Michael Moorcock

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Michael Moorcock

Michael John Moorcock (Londra, 18 dicembre 1939) è uno scrittore britannico di fantascienza e di fantasy.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956, all'età di sedici anni, Moorcock lavorò come redattore per la fanzine Tarzan Adventures, collaborando successivamente con la Sexton Blake Library. Dopo i suoi esordi letterari nei primi anni Sessanta divenne curatore della controversa rivista di fantascienza inglese New Worlds, prima dal maggio 1964 fino al marzo 1971 e quindi nuovamente dal 1976 al 1996. Moorcock incoraggiò lo sviluppo del filone New Wave nel Regno Unito e indirettamente negli Stati Uniti. La sua edizione a puntate di Jack Barron e l'eternità (Bug Jack Barron) di Norman Spinrad fu tristemente famosa perché portò un membro del parlamento appartenente al partito conservatore a condannare in aula il finanziamento della rivista da parte dell'Arts Council.

In questo periodo scrisse occasionalmente sotto lo pseudonimo di "James Colvin", un nome d'arte condiviso con altri critici di New Worlds; in seguito la rivista pubblicò un falso necrologio di Colvin e il romanzo di Moorcock Breakfast in the Ruins incluse un'introduzione che menzionava la precedente morte di Moorcock. Da allora Moorcock ha creato numerosi personaggi con le iniziali "J.C." e non è interamente una coincidenza che siano anche le iniziali di Gesù Cristo (Jesus Christ in inglese), il soggetto del suo romanzo del 1967 I.N.R.I. (Behold the Man).

Michael Moorcock a Lucca Comics and Games 2009

Nel 1997 Moorcock è stato uno degli ospiti d'onore alla Worldcon di San Antonio e Ospite d'Onore alla World Fantasy Convention di Corpus Christi, Texas (2000), dove ricevette un "Howie" World Fantasy Award alla carriera. Nel 2002 entrò a far parte della Science Fiction Hall of Fame.

Negli anni novanta Moorcock si trasferì in Texas, negli Stati Uniti, in modo da studiare la società americana a beneficio delle sue opere urban fantasy in lavorazione. Nel 2004, annunciò di essere intenzionato a tornare in Europa, probabilmente stabilendosi in Francia e Spagna.

Carriera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

1954-1964[modifica | modifica wikitesto]

Quando era ancora studente di scuola superiore il quindicenne Moorcock diresse una fanzine intitolata Burroughsania (1954-1955) sulla quale pubblicò la propria opera prima, il ciclo di racconti Sojan the Swordsman: un testo planetary romance modellato sulla narrativa pulp statunitense prediletta dal giovane autore, in particolare le opere degli Edgar Rice Burroughs, Leigh Brackett e Robert E. Howard. Abbandonati poi gli studi fra 1955 e '56, Moorcock trovò lavoro come redattore e sceneggiatore di fumetti presso settimanale per ragazzi Tarzan Adventures e in tale sede ripubblicò ed espanse le avventure di Sojan fra 1957 e 1958; in quel medesimo biennio il giovane autore abozzò ma non completò un racconto intitolato "The Eternal Champion" e si accostò alla letteratura esistenzialista francese, all'opera di Mervyn Peake e alla fantascienza visionaria statunitense espressa dalla rivista Galaxy – influenze che egli sintetizzò nel romanzo surreale Il fiume dell'eternità, composto nel '58 e rimasto inedito per ventun anni.

Dopo aver abbandonato Tarzan Adventures nel 1959, Moorcock si spostò sul mercato delle riviste mensili per adulti e raggiunse la notorietà pubblicando su Science Fantasy una saga di sei racconti (più un settimo rifiutato dalla rivista) e un romanzo a puntate dedicati all'imperatore Elric di Melniboné (1961-1964): una serie sword & sorcery in cui Moorcock rivisitò il modello di Robert Howard con un taglio più gotico e intellettuale, parzialmente mutuato da Poul Anderson, Fletcher Pratt e Anthony Skene, rovesciando al contempo in chiave nichilista i tropi high fantasy codificati pochi anni prima da John Tolkien. L'autore inoltre pubblicò su Science Fantasy, Science Fiction Adventures e New Worlds numerosi racconti autoconclusivi che andarono a espandere e dettagliare concetti già presenti in nuce nel ciclo di Elric: "The Eternal Champion" (1962) codificò il leitmotiv narratologico del Campione Eterno; "The Sundered Worlds" (1962) e "The Blood Red Game" (1963) formalizzarono l'idea di un unico multiverso nel quale Moorcock potesse ambientare tutte le sue varie opere; "Flux" (1963) e "Il sogno del conte Aubec" (1964) esplicarono il ruolo del Campione Eterno entro il Multiverso.

1964-1977[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la conclusione della saga originale di Elric Science Fantasy cessò la pubblicazione e Moorcock prese il timone della testata New Worlds, che sotto la sua direzione divenne l'epicentro della New Wave della fantascienza britannica; fra i contributi di Moorcock alla rivista si segnalano i racconti "The Time Dweller" (1964) ed "Escape from Evening" (1965) e il romanzo I riti dell'Infinito (1965-1966), tutti legati al concetto del Multiverso, e soprattutto la novella "Behold the Man" (1966), che gli valse il Premio Nebula 1967. A tale produzione sperimentale per il magazine, comunque, si affiancarono anche opere più tradizionali edite in volume: la trilogia di Michael Kane, il guerriero di Marte (1965), un omaggio alla saga di Barsoom di Burroughs; i due romanzi spionistici parodici con protagonista Nick Allard (1966), poi revisionati e ripubblicati come dilogia di Jerry Cornell (1970-1980); un ottavo racconto di Elric (1967); una tetralogia di Terra morente dedicata al duca Dorian Hawkmoon (1967-1969), che a livello tematico riprese i motivi fondamentali del ciclo di Elric in una prospettiva science fantasy e satirica.

Fu proprio al volgere del decennio che Moorcock progettò una grande saga fantasy articolata in più cicli paralleli, fra loro interconessi tramite elementi di worldbuilding ricorrenti, cross-over di personaggi e una trama orizzontale comune; egli compose dunque in rapida successione una dilogia dedicata al Campione Eterno John Daker (1970), una trilogia high fantasy con protagonista il principe Corum (1971), due nuovi romanzi della saga di Elric (1971-1972), una seconda trilogia di Corum (1973-1974), una seconda trilogia di Hawkmoon (1973-1976) e un quarto romanzo di Elric (1976) e organizzò i racconti brevi di Elric in due antologie (1977); ne risultò una macro-serie in venticinque volumi nota come Saga dei Quattro Eroi che sono Uno.

In parallelo a questo grande ciclo fantasy, Moorcock lavorò anche ad alcuni romanzi autococonlusivi di matrice distopica, fra cui Il corridoio nero (1969), e a due cicli prettamente New Wave che intrecciavano viaggi nel tempo ed elementi satirici con un'estetica psichedelica: la dilogia di Karl Glogauer (1969-1972) e la tetralogia di Jerry Cornelius (1968-1977), quest'ultima accompagnata da testi minori dello stesso Moorcock (1976) e da produzioni "apocrife" composte da altri autori (1971); temi analoghi a quelli di Cornelius e Glogauer vennero poi elaborati con estetica retrofuturista nella trilogia ucronica del capitano Oswald Bastable, The Nomad of Time (1971-1981), e nella trilogia di romanzi romantici dei Dancers at the End of Time (1972-1976), quest'ultima poi ampliata con la raccolta di racconti comici intitolata Leggende alla fine del tempo (1976-1981). Anche nel caso di queste quattro serie fantascientifiche Moorcock volle costruire una rete di rimandi incrociati imperniati sulla figura del Campione Eterno, producendo così una saga speculare e complementare al ciclo dei Quattro Eroi che sono Uno, nota informalmente come le Avventure Temporali.

1978-1988[modifica | modifica wikitesto]

Terminata la stesura della Saga dei Quattro Eroi che sono Uno e delle Avventure Temporali, Moorcock compose il romanzo in stile barocco La saga di Gloriana (1978), che gli valse il Premio John W. Campbell nel 1978 e il World Fantasy Award nel 1979, fece pubblicare Il fiume dell'eternità (1979), e sviluppò un ciclo di racconti thriller intitolato My Experiences in the Third World War (1978-1989); con queste opere egli si dedicò per la prima volta alla narrativa di registro aulico, allontanandosi sia dai toni avventurosi sia da quelli controculturali che avevano caratterizzato la mitologia del Campione Eterno.

Nel medesimo periodo l'autore volle misurarsi anche nella narrativa di ambientazione mimetica, anziché collocata in mondi immaginari, ma in questo caso decise di ricollegare le nuove produzioni al suo corpus preesistente: la dilogia di fantasy storico incentrata sulla famiglia Von Bek (1981-1986) fu espressamente riallacciata al ciclo dei Quattro Eroi che sono Uno tramite un terzo romanzo di John Daker (1986); il romanzo erotico The Brothel in Rosenstrasse (1982) costituisce un episodio autoconclusivo della stessa saga dei von Bek e riprende tematicamente la dilogia di Glogauer; al Colonnello Maxim "Pyat" Pyatnitski, già comprimario del ciclo di Jerry Cornelius, fu dedicata la tetralogia di romanzi storici Between the Wars (1981-2006), che di conseguenza andò ad ampliare le Avventure Temporali. Inoltre egli compose un nuovo nucleo di avventure di Jerry Cornelius (1981-1984).

Fu solo alla fine del decennio Moorcock si distaccò nuovamente dal ciclo del Campione Eterno con il romanzo Madre Londra (1988), che sviluppò i temi delle saghe di Glogauer e dei von Bek in chiave di realismo magico.

1989-2006[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli Novanta Moorcock si prefissò di sistematizzare in un unico "romanzo mondo" tutte le sue opere dedicate al Campione Eterno, integrando pienamente fra di loro il ciclo dei Quattro Eroi che Sono Uno, quello delle Avventure Temporali e le produzioni mimetiche più recenti. Egli pertanto compose due nuovi romanzi di Elric (1989-1991) atti a introdurre la trilogia new weird del Second Ether (1995-1996) e la trilogia urban fantasy delle Moonbeam Roads (2001-2005): due saghe complementari che prendono le mosse dalla dilogia dei Von Bek, fanno riferimento a tutte le opere fantasy e fantascientifiche di Moorcock e portano in scena il finale di tutto il ciclo del Campione Eterno. In parallelo alla composizione del Second Ether fu anche allestita la prima edizione completa e filologicamente accurata delle opere fantastiche di Moorcock, che si intitolò Tale of the Eternal Champion nella versione britannica edita da Millenium Books (1992-1993) e The Eternal Champion in quella statunitense per i tipi di White Wolf Publishing (1994-2000) – per problematiche di diritti di pubblicazione, però, nessuna delle due collane poté stampare tutti i testi che Moorcock desiderava includere nel progetto.

Di pari passo con la conclusone del suo magnum opus, Moorcock riprese i temi di Madre Londra con il romanzo King of the City (2000) e l'antologia London Bone (2001), creando così una Sequenza Londinese.

2007-presente[modifica | modifica wikitesto]

Conclusa nel 2006 la tetralogia del Colonnello Pyat, Moorcock ha composto nuovi episodi della serie di Jerry Cornelius, fra cui un cross-over con il franchise di Doctor Who nel 2010, ha ampliato le Leggende alla fine del tempo per integrarvi la saga del Second Ether (2008), e ha organizzato nell'antologia The Metatemporal Detective (2007) il ciclo di racconti brevi imperniato su Sir Seaton Begg e Monsieur Zenith, personaggi minori della stessa serie del Second Ether. Nel successivo decennio ha pubblicato per i tipi di Victor Gollancz Ltd. il romanzo autobiografico The Whispering Swarm (2015), primo volume della trilogia The Sanctuary of the White Friars, e ha curato per lo stesso editore la Michael Moorcock Collection (2013-2016), una riedizione sistematizzata quasi integrale della sua opera (è escluso solo il ciclo Between the Wars). Tale collana costituisce l'edizione definitiva del corpus dell'autore per quanto concerne le revisioni testuali da lui stabilite nel corso dei decenni, che a seconda dei casi consistono in semplici correzioni di refusi, in cambiamenti onomastici (ad esempio, nel racconto "Il giardino del piacere di Felipe Sagittarius" il protagonista era originariamente "Minos Aquilinas", divenne "Minos von Bek" nell'edizione Millennium/White Wolf, "Sam Begg" in The Metatemporal Detective e poi nuovamente "Minos Aquilinas" nell'edizione Gollancz), in ampliamenti testuali (ad esempio, l'aggiunta di numerosi nuovi capitoli a The Steel Tsar già nella ristampa Millennium), e in ristrutturazioni complete (ad esempio la novella del 1966 "Behold the Man" fu espansa in romanzo ed edita in volume nel 1969).

Concetto di Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

Pressoché tutte le opere di Moorcock si svolgono in unico Multiverso: un agglomerato di galassie, universi, dimensioni e linee temporali parallele le une alle altre, interconnesse da portali dimensionali chiamati "Strade fra i mondi" (Roads Between the Worlds) o "Strad di raggi lunari" (Moonbeam Roads). Sul piano cosmologico ogni spazio e tempo di tale Multiverso è pervaso da una lotta interminabile fra Legge e Caos, due princìpi ontologici che rappresentano, rispettivamente, la completa stasi e l'anarchia amorfa; dato che la prevalenza netta di Legge o Caos annienterebbe il Multiverso stesso, una terza forza detta Equilibrio Cosmico si adopera per imporre certi limiti alle altre due e assicurare il perpetuarsi della vita. La Legge, il Caos e l'Equilibrio sono forze apparentemente non senzienti, pertanto si manifestano tramite figure divine o semidivine o investendo di poteri sovrumani delle creature mortali.

Il Campione Eterno (Eternal Champion) è per l'appunto un paladino scelto dall'Equilibrio Cosmico per mantenere sotto controllo la Legge e il Caos, e ogni linea temporale e dimensione del Multiverso viene protetta da un proprio Campione, che si configura, pertanto, come manifestazione individuale di una sorta di archetipo platonico: quasi tutti i Campioni, infatti, sono versati nelle arti militari, imbracciano una manifestazione dell'arma magica senziente chiamata Spada Nera (che in sé e per sé è affiliata al Caos) e sono assistiti dalle manifestazioni di due archetipi ancillari, il Compagno Eterno e la Consorte Eterna (le Campionesse donne e i Consorti uomini sono alquanto rari); inoltre tutti i Campioni sono destinati a vivere vite di conflitto e dolore, talvolta acuite dal tentativo di sfuggire alla volontà dell'Equilibrio Cosmico, talaltra addolcite da lunghi periodi di pace. Normalmente le diverse incarnazioni del Campione non interagiscono tra di loro, ma possono riunirsi in piccoli gruppi per affrontare assieme eventi catastrofici, come la fine di un ciclo di cicli di progressione del Multiverso o un'invasione da parte di soggetti ostili provenienti da un Multiverso completamente separato; in questi casi i Campioni possono unire le proprie forze fino a raggiungere una potenza divina, ma mettono in pericolo la propria salute mentale e il tessuto fisico del Multiverso circostante.

Tutti i romanzi fantasy e fantascientifici di Moorcock e alcune delle sue opere mimetiche hanno per protagonista il Campione Eterno di una data istanza del Multiverso, la cui comune identità è evidenziata da una serie di simbologie ricorrenti: ad esempio molti Campioni e Compagni portano le iniziali "J.C." o appartengono alla dinastia umana dei von Bek, altri interagiscono con il popolo extraterrestre degli Eldren o con una delle sue branche minori (in particolare i Melnibonéani e i Vadagh), altri ancora hanno come antagonisti i Campion del Caos Gaynor il Dannato e Johannes Klosterheim.

Incarnazioni del Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

La lista seguente elenca i Campioni Eterni protagonisti di almeno un'opera (racconti brevi, romanzi autoconclusivi, saghe di più volumi), nell'ordine cronologico in cui sono stati creati:

  • Sojan: protagonista dei racconti poi riorganizzati nel romanzo Sojan the Swordsman (1955-1958), menzionato ne I guerrieri d'argento. È un soldato britannico che perde la vita nella Guerra di Corea e si reincarna dopo la morte sul pianeta Zylor, dove diviene un mercenario errante. La sua spada e la sua pistola pneumatica sono prototipi della Spada Nera, ma la sua vera arma caratteristica è uno scudo. Afferiscono al suo ciclo anche i racconti autoconclusivi "Klan the Spoiler" (composto nel 1955, pubblicato nel 1958), "Dek of Noothar" (1957-1958) e "Rens Karto of Bersnol" (1958).
  • Jephraim Tallow: protagonista del romanzo Il fiume dell'eternità (composto nel 1958, pubblicato nel 1979), compare ne La Saga di Gloriana, menzionato ne Il campione eterno e in The Condition of Muzak. È un giovane vagabondo pervaso da ansie esistenziali, cui cerca risposta inseguendo una misteriosa chiatta d'oro lungo un immenso fiume.
  • Elric di Melniboné: protagonista dell'omonima ottologia di romanzi (1961-1991), compare anche ne Gli dei perduti, in The Quest for Tanelorn e nella trilogia delle Moonbeam Roads; appare inoltre nella trilogia del Second Ether e nell'antologia The Metatemporal Detective con lo pseudonimo di Monsieur Zenith. Vive sulla Terra preistorica ed è l'imperatore-stregone dei Melnibonéani, un ramo degli Eldren leale al Caos, ma in cuor suo rigetta questa alleanza e cerca per tutta la vita di servire la Legge. La sua Spada Nera, Tempestosa, gli permette di rubare le anime ai nemici e alleviare così le proprie malattie croniche, ma di converso gli induce dei raptus omicidi.[1]
  • John Daker: protagonista della serie del Campione Eterno (1962-1986), menzionato in Sui mari del Fato, in The Champion of Garathorm, in The Quest for Tanelorn, ne Gli dei perduti, in The Condition of Muzak e ne La torre che svaniva.[2] È un terrestre del Ventesimo secolo costretto a reincarnarsi in vari aspetti del Campione, rimanendo consapevole di tutte le sue vite precedenti dopo ogni trasmigrazione. Nel corso della sua serie, assume quattro diverse identità:
    • Erekosë:[3]: nel racconto "The Eternal Champion" (1962), poi espanso nel romanzo Il campione eterno (1970), John Daker trasmigra su un pianeta in cui gli esseri umani sono in guerra aperta con gli Eldren e si incarna nel leggendario guerriero umano Erekosë, l'unica persona capace di brandire la spada radioattiva Kanajana. Daker appare con le sembianze di Erekosë nei romanzi Gli dei perduti, La torre che svaniva, Sui mari del fato e The Quest for Tanelorn.
    • Conte Urlik Skarsol:[4] nel romanzo I guerrieri d'argento (1970) Daker trasmigra nel Conte Ulrik Skarlsol, un eroe originario di un pianeta ghiacciato, e si imbarca nella ricerca del misterioso "Calice", una controparte del Sacro Graal; egli è anche costretto a brandire una forma estremamente potente e malevola della Spada Nera, la Spada Fredda.
    • Clen of Clen-Gar: compare nel romanzo a fumetti The Swords of Heaven, the Flowers of Hell (1979) ed è menzionato ne Il drago nella spada. Nella sua terza incarnazione Daker assume le vesti di ser Clen, un cavaliere che serve il paese delle Dream Marches ("Marche dei Sogni") e deve proteggerlo in una guerra fra i regni confinanti di Heaven ("Paradiso") e Hell ("Inferno").
    • Flamadin: compare ne Il drago nella spada (1986) ed è menzionato in The Quest for Tanelorn. Nella sua ultima avventura Daker assume le vesti del Principe Flamadin, sovrano di una dimensione chiamata Draachenheem e detentore della Spada Drago (successivamente riforgiata in Tempestosa e Luttuosa), e viaggia attraverso molte regioni del Multiverso per prevenire un grande cataclisma.
  • Renark von Bek: protagonista della novella "The Sundered Worlds" (1962), è un astronauta umano del lontano futuro, incaricato di impedire il collasso del Multiverso. Nella stesura originale il personaggio si chiamava Renark the Wanderer ("Renark il Viandante") ed è stato ribattezzato Renark von Bek nella riedizione White Wolf del 1996.
  • Asquiol of Pompeii: protagonista della novella "The Blood Red Game" (1963), Asquiol è il comandante di una spedizione coloniale umana in un'altra galassia e deve guidare i pionieri in una guerra contro extraterrestri ostili. È menzionato in "The Peking Junction" (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius), in The Quest for Tanelorn, ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in The Champion of Garathorm, ne La Regina delle Spade e ne Il drago nella spada.
  • Max von Bek: protagonista della novella "Flux", scritta da Moorcock assieme a Barrington J. Bayley (1963), è un alto ufficiale della Comunità Europea incaricato di collaudare una macchina del tempo e studiare gli esiti futuri di nuove politiche demografiche. Nella stesura originale il personaggio si chiamava Max File ed è stato ribattezzato Max von Bek nella riedizione Millenium/White Wolf del 1996.
  • Orlando: campione di Carlo Magno, compare assieme a Elric nel romanzo Tempestosa (1963-1964); menzionato ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, ne La fortezza della perla, in Jerusalem Commands e in The War Amongst The Angels.
  • Conte Aubec di Malador: protagonista del racconto "Il sogno del conte Aubec" (1964) e menzionato in Elric di Melniboné; vive nello stesso mondo di Elric di Melniboné molti secoli prima della nascita di Elric stesso ed è un condottiero umano in guerra contro le forze del Caos. Nel 1966 Moorcock abbozzò ma non completò una tetralogia di romanzi a lui dedicata.
  • Scar-faced Brooder: protagonista del racconto "The Time Dweller" (1964), menzionato ne Il campione eterno. È uno studioso di un lontano futuro in cui l'ecologia terrestre non è più ospitale per gli esseri umani; cerca di impedire l'estinzione dell'umanità sviluppando una tecnica di viaggio nel tempo.
  • Pepin Hunchback: protagonista del racconto "Escape from Evening" (1965), un seguito diretto di "The Time Dweller". È un essere umano nato nelle colonie lunari che viaggia sulla Terra per divenire allievo dello Scar-faced Brooder.
  • Professor Michael Kane: protagonista della Trilogia di Marte (1965), menzionato ne Il campione eterno e ne Il Toro e la Lancia. È uno scienziato e atleta statunitense del Ventesimo secolo che viene teletrasportato in una versione abitabile del pianeta Marte, dove diventa un cavaliere errante difensore dei deboli.
  • Professor Faustaff: protagonista del romanzo I riti dell'infinito (1965-1966), è uno scienziato il cui natio pianeta Terra comunica direttamente con le Terre di altre dimensioni parallele; coordina le difese di tali pianeti contro un'armata di pirati spaziali.
  • Alan Powys: protagonista del romanzo The Winds of Limbo (intitolato anche The Fireclown, 1966), è un funzionario pubblico in una Terra futura in cui l'umanità è governata da regimi dispotici; viene incaricato di catturare un famigerato sovversivo chiamato Fireclown ("Pagliaccio di fuoco"). Appare anche in Programma finale come Mr. Powys; è menzionato come Powys ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in A Cure for Cancer, in The Condition of Muzak e in "The Delhi Division" (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius). Nella sola riedizione White Wolf del 1996, il personaggio è stato ribattezzato Alain von Bek.
  • Clovis Marca: protagonista del romanzo The Twilight Man (intitolato anche The Shores of Death, 1966), è uno dei pochi superstiti a un cataclisma che ha reso la Terra inospitale e l'umanità pressoché sterile; deciso a impedire l'estinzione della specie, egli vaga per il mondo in cerca di una cura. È menzionato ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, in The Condition of Muzak e in "The Peking Junction" (racconto contenuto in The Lives and Times of Jerry Cornelius). Nella sola riedizione White Wolf del 1996, il personaggio è stato ribattezzato Clovis Becker.
  • Jeremiah "Jerry" Cornell: in origine chiamato Nick Allard e protagonista dei romanzi Somehwere in the Night e Printer's Devil (1966), ribattezzato Jerry Cornell quando i romanzi furono revisionati in The Chinese Agent (1970) e The Russian Intelligence (1980); menzionato ne I guerrieri d'argento e in The Condition of Muzak. È un incompetente agente segreto britannico, coinvolto in farseschi casi di spionaggio internazionale.
  • Karl Glogauer: protagonista della novella "Behold the Man" (1966), poi espansa nel romanzo I.N.R.I. (1969), e di Breakfast in the Ruins (1972); è un hippie ebreo che affronta le proprie crisi di identità ricorrendo ai viaggi nel tempo e a pratiche psicagogiche.[5]
  • Konrad Arflane: protagonista del romanzo Il veliero dei ghiacci (1966-1967), menzionato in The Swords of Heaven, the Flowers of Hell, ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento, ne The Champion of Garathorm, ne The Quest for Tanelorn e in The Condition of Muzak. Vive durante una nuova era glaciale che ha inghiottito la maggior parte della Terra e ha costretto gli umani sopravvissuti a tornare a un'economia di caccia e raccolta; si mette in viaggio con l'eponimo veliero dei ghiacci per raggiungere le rovine di New York e recuperare antiche tecnologie.
  • Jeremiah "Jerry" Cornelius: protagonista dell'omonima decalogia di romanzi e di un ciclo parallelo di racconti (1968- in corso); è un hippie londinese del Ventesimo secolo che, preso in eventi più grandi di lui, diventa una sorta di agente segreto e sicario addestrato a viaggiare nello spazio-tempo; la sua Spada Nera si manifesta come una futuristica Pistola Sonica, e poi come una Vibragun ("pistola a vibrazione"). Compare anche in The Metatemporal Detective come Jerry Silverstein. [6]
  • Dorian Hawkmoon: protagonista della tetralogia La grande Storia della Runa Magica (1967-1969) e della trilogia Chronicles of Castle Brass (anche intitolata Count Brass, 1973-1975); compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[7] È un nobiluomo tedesco in una Terra post-atomica ove antiche tecnologie coesistono con stregonerie e forme di governo feudali. Nella prima tetralogia egli cerca di recuperare il talismano noto come "Runa Magica" per usarlo come arma contro il bellicoso Impero Oscuro di Gran Bretan, che sta mettendo a ferro e fuoco tutta l'Europa, ed è costretto a indossare il Gioiello Nero, una manifestazione della Spada Nera; nella successiva trilogia si allea con John Daker, Elric e Corum per impedire la distruzione del Multiverso.
  • Ryan: protagonista del romanzo Il corridoio nero (1969), vive in una Terra distopica dominata dalla xenofobia, dalla guerra nucleare e dal collasso sociale; requisisce l'astronave interstellare Hope Dempsy e cerca di portare in salvo un piccolo gruppo di profughi su un altro pianeta.
  • Colonnello Jeremiah "Jerry" Cornelius: protagonista del romanzo The Distant Suns (1969), è un alter ego astronauta del Jerry Cornelius principale; viene inviato dalle Nazioni Unite a esplorare Alpha Centauri per aprire la strada alla colonizzazione terrestre.
  • Corum Jhaelen Irsei: protagonista dell'omonima esalogia, bipartita fra la trilogia delle Spade di Corum (1971) e la trilogia delle Cronache di Corum (1973-1974); compare o viene menzionato in diversi altri scritti dell'autore.[8] È un principe dei Vadhagh, un ramo fedele alla Legge del popolo Eldren, ed è l'unico superstite a una disastrosa guerra fra Vadhagh e umani leali al Caos. Dopo un periodo di schiavitù, la mutilazione della sua mano sinistra e del suo occhio destro e la loro sostituzione con protesi magiche (da qui il suo alias di Corum Llaw Ereint, "Corum della Mano d'Argento"), Corum si ribella contro i suoi aguzzini e conduce una vera e propria crociata contro il Caos.
  • Capitano Oswald Bastable: protagonista della trilogia The Nomad of Time (anche intitolata A Nomad of the Time Streams, 1971-1981), compare e viene menzionato in diverse opere dell'autore.[9] È un ufficiale dell'esercito imperiale britannico di stanza nel Raj indiano all'inizio del Ventesimo secolo, ma una serie di incidenti spaziotemporali lo trasporta in varie linee temporali parallele, in cui il suo intervento previene o risolve delle versioni alternative delle Guerre Mondiali.
  • Jherek Carnelian: protagonista della trilogia The Dancers at the End of Time (1972-1976) e coprotagonista nel ciclo delle Leggende alla fine del tempo (1974-2008).[10] È uno degli ultimi umani ancora in vita allorché il Multiverso si avvicina alla Fine dei Tempi e al pari dei suoi simili è divenuto un semidio amorale, ma il suo stile di vita cambia completamente quando si innamora di Amelia Underwood, una viaggiatrice del tempo venuta dall'Ottocento.
  • Regina Ilian di Garathorm: una delle pochissime Campionesse donne, affianca Dorian Hawkmoon nel romanzo The Champion of Garathorm (1973), secondo volume delle Chronicles of Castle Brass; menzionata in The Quest for Tanelorn, in Sui mari del Fato e ne Il drago nella spada.
  • Graf Ulrich von Bek: capostipite della famiglia von Bek e protagonista del primo romanzo in ordine cronologico della loro saga, Il mastino della guerra (1981); è un mercenario tedesco reduce della Guerra dei Trent'Anni e accetta da Satana l'incarico di recuperare il Sacro Graal.[11]
  • Colonnello Maxim Arturovitch "Pyat" Pyatnitski: protagonista della tetralogia Between the Wars (1981-2006), è un aristocratico russo nato il 1º gennaio 1900; fra gli anni Dieci e Quaranta viaggia per tutto il mondo e partecipa a numerosi intrighi politici di alto livello, plasmando personalmente il destino dell'Europa prima, durante e dopo le Guerre Mondiali.
  • Manfred von Bek: protagonista del romanzo The City in the Autumn Stars (1986), è un discendente del Graf Ulrich e porta avanti la cerca del Graal alla fine del Diciottesimo secolo, durante la Rivoluzione Francese.
  • Jack Karaquazian: uno dei personaggi principali della trilogia del Second Ether (1995-1996), è un vaggiatore spaziotemporale umano che affronta alla pari gli dèi della Legge e del Caos nel Game of Time ("Gioco del Tempo"), un gioco d'azzardo con in palio il controllo sul Multiverso stesso.
  • Ser Seaton Begg: comprimario della trilogia del Second Ether e protagonista dell'antologia The Metatemporal Detective (2007). È il patriarca del ramo britannico dei von Bek, un fedele alleato di Jack Karaquazian e un rinomato investigatore "metatemporale"; la sua nemesi è il suo lontano cugino Monsieur Zenith, criminale internazionale.
  • Ulric von Bek: coprotagonista della trilogia delle Moonbeam Roads (2001-2005) assieme a sua moglie Oona, è il capofamiglia dei von Bek negli anni Trenta e cerca di protegge il Graal dalle macchinazioni naziste. Possiede la spada Luttuosa, gemella di Tempestosa e già apparsa nel ciclo di Elric.
  • Capitano Cornelius: deuteragonista del romanzo Doctor Who: The Coming of the Terraphiles (2010), è un alter ego pirata spaziale del Jerry Cornelius principale; si contrappone all'Undicesimo Dottore e alla sua compagna Amy Pond durante una delle loro avventure.

Di seguito sono invece elencati i Campioni minori che vengono solamente menzionati in specifiche opere:

  • Alerik: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • Alivale: menzionato ne Il drago nella spada .
  • Artos: menzionato ne Il campione eterno, ne I guerrieri d'argento e ne Il drago nella spada.
  • Brian: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Franik: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Ghardas Valabasian: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Goldberg: menzionato ne Il drago nella spada.
  • Ilanth: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Mejink-La-Kos: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • M'v Okom Sebpt O'Riley: menzionato ne Il drago nella spada. Nel romanzo a fumetti Elric: The Balance Lost (2011-2012), non sceneggiato da Moorcock, appare come una campionessa donna e brandisce la Spada Nera sotto le spoglie di una pistola divoratrice di anime, la Banning Gun.
  • Oshbek-Uy: menzionato ne I guerrieri d'argento.
  • Pournachas: menzionato ne I guerrieri d'argento .
  • Shaleen: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Ulisse: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.
  • Umpata: menzionato ne Il campione eterno e ne I guerrieri d'argento.

Incarnazioni del Compagno Eterno[modifica | modifica wikitesto]

La lista seguente enumera i Compagni Eterni dei principali Campioni:

  • Oone la Ladra di Sogni per Elric nel romanzo La fortezza della perla.
  • Maldiluna di Elwher per Elric a partire dal racconto "Mentre gli dèi ridono".
  • Hool Haji per Michael Kane a partire dal romanzo L'amico di Marte.
  • Gordon Ogg per Faustaff. Nella sola riedizione White Wolf nel 1996, il personaggio è stato ribattezzato Gordon Begg.
  • Oladahn per Dorian Hawkmoon.
  • Una Persson per Jerry Cornelius.
  • Jhary-a-Conel per Corum e talvolta per Dorian Hawkmoon.
  • Ulrich von Bek per John Daker (nelle vesti di Flamadin) ne Il drago nella spada.
  • Jagged of Canaria per Jherek Carnelian.
  • Grigory Petrovich Sedenko per il Graf Ulrich von Bek.
  • Colin James Charles St Odhran per Manfred von Bek.
  • Sam Oakenhurst per Jack Karaquazian.
  • Dottor Taffy Sinclair per Seaton Begg.

Incarnazioni della Consorte Eterna[modifica | modifica wikitesto]

La lista seguente enumera le Consorti Eterne dei principali Campioni.

  • Cymoril per Elric fino al racconto "La Città Sognante".
  • Zarozinia per Elric a partire dal racconto "Re nelle tenebre".
  • Eloarde di Lormyr per Aubec di Malador.
  • Shizala per Michael Kane.
  • Yisselda per Dorian Hawkmoon.
  • Catherine Cornelius per Jerry Cornelius.
  • Ermizhad per John Daker (nelle vesti di Erekosë).
  • Rhalina per Corum nella prima trilogia.
  • Medhbh per Corum nella seconda trilogia.
  • Mrs. Amelia Underwood per Jherek Carnelian.
  • Sabrina per il Graf Ulrich Von Bek.
  • Mrs. Honoria Cornelius per il Colonnello Pyat.
  • Libussa Cartagena y Mendoza-Chilperic per Manfred von Bek.
  • Colinda Dovero per Jack Karaquazian.
  • Oona von Bek per Ulric von Bek.

Rapporti con gli altri autori[modifica | modifica wikitesto]

Opinioni su altri scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock è un fervente ammiratore dell'opera dello scrittore e illustratore Mervyn Peake, quasi quanto è un fervente detrattore di quelle di J. R. R. Tolkien e C. S. Lewis. Durante l'adolescenza incontrò sia Tolkien sia Lewis, e dichiara di averli apprezzati personalmente, anche se non li ammira sul piano artistico.

Alcuni critici hanno accusato Moorcock di condannare Tolkien perché non scrive come Peake, il che sarebbe come condannare le mele per non essere arance. Moorcock non è noto per aver comparato entrambi gli scrittori in questo modo, piuttosto critica lavori come Il Signore degli Anelli per la loro visione stereotipata, oleografica e irrealistica in stile Inghilterra felice, con il suo famoso paragone della trilogia di Tolkien a Winnie-the-Pooh nel suo saggio Epic Pooh[12]. Egli cita come esempio di un autore di fantasy che non fa letteratura di evasione e tratta temi significativi Fritz Leiber, uno dei pionieri dello stile "Sword and sorcery". Queste visioni possono essere trovata nel suo studio del Fantasy epico, Wizardry & Wild Romance.

Allo stesso modo, Moorcock ha criticato scrittori che ritiene abbiano nascosto scopi politici. Tra i suoi obiettivi vi sono Robert Heinlein e H. P. Lovecraft, entrambi attaccati in un saggio del 1978. In quest'opera (causticamente intitolata "Starship Stormtroopers"), compara Fanteria dello spazio (Starship Troopers) di Heinlein al Mein Kampf di Hitler, definendolo xenofobo e sciovinista. Allo stesso modo, attaccò Lovecraft per aver espresso opinioni antisemite, misogine ed estremamente razziste, che inserì nei suoi racconti.

Condivisione di universi narrativi con altri autori[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock ha permesso ad alcuni altri scrittori di creare storie nel suo universo narrativo di Jerry Cornelius: tra gli altri vi sono Brian Aldiss, M. John Harrison, Norman Spinrad e James Sallis. In un'intervista pubblicata su The Internet Review of Science Fiction, Moorcock spiega la ragione della condivisione del suo personaggio:

«Io pubblicai narrativa popolare e Jerry era sempre destinato ad essere una sorta di sfera di cristallo attraverso la quale gli altri potevano vedere le loro visioni: le storie erano studiate per funzionare in questo modo; un ponte per le immersioni, per usare un'altra analogia, dal quale tuffarsi dentro il fiume ed esserne trasportati [...]. Tutto questo ha teso ad usare Jerry nel modo in cui io intendevo usarlo: come un modo di vedere la vita moderna e qualche volta come un modo di commentarla. Jerry, come disse Harrison, era tanto un metodo quanto un personaggio e io sono stato contento che altri abbiamo preso ad usare quel metodo.»

([13])

Moorcock è anche un amico e fan dello scrittore di fumetti Alan Moore, e permise a Moore l'uso di parecchi dei suoi personaggi registrati in La Lega degli Straordinari Gentlemen (The League of Extraordinary Gentlemen) di Moore. Moore per ricambiare la gentilezza lo invita a scrivere due numeri del suo Tom Strong. Ha avuto anche una querelle verbale con l'altro grande scrittore inglese di fumetti Grant Morrison reo di aver creato Gideon Stargrave ispirandosi a Jerry Cornelius senza però avvertirlo.

Nel 2000 Moorcock scrisse una bozza di 50.000 parole per un videogioco, che fu poi migliorato e sviluppato da Storm Constantine, concludendosi nel romanzo Silverheart. La storia è ambientata a Karadur-Shriltasi, una città nel cuore del Multiverso.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Elric di Melniboné[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di altre produzioni di Moorcock, la saga di Elric è stata composta anacronicamente: essa consisteva, in origine, di otto racconti brevi e un romanzo a puntate apparsi su rivista negli anni Sessanta e poi raccolti nei tre volumi The Stealer of Souls (1963), Stormbringer (1965, edizione non integrale) e The Singing Citadel (1970), ma all'inizio degli anni Settanta Moorcock ampliò il ciclo con un romanzo midquel, un romanzo prequel e tre nuovi racconti antologizzati in un ulteriore prequel; a quel punto l'autore decise di riorganizzare sia i testi originali sia quelli posteriori secondo un ordine cronologico interno, che fu canonizzato nell'edizione integrale DAW in sei volumi (1977-1978); nei tardi anni Ottanta e primi Novanta la serie fu ulteriormente espansa con due nuovi midquel incastonati entro la cronologia già stabilita, risultando così in un'ottologia. Va rimarcato che il racconto "Il sogno del conte Aubec" è una sequenza di analessi ambientata prima di Elric di Melniboné, mentre "Per la salvezza di Tanelorn" si svolge contemporaneamente a "Il ritorno del dio morto".

  1. 1972 - Elric di Melniboné (Elric of Melnibone)
  2. 1989 - La fortezza della perla (The Fortress of the Pearl)
  3. 1976 - Sui mari del Fato (The Sailor on the Seas of Fate). Fix-up dei racconti:
    1. “A vele spiegate verso il futuro” (“Sailing to the Future”). Composto appositamente per l'edizione in volume.
    2. “A vele spiegate verso il presente” (“Sailing to the Present”). Pubblicato anche come racconto dal titolo “Le terre al di là del mondo” ("The Lands Beyond the World", 1977).
    3. “A vele spiegate verso il passato” (“Sailing to the Past”). Riscrittura del racconto “Gli occhi dell’Uomo di Giada” ("The Jade Man's Eyes", 1973).
  4. 1977 - Il fato del lupo bianco (The Weird of the White Wolf). Fix-up dei racconti:
    1. 1964 - "Il sogno del conte Aubec" ("The Dream of Earl Aubec" o "Master of Chaos" o "Earl Aubec")
    2. 1961 - "La Città Sognante" ("The Dreaming City")
    3. 1961 - "Mentre gli dèi ridono" ("While the Gods Laugh")
    4. 1967 - "La cittadella che cantava" ("The Singing Citadel")
  5. 1971 - La torre che svaniva (The Vanishing Tower o The Sleeping Sorceress)
  6. 1991 - La vendetta della rosa (The Revenge of the Rose)
  7. 1977 - La maledizione della spada nera (The Bane of the Black Sword). Fix-up dei racconti:
    1. 1962 - "Il ladro di anime" ("The Stealer of Souls")
    2. 1962 - "Re nelle tenebre" ("Kings in Darkness")
    3. 1962 - "I portatori di fiamma" ("The Flame Bringers" o "The Caravan of Forgotten Dreams")
    4. 1962 - "Per la salvezza di Tanelorn" ("To Rescue Tanelorn")
  8. 1977 - Tempestosa (Stormbringer). Originariamente apparso su rivista in quattro puntate:
    1. 1963 - "Il ritorno del dio morto" ("Dead God's Homecoming")
    2. 1963 - "I fratelli della spada nera" ("Black Sword's Brothers")
    3. 1964 - "Lo scudo del gigante malinconico" ("Sad Giant's Shield")
    4. 1964 - "La fine del principe dannato" ("Doomed Lord's Passing")

L'esalogia DAW fu in seguito integrata dall'antologia di contenuti miscellanei Elric at the End of Time (1984), in cui erano presenti due racconti fuori serie: "Elric alla fine del tempo" ("Elric at the End of Time", 1981) racconta un'apparizione di Elric nel ciclo della Fine del tempo e si colloca fra Sui mari del Fato e "La città sognante", "The Last Enchantment" (o "Jesting with Chaos", 1962) fu originariamente composto come conclusione della serie, in alternativa al romanzo Tempestosa, e rifiutato da Science Fantasy.

Nella ristampa del ciclo entro la Michael Moorcock Collection (2014-2015) la sequenza è stata leggermente rettificata: "Il sogno del conte Aubec" appare prima di Elric di Melniboné come preludio; Sui mari del Fato viene ampliato con un'Introduzione (composta già nel 2005) che rielabora il racconto non canonico "Elric: The Return to Melniboné" (1973); fra "La città sognante" e "Mentre gli dèi ridono" è aggiunto il nuovo racconto "A Portrait in Ivory" (2007); similmente fra "I portatori di fiamma" e "Per la salvezza di Tanelorn" è inserita una revisione di "The Last Enchantment".

L'esalogia originale nell'edizione DAW fu originariamente pubblicata in Italiano da Editrice Nord in Fantacollana 25 e 30 (1978-1979), poi in volume unico entro Grandi Opere Nord 26 (1995) e Narrativa Nord 98 (1997), mentre La fortezza della perla e La vendetta della rosa furono tradotti in Grandi Opere Nord 106 e 116 (1998); in seguito Fanucci Editore ha riproposto il ciclo, con l'eccezione de La vendetta della rosa, in Tascabili Immaginario Extra 3, 4, 23 e 41 (2006-2008); Arnoldo Mondadori Editore ha poi ristampato l'esalogia originale in Oscar Draghi 44 (2019); di conseguenza restano inediti l'Introduzione a Sui mari del Fato, "A Portrait in Ivory" e "The Last Enchantment".

Trilogia delle Moonbeam Roads[modifica | modifica wikitesto]

Cross-over fra le saghe dei von Bek e di Elric di Melniboné composto da Moorcock negli anni Duemila, si svolge contemporaneamente al romanzo Tempestosa; la sua riedizione entro la Michael Moorcock Collection (2015) ne ha sancito la funzione di epilogo all'ottologia principale di Elric. In Italiano è stato pubblicato solo il primo volume, presentato impropriamente come continuazione della saga del Campione Eterno.

  1. 2001 - La Figlia della ladra di sogni (The Dreamthief's Daughter: A Tale of the Albino o Daugther of Dreams), Il Libro d'Oro 130, Fanucci Editore, 2001.
  2. 2003 - The Skrayling Tree: The Albino in America (o Destiny's Brother)
  3. 2005 - The White Wolf's Son: The Albino Underground (o Son of the Wolf)

Racconti non canonici[modifica | modifica wikitesto]

Solo "Gli occhi dell'Uomo di Giada" e "Le terre al di là del mondo" sono editi in Italiano.

  1. 1973 - "Elric: The Return to Melniboné". Racconto di accompagnamento a un omonimo album di illustrazioni, si svolge fra Sui mari del Fato e "La città sognante". Nella riedizione Gollancz è stato rielaborato in un'Introduzione a Sui mari del Fato.
  2. 1973 - "Gli occhi dell'Uomo di Giada" ("The Jade Man's Eyes"). Racconto collocato fra "La cittadella che cantava" e "Il ladro di anime"; revisionato nella terza parte di Sui mari del fato. Edito in Heroic Fantasy. Il meglio della fantasia eroica moderna, Lin Carter (a cura di), Enciclopedia della Fantascienza 4, Fanucci Editore, Roma, 1979.
  3. 1977 - "Le terre al di là del mondo" ("The Lands Beyond the World"). Estratto da Sui mari del fato corrispondente alla seconda parte del romanzo. Edito in Maghi e guerrieri. Altre storie di fantasia eroica, Lin Carter (a cura di), Enciclopedia della Fantascienza 6, Fanucci Editore, Roma, 1981.
  4. 2008 - "Black Petals". Racconto collocato approssimativamente fra "Mentre gli dèi ridono" e "La cittadella che cantava".
  5. 2010 - "Red Pearls". Racconto collocato immediatamente dopo "Black Petals".

Dorian Hawkmoon[modifica | modifica wikitesto]

La Grande Storia della Runa Magica[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1967 - Il Gioiello della Morte (The Jewel in the Skull), Fantapocket 22, Longanesi, 1978 e TEAdue 99, TEA, 1992 (ISBN 978-88-7819-255-3)
  2. 1968 - L'Amuleto del Dio Pazzo (Sorcerer's Amulet o The Mad God's Amulet), Fantapocket 25, Longanesi, 1978 e TEAdue 120, TEA, 1992 (ISBN 978-88-7819-314-7)
  3. 1968 - La Spada dell'Aurora (The Sword of the Dawn), Fantapocket n. 31, Longanesi, 1978 e TEAdue 130, TEA, 1993 (ISBN 978-88-7819-364-2)
  4. 1969 - Il segreto del Talismano (The Runestaff), Fantapocket 32, Longanesi, 1978. Ristampato come La runa magica in TEAdue 175, TEA, 1993 (ISBN 978-88-7819-442-7)

Chronicles of Castle Brass / Count Brass[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1973 - Count Brass
  2. 1973 - The Champion of Garathorm
  3. 1975 - The Quest for Tanelorn

Corum[modifica | modifica wikitesto]

L'esalogia fu originariamente tradotta in Italiano in due edizioni fra loro scollegate e difformi. La prima ristampa integrale è l'omnibus Il ciclo del principe Corum in Oscar Draghi, Mondadori (2021).

Le Spade di Corum[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1971 - Il Signore del Caos (The Knight of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 2, Sugar Editore, 1973. Intitolato Il Cavaliere delle Spade nella ristampa Mondadori.
  2. 1971 - La Regina delle Spade (The Queen of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 7, Sugar Editore, 1974.
  3. 1971 - Gli dei perduti (The King of the Swords), Delta - Collana di Fantascienza e Fantasia Eroica 11, Sugar Editore, 1974. Intitolato Il Re delle Spade nella ristampa Mondadori.

Le Cronache di Corum[modifica | modifica wikitesto]

Tradotta nel volume omnibus Le Cronache di Corum, Oscar Fantasy 12, Mondadori, 1990. (ISBN 978-88-04-34059-1)

  1. 1973 - Il Toro e la Lancia (The Bull and the Spear)
  2. 1973 - La Quercia e l'Ariete (The Oak and the Ram)
  3. 1974 - La Spada e lo Stallone (The Sword and the Stallion)

Il Campione Eterno[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1970 - Il campione eterno (The Eternal Champion) nell'omnibus Il campione eterno, Fantascienza Book Club 2, Sevagram, 1985 e Il Libro d'Oro 118, Fanucci Editore, 1999. (ISBN 978-88-347-0697-8). Revisione espansa dell'omonima novella "The Eternal Champion" (1962).
  2. 1970 - I guerrieri d'argento (The Phoenix in Obsidian o The Silver Warriors) nell'omnibus Il campione eterno, Fantascienza Book Club 2, Sevagram, 1985 e Il Libro d'Oro 118, Fanucci Editore, 1999.
  3. 1986 - Il drago nella Spada (The Dragon in the Sword), Il Libro d'Oro 119, Fanucci Editore, 1999 (ISBN 978-88-347-0698-5).

Il campione eterno e I guerrieri d'argento sono anche stati stampati individualmente in Fantasy Urania 28 e 31, Mondadori, 1990.

Von Bek[modifica | modifica wikitesto]

Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. 1981 - Il mastino della guerra (The War Hound and the World's Pain), Fantacollana n. 52, Editrice Nord, 1985.
  2. 1986 - The City in the Autumn Stars

Testi non canonici[modifica | modifica wikitesto]

  • 1965 - "The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius". Racconto originariamente autoconclusivo ed edito in Italiano come "Il giardino del piacere di Felipe Sagittarius" in Cristalli di futuro, Norman Spinard (a cura di), Galassia 211, Casa Editrice La Tribuna, 1976. Nel 1992 fu riscritto come episodio minore della saga dei von Bek per la ristampa Millenium/White Wolf e venne antologizzato assieme a Il mastino della guerra e The City in the Autumn Stars. La ristampa Gollancz scarta la revisione del 1992 e antologizza la stesura originale del 1965 nel volume miscellaneo My Experiences in the Third World War and Other Stories (2015).
  • 1962-1963 - The Sundered Worlds (o The Blood Red Game). Romanzo originariamente autoconclusivo ed escluso per problematiche di diritti dalla ristampa Millenium; nella ristampa White Wolf del 1996 fu revisionato da Moorcock in un episodio primario della saga dei von Bek e antologizzato assieme a Il mastino della guerra e The City in the Autumn Stars (con "The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius" in appendice), trasformando così la serie da dilogia in trilogia. La ristampa Gollancz conserva la revisione del 1996 ma declassa il romanzo a semplice spin-off della dilogia dei von Bek, includendolo nel volume Moorcock's Multiverse (2014).

Michael Kane il guerriero di Marte[modifica | modifica wikitesto]

Edito nel volume omnibus Trilogia di Marte in Fantascienza 5, Armenia Editore, 1980. Ripubblicato come Michael Kane il guerriero di Marte in Collana Cosmo 255, Editrice Nord, 1995 (ISBN 978-88-429-0806-7). In origine Moorcock compose la trilogia sotto lo pseudonimo di Edward P. Bradbury.

  1. 1965 - La fidanzata di Marte (Warriors of Mars o The City of the Beast)
  2. 1965 - L'amico di Marte (Blades of Mars o The Lord of the Spiders)
  3. 1965 - La sposa di Marte (Barbarians of Mars o The Masters of the Pit)

Racconti spin-off[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013 - "The Lost Canal". Racconto autoconclusivo ambientato nello stesso mondo della trilogia originale, dopo gli eventi di quest'ultima.

Nick Allard / Jerry Cornell[modifica | modifica wikitesto]

Serie inedita in Italiano, ebbe origine dagli interventi di ghost-writing apportati da Moorcock al romanzo The LSD Dossier di Roger Harris, cui fecero seguito due sequel composti dal solo Moorcock sotto lo pseudonimo di Bill Barclay.

  1. 1966 - The LSD Dossier. Composto con Roger Harris.
  2. 1966 - Somewhere in the Night
  3. 1966 - Printer's Devil

In seguito Moorcock revisionò Somewhere in the Night e Printer's Devil per rimuovere dai testi le proprietà intellettuali di Harris (incluso il nome del protagonista, cambiato da Nick Allard in Jerry Cornell) e ripubblicarli a nome proprio, come dilogia autonoma.

  1. 1970 - The Chinese Agent
  2. 1980 - The Russian Intelligence

Moorcock's Multiverse & Travelling to Utopia[modifica | modifica wikitesto]

Sette romanzi di fantascienza originariamente composti da Moorcock come testi autoconclusivi.

  1. 1965 - The Sundered Worlds (o The Blood Red Game). Fix-up delle novelle:
    1. "The Sundered Worlds" (1962)
    2. "The Blood Red Game" (1963).
  2. 1965 - The Winds of Limbo (o The Fireclown)
  3. 1965-1966 - I riti dell'infinito (The Rituals of Infinity o The Wrecks of Time), Omicron Fantascienza n. 5, SIAD Edizioni, 1981. Originariamente apparso a puntate su rivista, prima edizione in volume con tagli nel 1967; prima edizione integrale nel 1971.
  4. 1966 - The Shores of Death (o The Twilight Man). Revisione completa di un romanzo omonimo già apparso a puntate su rivista nel 1964.
  5. 1966-1967 - Il veliero dei ghiacci (The Ice Schooner), Galassia n. 163, Casa Editrice La Tribuna, 1972. Originariamente apparso a puntate su rivista, prima edizione integrale in volume nel 1969.
  6. 1969 - Il corridoio nero (The Black Corridor), Galassia n. 172, Casa Editrice La Tribuna, 1972. Scritto con Hilary Bailey.
  7. 1969 - The Distant Suns. Scritto con James Cawthorn. Originariamente apparso a puntate su rivista, prima edizione in volume nel 1975.[14]

Quando venne allestita l'edizione Millenium/White Wolf, Moorcock revisionò questi romanzi per integrarli nel ciclo del Campione Eterno e li organizzò in due antologie tematiche, di cui la seconda apparve solo nell'edizione White Wolf per problematiche di diritti:

  1. Sailing to Utopia (1993) comprendente Il veliero dei ghiacci, Il corridoio nero, The Distant Suns e il racconto "Flux" (1963); quest'ultimo testo fu revisionato in un episodio minore della saga dei von Bek, analogamente a quanto già fatto con "Il giardino del piacere di Felipe Sagittarius".
  2. The Roads Between the Worlds (1996) comprendente I riti dell'infinito, The Winds of Limbo, The Shores of Death e una cornice narrativa composta appostiamente per interconnettere i tre romanzi; i tre testi furono revisionati per diventare uno spin-off della saga principale dei von Bek.
  3. The Sundered Worlds apparve anch'esso nella sola edizione White Wolf, fu revisionato in un episodio della saga principale dei von Bek e pubblicato assieme a Il mastino della guerra e The City in the Autumn Stars, formando una trilogia.

Nella riedizione Gollancz solo The Sundered Worlds mantenne le revisioni del 1996, mentre I riti dell'infinito, The Winds of Limbo e The Shores of Death furono riportati alla stesura originale; inoltre le due antologie tematiche furono riorganizzate come segue:

  1. Moorcock's Multiverse (2014) comprendente The Sundered Worlds, The Winds of Limbo e The Shores of Death.
  2. Travelling to Utopia (2014) comprendente I riti dell'infinito, Il veliero dei ghiacci e Il corridoio nero.
  3. The Distant Suns fu stampato come romanzo autonomo.

La cornice narrativa di The Roads Between the Worlds e "Flux" sono stati completamente esclusi dalla nuova edizione.

Jerry Cornelius[modifica | modifica wikitesto]

La serie consiste di una tetralogia principale, un'esalogia di romanzi minori e un ciclo di racconti parallelo ai romanzi; è edito in Italiano solamente un testo per ciascuna delle tre sezioni.

  1. 1977 - The Cornelius Quartet. Volume omnibus contenente:
    1. 1968 - Jerry Cornelius: Programma finale (The Final Programme), Galassia 123, Casa Editrice La Tribuna, 1970 e Collezione Immaginario 30, Fanucci Editore, 2006. ISBN 978-88-347-1210-8
    2. 1971 - A Cure for Cancer
    3. 1972 - The English Assassin
    4. 1977 - The Condition of Muzak
  2. 1976 - The Lives and Times of Jerry Cornelius; antologia di undici racconti. Espansa e revisionata in Jerry Cornelius: His Life and His Times (2015), contenente gli undici racconti originali e altri dieci testi successivi:
    1. 1969 - "La base di Pechino" ("The Peking Junction") in Millemondinverno 1987: 3 Romanzi brevi e 13 Racconti, Millemondi n. 32, Mondadori, 1987.
    2. 1968 - "The Delhi Division"
    3. 1968 - "The Tank Trapeze"
    4. 1970 - "The Nature of the Catastrophe"
    5. 1972 - "The Swastika Set-Up"
    6. 1970 - "The Sunset Prespective"
    7. 1970 - "Sea Wolves"
    8. 1971 - "Voortrekker"
    9. 1971 - "Dead Singers" (o "All Dead Singers")
    10. 1973 - "The Longford Cup"
    11. 1974 - "The Entropy Circuit"
    12. 1993 - "The Entropy Tango (fragment)"
    13. 1981 - "The Murderer's Song"
    14. 1990 - "The Gangrene Collection"
    15. 1991 - "The Romanian Question"
    16. 1998 - "The Spencer Inheritance"
    17. 1998 - "The Camus Referendum"
    18. 1998 - "Cheering for the Rockets"
    19. 2006 - "The Visible Men"
    20. 2011 - "Walking the Hog"
    21. 1969 - "Epilogue: The Dodgem Decision" (o "The Dodgmen Arrangement" o "The Dodgem Division")
  3. 1993 - A Cornelius Calendar (ampliato nel 2015). Volume omnibus contenente:
    1. 1976 - The Adventures of Una Persson and Catherine Cornelius in the Twentieth Century
    2. 1981 - The Entropy Tango
    3. 1980 - The Great Rock 'n' Roll Swindle (o Gold Diggers of '77)
    4. 1984 - The Alchemist's Question
    5. 2002 - "Incendio alla cattedrale. Una storia di Jerry Cornelius" ("Firing the Cathedral") in Le città del domani, Collezione Immaginario Solaria 15, Fanucci Editore, 2004.
    6. 2011 - "Modern Times 2.0"

Romanzi spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Inediti in Italiano.

  • 1969 - The Distant Suns. Scritto con James Cawthorn. Originariamente apparso a puntate su rivista, prima edizione in volume nel 1975.[14]
  • 2010 - The Coming of the Terraphiles. Rappresenta un cross-over fra il ciclo del Campione Eterno e il franchise del Doctor Who.

Racconti apocrifi[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni Sessanta e Settanta Moorcock autorizzò altri romanzieri a scrivere racconti con protagonista Cornelius e ne sistematizzò alcuni nella raccolta The Nature of the Catastrophe (1971), comprendente cinque testi "canonici" di Moorcock stesso (poi confluiti in The Lives and Times of Jerry Cornelius) e dieci testi "apocrifi" di altri autori. Nella sola riedizione Millenium dell'opera di Moorcock (ma non nella collana parallela White Wolf) questa antologia è stata riproposta ed espansa come The New Nature of the Catastrophe (1993), comprendente quattordici testi canonici (poi riorganizzati in Jerry Cornelius: His Life and His Times) e quindici apocrifi.

Karl Glogauer[modifica | modifica wikitesto]

Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. 1969 - I.N.R.I. (Behold the Man), SAGA 8, MEB, 1976. Ripubblicato come Ecce Homo in «Dio e altre chimere» Nova SF* a. I (XIX) n. 1 (43), Perseo Libri, 1978. Revisione espansa dell'omonima novella "Behold the Man" (1966).
  2. 1972 - Breakfast in the Ruins

The Nomad of Time (o A Nomad of the Time Streams)[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1971 - The Warlord of the Air
  2. 1974 - The Land Leviathan
  3. 1981 - The Steel Tsar

La Fine del Tempo[modifica | modifica wikitesto]

The Dancers at the End of Time[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1972 - An Alien Heat
  2. 1974 - The Hollow Lands
  3. 1976 - The End of All Songs

Leggende alla fine del Tempo[modifica | modifica wikitesto]

Le novelle dalla prima alla quarta sono state tradotte in Leggende alla fine del Tempo, Robot Speciale 7, Armenia Editore, 1978. Il quinto testo è invece presente in Fantasy, Sandro Pergamo (a cura di), Grandi Opere Nord 11, Editrice Nord, 1985. Il sesto racconto è inedito in Italiano.

  1. 1976 - "Rose pallide" ("Pale Roses")
  2. 1976 - "Stelle bianche" ("White Stars")
  3. 1976 - "Ombre antiche" ("Ancient Shadows")
  4. 1977 - "Fuoco costante" ("Constant Fire" o "The Transformation of Miss Mavis Ming" o "A Messiah at the End of Time")
  5. 1981 - "Elric alla fine del tempo" ("Elric at the End of Time")
  6. 2008 - "Sumptuous Dress"

Between the Wars[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano.

  1. 1981 - Byzantium Endures
  2. 1984 - The Laughter of Carthage
  3. 1992 - Jerusalem Commands
  4. 2006 - The Vengeance of Rome

Second Ether[modifica | modifica wikitesto]

È edito in Italiano solo il racconto “The White Wolf’s Song” (prima stesura di "The Black Blade's Summoning"), tradotto come "Il canto del lupo bianco" ne I tesori della Fantasy, Sandro Pergamo (a cura di), Economica Tascabile (Nuova Serie) n. 2, Fanucci Editore, 2000.

  1. 1995 - Blood: A Southern Fantasy
  2. 1995 - Fabulous Harbours. Fix-up dei racconti:
    1. 1995 - "Introduction"
    2. 1995 - "The Retirement of Jack Karaquazian"
    3. 1994 - "The White Pirate"
    4. 1994 - “The Black Blade's Summoning” (già edito come “The White Wolf’s Song”)
    5. 1995 - "Some Fragments Found in the Effects of Mr Sam Oakenhurst"
    6. 1993 - "Lunching with the Antichrist"
    7. 1994 - "The Affair of the Seven Virgins"
    8. 1966 - "The Girl Who Killed Sylvia Blade"
    9. 1994 - "Crimson Eyes"
    10. 1995 - "No Ordinary Christian"
    11. 1995 - "The Enigma Windows"
    12. 1995 - "Epilogue: The Birds of the Moon –A Traveller's Tale"
  3. 1996 - The War Amongst The Angels

The Metatemporal Detective[modifica | modifica wikitesto]

Alla trilogia del Second Ether si ricollegano sette racconti sistematizzati per la prima volta nell'antologia The Metatemporal Detective (2007); tale volume comprende anche tre testi già apparsi in Fabulous Harbours e una terza versione di "The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius", diversa sia dalla stesura originale del 1965 sia dalla riscrittura del 1992:

  1. 1995 - "The Affair of the Seven Virgins"
  2. 1995 - "Crimson Eyes"
  3. 1997 - "The Ghost Warriors"
  4. 1995 - "The Girl Who Killed Sylvia Blade"
  5. 2003 - "The Case of the Nazi Canary". Edito in Italiano come "Il caso del canarino nazista" in La super raccolta di storie d'avventura, Michael Chabon (a cura di), Strade Blu 18, Arnoldo Mondadori Editore, 2004.
  6. 1996 - "Sir Milk-and-Blood"
  7. 2004 - "The Mystery of the Texas Twister"
  8. 2006 - "London Flesh"
  9. 2007 - "The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius" (terza stesura)
  10. 2006 - "The Affair of Le Bassin Les Hivers"
  11. 2007 - "The Flaneur des Arcades de l'Opera"

Nell'edizione Gollancz questo sotto-ciclo è stato scorportato: "The Affair of the Seven Virgins", "Crimson Eyes" e "The Girl Who Killed Sylvia Blade" appaiono solamente in Fabulous Harbours; "Sir Milk-and-Blood", e "The Flaneur des Arcades de l'Opera" sono inclusi nel volume antologico Elric: The Sleeping Sorceress and Other Stories e "London Flesh" nella raccolta Breakfast in the Ruins and Other Stories; "The Pleasure Garden of Felipe Sagittarius" è ristampato entro My Experiences of the Third World War and Other Stories nella stesura originale del 1965, senza collegamenti con la saga principale dei Von Bek né con quella del Second Ether; "The Ghost Warriors", "The Case of the Nazi Canary", "The Mystery of the Texas Twister" e "The Affair of Le Bassin Les Hivers" sono esclusi dalla collana.

Sequenza Lodinese[modifica | modifica wikitesto]

Solo il primo volume è edito in Italiano.

  1. 1988 - Madre Londra (Mother London), Collezione Immaginario 2, Fanucci Editore, 2001 ISBN 978-88-347-0730-2.
  2. 2000 - King of the City
  3. 2001 - London Bone. In origine antologia di nove racconti, portati a diciassette nella riedizione Gollancz (2016):
    1. 2011 - "A Child's Christmas in the Blitz"
    2. 2006 - "Lost London"
    3. 1994 - "A Winter Admiral"
    4. 2006 - "The Third Jungle Book"
    5. 2000 - "London Blood"
    6. 2007 - "A Portrait in Ivory"[15]
    7. 1997 - "Doves in the Circle"
    8. 2011 - "A Twist in the Lines"
    9. 1993 - "The Clapham Antichrist"[16]
    10. 2005 - "Cake"
    11. 1997 - "London Bone"
    12. 2010 - "Stories"
    13. 2006 - "London Flesh"[17]
    14. 1990 - "The Cairene Purse"
    15. 2000 - "Furniture"
    16. 2000 - "Through the Shaving Mirror"
    17. 1999 - "Lost London Writers"

The Sanctuary of the White Friars[modifica | modifica wikitesto]

Inedito in Italiano, serie in corso di stesura.

  1. 2015 - The Whispering Swarm

Romanzi autoconclusivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sojan the Swordsman (1977). Fix-up di racconti composti fra 1955 e 1958. Inedito in Italiano.
  • La Saga di Gloriana (Gloriana; or, the Unfulfill'd Queen, 1978), Biblioteca di Fantasy 7, Mondadori, 1991 e Fantasy Urania 58, Mondadori, 1993.
  • Il fiume dell'eternità (The Golden Barge, 1979, ma composto nel 1958), Galaxis 4, Editrice Scorpio, 1986 e Il Meglio della Fantascienza 4, Edizioni New Scorpio, 1987.
  • My Experiences in the Third World War (1980). Fix-up di racconti composti fra 1979 e 1980, espanso con ulteriori episodi nel 1989 e nel 2018. Inedito in Italiano.
  • The Brothel in Rosenstrasse (1982). Episodio autonomo del ciclo dei von Bek slegato dalla macro-trama del Campione Eterno. Inedito in Italiano.

Romanzi a fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Inediti in Italiano.

  • 1979 - The Swords of Heaven, the Flowers of Hell. Sceneggiato e disegnato da Howard Chaykin su soggetto di Moorcock. Appartiene al ciclo di John Daker e si svolge subito dopo I guerrieri d'argento.
  • 1997-1998 - Michael Moorcock's Multiverse. Sceneggiato da Moorcock e disegnato da Walter Simonson, Mark Reeve e John Ridgway; prima edizione serializzata, ristampato in volume del 1999. Consiste di tre racconti interconnessi: "Moonbeams and Roses" (disegnato da Simonson) è un libero adattamento del romanzo Blood: A Southern Fantasy, "The Metatemporal Detective" (disegnato da Reeve) si basa sul racconto "Crimson Eyes" presente in Fabulous Harbours, "Duke Elric" (disegnato da Ridgway) è un episodio originale del ciclo di Elric e si svolge contemporaneamente a Tempestosa.
  • 2004-2006 - Elric: The Making of a Sorcerer. Sceneggiato da Moorcock e disegnato da Walter Simonson; prima edizione serializzata, ristampato in volume del 2007. È un prequel diretto del romanzo Elric di Melniboné.
  • 2011-2012 - Elric: The Balance Lost. Sceneggiato da Chris Roberson e disegnato da Francesco Biagini senza la partecipazione diretta di Moorcock; prima edizione serializzata, ristampato in volume del 2012. Ha per protagonista un Campione Eterno creato da Roberson, Eric Beck, e include cross-over con le saghe di Elric, Hawkmoon, Corum, Cornelius, Carnelian, Bastable e del Second Ether.

Antologie di narrativa breve[modifica | modifica wikitesto]

  • The Deep Fix (1966)
  • The Time Dweller (1969)
  • Moorcock's Book of Martyrs (o Dying for Tomorrow, 1976)
  • My Experiences in the Third World War (1980)
  • The Entropy Tango (1981)
  • The Opium General (1984)
  • Casablanca (1989)
  • Lunching with the Antichrist (1995)
  • Tales from the Texas Woods (1997)
  • Earl Aubec and Other Stories (1993) / Earl Aubec (1999)
  • The Metatemporal Detective (2007)
  • The Best of Michael Moorcock (2009)
  • The Sunday Books (2011)
  • My Experiences in the Third World War and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume One (2014)
  • The Brothel in Rosenstrasse and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume Two (2014)
  • Breakfast in the Ruins and Other Stories: The Best Short Fiction of Michael Moorcock Volume Three (2014)

Interessi musicali[modifica | modifica wikitesto]

Moorcock ha anche collaborato con il gruppo rock britannico Hawkwind in molte occasioni: il brano degli Hawkwind "The Black Corridor", ad esempio, include citazioni letterarie dall'omonimo romanzo di Moorcock, e ha anche lavorato con il gruppo sul loro album Warrior on the Edge of Time. Ha anche composto il testo della canzone per "Sonic Attack", una presa giro, in chiave fantascientifica, del programma d'informazione pubblico, che era parte di Space Ritual.

Ha anche collaborato con il precedente uomo di punta degli Hawkwind e poeta, Robert Calvert (che diede l'agghiacciante declamazione di "Sonic Attack"), negli album di Calvert Lucky Leif and the Longships e Hype.

Nel 1975 fu pubblicato l'album The New Worlds Fair di "Michael Moorcock and the Deep Fix", che comprendeva un numero di membri regolari di Hawkwind nei crediti. Una seconda versione dell'album "Roller Coaster Holiday" fu distribuita nel 2004. ("The Deep Fix" era il titolo della storia di un'oscura collezione di racconti di "James Colvin" pubblicata negli anni '60).

Moorcock scrisse i testi delle canzoni per tre brani dell'album del gruppo statunitense Blue Öyster Cult, "Black Blade", che fa riferimento alla spada Tempestosa nei libri di Elric, "Veteran Of The Psychic Wars", che mostra le emozioni di Elric in un momento critico della sua storia (questa storia si può anche riferire a "Warriors at the Edge of Time", che rappresenta fortemente i romanzi di Moorcock su John Daker; ad un certo punto del suo romanzo "The Dragon in the Sword" si definiscono "veterans of a thousand psychic wars"), e "The Great Sun Jester", a proposito del suo amico, il poeta Bill Butler, che morì per un'overdose di droga. Moorcock si è anche esibito dal vivo con i BÖC (nel 1987 ad Atlanta, GA, Dragon Con Convention) e con gli Hawkwind.

In Italia, famosi per l'interesse che da sempre mostrano verso i romanzi di Moorcock (al punto tale da ispirarsi ad essi per la composizione di molti loro album) sono gli italiani Domine.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Michael Moorcock ha ricevuto molti riconoscimenti nella sua carriera.[18] Moorcock nel 2002 è stato introdotto nel Science Fiction e Fantasy Hall of Fame.[19] Ha anche ricevuto premi alla carriera alla World Fantasy Convention nel 2000, all'Utopiales International Festival nel 2004, dalla Horror Writers Association nel 2005 (Bram Stoker Award), e dalla Science Fiction e Fantasy Writers of America nel 2008 (nominato 25ª Gran Maestro).[18][20]

I riconoscimenti di Moorcock comprendono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elric of Melniboné (character) - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  2. ^ John Daker - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  3. ^ Erekosë - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  4. ^ Urlik Skarsol - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  5. ^ Karl Glogauer - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  6. ^ Jerry Cornelius - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  7. ^ Dorian Hawkmoon - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  8. ^ Corum Jhaelen Irsei - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  9. ^ Oswald Bastable - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  10. ^ Jherek Carnelian - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  11. ^ Ulrich von Bek - Wikiverse, su www.multiverse.org. URL consultato il 23 luglio 2019.
  12. ^ (EN) Il saggio Epic Pooh
  13. ^ (EN) http://www.irosf.com/q/zine/article/10115 Archiviato il 22 novembre 2005 in Internet Archive.
  14. ^ a b Appartiene formalmente al ciclo di Jerry Cornelius come testo spin-off, ma a livello tematico e contenutistico è autoconclusivo.
  15. ^ Appartenente anche al ciclo di Elric.
  16. ^ Appartenente anche al ciclo del Second Ether, in cui si intitola "Lunching with the Antichrist".
  17. ^ Appartenente anche alla sequenza del Metatemporal Detective.
  18. ^ a b c d The Locus Index to SF Awards: Index of Literary Nominees, su web.archive.org, 16 ottobre 2012. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2012).
  19. ^ Science Fiction and Fantasy Hall of Fame, su www.midamericon.org. URL consultato il 28 luglio 2019.
  20. ^ a b Grand Master, su web.archive.org, 1º luglio 2011. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2011).
  21. ^ (EN) 1972 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  22. ^ (EN) 1973 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  23. ^ (EN) 1975 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  24. ^ (EN) 1976 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  25. ^ (EN) Alison Flood, Michael Moorcock announces new novel mixing fantasy and autobiography, in The Guardian, 18 febbraio 2015. URL consultato il 28 luglio 2019.
  26. ^ a b (EN) 1979 Award Winners & Nominees, su Worlds Without End. URL consultato il 28 luglio 2019.
  27. ^ World Fantasy Awards -- Complete Listing, su web.archive.org, 1º dicembre 2010. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2010).
  28. ^ Horror Writers Association - Lifetime Achievement Award, su web.archive.org, 9 maggio 2013. URL consultato il 28 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2013).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Non narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Interviste[modifica | modifica wikitesto]

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