Dompè

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Dompé farmaceutici S.p.A.
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1940 a Milano
Fondata daFranco Dompé
Sede principaleMilano
Persone chiave
SettoreFarmaceutico e biotecnologico
ProdottiMedicinali
Fatturato430 milioni di [1] (2019)
Dipendenti800 (2019)
Sito webwww.dompe.com/

Dompé farmaceutici S.p.A. è un'azienda biofarmaceutica italiana, fondata nel 1940 a Milano. Si concentra nei business primary care e biotecnologico e ricerca soluzioni terapeutiche per la cura di malattie rare. I progetti farmaceutici e biotecnologici vengono sviluppati nel polo dell’Aquila. La sede centrale è a Milano, ma Dompé è presente con attività anche a Napoli, Boston, San Francisco, Parigi, Barcellona, Berlino e Tirana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Gian Antonio Dompé (1843-1917)

I primi passi della famiglia Dompé nel settore farmaceutico risalgono all’avo Gian Antonio (1843-1917), proveniente da Bene Vagienna (Cuneo) e sposato con Caterina Costamagna.[2] Pur avendo scarse notizie di lui, le fonti concordano nel definirlo “cultore appassionato delle scienze chimico-farmaceutiche” e nell’archivio di famiglia sono conservati alcuni testi in latino e in tedesco risalenti al Settecento e all’Ottocento, tramite cui approfondiva soprattutto l’erboristeria, la botanica e la farmacia.[3] È certo che fosse dunque poliglotta – c’è traccia di qualche viaggio compiuto in Svizzera e Inghilterra – ed è inoltre presumibile che fosse di condizioni agiate, visti gli studi di alto profilo che finanziò al figlio Onorato.[4] È proprio tramite quest’ultimo che abbiamo le notizie più certe su Gian Antonio: dopo che Onorato ebbe acquistato nel 1895 la più importante farmacia di Milano, quella in piazza della Scala all’angolo con l’allora Corso di Santa Margherita, fu raggiunto in città dal padre e coadiuvato nella gestione della stessa farmacia.[5] Ciò si rivelava necessario perché la prima occupazione del figlio voleva essere la ricerca in laboratorio, e fu reso possibile proprio dalle conoscenze che lo stesso Gian Antonio aveva nell’ambito. Di quel periodo e delle relazioni che nacquero attorno alla farmacia avrebbe poi scritto così Franco Dompé, figlio di Onorato, nel 1990:

“1890-1990. Cent’anni di vita professionale Dompé al servizio della Classe Medica, degli Studi e delle Ricerche delle Università, degli Ospedali, delle Cliniche, dei Ricoveri per anziani. Quattro generazioni – Gian Antonio il tris Nonno, Onorato il bis Nonno - i vecchi storici farmacisti poliglotti della famosa Farmacia Centrale di Piazza alla Scala in Milano, sia al servizio degli immortali Amici e Maestri Verdi, Puccini, Boito, Illica, il fenomeno dall’ugola d’oro Caruso, ecc, sia al servizio sociale umanitario della massa di gente comune oltre che di piazza della Scala, dell’Accademia di Brera, dei Filodrammatici, della giurisdizione da piazza Duomo a via Montenapoleone, cioè la Milano che conta, che lavora, che onora gli uomini di buona volontà”.[6]

Gian Antonio Dompé fu dunque capace di sviluppare rapporti con l’alta società milanese che gravitava attorno al Teatro alla Scala a cavallo fra Ottocento e Novecento, anche in virtù della sua forte passione per l’Opera. Morì nel 1917 a settantaquattro anni.

Onorato Dompé – Le farmacie e il laboratorio[modifica | modifica wikitesto]

Onorato Dompé, figlio di Gian Antonio e Caterina Costamagna, nacque nel 1868, anch’egli a Bene Vagienna (Cuneo). Compì il percorso scolastico a Mondovì e conseguì le lauree in Chimica, Chimica farmaceutica e in Farmacia dal 1888 al 1890 presso la Regia Università degli Studi di Torino.[7] Si specializzò poi presso la Pharmaceutical School Society of Great Britain e la Prince’s of Wales Pharmacy di Londra, seguendo un percorso formativo d’eccezione per l’epoca ed essendo l’“unico italiano che riuscì a passare gli Esami presso la scuola di Farmacia di Londra”. La Gran Bretagna era allora all’avanguardia, soprattutto in campo industriale, scientifico e farmaceutico: Onorato vi apprese le tecniche produttive più avanzate, che gli consentirono poi di compiere, nella sua traiettoria personale, l’evoluzione che visse il mondo farmaceutico in quei decenni, passando dalle produzioni sperimentali e artigianali dell’Ottocento a quelle su scala industriale e più scientificamente rigorose del Novecento.

Nel frattempo, appena dopo la laurea a Torino, fondò nel 1890 con un socio il laboratorio di produzione farmaceutica Dompé-Adami, scegliendo di aprirlo a Milano per le possibilità economiche che la città lombarda poteva garantirgli. Prese per sede alcuni piccoli locali in Corso San Celso 10 – l’attuale Corso Italia - e si attrezzò con macchinari moderni per la produzione dei medicinali, che produsse secondo i più evoluti standard britannici.[8] Fin da subito, i prodotti per cui si distinse maggiormente e che lo accompagnarono per gran parte della sua carriera furono la "Creosotina", ottenuta dal creosoto di faggio e utile per dolori alle vie respiratorie, raffreddori e catarro, e il "Ferro Indoloro Dompé", l’unico rimedio conosciuto all’epoca per l’anemia. Affiancò poi ai farmaci una linea di prodotti di cosmetica e profumeria.[9]

Il successo del laboratorio Dompé-Adami fu tale che nel giro di cinque anni Onorato poté acquistare da tal Mario Merli la farmacia di piazza della Scala 5, strategica da un punto di vista commerciale e antichissima, poiché derivava direttamente da una bottega di speziale esistente fin dal 1625, in piena epoca spagnola.[10]

Con l’acquisizione dell’attività, attivò un canale distributivo diretto per le sue specialità e rilevò anche il diritto alla produzione dei preparati registrati dal precedente proprietario, ampliando la sua offerta. La strategia di Onorato proseguì negli anni successivi, con la creazione di una vera catena di “Farmacie Inglesi Dompé”: un’altra a Milano, in via Carlo Alberto 31 (che oggi, con le modifiche urbanistiche intercorse, si troverebbe all’angolo fra piazza Missori e via Albricci), dal 1908 al 1922; una a Palermo, in piazza Bologni, dal 1902 al 1910, e una a Ponte Chiasso, appena al di là del confine svizzero, dal 1907 al 1921, utile per intercettare il traffico dei frontalieri e sfruttare i vantaggi fiscali della Svizzera e capace di inviare prodotti a domicilio entro un giorno dalla domanda.[11] Progressivamente, Onorato vendette poi le sue farmacie, come avvenne anche per quella in piazza della Scala nel 1902, e nel 1905 trasferì i suoi laboratori produttivi in via Pantano 5, probabilmente per avere locali più spaziosi e per sfruttare l’estrema vicinanza con la Ca’ Granda, l’Ospedale Maggiore di Milano, allora ancora il più importante nel panorama meneghino.[12]

Nel frattempo, si sposò con Luigia (o familiarmente Luisa) Bestetti, milanese, ed ebbe due figli, Flora e Franco.[13]

Sempre riguardo ai primi anni del secolo, l’archivio aziendale della Dompé farmaceutici conserva alcune inserzioni pubblicitarie dei preparati di Onorato sui giornali di Montevideo, Uruguay, e in alcune lettere egli stesso affermava di riscuotere un buon successo in Sudamerica.[14]

Laboratorio produttivo Dompé-Adami, ultimo decennio del XIX secolo, via Pantano 5, Milano

Con la cessione della rete di farmacie, Onorato Dompé intraprese il mestiere di editore in ambito medico-farmaceutico. Fondò infatti la “Gazzetta Farmaceutica Italiana”, la “Gazzetta Medica di Milano” e “Il Profumiere e Saponiere Italiano”, riviste differenti fra loro che permettevano di raggiungere complessivamente tutti i potenziali clienti dei suoi prodotti, di cui collocava le inserzioni fra un articolo e l’altro.[15]

Probabilmente a causa dell’annunciata rifunzionalizzazione dell’edificio della Ca’ Granda nella neonata Università degli Studi di Milano, Onorato decise di trasferire di nuovo la sede della sua Dompé-Adami e, forse nel 1924, acquistò un grosso stabilimento in via San Martino 12, in cui andò anche ad abitare con la famiglia e che definiva spesso il “frutto dei miei sudati risparmi di oltre 50 anni di attività professionale”.[16] Scomparso il socio Adami, continuò fino al 1943 la sua attività, fino a quando la sua storica società per azioni venne acquisita da un nuovo proprietario che lo estromise in poco tempo. Nonostante ciò e le grosse avversità che lo colpirono in vario modo durante la Seconda Guerra Mondiale, fondò altri piccoli laboratori – la Novopharm, la General Farma – cui si dedicò per gli anni che gli restavano da vivere, continuando personalmente a produrre e spedire i suoi preparati a clienti storici e affezionati e a pubblicizzarli su giornali e riviste di settore. Rimasto vedovo, morì poi nel 1960 a novantadue anni. I funerali si svolsero presso la chiesa di Sant’Eufemia a Milano ed è sepolto nella tomba di famiglia al Cimitero Monumentale.[17]

Franco Dompé – La Dompé farmaceutici[modifica | modifica wikitesto]

Il secondogenito di Onorato Dompé e Luigia Bestetti, Franco, nacque a Milano nel 1911. Ereditò dal padre la passione per l’ambito farmaceutico e, terminate le scuole, si iscrisse al corso di Chimica e Farmacia dell’Università di Pavia, dove si laureò nell’anno accademico 1935-1936. Suo professore in quegli anni fu Giulio Natta, futuro Premio Nobel per la Chimica nel 1963.[18] Nonostante la tentazione più volte rivelata dai suoi scritti di intraprendere una carriera nella Marina, proseguì il percorso di studi divenendo cultore della materia, attività che esercitò in università fino al 1938. Quell’anno gli accadde un incidente molto grave che interruppe la sua carriera accademica: pioniere nell’attività del bob – o “guidoslitta”, per l’Italia di quegli anni – uscì di pista a Cortina d’Ampezzo nell’ambito dei campionati nazionali e finì in ospedale in gravissime condizioni e con numerosissime fratture. “Già pianto morto” e ricevuta l’Estrema unzione, fu sottoposto a numerose operazioni che, nel giro di quasi due anni, riuscirono a ristabilirlo. L’esperienza fu estremamente significativa per Franco, che, come scrisse in molte occasioni, durante i ricoveri maturò la vocazione di una “missione socio-sanitaria, impostata umanamente con spirito di servizio” che agevolasse il lavoro dei medici e alleviasse il dolore dei pazienti:

“Paradossalmente […] se – per destino – non fosse capitato l’incidente, non vi sarebbe stata nessuna permanenza in clinica fra atroci sofferenze; dove è nato, vissuto, studiato, capito personalmente il rapporto umano medico/ammalato, ammalato/medico, dove è sbocciata la vocazione e, conseguentemente la missione […] probabilmente non sarebbe mai nata la Dompé Farmaceutici”.[19]

Sempre in ricordo dell’accadimento, Franco Dompé avrebbe poi scelto in “SACRA EST MEDICINA, VETUSQUE DEORUM INVENTUM” il motto della sua azienda.

Franco e Onorato Dompé all'interno dei nuovi reparti della Dompé farmaceutici, fine anni Quaranta

Fra il maggio e il novembre del 1939 aprì il suo laboratorio farmaceutico, cui diede avvio concreto con un socio in via Bocconi 9, mentre poté contare su alcuni locali da adibire a magazzino nella vicina sede del padre Onorato in via San Martino 12. Si dedicò fin da subito alle aree terapeutiche antinfiammatoria, osteoarticolare e respiratoria. Il primo nucleo della Dompé farmaceutici venne registrato ufficialmente il 20 novembre 1940 a Milano, con un capitale sociale di 10.000 lire e le quote spartite in parti uguali fra l’impiegato Osvaldo Galante e Franco Dompè, risultante amministratore unico della “Farmaceutici dottor Dompé” – come si intitolò l’impresa nella fase iniziale.[20]

È dunque da notare che per diverso tempo coesistettero due diverse imprese all’interno della famiglia Dompé: da alcuni carteggi d’archivio è possibile dedurre che la volontà del figlio Franco fosse quella di dedicarsi alla produzione farmaceutica secondo gli standard più innovativi del momento, certamente più sviluppati rispetto a quelli cui ancora si dedicava il padre Onorato e da cui con ogni probabilità non voleva distaccarsi. Non è un caso quindi che Franco esordì nella produzione proprio a partire dai farmaci del padre, che rese però più efficaci: è per esempio il caso della vecchia Creosotina, che fu evoluta in Guaiacalcium.[21]

Esentato dalla leva militare a causa dei deficit fisici dovuti all’incidente, Franco Dompé, dopo qualche intoppo che risolse anche con l’assistenza del padre, riuscì a guadagnare velocemente la fiducia di “massimi enti bellici quali l'Ansaldo Artiglierie, la FIAT, Silurificio di Baia-Bacoli, la Navalmeccanica, le Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali, Officine Galileo” e, solo in Lombardia, di “80 Ospedali e Sanatori […] nostri sicuri clienti”, cui forniva i suoi preparati. Nel 1945 i suoi prodotti risultano già nove: Artrosil, Artrosil Vitamina B1, Tribenzoica, Sparto-Canfol, Vi-LActis (Lacto-Vital P.P.), Guaiacalcium, Guaiacalcium Efedina, Calcio Canfo-Magnesina semplice e arsenicale.[22]

Nel 1946 spostò la sede nello stabile acquistato da Onorato in via San Martino – al cui interno peraltro viveva la stessa famiglia – e, passando rapidamente per il nome Istituto Parenterapico Dompé, ribattezzò definitivamente l’azienda Dompé farmaceutici. Da lì si attrezzò con nuovi macchinari e si preoccupò a sue spese della ricostruzione dell’edificio, fortemente bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale:[23] quando, alla presenza di molte autorità, nel 1951 poté re-inaugurarlo sotto nuove vesti razionaliste, lo stabilimento risultò il più vasto e moderno al mondo per la realizzazione di medicinali in fiale, con una superficie di 15.000 mq.

Gli anni Cinquanta e Sessanta riservarono grande fortuna alla Dompé farmaceutici, che crebbe in maniera significativa di pari passo con il boom economico di quel periodo: sono diverse le attestazioni dell’ingrandimento dell’azienda e la volontà del suo amministratore di espanderla anche all’estero. Egli stesso in una lettera del 1962 scrisse al Marchese Villa, residente in California:

“Come tu ben sai, nella produzione qualitativa e quantitativa siamo i primissimi in Italia ed al mondo! Siamo i Bulgari o la Rolls Royce delle fiale! Quando si parla di perfezione nel campo mondiale delle specialità iniettabili si cita Dompé come testo di paragone, come l’oro al mille! Una missione di scienziati d’Oltre Cortina […] ci hanno proclamato il più importante, il miglior laboratorio del Mondo Ovest!”[24]

Tuttavia, di pari passo con la frenata del Paese e di gran parte dell’economia occidentale, col passare degli anni anche la Dompé farmaceutici rallentò e patì in particolar modo i primi anni Settanta. Oltre alla crisi energetica del 1973 e ad altre contingenze esterne, che avevano grosse ricadute sul piano economico-sociale italiano, si aggiunse un fattore proprio nell’ambito farmaceutico, ovvero il blocco dei prezzi dei medicinali che il CIP (Comitato Interministeriale Prezzi) manteneva da vent’anni, a fronte di una crescita molto alta dei costi della vita. La situazione divenne talmente grave che uno scritto di Franco Dompé a Giulio Andreotti, appena reduce dal secondo mandato come Presidente del Consiglio, risalente al 1973 annuncia il rischio di cassa integrazione, e altri del 1974 riportano la possibilità della chiusura dell’azienda.[25]

Franco Dompé fu uomo estremamente attento alle pubbliche relazioni e alla comunicazione d’azienda. Partendo fin da subito con molti bozzetti pubblicitari delle proprie specialità, l’azienda evolvette rapidamente la sua strategia di promozione. Non mancava ai più importanti eventi fieristici, specie alla Fiera Campionaria di Milano, dove spesso sfoggiava allestimenti molto originali, e prendeva iniziative senz’altro pioneristiche. Ottenne per esempio la sponsorizzazione delle Olimpiadi Invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956, durante le quali la Dompé farmaceutici svolse il servizio medico della manifestazione e attrezzò una spedizione di camioncini griffati che potevano seguire gli atleti a ridosso delle piste. Dell’esperienza venne girato un documentario a scopo propagandistico, Operazione S. O. S. Nel 1954, 1955 e 1957 organizzò poi tre crociere per i medici, ribattezzandole “Giornate scientifiche mediterranee”: si trattava di vere e proprie navigazioni nel Mar Mediterraneo a bordo di enormi navi di prestigio, durante le quali i medici partecipanti passavano dai convegni scientifici di volta in volta organizzati allo svago e all’intrattenimento più curato. Ancora più noto il caso di product placement nel film “Ieri, oggi e domani” di Vittorio De Sica, in cui Sophia Loren cerca di somministrare il Guaiacalcium ai suoi figli.[26]

Inoltre, Franco Dompé si mosse su binari già tracciati dal padre Onorato nella pubblicistica. Fin dal 1947 diede vita alla sua principale rivista, dal titolo “Bellezza d’Italia”.[27] Si trattava di una pubblicazione a cadenza solitamente bimestrale rivolta alla classe medica, a cui veniva omaggiata. Era un prodotto editoriale di altissimo livello, curato graficamente da Franco Grignani e su cui nel corso degli anni scrissero episodicamente autori quali Dino Buzzati, Indro Montanelli, Giuseppe Ungaretti e Camilla Cederna. Nel 7° numero del 1949 la redazione espresse in breve una sorta di manifesto guida:

Bellezza d’Italia non ha mai parlato né mai parlerà di problemi di alta chirurgia, di alta medicina, di morbi e malattie difficili o facili a curarsi, di diagnostica e di altri simili argomenti. Bellezza d’Italia vuole essere un’affezionata serena compagna nelle ore di riposo del medico, uno spiraglio di mondo […] che arriva ogni mese al domicilio del medico”.[28]

In effetti, le tematiche sviluppate riguardavano l’arte, la cultura, il turismo e lo sport e – in ossequio al titolo – in ogni numero era sempre presente un approfondimento su qualche regione o città italiana. Insomma, Franco Dompé volle intraprendere, come in altri casi, un’iniziativa in cui il nome della Dompé Farmaceutici non risultasse invasivo e ostentato, ma si limitasse a presentarsi coi suoi prodotti nelle poche pagine dedicate alla pubblicità. Il risultato è ancora ben visibile al giorno d’oggi – è copiosa la scorta di “Bellezza d’Italia” nell’archivio aziendale – e molte attestazioni certificano quanto fosse apprezzato dai contemporanei.

Dompé nella Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Lo scoppio del secondo conflitto mondiale non comportò il reclutamento per i Dompé: Onorato aveva allora 72 anni e Franco, come detto, fu ritenuto invalido permanente dopo l’incidente sportivo in cui era stato coinvolto a Cortina.

Ciò nonostante, la famiglia non fu affatto risparmiata dalle ripercussioni del conflitto. Durante i massicci bombardamenti alleati su Milano dell’estate del 1943, nella notte di Ferragosto diverse bombe colpirono in pieno lo stabile di proprietà, sventrando in particolar modo il lato su via Melegnano e bucando anche il cortile interno: furono danneggiati 37 metri proprio su via Melegnano e 11 su via San Martino.[29] Lo stesso Onorato Dompé scrisse di essere riuscito personalmente a “salvare il tetto d'angolo, per quanto i travi di sostegno avessero già un principio d'incendio, lanciando con mezzi di fortuna dell'acqua che prelevava con secchie al piano terreno, essendo i piani superiori privi d'acqua”.[30] I documenti d’archivio sembrano rivelare che non ci furono vittime, forse perché il 2 gennaio precedente il Comune di Milano aveva richiesto a Onorato la costituzione di un rifugio antiaereo “capace di 50 persone” proprio sotto i suoi locali, in cui è probabile che la famiglia abbia trovato ricovero. Poco dopo il farmacista sfollò nella casa di Faggeto Lario e cominciò a raccogliere informazioni – tramite delibere ufficiali e ritagli di giornali – per inoltrare correttamente le pratiche di risarcimento dei danni e fece svolgere da un geometra diverse perizie dei suoi edifici. A fine marzo un’ulteriore incursione alleata sganciò altre bombe sullo stabile che causarono però danni più leggeri. La stima complessiva ammontò a 2.682.807,65 lire: Onorato, che seguì a lungo le pratiche con estremo zelo, non fece in tempo a vedere esaudite le sue richieste.[31] Parte del rimborso fu erogato negli anni successivi al conflitto, ma il saldo reale avvenne completamente solo nel 1969, quando la fortissima inflazione di quegli anni aveva reso ormai poco significativa la somma assegnata in origine.

Nel maggio-giugno del 1944, con l’aumentare progressivo della pressione degli Alleati sulla Repubblica di Salò e sui nazifascisti, i tedeschi procedettero a sequestrare un’enorme quantità di paraffina – circa cento quintali – in giacenza nei magazzini e 30 quintali di rottami di ferro e 210 kg di lamierino ricavati dalle parti sinistrate del complesso abitativo.[32]

Nel frattempo – e ancor di più in seguito - gli intoppi interessarono molto anche gli aspetti produttivi, sia della ditta di Onorato che di quella di Franco: entrambe dovettero fare i conti con i diversi cambi di governo. L’avvicendarsi istituzionale di Regno d’Italia, di Repubblica di Salò e poi di Comitato di Liberazione Nazionale in uno stretto arco di tempo, comportò più volte la compilazione di richieste per la produzione dei medicinali che non sempre venivano concesse tempestivamente o, a volte, non venivano concesse affatto. A complicare ulteriormente le cose, capitò a Onorato l’episodio dell’estromissione dalla sua Dompé-Adami e sorse la necessità di rifondare una nuova attività, con la conseguente difficoltà nel farsi riconoscere i brevetti di produzione.

L’innovazione e il biotech[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 Dompé realizzò il primo impianto biotecnologico finalizzato alla produzione di principi biotecnologici.

La quarta generazione della famiglia, rappresentata da Sergio Dompé, entrò in azienda a metà degli anni ‘70. A partire dagli anni ‘80 vi fu un’intensa attività di sviluppo di alleanze con imprese biofarmaceutiche. In questo contesto nacque nel 1988 Dompé Biotec, polo di riferimento in Italia per le biotecnologie in medicina. Le esperienze più significative di questo periodo furono l’alleanza con Amgen e Biogen. Con la prima furono introdotti i fattori di crescita per i globuli bianchi e rossi per patologie molto gravi; con la seconda fu portata in Italia la prima terapia specifica per la sclerosi multipla.

Da questa esperienza nacque la volontà di consolidare l’attività produttiva, con la creazione nel 1993 del polo di produzione e ricerca de L’Aquila. All’inaugurazione oltre al Presidente della Repubblica partecipano eminenti personalità, fra cui il Premio Nobel Rita Levi Montalcini. Nel corso degli anni nel sito Dompé de L’Aquila – oggetto di un ciclo di investimenti dal 1993 al 2018 di oltre 200 milioni di euro - sono state realizzate numerose innovazioni, come l’OKi, uno dei farmaci per la terapia contro l’infiammazione più diffusi o, l’Ngf ricombinante umano, che trae origine dagli studi di Rita Levi Montalcini, utilizzato per il trattamento di una rara malattia dell’occhio. A partire dal 2017 il polo Dompé de L’Aquila iniziò a produrre un principio biotecnologico a base di nerve growth factor, la proteina che portò il riconoscimento del premio Nobel alla professoressa Montalcini.

Grazie a questo prodotto Dompé ottenne da parte della Food and Drug Administration in USA lo status di procedura prioritaria (fast track) e quello di Breakthrough Therapy Designation e Priority Review. Nel luglio 2017 EMA in Europa e nell’agosto 2018 FDA in USA hanno autorizzato la commercializzazione del farmaco. La nuova terapia è rivolta al trattamento di una malattia rara dell’occhio, fino ad ora orfana di cura.

L’azienda ha il proprio quartier generale a Milano, il polo di produzione a L’Aquila, la ricerca articolata in un’ampia rete di collaborazioni a livello nazionale e internazionale che insieme a L’Aquila e Napoli (dove è in essere un accordo di collaborazione con il CNR) interconnette oltre 200 centri e Università fra cui Harvard Houston Methodist, Stanford, Columbia University, Karolinska Institutet in Svezia, National Institute of Health, con i quali sono stati condotti nel tempo 27 clinical trials che hanno coinvolto oltre 2000 pazienti nel mondo.

Nel 2016 acquisisce la divisione Farma, ovvero il ramo d'azienda, del gruppo Bracco. Nell’agosto 2018 apre anche una sede a San Francisco, che diventa l’headquarter commerciale delle attività del gruppo negli Stati Uniti per la commercializzazione del farmaco biotech con il principio Cenegermin per la cura della KN.

Nel 2019 i ricavi di Dompé ammontano a 430 milioni di euro, con 800 dipendenti. Per quanto riguarda il fatturato, oltre 15% viene reinvestito in ricerca e sviluppo (in alcuni anni anche oltre il 20%), facendone il secondo gruppo farmaceutico italiano per tale tipologia di investimenti in percentuale.

Dal 2019 inoltre Dompé farmaceutici ha proceduto a un'opera di recupero e valorizzazione del suo patrimonio storico, consistente ora in un museo e in un archivio storico. Rientra nel circuito Museimpresa, l'associazione italiana dei musei e degli archivi d'impresa, promossa da Assolombarda e Confindustria.

Produzione, ricerca & sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La ricerca e sviluppo Dompé si concentra nelle aree di oftalmologia, diabetologia, trapianto d’organo e oncologia. Dompé si avvale del contributo di un network di circa 200 centri di ricerca a livello internazionale, con i quali sono stati condotti nel tempo 27 trial clinici su oltre 2000 pazienti nel mondo[33].

Il sito dell'Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Il polo Dompé dell’Aquila è uno dei principali centri di ricerca e produzione farmaceutica del Centro-Sud Italia. Specializzato nella produzione di farmaci di sintesi e di principi attivi biotecnologici, ha una capacità produttiva di 50 milioni di confezioni anno. Nel tempo ha richiesto investimenti per oltre 200 milioni di euro, di cui 41,5 milioni di euro negli ultimi due anni[34].

Lo stabilimento fu realizzato da Foster Wheeler e inaugurato nel 1993 alla presenza del presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Nel 1996 venne realizzato da Snam progetti il primo impianto biotecnologico di produzione pilota (per l’epoca il più innovativo a livello europeo), seguito da nuovi impianti per produzione su scala industriale fra il 2012 e il 2014. Nel 2018 venne ultimato l’ampliamento per la realizzazione delle nuove linee produttive.

Attualmente i laboratori di ricerca, la produzione, il magazzino, le utilities, i servizi generali e gli uffici amministrativi occupano un’area coperta complessiva utile di oltre 36.200 m². Il sito si estende su una superficie di 157.668 m².

Biotecnologie[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore biotech la Ricerca & Sviluppo Dompé si concentra sulle malattie rare, in particolare in oftalmologia. L’azienda ha sviluppato nel polo dell’Aquila Cenegermin (Oxervate, gocce oculari), primo trattamento autorizzato a base di NGF ricombinante umano (rhNGF) e primo trattamento topico biotecnologico in ambito oculistico[35]. Cenegermin è l’ingrediente attivo del farmaco orfano, indicato per pazienti affetti da cheratite neurotrofica, rara malattia neurodegenerativa dell’occhio che colpisce 250mila persone nel mondo[36]. Cenegermin è stato approvato da EMA[37] e da FDA per gli Stati Uniti[38].

Il trattamento mira a ristabilire l’innervazione dell’area corneale (la cornea è l’organo più innervato in assoluto) che può essere compromessa da cause patologiche, interventi chirurgici, infezioni erpetiche, traumi, ustioni e a consentire un recupero della funzione visiva. Fu Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina, a individuare per prima il Nerve Growth Factor (NGF), proteina solubile che stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni, sia a livello centrale che periferico.

NGF e la produzione di Cenegermin[modifica | modifica wikitesto]

Il Nerve Growth Factor (NGF) è una proteina solubile che stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni. Scoperta negli anni ‘50 dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini, fa parte delle neurotrofine, una famiglia di proteine in grado di svolgere un ruolo primario nella regolazione della sopravvivenza, dello sviluppo e delle funzioni neuronali sia a livello centrale che periferico. NGF è stato il primo fattore neurotrofico ad essere identificato e purificato e nel corso degli ultimi cinquant’anni il suo ruolo nello sviluppo neuronale e la sua attività biologica su tessuti neuronali è stato di grande interesse per la scienza.

Osservando la presenza di NGF nella cornea, anche in caso di patologia locale, alcuni ricercatori italiani iniziarono a trattare oltre 100 pazienti affetti da cheratite neurotrofica con NGF di origine murina (la cui sequenza di amminoacidi differisce solo per un 10% da quella umana), con risultati estremamente promettenti[39]. In tale contesto, nel 2010 Dompé acquisiva i diritti per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di NGF e completava nel 2012 l’acquisizione di Anabasis, società di ricerca impegnata nello studio di NGF in ambito oftalmico[40]. Al contempo, Dompé sviluppò nel polo dell’Aquila un processo per la produzione industriale di NGF ricombinante umano (rhNGF). Tale processo prevede il trasferimento di materiale genetico umano nel batterio Escherichia Coli, che diventa in grado di produrre NGF completamente umanizzato. Il risultato finale si ottiene in due fasi; fermentazione e purificazione. La prima consente di produrre proNGF, nella seconda si raggiunge la molecola finale. La proteina ottenuta è del tutto simile a quella propria del corpo umano coinvolta nello sviluppo, mantenimento e sopravvivenza delle cellule nervose[35]. L’ingrediente attivo è Cenegermin[41].

Primary care[modifica | modifica wikitesto]

Dompé sviluppa e distribuisce farmaci etici e di automedicazione, dispositivi medici e cosmetici, per l’igiene della persona e integratori di vitamine e minerali. Tra le aree terapeutiche presidiate quella cardiovascolare, gastrointestinale, pediatrica, neurologica, urologica, oftalmica, stomatologica e respiratoria. Nel 2016 ha acquisito la divisione farmaceutica dell’azienda italiana Bracco[42], incrementando ulteriormente il proprio listino prodotti. Dompé commercializza 50 milioni di confezioni in circa 40 paesi nel mondo ed è presente in oltre 10.000 farmacie in Italia.

Farmaci prodotti[modifica | modifica wikitesto]

La linea etica Dompé comprende 15 brand, nelle aree respiratoria, cardiovascolare, gastroenterologica, antinfiammatoria. La linea da automedicazione (OTC) e di integratori conta 29 brand suddivisi nelle aree Dolore & infiammazione, Tosse & raffreddore, Sport & benessere.

  • Acido Ascorbico (Cebion): per gli stati carenziali di vitamina e per la prevenzione delle infezioni virali alle vie aeree. Codice AIC 003366150, 003366147, 003366186, 003366198, 003366162, 003366174, 003366073[43]
  • Argento vitellinato ed efedrina (Argotone): decongestionante ed antisettico nasale. Codice AIC 003950019[44]
  • Beclometasone dipropionato (Prontinal): per il trattamento di infiammazioni alle vie respiratorie. Codice AIC 032798023[45]
  • Bisoprololo (Sequacor): fa parte della famiglia dei beta-bloccanti. Codice AIC 034952022, 034952426, 034952109, 034952186, 034952263, 034952349[46]
  • Carbocisteina sale di lisina (Fluifort): azione espettorante in caso di tosse e malattie da raffreddamento. Codice AIC 023834118, 023834056, 023834068, 023834132[47]
  • Cloramina (Euclorina): per la disinfezione della cute dopo piccoli traumi o per disinfezione di piaghe infette. Codice AIC 032056071, 032056020[48]
  • Dimenidrato (Xamamina): fa parte dei composti ad azione antiemetica. Codice AIC 002955134, 002955060, 002955108[49]
  • Esomeprazolo (Esopral): fa parte della famiglia degli inibitori di pompa protonica. Codice AIC 035433022, 035433174[50]
  • Flecanide (Frequil): utilizzato nel trattamento delle aritmie cardiache. Codice AIC 042854048, 042854063, 042854087, 042854024[51]
  • Ketoprofene sale di lisina (OKi): antinfiammatorio non steroideo (FANS). Codice AIC 041797010, 041797022, 028511057, 028511083, 028511071, 028511158, 028511095, 028511145[52]
  • Ketoprofene sale di lisina (Okitask): indicato per dolori di diversa origine e natura. Codice AIC 042028035, 042028047, 042028011, 042028023[53]
  • Ketoprofene sale di lisina (Artrosilene): Antinfiammatorio non steroideo (FANS). Codice AIC 024022117, 024022030, 024022129, 024022170, 024022143[54]
  • Levodropropizina (Levotuss tosse gocce): attività antitussiva, associata ad attività antiallergica ed antibroncospastica. Codice AIC 042005013[55]
  • Mesalazina (Argonal): per il trattamento delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Codice AIC 034254058, 034254021, 034254019, 034254033, 034254045[56]
  • Omeprazolo (Mepral): fa parte della famiglia degli inibitori di pompa protonica. Codice AIC 026783086, 026783098[57]
  • Prednisolone (Sintredius): per disturbi reumatologici e patologie del tessuto connettivo e in condizioni allergiche gravi o debilitanti, come l’asma bronchiale. Codice AIC 042391019[58]
  • Tiocolchicoside (Miotens): miorilassante in fiale e schiuma. Codice AIC 042045017, 034424010[59]

Fra gli altri prodotti, vengono annoverati dispositivi medici (sciroppo Noremifa, Euclorina Silver spray o crema, detergente Euclointima), integratori sportivi e alimentari (Friliver Sport[60], Linea Pollingel, Florberry), preparati per chi soffre di stomatite aftosa (Linea Aftamed), per chi soffre di parodontite (Linea gengive) e diversi prodotti per la salute oculare (Linea Alfa).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dompè at a glance, su dompe.com. URL consultato il 5 ottobre 2018.
  2. ^ Lettera 1890-1990 Cent’anni di vita professionale Dompé, Archivio storico Dompé
  3. ^ Archivio Storico Dompé
  4. ^ Ibidem
  5. ^ Ibidem
  6. ^ Lettera 1890-1990…, “Scritti Dott. Dompé”, Archivio Storico Dompé.
  7. ^ Archivio Storico Dompé
  8. ^ Lettera 27 gennaio 1957, “Lettere varie, Dott. Onorato Dompé a Dott. Franco Dompé”, Archivio Storico Dompé
  9. ^ Archivio Storico Dompé
  10. ^ Documento esposto nel Museo Dompé
  11. ^ Archivio Storico Dompé
  12. ^ Ibidem
  13. ^ Ibidem
  14. ^ Ibidem
  15. ^ Ibidem
  16. ^ Lettera All’alto commissariato per l’igiene e la sanità pubblica – Roma, Febbraio 1954, “F4 officina farmaceutica Dompé via S. Lucia, 3, 1944-1953”, Archivio Storico Dompé
  17. ^ Ibidem
  18. ^ Minuta 6.1.91, “Scritti Dott. Dompé”, Archivio Storico Dompé. “Nostro grande Maestro di Chimica Fisica all’università e Premio Nobel, mago ricercatore e inventore di inedite genialissime nuove molecole chimiche di sintesi”
  19. ^ Minuta studiato/capito, ivi.
  20. ^ Documento Costituzione di società anonima, 14 novembre 1940 “, Archivio Storico Dompé
  21. ^ Fascicolo “C3F3”, Archivio Storico Dompé
  22. ^ Lettera Siamo fornitori in Lombardia di 80 Ospedali e Sanatori, “F2 Laboratorio ‘Farma’ via Bocconi 9 – Milano, sett. 1944-maggio 1945”, Archivio Storico Dompé
  23. ^ Archivio Storico Dompé
  24. ^ Lettera 6 febbraio 1962, fascicolo “Marchese Villa”, Archivio Storico Dompé
  25. ^ Lettera 5.7.1973, miscellanea, Archivio Storico Dompé
  26. ^ Fotografie esposte nel Museo Dompé
  27. ^ Archivio Bellezza d’Italia, Archivio Storico Dompé
  28. ^ Ibidem
  29. ^ Quaderno Perizia stragiudiziale estimativa, Archivio Storico Dompé
  30. ^ Archivio Storico Dompé
  31. ^ Ibidem
  32. ^ Bescheinigung über aggefahrenes Paraffin, 1 Juni 1944, F1 Archivio Storico Dompé
  33. ^ Dompé: completato ciclo di investimenti per l’ampliamento del sito di produzione e ricerca e sviluppo dell’Aquila, su Dompé - News, 21 giugno 2018.
  34. ^ Farmaceutica: Invitalia e Dompé firmano Contratto di Sviluppo da 41,5 milioni di euro, in Adnkronos, 20 novembre 2014.
  35. ^ a b Dompé farmaceutici: anche la Food and Drug Administration approva Cenegermin (gocce oculari) per il trattamento della cheratite neurotrofica, frutto della ricerca Dompé, su Dompé - News, 22 agosto 2018.
  36. ^ Per il farmaco della Montalcini metto in gioco tutta l’azienda, in La Repubblica Affari & Finanza, 22 ottobre 2018.
  37. ^ New medicine for rare eye disease, su European Medicines Agency - News, 19 maggio 2017.
  38. ^ FDA approves first drug for neurotrophic keratitis, a rare eye disease, su Fda - News, 22 agosto 2018.
  39. ^ A. Lambiase, et al., Topical treatment with Nerve Growth Factor for Corneal Neurotrophic Ulcers, in The New England Journal of Medicine, Aprile 1998.
  40. ^ Dompé acquisisce il 100% di Anabasis, azienda biofarmaceutica italiana specializzata nel trattamento delle patologie oculari, in Business Wire, 29 febbraio 2012.
  41. ^ Cheratite neurotrofica, disponibile in Italia cenegermin collirio, farmaco made in Italy di ricerca Dompé, in Pharmastar, 24 gennaio 2018.
  42. ^ Luigi Grassia, Dompé e Bracco cambiano la farmaceutica made in Italy, in lastampa.it, 27 novembre 2016.
  43. ^ Cebion: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  44. ^ Argotone: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  45. ^ Prontinal: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  46. ^ Sequacor: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  47. ^ Fluifort: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  48. ^ Euclorina: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  49. ^ Xamamina: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  50. ^ Esopral: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  51. ^ Frequil: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  52. ^ OKi: scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  53. ^ Okitask: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  54. ^ Artrosilene: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  55. ^ Levotuss tosse gocce: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  56. ^ Argonal: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  57. ^ Mepral: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  58. ^ Sintredius: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  59. ^ Miotens: la scheda tecnica Federfarma, su federfarma.it.
  60. ^ Friliver - sito, su friliver.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]