di Marte, Cosmo Argento 255, Editrice Nord, 1995.

Racconti spin-off[modifica | modifica wikitesto]

  • "The Lost Canal", nell'antologia Old Mars, a cura di George R. R. Martin e Gardner Dozois, Bantam Books, 2013. Racconto auto-conclusivo ambientato nello stesso mondo della trilogia originale, dopo gli eventi di quest'ultima. Non incluso nella ristampa Gollancz.

Nick Allard / Jerry Cornell[modifica | modifica wikitesto]

Serie inedita in Italiano, ebbe origine dagli interventi di ghost-writing apportati da Moorcock al romanzo The LSD Dossier di Roger Harris, cui fecero seguito due sequel composti dal solo Moorcock sotto lo pseudonimo di Bill Barclay.

  1. The LSD Dossier, composto con Roger Harris, Compact Books, 1966.
  2. Somewhere in the Night, Compact Books, 1966.
  3. Printer's Devil, Compact Books, 1966.

In seguito Moorcock revisionò Somewhere in the Night e Printer's Devil per rimuovere dai testi le proprietà intellettuali di Harris e ripubblicarli a nome proprio, come dilogia integrata nel ciclo del Campione Eterno. In questo processo il nome del protagonista fu cambiato da Nick Allard in Jerry Cornell.

  1. The Chinese Agent, The Macmillan Company, 1970.
  2. The Russian Intelligence, Savoy Books, 1980.

Karl Glogauer[modifica | modifica wikitesto]

Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. I.N.R.I. (Behold the Man), apparso in una prima stesura breve su New Worlds SF settembre 1966; revisionato, espanso e riedito in volume da Allison & Busby, 1969. Tradotto sulla base della redazione estesa in SAGA 8, MEB, 1976; ripubblicato come Ecce Homo in «Dio e altre chimere» Nova SF* a. I (XIX) n. 1 (43), Perseo Libri, 1978.
  2. Breakfast in the Ruins, New English Library, 1972.

Dorian Hawkmoon[modifica | modifica wikitesto]

La Grande Storia della Runa Magica[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il Gioiello della Morte (The Jewel in the Skull), Lancer Books, 1967. In Fantapocket 22, Longanesi, 1978.
  2. L'Amuleto del Dio Pazzo (Sorcerer's Amulet, poi The Mad God's Amulet), Lancer Books, 1968. In Fantapocket 25, Longanesi, 1978.
  3. La Spada dell'Aurora (Sword of the Dawn, poi The Sword of the Dawn ), Lancer Books, 1968. In Fantapocket 31, Longanesi, 1978.
  4. Il segreto del Talismano (The Secret of the Runestaff, poi The Runestaff), Lancer Books, 1969. In Fantapocket 32, Longanesi, 1978.

La tetralogia è stata ristampata in italiano in TEAdue 99, 120, 130 e 175, TEA, 1992-1993; in questa traduzione il quarto romanzo fu intitolato La runa magica.

Chronicles of Castle Brass / Count Brass[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. Count Brass, Mayflower, 1973.
  2. The Champion of Garathorm, Mayflower, 1973.
  3. The Quest for Tanelorn, Mayflower, 1975.

Jerry Cornelius[modifica | modifica wikitesto]

La saga è articolata in tre sotto-serie autonome l'una dalle altre.

The Cornelius Chronicles / The Cornelius Quartet[modifica | modifica wikitesto]

Tetralogia di romanzi riunita per la prima volta nell'omnibus The Cornelius Chronicles, Avon, 1977, reintitolato The Cornelius Quartet a partire dalla ristampa Phoenix House, 1993.

  1. Programma finale (The Final Programme), Avon, 1968. In Galassia 123, Casa Editrice La Tribuna, 1970; ripubblicato come Jerry Cornelius: Programma Finale, Collezione Immaginario 30, Fanucci Editore, 2006.
  2. A Cure for Cancer, serializzato in quattro puntate su New Worlds SF marzo, aprile, maggio e giugno 1969; prima edizione in volume per Allison & Busby nel 1971.
  3. The English Assassin: A Romance of Entropy, Allison & Busby, 1972.
  4. The Condition of Muzak, Allison & Busby, 1977.

A Cornelius Calendar[modifica | modifica wikitesto]

In origine tetralogia di romanzi complementare a quella principale, riunita nell'omnibus A Cornelius Calendar, Phoenix House, 1993; la raccolta fu espansa con due ulteriori romanzi brevi nella riedizione Gollancz, 2014.

  1. The Adventures of Una Persson and Catherine Cornelius in the Twentieth Century, Quartet Books, 1976.
  2. The Entropy Tango, New English Library, 1981.
  3. The Great Rock 'n' Roll Swindle, Virgin Books, 1980. Reintitolato Gold Diggers of '77 nell'omnibus Phoenix House, riportato al titolo originale nella riedizione Gollancz.
  4. The Alchemist's Question, nella raccolta The Opium General, Harrap, 1984.
  5. Incendio alla cattedrale. Una storia di Jerry Cornelius (Firing the Cathedral), PS Publishing, 2002. In Le città del domani, a cura di Peter Crowther, Collezione Immaginario Solaria 15, Fanucci Editore, 2004.
  6. Modern Times, nell'antologia The Solaris Book of New Science Fiction: Volume Two, a cura di George Mann, Solaris, 2008; reintitolato Modern Times 2.0 a partire dalla ristampa PM Press, 2011.

Raccolte di racconti[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alle due serie di romanzi, Moorcock ha composto numerosi racconti con protagonista Cornelius e ha autorizzato altri scrittori suoi amici a creare avventure "apocrife" del personaggio; il corpus di testi brevi così creatosi forma una continuity separata da quella dei romanzi ed è stato organizzato in quattro diverse raccolte:

Di tutto il corpus dei racconti è edito in italiano solo un testo:

  • "La base di Pechino" ("The Peking Junction"), nell'antologia The New S.F.: An original anthology of modern speculative fiction, a cura di Langdon Jones, Hutchinson, 1969. Tradotto in Millemondinverno 1987: 3 Romanzi brevi e 13 Racconti, Urania Millemondi n. 32, Arnoldo Mondadori Editore, 1987.

Romanzi spin-off[modifica | modifica wikitesto]

I due romanzi seguenti sono auto-conclusivi, ma i rispettivi protagonisti sono versioni alternative del Jerry Cornelius principale. Inediti in Italiano.

Corum[modifica | modifica wikitesto]

Le due parti dell'esalogia furono originariamente tradotte in Italiano in due edizioni fra loro scollegate e difformi. La prima ristampa integrale è l'omnibus Il ciclo del principe Corum, Oscar Draghi, Arnoldo Mondadori Editore, 2021.

Le Spade di Corum[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il Signore del Caos (The Knight of the Swords), Mayflower, 1971. In Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 2, Sugar Editore, 1973. Intitolato Il Cavaliere delle Spade nella ristampa Mondadori.
  2. La Regina delle Spade (The Queen of the Swords), Berkeley Medallion, 1971. In Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 7, Sugar Editore, 1974.
  3. Gli dei perduti (The King of the Swords), Berkeley Medallion, 1971. In Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 11, Sugar Editore, 1974. Intitolato Il Re delle Spade nella ristampa Mondadori.

Le Cronache di Corum[modifica | modifica wikitesto]

Tradotta nel volume omnibus Le Cronache di Corum, Oscar Fantasy 12, Arnoldo Mondadori Editore, 1990.

  1. Il Toro e la Lancia (The Bull and the Spear), Allison & Busby, 1973.
  2. La Quercia e l'Ariete (The Oak and the Ram), Allison & Busby, 1973.
  3. La Spada e lo Stallone (The Sword and the Stallion), Berkeley Medallion, 1974.

The Nomad of Time (o A Nomad of the Time Streams)[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. The Warlord of the Air, Ace Books, 1971.
  2. The Land Leviathan, Doubleday, 1974.
  3. The Steel Tsar, Granada, 1981; completamente riscritto per la ripubblicazione nel volume omnibus A Nomad of the Time Streams, Millenium, 1993; la ristampa nell'omnibus The Nomad of Time, Gollancz, 2014 reintegra nel testo revisionato del 1993 una porzione in precedenza perduta della stesura originale del 1981.

La Fine del Tempo[modifica | modifica wikitesto]

The Dancers at the End of Time[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. An Alien Heat, MacGibbon & Kee, 1972.
  2. The Hollow Lands, Harper & Row, 1974.
  3. The End of All Songs, Harper & Row, 1976.

Leggende alla fine del Tempo[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti racconti e romanzi si svolgono contemporaneamente a o fra le ellissi temporali della trilogia dei Dancers.

  1. "Rose pallide" ("Pale Roses"), nell'antologia New Worlds 7, a cura di Hilary Bailey e Charles Platt, Sphere Books, 1974.
  2. "Stelle bianche" ("White Stars"), nell'antologia New Worlds 8: The Science Fiction Quarterly, a cura di Hilary Bailey, Sphere Books, 1975.
  3. Ombre antiche (Ancient Shadows), nell'antologia New Worlds 9, a cura di Hilary Bailey, Corgi Books / Transworld Publishers, 1976.
  4. Fuoco costante (Constant Fire), nell'antologia New Worlds 10, a cura di Hilary Bailey, Corgi Books, 1976; revisionato, espanso e riedito in volume con il titolo di The Transformation of Miss Mavis Ming, W. H. Allen, 1977; re-intitolato A Messiah at the End of Time nella ristampa DAW Books, 1978; ulteriormente revisionato e nuovamente intitolato Constant Fire per la ristampa Millenium/White Wolf, 1993. Tradotto in italiano sulla base della stesura breve del 1976.
  5. "Elric alla fine del tempo" ("Elric at the End of Time"), nell'antologia Elsewhere, a cura di Mark Alan Arnold e Terri Windling, Ace Books, 1981.
  6. "Sumptuous Dress: A Question Of Size At The End Of Time", Postscripts estate 2008.

I due racconti "Rose pallide" e Stelle bianche" e il romanzo breve Ombre antiche furono sistematizzati quasi immediatamente nella raccolta Legends from the End of Time, W. H. Allen, 1976, mentre il romanzo The Transformation of Miss Mavis Ming / A Messiah at the End of Time apparve a lungo come volume autonomo ed "Elric alla fine del tempo" fu pubblicato essenzialmente in antologie miscellanee di racconti fantasy; i cinque testi furono riuniti per la prima volta in Legends from the End of Time, Millenium, 1993, successivamente ristampato con l'aggiunta di "Sumptuous Dress" come Tales from the End of Time, Gollancz, 2014.

"Rose pallide", "Stelle bianche", Ombre antiche e Fuoco costante (nella prima stesura breve) sono stati tradotti in Leggende alla fine del Tempo, Robot Speciale 7, Armenia Editore, 1978; "Elric alla fine del tempo" è invece presente in Fantasy, a cura di Sandro Pergamo, Grandi Opere Nord 11, Editrice Nord, 1985; "Sumptuous Dress" e la stesura lunga definitiva di Constant Fire sono inediti in Italiano.

My Experiences in the Third World War[modifica | modifica wikitesto]

Serie composta in origine da tre racconti interconnessi, composti fra 1979 e 1980 e pubblicati congiuntamente nella raccolta My Experiences in the Third World War, Savoy Books, 1980; un quarto testo venne composto nel 1989 e aggiunto al ciclo nella raccolta Earl Aubec and Other Stories, Millenium, 1993, nella quale il protagonista anonimo venne ribattezzato "sig. Bekov" (rendendo così il ciclo uno spin-off della saga dei von Bek); i quattro episodi vennero poi riportati alla stesura originale e assemblati come romanzo fix-up in My Experiences in the Third World War and Other Stories, Gollancz, 2014; infine, il fix-up è stato espanso con un romanzo breve e due racconti (pubblicati per la prima volta in traduzione francese) sotto il titolo di Kaboul et autres souvenirs de la troisième guerre mondiale, illustrato da Miles Hyman, Denoël, 2018.

Nessun episodio del ciclo è edito in italiano.

  1. Dancing in Rome, composto per Kaboul et autres souvenirs de la troisième guerre mondiale, 2018.
  2. "Casablanca", prima pubblicazione nella raccolta Casablanca, Gollancz, 1989.
  3. "Going to Canada", composto per My Experiences in the Third World War, 1980.
  4. "Leaving Pasadena", composto per My Experiences in the Third World War, 1980.
  5. "Kabul", composto per Kaboul et autres souvenirs de la troisième guerre mondiale, 2018. Prima edizione in inglese in The Magazine of Fantasy & Science Fiction settembre-ottobre 2019.
  6. "Crossing into Cambodia", prima pubblicazione (contemporaneamente in inglese e francese) nell'antologia Vingt maisons du Zodiaque / Twenty Houses of the Zodiac, a cura di Maxim Jakubowski, Denoël / New English Library, 1979.
  7. "Odysseus Came Home", composto per Kaboul et autres souvenirs de la troisième guerre mondiale, 2018.

Von Bek[modifica | modifica wikitesto]

Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. Il mastino della guerra (The War Hound and the World's Pain), Timescape Books, 1981. In Fantacollana 52, Editrice Nord, 1985.
  2. The Brothel in Rosenstrasse, New English Library, 1982.
  3. The City in the Autumn Stars, Grafton Books, 1986.

The Brothel in Rosenstrasse è un romanzo realistico slegato dalla saga fantastica del Campione Eterno, pertanto fu escluso dalla raccolta Millenium/White Wolf; l'edizione Gollancz lo ha incluso nell'antologia The Brothel in Rosenstrasse and Other Stories (2014).

Testi non canonici[modifica | modifica wikitesto]

  • "Il giardino del piacere di Felipe Sagittarius" ("The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius"), New Worlds SF settembre 1965; tradotto in Cristalli di futuro (The New Tomorrows, Belmont Books, 1971), a cura di Norman Spinard, Galassia 211, Casa Editrice La Tribuna, 1976. Racconto originariamente autoconclusivo, nel 1992 fu riscritto come episodio minore della saga dei von Bek per la ristampa Millenium/White Wolf e venne antologizzato assieme a Il mastino della guerra e The City in the Autumn Stars. La ristampa Gollancz scarta la revisione del 1992 e antologizza la stesura originale del 1965 nel volume miscellaneo My Experiences in the Third World War and Other Stories (2015).
  • "Flux", New Worlds Science Fiction luglio 1963. Racconto originariamente autoconclusivo, nel 1993 fu riscritto come episodio minore della saga dei von Bek per la ristampa Millenium/White Wolf e antologizzato in appendice alla raccolta di romanzi fantascientifici Sailing to Utopia, in modo analogo a quanto fatto con "Il giardino del piacere di Felipe Sagittarius". Scartato dalla ristampa Gollancz, sia nella stesura originale sia in quella revisionata.
  • The Sundered Worlds (anche intitolato The Blood Red Game), Compact Books, 1965. Romanzo originariamente autoconclusivo ed escluso per problematiche di diritti dalla ristampa Millenium; nella ristampa White Wolf del 1996 fu revisionato da Moorcock in un episodio primario della saga dei von Bek alla pari con Il mastino della guerra e The City in the Autumn Stars, formando così una trilogia. La ristampa Gollancz conserva la revisione del 1996 ma declassa il romanzo a semplice spin-off della dilogia dei von Bek, includendolo nel volume Moorcock's Multiverse (2014).

Between the Wars[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. Byzantium Endures, Secker & Warburg, 1981.
  2. The Laughter of Carthage, Secker & Warburg, 1984.
  3. Jerusalem Commands, Jonathan Cape, 1992.
  4. The Vengeance of Rome, Jonathan Cape, 2006.

Sequenza Lodinese[modifica | modifica wikitesto]

Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. Madre Londra (Mother London), Secker & Warburg, 1988. In Collezione Immaginario 2, Fanucci Editore, 2001.
  2. King of the City, Simon & Schuster UK, 2000.
  3. London Bone, Simon & Schuster UK, 2001. In origine antologia di nove racconti, portati a diciassette nella riedizione Gollancz (2016):

Second Ether[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. Blood: A Southern Fantasy, Millenium, 1995.
  2. Fabulous Harbours, Millenium, 1995. Antologia di dodici racconti.
  3. The War Amongst The Angels, Millenium, 1996.
  • The Metatemporal Detective, Pyr, 2007. Antologia di undici racconti ambientati nel mondo del Second Ether, di cui uno inedito, tre già apparsi in Fabulous Harbours e sette provenienti da antologie precedenti; uno di questi ultimi è una terza versione di "The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius", diversa sia dalla stesura originale del 1965 sia dalla riscrittura del 1992.

The Metatemporal Detective non è stato incluso nell'edizione Gollancz: quattro racconti di quel volume sono stati completamente scartati, due ("Sir Milk-and-Blood", e "The Flaneur des Arcades de l'Opera") sono stati inclusi nel volume antologico Elric: The Sleeping Sorceress and Other Stories (2014), e un terzo ("London Flesh") nella raccolta Breakfast in the Ruins and Other Stories (2014); infine "The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius" è stato ristampato entro My Experiences of the Third World War and Other Stories (2014) nella stesura originale del 1965.

Moonbeam Roads[modifica | modifica wikitesto]

Cross-over fra le saghe dei von Bek e di Elric di Melniboné, la ristampa Gollancz lo presenta come epilogo alla saga principale di Elric. In Italiano è stato pubblicato solo il primo volume, presentato impropriamente come continuazione della saga di John Daker.

  1. La Figlia della ladra di sogni (The Dreamthief's Daughter: A Tale of the Albino), Eartlight, 2001. Riedito come Daugther of Dreams, Gollancz, 2013. Ne Il Libro d'Oro 130, Fanucci Editore, 2001.
  2. The Skrayling Tree: The Albino in America, Warner Aspect, 2003. Riedito come Destiny's Brother, Gollancz, 2013.
  3. The White Wolf's Son: The Albino Underground, Warner Aspect, 2005. Riedito come Son of the Wolf, Gollancz, 2013.

The Sanctuary of the White Friars[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano, serie in corso di stesura.

  1. The Whispering Swarm, Tor, 2015.
  2. The Woods of Arcady, in stesura.
  3. Terzo volume ancora senza titolo.

Romanzi autoconclusivi[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi a fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Inediti in Italiano.

  • 1979 - The Swords of Heaven, the Flowers of Hell. Sceneggiato e disegnato da Howard Chaykin su soggetto di Moorcock. Appartiene al ciclo di John Daker e si svolge subito dopo I guerrieri d'argento.
  • 1997-1998 - Michael Moorcock's Multiverse. Sceneggiato da Moorcock e disegnato da Walter Simonson, Mark Reeve e John Ridgway; prima edizione serializzata, ristampato in volume del 1999. Consiste di tre racconti interconnessi: "Moonbeams and Roses" (disegnato da Simonson) è un libero adattamento del romanzo Blood: A Southern Fantasy, "The Metatemporal Detective" (disegnato da Reeve) si basa sul racconto "Crimson Eyes" presente in Fabulous Harbours, "Duke Elric" (disegnato da Ridgway) è un episodio originale del ciclo di Elric e si svolge contemporaneamente a Tempestosa.
  • 2004-2006 - Elric: The Making of a Sorcerer. Sceneggiato da Moorcock e disegnato da Walter Simonson; prima edizione serializzata, ristampato in volume del 2007. È un prequel diretto del romanzo Elric di Melniboné.
  • 2011-2012 - Elric: The Balance Lost. Sceneggiato da Chris Roberson e disegnato da Francesco Biagini senza la partecipazione diretta di Moorcock; prima edizione serializzata, ristampato in volume del 2012. Ha per protagonista un Campione Eterno creato da Roberson, Eric Beck, e include cross-over con le saghe di Elric, Hawkmoon, Corum, Cornelius, Carnelian, Bastable e del Second Ether.

Antologie di racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • The Deep Fix (1966)
  • The Time Dweller (1969)
  • Moorcock's Book of Martyrs (o Dying for Tomorrow, 1976)
  • My Experiences in the Third World War (1980)
  • The Entropy Tango (1981)
  • The Opium General (1984)
  • Casablanca (1989)
  • Lunching with the Antichrist (1995)
  • Tales from the Texas Woods (1997)
  • Earl Aubec and Other Stories (1993) / Earl Aubec (1999)
  • The Metatemporal Detective (2007)
  • The Best of Michael Moorcock (2009)
  • The Sunday Books (2011)
  • My Experiences in the Third World War and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume One (2014)
  • The Brothel in Rosenstrasse and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume Two (2014)
  • Breakfast in the Ruins and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume Three (2014)

Interessi musicali[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock ha anche collaborato con il gruppo rock britannico Hawkwind in molte occasioni: il brano degli Hawkwind "The Black Corridor", ad esempio, include citazioni letterarie dall'omonimo romanzo di Moorcock, e ha anche lavorato con il gruppo sul loro album Warrior on the Edge of Time. Ha anche composto il testo della canzone per "Sonic Attack", una presa giro, in chiave fantascientifica, del programma d'informazione pubblico, che era parte di Space Ritual.

Ha anche collaborato con il precedente uomo di punta degli Hawkwind e poeta, Robert Calvert (che diede l'agghiacciante declamazione di "Sonic Attack"), negli album di Calvert Lucky Leif and the Longships e Hype.

Nel 1975 fu pubblicato l'album The New Worlds Fair di "Michael Moorcock and the Deep Fix", che comprendeva un numero di membri regolari di Hawkwind nei crediti. Una seconda versione dell'album "Roller Coaster Holiday" fu distribuita nel 2004. ("The Deep Fix" era il titolo della storia di un'oscura collezione di racconti di "James Colvin" pubblicata negli anni '60).

Moorcock scrisse i testi delle canzoni per tre brani dell'album del gruppo statunitense Blue Öyster Cult, "Black Blade", che fa riferimento alla spada Tempestosa nei libri di Elric, "Veteran Of The Psychic Wars", che mostra le emozioni di Elric in un momento critico della sua storia (questa storia si può anche riferire a "Warriors at the Edge of Time", che rappresenta fortemente i romanzi di Moorcock su John Daker; ad un certo punto del suo romanzo "The Dragon in the Sword" si definiscono "veterans of a thousand psychic wars"), e "The Great Sun Jester", a proposito del suo amico, il poeta Bill Butler, che morì per un'overdose di droga. Moorcock si è anche esibito dal vivo con i BÖC (nel 1987 ad Atlanta, GA, Dragon Con Convention) e con gli Hawkwind.

In Italia, famosi per l'interesse che da sempre mostrano verso i romanzi di Moorcock (al punto tale da ispirarsi ad essi per la composizione di molti loro album) sono gli italiani Domine.

Riconoscimenti e premi[modifica | modifica wikitesto]

Si elencano solo le vittorie e non anche le candidature. Si noti che il Premio August Derleth per il miglior romanzo fantasy e il Premio Speciale Karl Edward Wagner alla carriera sono entrambi categorie del Premio British Fantasy.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Michael Moorcock" nell'archivio The Nebula Awards. Science Fiction and Fantasy Writers of America. Consultato il 28 giugno 2021., su nebulas.sfwa.org.
  2. ^ Elric of Melniboné (character) - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  3. ^ John Daker - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  4. ^ Erekosë - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  5. ^ Urlik Skarsol - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  6. ^ Karl Glogauer - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  7. ^ Jerry Cornelius - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  8. ^ Dorian Hawkmoon - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  9. ^ Corum Jhaelen Irsei - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  10. ^ Oswald Bastable - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  11. ^ Jherek Carnelian - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  12. ^ Ulrich von Bek - Wikiverse, su multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  13. ^ (EN) Il saggio Epic Pooh
  14. ^ (EN) http://www.irosf.com/q/zine/article/10115 Archiviato il 22 novembre 2005 in Internet Archive.
  15. ^ a b Appartiene formalmente al ciclo di Jerry Cornelius come testo spin-off, ma a livello tematico e contenutistico è autoconclusivo.
  16. ^ (EN) 1972 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  17. ^ (EN) 1973 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  18. ^ (EN) 1975 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  19. ^ (EN) 1976 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  20. ^ (EN) Alison Flood, Michael Moorcock announces new novel mixing fantasy and autobiography, in The Guardian, 18 febbraio 2015. URL consultato il 28 luglio 2019.
  21. ^ a b (EN) 1979 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  22. ^ a b The Locus Index to SF Awards: Index of Literary Nominees, su web.archive.org, 16 ottobre 2012. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2012).
  23. ^ World Fantasy Awards -- Complete Listing, su web.archive.org, 1º dicembre 2010. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2010).
  24. ^ Horror Writers Association - Lifetime Achievement Award, su web.archive.org, 9 maggio 2013. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2013).
  25. ^ Grand Master, su web.archive.org, 1º luglio 2011. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2011).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Non narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Interviste[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN109785773 · ISNI (EN0000 0000 8175 3119 · Europeana agent/base/60150 · LCCN (ENn79151230 · GND (DE120741113 · BNE (ESXX993472 (data) · BNF (FRcb11916695p (data) · J9U (ENHE987007278300805171 (topic) · NSK (HR000237956 · NDL (ENJA00450410 · WorldCat Identities (ENlccn-n79151230