Mariano Rampolla del Tindaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Mariano Rampolla del Tindaro
cardinale di Santa Romana Chiesa
Laszlo - Cardinal Mariano Rampolla.jpg
Il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro in un ritratto di Philip Alexius de Laszlo del 1900
Coat of arms of Mariano Rampolla del Tindaro.svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato17 agosto 1843, Polizzi Generosa
Ordinato presbitero1866
Nominato arcivescovo1º dicembre 1882 da papa Leone XIII
Consacrato arcivescovo8 dicembre 1882 dal cardinale Edward Henry Howard
Creato cardinale14 marzo 1887 da papa Leone XIII
Deceduto16 dicembre 1913, Roma
 

Mariano Rampolla del Tindaro (Polizzi Generosa, 17 agosto 1843Roma, 16 dicembre 1913) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano, cardinale segretario di Stato di papa Leone XIII.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e la carriera ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Sicilia da famiglia aristocratica, figlio di Ignazio Rampolla, conte del Tindaro, e Orsola Errante dei baroni della Vanella, compì i propri studi al Collegio Capranica di Roma. Dopo essere stato ordinato prete nel 1866, entrò nell'Accademia dei nobili ecclesiastici e fece rapida carriera nella Curia romana. Nominato arcivescovo il 1º dicembre 1882, fu inviato quale nunzio apostolico in Spagna e gli fu affidato come assistente il giovane Giacomo della Chiesa, futuro papa Benedetto XV, il quale pure proveniva dal Collegio Capranica di Roma.

Fu creato cardinale il 14 marzo 1887 con il titolo di Santa Cecilia. Già il successivo 2 giugno fu nominato Segretario di Stato da Leone XIII, del quale divenne il principale collaboratore. Nel 1902 ottenne anche la carica di segretario della Pontificia commissione biblica.

Il conclave del 1903[modifica | modifica wikitesto]

Mariano Rampolla del Tindaro in una fotografia d'inizio secolo scattata da Jacob Hilsdorf.

Alla morte di Leone XIII nel 1903, Rampolla era tra i favoriti per la successione. All'inizio del conclave le sue opportunità si accrebbero ulteriormente. In effetti, dopo le prime due votazioni, la candidatura alternativa del cardinale Gotti era sfumata. Fu allora che, il 2 agosto, il cardinale Puzyna, arcivescovo di Cracovia sollevò il veto dell'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe contro il cardinale Rampolla, peraltro preannunciato discretamente già prima dell'apertura del conclave stesso. L'Austria-Ungheria era, in effetti, una delle tre nazioni cattoliche che godevano del privilegio del cosiddetto ius exclusivae. Il cardinale Puzyna fu poi ricompensato con l'attribuzione della più alta decorazione austriaca. Gli ambienti di estrema destra francesi, con in testa l'Action française – i quali non avevano mai accettato la politica di riappacificazione (“raillement”) di Leone XIII e di Rampolla con la Terza Repubblica francese – asserirono che l'opposizione austriaca fosse motivata nell'appartenenza del Rampolla alla massoneria, o meglio ad un Ordine Templare. In verità ciò che l'Austria rimproverava al Rampolla era la politica filo-francese e anti-austriaca.

La sera stessa del 2 agosto 1903 il patriarca di Venezia Giuseppe Sarto ottenne 30 voti contro i 21 andati a Rampolla. I sostenitori di quest'ultimo non riuscirono neppure nelle ore successive a fare confluire i voti su una personalità a loro comunque gradita. Il 4 agosto 1903 Sarto fu eletto con 50 voti sui 62 cardinali entrati in conclave, ed assunse il nome di Pio X. Il primo gesto del nuovo papa fu tuttavia quello di abolire per sempre il veto laicale con la costituzione apostolica Commissum nobis.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Pio X scelse, come tradizione, un nuovo Segretario di Stato nella persona del giovane Rafael Merry del Val y Zulueta. Rampolla fu messo in sostanza a riposo con l'affidamento di una carica minore, quella di Prefetto della Congregazione per la Manutenzione della Fabbrica della Basilica di San Pietro. Soltanto nel 1908 venne nominato per una carica più prestigiosa, quella di segretario del Sant'Uffizio; nello stesso anno, tuttavia, egli diede le dimissioni dalla Pontificia Commissione Biblica.

Fino alla morte fu considerato il più probabile successore di papa Pio X. Rampolla morì improvvisamente a Roma il 16 dicembre 1913 a settant'anni, alcuni mesi prima del pontefice. Le sue esequie furono presiedute dal suo amico e stretto collaboratore Giacomo Della Chiesa, il futuro papa Benedetto XV. Venne sepolto nel cimitero del Verano. Il 19 giugno 1929, dodici giorni dopo la ratifica dei Patti Lateranensi dal Parlamento italiano, la sua salma venne traslata nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Balì Gran Croce di Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Balì Gran Croce di Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta
Collare dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Carlo III
— 1894

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Orazio Longo, "Il Papa mancato. Mariano Rampolla del Tindaro, il cardinale siciliano che sfidò i Savoia e l’imperatore d’Austria", Nero su Bianco Edizioni, 2018 , Isbn 978-88-85724-03-7.

Per dettagli sul conclave del 1903: Alberto Melloni, Il conclave. Storia dell'elezione del Papa, Il Mulino, Bologna 2005, pagg. 80 e segg.

Clara Aiosa, "Il Cardinale di Polizzi Mariano Rampolla del Tindaro - sulle sue orme da Polizzi Generosa a Roma", Parrocchia Maria SS. Assunta Polizzi Generosa

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN41831104 · ISNI (EN0000 0001 0856 8328 · SBN IT\ICCU\RAVV\054458 · LCCN (ENn85028077 · GND (DE119038811 · BNF (FRcb10709670c (data)