Grazia Letizia Veronese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Grazia Letizia Veronese nel 1974 con l'allora fidanzato Lucio Battisti

Grazia Letizia Veronese in arte Velezia (Limbiate, 21 luglio 1943) è una paroliera e compositrice italiana, vedova di Lucio Battisti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata nella Brianza, lavorò come segretaria di Miki Del Prete[1] nel Clan Celentano di Adriano Celentano. La Veronese conobbe Lucio Battisti il 28 gennaio 1968, dopo essere stata fidanzata di Gian Pieretti[2]. L'incontro avvenne in occasione del Festival di Sanremo[3], dove Battisti si era recato in qualità di autore del brano La farfalla impazzita; i due si fidanzarono l'anno successivo[4][3] e, dalla loro unione, il 25 marzo 1973 nacque il figlio Luca. Si sposeranno con il matrimonio civile solo il 3 settembre 1976.[5]

Nel 1982, dopo la separazione artistica tra Battisti e Mogol, fu coautrice dei testi dell'album E già insieme a Lucio Battisti, con lo pseudonimo di Velezia (Veronese Letizia Grazia). Secondo i depositi SIAE fu anche co-compositrice, insieme a Battisti, delle musiche degli album Don Giovanni (1986) e L'apparenza (1988)[6]; tuttavia il fatto che non sia citata tra i riconoscimenti nel libretto interno degli album ha portato a pensare che fosse stata accreditata solo per motivi pratici di separazione patrimoniale dei beni tra i due coniugi.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, la Veronese è stata oggetto di critiche di vario genere, inasprite dal fatto che, in risposta, non ci sono mai state prese di posizione o dichiarazioni di altro genere da parte della vedova.

Responsabilità nella separazione tra Mogol e Battisti[modifica | modifica wikitesto]

Mogol, pur non amando parlare dell'argomento (sostiene infatti che «Delle persone io dico bene, oppure taccio. […] In questo caso taccio»[7]), ha fatto capire che la Veronese avrebbe più volte interferito nel rapporto tra lui e Battisti, spingendo Lucio a non assecondare Mogol nella questione dei diritti d'autore che causò la loro rottura[8][9][10] e ostacolando la ripresa dei rapporti tra i due dopo la loro separazione (come, ad esempio, nel cosiddetto "episodio del burro"[11][12]). Anche il padre di Battisti, Alfiero, riteneva che la separazione tra Battisti e Mogol fosse dovuta alla Veronese[13].

A causa di queste accuse, la Veronese è stata più volte paragonata alla figura di Yoko Ono.[1][14]

Protezionismo dell'immagine di Battisti[modifica | modifica wikitesto]

Lucio e Grazia Letizia al Festivalbar 1970

Dalla scomparsa di Battisti in poi, la Veronese ha adottato una politica estremamente restrittiva e protezionistica nei confronti dell'immagine e dell'opera del marito, che si è realizzata nel blocco di iniziative, di cover e di pubblicazioni di CD e DVD.

Alcuni dei casi sono i seguenti:

  • Nel 2006 denunciò il comune di Molteno, organizzatore del festival Un'avventura, le emozioni, in quanto riteneva la manifestazione «mercantile e di bassa qualità» e perciò «non adeguata al livello dell'artista e compromissoria della sua immagine», chiedendo il suo annullamento e un risarcimento di 250 000 €[15]; il giudice, però, diede ragione al Comune[16]
  • Nel 2004 impose il ritiro dalla circolazione del videoclip della reinterpretazione di Prendila così dei Delta V[17]
  • In qualità di presidente delle edizioni musicali Acqua azzurra, nel 2005 diffidò i Dik Dik dall'includere in un loro DVD la canzone Vendo casa (che Battisti scrisse appositamente per loro nel 1971), accompagnando la diffida con le parole «Ci sono in giro dei pezzenti che sfruttano mio marito che ha fatto del bene a tutti… lasciatelo in pace»[18]
  • Sempre in relazione ai Dik Dik, ha imposto loro per via legale il cambiamento del titolo dello spettacolo Da Lucio a Battisti in Quel gran genio del mio amico[18].
  • Nel 2008 ha negato l'autorizzazione per l'apparizione di immagini di Battisti nella scenografia per il brano Buonanotte all'Italia in un concerto di Luciano Ligabue[19][20]
  • Ha negato al comune di Poggio Bustone l'autorizzazione per la trasformazione in museo della casa natale di Battisti[21]
  • Nel 2008 impedì la pubblicazione dello storico duetto di Mina e Battisti al Teatro 10 del '72 nel DVD "Mina gli anni RAI"
  • Nel 2011 ha negato l'autorizzazione ad usare la canzone Ancora tu nello spot per il programma televisivo I raccomandati, con Pupo ed Emanuele Filiberto[22]
  • Nel 2011 si è opposta alla trasmissione su Rai 1 dell'edizione 2011 del Premio Mogol, nella quale Mogol aveva fatto interpretare a Ron la canzone Il paradiso non è qui, scritta insieme a Lucio Battisti ma mai pubblicata. La messa in onda doveva avere luogo il 23 giugno 2011, con l'intenzione di tagliare la parte contenente l'interpretazione di Ron[23], ma nonostante ciò all'ultimo momento è stata annullata e al suo posto è stato trasmesso il film Wasabi. Il 7 settembre Mogol ha dichiarato che «la Rai non l'ha mandata in onda per ragioni che ancora non ho capito»[24].
  • Nel novembre 2011 la edizioni musicali Acqua azzurra, controllata dalla Veronese e da Luca Battisti, vince una causa contro la Sony Music, che aveva pubblicato i testi delle canzoni nei libretti di accompagnamento ai due cofanetti Le avventure di Lucio Battisti e Mogol e Le avventure di Lucio Battisti e Mogol 2, provocando il ritiro dal mercato di tutte le copie ancora in commercio.[25][26]
  • Nel 2014 si oppone alla pubblicazione su iTunes di Le canzoni di Mogol Battisti in versione rock New Era, un'antologia di successi di Battisti reinterpretati da vari componenti del CET (la scuola di musica pop fondata da Mogol), nella quale si era già dovuto rinunciare all'uso della voce registrata di Battisti per l'opposizione della vedova. In risposta all'opposizione Mogol cita in giudizio la Veronese e pubblica ugualmente il disco su iTunes.[27][28]

Nonostante la totale mancanza di spiegazioni in merito, si ritiene che questa politica sia indirizzata al contrasto di iniziative di scarsa qualità, lesive dell'immagine di Battisti, e dei tentativi di sfruttamento del nome di Battisti a fini promozionali perpetrati da soggetti estranei (altri artisti, case discografiche, sponsor di eventi); risulta inoltre in linea con quanto lo stesso Battisti dichiarava e praticava nell'ultimo periodo della carriera, con la sua totale scomparsa da tutti i mass media.

Tuttavia questo atteggiamento è stato spesso criticato dato che l'ostracismo non è stato rivolto solo alle iniziative di terzi ma anche a quelle di storici collaboratori di Battisti, ad eventi del tutto dedicati a Battisti, nonché alla diffusione della sua opera, tanto da apparire - secondo alcuni - un vero e proprio tentativo di far cadere Battisti nell'oblio e di cancellare il suo ricordo; in contrasto è spesso citata l'opera delle vedove di Gaber e De André, che promuovono la memoria dei mariti defunti tramite apposite fondazioni anziché ostacolarla[29].

A tale proposito nel 2016 Paolo Giordano pubblica su Il Giornale un articolo dal titolo Salvate Lucio Battisti, nel quale denuncia come l'assenza del catalogo di Battisti dai servizi di streaming musicale e dagli store musicali digitali come iTunes rischi di far "scomparire" l'artista dalla memoria delle future generazioni[30]; lo stesso anno Gino Castaldo ha pubblicato su la Repubblica una Lettera aperta a Grazia Letizia Veronese, con la quale chiede alla vedova «perché limitarsi solo a dire no» piuttosto che tutelare l'immagine dell'ex marito come viene fatto per Fabrizio De André e Giorgio Gaber, la cui immagine viene tutelata da apposite Fondazioni, che promuovono manifestazioni in loro memoria piuttosto che osteggiarle, senza che per questo la loro immagine venga lesa.[31] In risposta, Il 15 aprile 2016, Michele Monina sull'edizione online de Il Fatto Quotidiano, pubblica un articolo dal titolo Salvate Lucio Battisti, da chi vuole salvare Battisti[32]

Nel 2012 Mogol chiede alla Acqua Azzurra srl, il risarcimento dei danni derivanti dall'opposizione della Veronese allo sfruttamento commerciale del repertorio di Mogol-Battisti; Il 28 luglio 2016, il Tribunale di Milano, respinge la domanda di Mogol contro Grazia Letizia Veronese, per “Mala Gestio Societaria”. La causa, è stata iniziata nel 2012 da Mogol, con la richiesta del pagamento di 8 Milioni di Euro di risarcimento del danno, “per aver ostacolato lo Sfruttamento Commerciale del Repertorio Mogol/Battisti”. Il Tribunale di Milano, con la Sentenza n.9232, depositata in data 22 luglio 2016 ha escluso che la controparte possa aver commesso un illecito, come Amministratore della Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l. e dei diritti economici relativi alla produzione Mogol-Battisti. Ha quindi condannato, non la Signora Grazia Letizia Veronese, bensì la Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l. a pagare a Mogol, 2,6 Milioni di Euro. Società della quale lo stesso Mogol è socio, attraverso un'altra società a lui e ai suoi due figli direttamente riconducibile. Inoltre, il Tribunale di Milano, ha fatto salvi i Diritti degli Eredi di Lucio Battisti inteso, non già come Autore, bensì come Interprete delle canzoni del Repertorio Mogol/Battisti.[33][34] [35][36]

Altre accuse[modifica | modifica wikitesto]

È inoltre stata accusata di essere stata la causa dell'allontanamento di Battisti dalla vita pubblica[37], della mancata pubblicazione del fantomatico album postumo di Battisti e addirittura di gettare via periodicamente i fiori davanti alla tomba del marito[37].

Nel settembre 2013 ha deciso, insieme al figlio, la traslazione della salma di Lucio Battisti dal comune di Molteno e la successiva cremazione, scelta per la quale il paroliere Giulio Rapetti Mogol si è dichiarato dispiaciuto. Nell'ottobre 2013 è circolata la notizia che la vedova Battisti abbia chiesto l'abbattimento della cappella di Molteno, ormai vuota[38].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Flavio Natalia, Grazia Letizia, la sua "dama di ferro", in ANSA, 10 settembre 1998. URL consultato il 16 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2011).
  2. ^ Come riportato in molti articoli tra la fine del 1967 e l'inizio del 1968 pubblicati su riviste quali Ciao amici, Giovani e Big. Qualche anno dopo Mario Luzzatto Fegiz ricorderà la vicenda in un articolo del Corriere della Sera, Grazia Letizia, la moglie che l'ha sempre scortato nelle trattative discografiche, pubblicato il 1º settembre 1998 a pagina 13. Fegiz sbaglierà però clamorosamente l'anno, parlando del Cantagiro del 1973 al posto di quello, corretto, del 1968 in cui Battisti gareggiava
  3. ^ a b Giuliana Bonomo, Vi presento Grazia Letizia Veronese, in Giovani, 26 giugno 1969.
  4. ^ Giuliana Bonomo, La mia non è una voce, è una "non voce", in Giovani, 1º maggio 1969.
  5. ^ Atto di pubblicazione del matrimonio, riportato su Leo Turrini e Tullio Lauro, Emozioni. Lucio Battisti vita mito note, Zelig editore, 1995, pagina 52
  6. ^ Archivio opere musicali, su www.siae.it. URL consultato il 9 febbraio 2010.
  7. ^ Sabelli Fioretti e Lauro (2008), pagina 65
  8. ^ Sabelli Fioretti e Lauro (2008), pagina 63
    «Una volta Grazia mi disse: «Ma io pensavo che tu avresti ceduto. Considerando che tu fai una canzone in un'ora!» Io le ho risposto: «Il tempo e i soldi non c'entrano, è un problema di equità». »
  9. ^ Sabelli Fioretti e Lauro (2008), pagina 64
    Mogol: State ipotizzando che la stratega della situazione sia lei.
    Intervistatori: Lo escludi?
    Mogol: Non lo escludo. È sicuramente possibile, ma non credo che il motivo siano i testi. Piuttosto una questione economica. Le donne spesso intervengono nella vita di una coppia ma per questioni patrimoniali.
  10. ^ Intervista a Mogol, contenuta in Giammario Fontana (1999), pagina 14
    Intervistatore: «Eppure avete litigato, si dice, per questioni di soldi.»
    Mogol: «Le «questioni di soldi», come tu dici, spesso sono questioni di principio. Mi sembrava giusto, arrivati a un certo punto della nostra brillante carriera, dividere a metà i proventi derivanti dal lavoro comune […] ma non fu solo una questione di denaro.»
    Intervistatore: «Ritieni che fossero sopraggiunte anche ingerenze esterne al vostro dissidio?»
    Mogol: «Beh, questo non lo posso dire, nel senso che fa parte di quelle sensazioni che debbono restare solo dentro di noi.»
  11. ^ Sabelli Fioretti e Lauro (2008), pagina 64-65
  12. ^ Mogol: l'addio a Battisti fu colpa della moglie, in Corriere della Sera, 13 dicembre 1995. URL consultato il 31 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  13. ^ Intervista ad Alfiero Battisti, su Youtube
  14. ^ Mario Luzzatto Fegiz, Un rivoluzionario delle emozioni, in Corriere della Sera, 10 settembre 1998. URL consultato il 4 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  15. ^ Vedova di Battisti cita Comune, in TGcom, 7 settembre 2006. URL consultato il 19 gennaio 2010.
  16. ^ Caso Battisti, respinto ricorso, in TGcom, 8 settembre 2006. URL consultato il 2 giugno 2011.
  17. ^ Guerra legale su Battisti tra la vedova e i Delta V, in la Repubblica, 16 marzo 2004. URL consultato il 2 giugno 2010.
  18. ^ a b Mario Luzzatto Fegiz, Battisti, la vedova contro i Dik Dik, in Corriere della Sera, 3 agosto 2005. URL consultato il 19 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  19. ^ Andrea Laffranchi, In 65mila a lezione dal «prof» Ligabue, in Corriere della Sera, 5 agosto 2008. URL consultato il 2 giugno 2010.
  20. ^ Andrea Conti, Ligabue, il re è nudo a San Siro, in TGcom, 7 luglio 2008. URL consultato il 2 giugno 2010.
  21. ^ TGR Lazio, Rai 3, 10 agosto 2008.
  22. ^ I raccomandati: la vedova di Lucio Battisti contro gli spot, Barbara d'Urso contro Pupo, critiche a Sanremo, Debora Salvalaggio e il produttore, in realityshow.blogosfere.it, 5 gennaio 2011. URL consultato il 3 giugno 2011.
  23. ^ Paolo Giordano, La vedova di Battisti: «Non trasmettete quel brano di Lucio cantato da Ron», in Il Giornale, 19 giugno 2011. URL consultato il 14 aprile 2016.
  24. ^ Roma, il 24 settembre omaggio a Mogol per i 50 anni di carriera, in La Stampa, 7 settembre 2011. URL consultato il 7 settembre 2011.
  25. ^ Vietato pubblicare i testi di Battisti, universy.it.
  26. ^ Lucio Battisti: Acqua Azzurra vince una causa legale contro Sony Music, in Rockol, 10 novembre 2011. URL consultato il 14 aprile 2016.
  27. ^ Marinella Venegoni, Mogol cita in giudizio la vedova di Battisti, in La Stampa, 18 novembre 2014. URL consultato il 14 aprile 2016.
  28. ^ Valeria Rusconi, Lucio Battisti, quel suo "canto libero" che non può essere ingabbiato, in la Repubblica, 14 aprile 2016. URL consultato il 14 aprile 2016.
  29. ^ Ron canta un inedito di Battisti. Al Premio Mogol nasce il caso, 19 giugno 2016. URL consultato il 25 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il ).
  30. ^ Paolo Giordano, Salvate Lucio Battisti: i suoi capolavori non «esistono» sul web, in Il Giornale, 4 aprile 2016. URL consultato il 14 aprile 2016.
  31. ^ Gino Castaldo, Lettera aperta a Grazia Letizia Veronese, vedova di Lucio Battisti, in la Repubblica, 14 aprile 2016. URL consultato il 14 aprile 2016.
  32. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/15/salviamo-lucio-battisti-da-chi-vuole-salvare-battisti/2639719/.
  33. ^ Michele Monina, Lucio Battisti, “mezza vittoria” di Mogol sulla gestione dei diritti, in Il fatto Quotidiano, 25 luglio 2016. URL consultato il 25 luglio 2016.
  34. ^ Il legale della vedova di Lucio Battisti:"E' fallito il tentativo di Mogol", in Leggo.it, 29 luglio 2016. URL consultato il 29 luglio 2016.
  35. ^ Marinella Venegoni, Battisti, arriva la sentenza sulla gestione dei diritti. E Mogol canta vittoria, in La Stampa, 25 luglio 2016. URL consultato il 25 luglio 2016.
  36. ^ Battisti, Mogol vince una prima battaglia: la vedova del cantante condannata a pagare, in la Repubblica, 25 luglio 2016. URL consultato il 25 luglio 2016.
  37. ^ a b Rete 4, Pensieri e parole, 7 settembre 2004, intervento di Massimo Donelli
  38. ^ Foto Lucio Battisti, la cappella rischia la demolizione - 1 di 6 - Milano - Repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]