Sword and sorcery

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Lo sword and sorcery (in acronimo S&S, letteralmente "spada e stregoneria"), detto anche fantasy eroico (heroic fantasy)[1], è un sottogenere della narrativa fantasy imperniato sui conflitti di piccola scala fra un protagonista dalla moralità ambigua e avversari di natura spesso sovrannaturale, talvolta con l'inserzione di elementi romantici.[2]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Questo sottogenere ha radici antiche e, come molta letteratura fantasy, trae ispirazione dalla mitologia ed epica classica, come l'Odissea di Omero, ma i suoi progenitori immediati sono i romanzi di cappa e spada di Walter Scott (Ivanhoe, 1820), Alexandre Dumas (I tre moschettieri, 1844) e Rafael Sabatini (Scaramouche, 1921)[2], che già presentavano in un'ambientazione realistica diversi tropi poi reinterpretati in chiave fantastica dallo sword & sorcery; altro antecedente furono i primissimi testi fantasy di sapore avventuroso, come il romanzo Il serpente Ouroboros (The Worm Ouroboros, 1922) di Eric R. Eddison o il racconto "La fortezza inespugnabile, se non da Sacnoth" ("The Fortress Unvanquishable, Save for Sacnoth", 1910) di Lord Edward Dunsany. In aggiunta, lo sword & sorcery in senso stretto fu anticipato di pochi anni dal genere assai simile del planetary romance (in sé afferente al filone "ibrido" del science fantasy), il cui iniziatore fu Edgar Rice Burroughs con il ciclo di Barsoom (1912-1943): in particolare Burroughs pubblicò i suoi racconti sulla rivista pulp The All-Story, il medesimo genere di testata che più tardi avrebbe accolto il vero e proprio sword & sorcery[2]. In ultimo luogo, va segnalato che le primissime opere del filone erano debitrici delle Mille e una notte per i repertori di creature magiche e oggetti incantati, e della letteratura picaresca per le fosche ambientazioni urbane.

L'effettiva invenzione del fantasy epico è quindi attribuita a Robert E. Howard, che pubblicò su Weird Tales il seminale ciclo di Kull di Valusia (1929-1930) e aprì così la strada a opere similari dei suoi colleghi e corrispondenti Clark Ashton Smith, Henry Kuttner e Catherine Lucille Moore, mentre Fritz Leiber pubblicò la propria produzione su Unknown, testata rivale di Weird Tales[2]; una trentina di anni dopo Lyon Sprague de Camp antologizzò i capolavori di questa stagione in una serie di quattro antologie (1963-1970) per i tipi di Pyramid Books, codificando così la fisionomia estetica e commerciale del sottogenere.

Definizione del sottogenere[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione "sword and sorcery" fu coniata da Fritz Leiber nel numero di aprile 1961 della fanzine Ancalagon e dettagliata nel numero di luglio 1961 di un'altra fanzine, Amra, in risposta alla richiesta di Michael Moorcock: questi aveva pubblicato sul numero precedente di Amra un articolo in cui chiedeva un nome per definire il tipo di storie scritte da Robert E. Howard.[3] Nell'articolo su Amra Leiber scrisse:

«Sono più certo che mai che questo campo dovrebbe essere chiamato storie di sword-and-sorcery. Questo termine descrive accuratamente il livello culturale e l'elemento sovrannaturale [specifici nel genere] e inoltre lo distingue immediatamente dai romanzi di cappa-e-spada (avventure storiche) e (incidentalmente) anche dai romanzi di cappa-e-pugnale (spionaggio storico).»

(Fritz Leiber, Amra, luglio 1961)[4])

Per quanto le esatte caratteristiche del sottogenere siano oggetto di dibattito, il consenso generale è che lo sword and sorcery sia una narrativa ricca d'azione, con ritmi veloci e un'ambientazione immaginaria dalle atmosfere spesso esotiche; i conflitti portati in scena sono di portata ristretta e personale e i protagonisti presentano tendenzialmente moralità ambigue. Questi ultimi due elementi distinguono in modo precipuo il fantasy eroico dall'high fantasy, in cui invece prevalgono i conflitti di scala macroscopica e la contrapposizione netta fra concetti assoluti di Bene e Male. Numerose opere di sword and sorcery sono strutturate come cronache delle avventure di un eroe o eroina errante, ma esistono anche opere corali che esplorano una medesima ambientazione dal punto di vista di più personaggi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le opere rappresentative del genere vi sono:

Come accennato in precedenza, è stilisticamente contiguo allo sword & sorcery anche il genere del planetary romance, tanto che esso è definito pure sword and planet ed è stato battuto dagli stessi Howard (Almuric, 1939) e Moore (ciclo di Northwest Smith, 1933-1937). Oltre al già citato Edgar Rice Burroughs, altri esponenti rilevanti di questo filone sono Leigh Brackett, autrice fra gli altri del romanzo La spada di Rhiannon (1953), Jack Vance, specialmente con il ciclo della Terra Morente (1950-1984), e Carolyn Janice Cherry con la tetralogia di Morgaine (1976-1988).

La rappresentazione femminile nello sword & sorcery[modifica | modifica wikitesto]

Bêlit, regina dei pirati creata da Robert Howard, una delle prime eroine delle avventure Sword and Sorcery. Illustrazione della copertina della raccolta L'Era di Conan: Bêlit Vol.1. Edizione italiana © 2019 Panini S.p.A.

Nonostante le opere di C. L. Moore, Joanna Russ e altre autrici, lo sword and sorcery è stato a lungo dominato da protagonisti maschili: i personaggi femminili erano normalmente damigelle in pericolo che dovevano essere salvate e protette dall'eroe o avversarie dipinte come perfide seduttrici; anche in opere con protagoniste femminili composte da romanziere donne, come l'apprezzata trilogia Birthgrave di Tanith Lee (1975-1978), permaneva per convenzione narrativa il pericolo ricorrente di violenza sessuale a danni delle eroine. Tale stereotipizzazione si era affermata a dispetto dell'appoggio di Robert Howard ai movimenti femministi, posizione che lo aveva portato ad affiancare Conan a coprotagoniste proattive (Bêlit in "La regina della Costa Nera", 1934, e Valeria in "Chiodi rossi", 1936) e a imperniare singoli racconti di ambientazione rinascimentale sulle avventuriere Agnes de Chastillon (1932 ca.) e Sonya di Rogatino (1934, personaggio poi rielaborato in Red Sonja, eroina di fumetti e film sword and sorcery a soggetto originale prodotti negli anni Ottanta).

Un rilevante sforzo di superare questa rappresentazione sessista venne dalla romanziera Marion Zimmer Bradley, che curò per un decennio la collana annuale di antologie Sword and sorceress (1984-2014), espressamente concepita per dare spazio ad autrici donne e a opere con protagoniste femminili non influenzate dagli stilemi maschilisti: la serie fu immensamente popolare e Bradley continuò a dirigerla fino alla sua morte, dando con ciò un notevole apporto alla rappresentazione paritaria entro il sottogenere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Heroic fantasy in Clute e Grant, p. 464
  2. ^ a b c d Sword and sorcery Archiviato il 5 novembre 2013 in Internet Archive. in Clute e Grant, p. 915
  3. ^ Peterson 2012, p. 105.
  4. ^ Citato in Peterson 2012, p. 105

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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