Cultura dell'Australia

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L'Australia contemporanea è una società pluralista, radicata nelle tradizioni liberal-democratiche, che adotta l'informalità e l’egualitarismo come valori chiave della società. Nonostante sia fortemente influenzata dalle sue origini Angloceltiche, la cultura australiana è stata anche modellata dalle migrazioni multietniche che hanno influenzato tutti gli aspetti della vita australiana, inclusi gli affari, le arti, la cucina, il senso dell'umorismo e i gusti sportivi[1].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Quando le colonie australiane si sono federate il 1º gennaio 1901, fu indetta una competizione ufficiale per disegnare la bandiera australiana. Il disegno che è stato adottato contiene la Union Flag nell'angolo sinistro a simboleggiare i legami storici con il Regno Unito, le stelle della Croce del Sud nella metà destra a indicare la posizione geografica dell'Australia e la stella federale a sette punte in basso a sinistra a rappresentare i sei stati e territori australiani. Altre bandiere ufficiali includono la bandiera degli Aborigeni australiani, la bandiera di Torres Strait Island e le bandiere dei singoli stati e territori[2].

L'acacia dorata (Acacia pycnantha), simbolo floreale australiano

Lo stemma dell’Australia fu concesso dal re Giorgio V nel 1912 e consiste di uno scudo contenente i simboli dei sei stati all'interno di un bordo di ermellino. Il cimiero sopra lo scudo è una stella dorata a sette punte su una ghirlanda blu e oro che rappresenta i sei stati e territori. Lo scudo è sorretto da un canguro rosso e un emù.

Verde e oro furono confermati come colori ufficiali dell'Australia nel 1984 sebbene i colori siano stati adottati da molte squadre sportive nazionali già da molto prima di questa data[3]. L'acacia dorata (Acacia pycnantha) è stata ufficialmente proclamata come emblema floreale nazionale nel 1988.

In Australia esistono numerosi simboli regali che riflettono lo status di monarchia costituzionale del paese come i simboli della monarchia australiana e dei suoi rappresentanti. Nonostante di fatto la regina dell'Australia non vive nel paese, la Corona e le istituzioni reali restano una parte tangibile della vita australiana. La valuta australiana, il dollaro australiano, presenta il volto del monarca regnante, la regina Elisabetta II, sul retro di tutte le monete e sulla banconota da 5 dollari. Le terre pubbliche, che costituiscono il 23% del territorio australiano, sono chiamate anche Terra della corona e includono riserve per la conservazione dell'ambiente così come terre inabitate. Ci sono numerose aree geografiche nominate in riferimento alla monarchia come gli stati di Queensland e Victoria, in onore della regina Vittoria e numerosi fiumi, strade, piazze, parchi e edifici che portano il nome di membri passati e presenti della Famiglia Reale. Attraverso il patrocinio reale molte organizzazioni in Australia si fregiano di poter usare il prefisso Reale nei loro nomi e spesso presentano simboli reali nei loro stemmi.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene l'Australia non abbia una lingua ufficiale, di fatto lo è l'inglese, in particolare nel paese si parla una variante specifica della lingua inglese: l'inglese australiano (noto in patria come strine). Secondo il censimento della popolazione del 2001 l'80% della popolazione parla a casa esclusivamente l'inglese; le altre lingue parlate principalmente sono il cinese (2,1%), l'italiano (1,9%) e il greco (1,4%). Un numero considerevole di immigrati della prima o seconda generazione è bilingue. L'Australia ha un proprio linguaggio dei segni, l'Auslan, usato da circa 6.500 sordi.

Si ritiene che fossero parlate circa duecento o trecento lingue australiane aborigene all'epoca dell'arrivo dei primi coloni. Attualmente sono sopravvissute solo settanta di queste lingue e venti di esse rischiano di estinguersi. Circa 50.000 persone fanno uso di una delle lingue degli aborigeni (lo 0,25% della popolazione).[4]

Italo-australiani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Italo-australiani.

Gli italo-australiani sono quegli australiani d'origine italiana; secondo il censimento del 2006 essi sono il quarto gruppo etnico australiano (con 850.000 persone, dei quali 199.124 sono emigrati della prima generazione) dopo inglesi, scozzesi e irlandesi[5]. L'italiano è parlato in casa da 316.900 persone[6].

Gli italo-australiani sono presenti in molte città, ma soprattutto nello stato di Victoria, con 82.851 unità, e nello stato del Nuovo Galles del Sud, con 55.172 unità[7].

Ormai gli italiani residenti in Australia sono per il 63% ultrasessantenni, dei quali 176.536 arrivati prima del 1980. Infatti, se l'afflusso degli italiani aumentò fortemente nel secondo dopoguerra, dagli anni settanta in poi il numero di emigrati italiani in Australia calò drasticamente[7].

Dal punto di vista religioso il 79% degli Italo-australiani è cattolico, il 3,2% si dichiara anglicano, il restante o è ateo oppure è fedele ad altre confessioni cristiane[7].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Le sculture lignee aborigene rappresentano spesso i Mimi, creature mitologiche simili a piccoli uomini. Altri oggetti realizzati in legno la cui realizzazione ha talvolta valenza artistica sono i boomerang, i coolamons, i bullroarer, i didjeridoo e perfino i "bastoncini per scavare" (digging sticks). Le decorazioni di questi oggetti, soprattutto con tecniche in stile dot art, sono però più tipiche dell'arte moderna (e alla vendita di souvenir turistici) che propri della tradizione aborigena.

La cosiddetta "cultura alta", o d'élite, tradizionale attrae una scarsa attenzione da parte della popolazione, cosa che non si può dire per la cosiddetta "cultura di massa". La cultura alta australiana si è sviluppata in un numero limitato di gallerie d'arte, all'interno di una ricca tradizione coreutica, ravvivata dall'eredità lasciata da Edouard Borovansky e Sir Robert Helpmann, proseguita con la compagnia di ballo nazionale (The Australian Ballet) e da ballerini-coreografi come Graeme Murphy e Meryl Tankard.
A Sydney ha sede l'Opera Australia, la compagnia teatrale della famosa Opera House. Inoltre, ogni capitale di stato vanta una sua orchestra sinfonica, particolarmente famose quelle dei più grandi al mondo, mentre altro può essere trovato nella moltitudine degli artisti di strada stranieri che lavorano per un certo periodo in città e, in misura minore, nelle altre maggiori cittàdi Sydney e Melbourne. Tuttavia, al di fuori dei maggiori centri gli artisti faticano a farsi conoscere e si può dire, addirittura, che la cultura alta è virtualmente inesistente. australiane.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Joan Sutherland protagonista di Norma
Australia Day, 26 January 1988
Data Festività
1º gennaio Capodanno
26 gennaio Australia Day (festa nazionale)
Pasqua Venerdì santo
Pasqua Sabato santo (eccetto Victoria e Australia Occidentale)
Pasqua Lunedì di Pasqua
25 aprile Anzac Day
primo lunedì dopo o il 9 giugno Compleanno della Regina (eccetto Australia Occidentale)
25 dicembre Natale
26 dicembre Santo Stefano

L'Australia ha inoltre una festa chiamata festa del Mondo dove ogni anno viene festeggiato un diverso stato del mondo.

Istituzioni culturali, organizzazioni ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni e organizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il 18,7% degli Australiani pratica l'anglicanesimo, mentre il 25,8%, dato più alto fra i Paesi anglosassoni, si dichiara cattolico.

*Dati basati sul Censimento 2006

**Dati basati sul Censimento 2001

Nel 2008, la città di Sydney ha ospitato la Giornata Mondiale della Gioventù, evento che ha richiamato in Australia migliaia di giovani cattolici di tutto il mondo. Per l'occasione, Papa Benedetto XVI ha visitato ufficialmente il Paese: il primo pontefice a raggiungere la nazione era stato Paolo VI nel 1970; Giovanni Paolo II è venuto nel 1986 e nel 1995. Mary MacKillop, fondatrice della congregazione Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore di Gesù, stata beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 1995.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina australiana.

La cucina australiana contemporanea combina le sue origini britanniche e indigene con le influenze mediterranee e asiatiche. Le abbondanti risorse naturali dell'Australia mettono a disposizione una grande varietà di carni di qualità, e fare il barbecue di manzo o agnello all'aria aperta è considerata una divertente tradizione nazionale. La grande maggioranza degli australiani vive vicino al mare e alcuni ristoranti australiani di pesce sono annoverati fra i migliori del mondo.[8]

Bush tucker fa riferimento a una vasta varietà di cibi vegetali e animali nativi del "bush" australiano: frutti selvatici come kakadu plums, finger limes e desert quandongs; pesci e crostacei dei fiumi di acqua salata dell'Australia; e carni selvatiche inclusi emù, coccodrillo e canguro. Molti di questi vengono ancora cacciati nella stagione della caccia dagli Australiani indigeni e ricevono un rinnovato interesse nei menu australiani contemporanei.[9] La noce macadamia è il cibo proveniente dal Bush più famoso e viene raccolto e venduto in grandi quantità.

Pecore brucanti nell'Australia rurale. I primi colonizzatori britannici introdussero animali e piante occidentali e la agricoltura australiana produce adesso una abbondanza di prodotti freschi.

I primi coloni britannici portarono con sé carni e piante a loro familiari dall'Europa e queste rimangono importanti nell'alimentazione australiana. I coloni britannici trovarono anche animali selvatici familiari - come cigno, anatra, piccione e pesci - ma i nuovi coloni spesso ebbero difficoltà ad abituarsi all'idea di fauna nativa come alimentazione abituale.[10] Questi installarono industrie agricole che producevano prodotti occidentali più familiari. Queensland e New South Wales diventarono i principali produttori di bestiame da carne, mentre l'allevamento di bestiame da latte si trova negli stati del sud, prevalentemente in Victoria. Il grano e altri cereali sono sparsi piuttosto equamente in tutti gli stati del continente. La canna da zucchero è la pianta più diffusa in Queensland e New South Wales. Frutta e verdura sono coltivati in tutta l'Australia.[11] "Meat and three veg", "fish and chips", e la "Australian meat pie" continuano a rappresentare i piatti tradizionali per molti australiani. Il programma di immigrazione multiculturale seguito alla fine della seconda guerra mondiale ha portato nuovi sapori e influenze, con ondate di immigranti dalla Grecia, Italia, Vietnam, Cina, e da altri paesi che hanno portato diversificazione nella cucina tipica.

La zona di pesca dell'Australia con i suoi 11 milioni di chilometri quadrati è la terza più grande del mondo e fornisce una agevole pesca di crostacei e pesci che influenza notevolmente la cucina australiana. Un ambiente oceanico pulito fornisce pesce di alta qualità. Aragoste, granchi, tonno, salmone e abalone sono le principali specie oceaniche pescate commercialmente, mentre l'acquacoltura produce più di 60 specie per il consumo, incluse le ostriche, i salmonoidi, thunnus maccoyii, cozze, granchi, barramundi, yellowtail kingfish, e freshwater finifish.[12] Nonostante i fiumi e laghi nell'entroterra siano piuttosto scarsi, questi forniscono comunque alcuni pesci e crostacei particolari che sono adatti per cucinare. La pesca e l'acquacoltura costituiscono la quinta industria più importante dell'Australia dopo lana, manzo, frumento e latticini.[13]

Vegemite è un prodotto ben noto originario dell'Australia, nonostante oggigiorno sia prodotto dalla compagnia americana Kraft Foods.[14] I desserts tipici australiani includono pavlova e lamingtons.[15] I biscotti ANZAC biscuits ricordano le razioni dei soldati australiani della prima guerra mondiale alla Battaglia di Gallipoli.

Bevande[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Alcohol in Australia.
Un billycan usato per scaldare l'acqua

La reputazione dell'Australia come nazione di forti bevitori risale ai primi tempi della Sydney coloniale, quando il rum fu usato come moneta e una carenza di grano seguì l'installazione dei primi apparati di distillazione. Nonostante questa reputazione l'Australia consuma notevolmente meno alcol pro capite delle nazioni dell'Europa Est e Ovest come Gran Bretagna, Francia, Italia e Russia, e delle asiatiche come la Corea del Sud. James Squires è considerato il fondatore della prima birreria commerciale australiana nel 1798 e la Cascade Brewery a Hobart è in funzione dal 1832. A partire dagli anni 1970, le birre australiane sono divenute sempre più popolari a livello mondiale, con la Foster's Lager come export tipico. Foster's non è comunque il maggior venditore sul mercato locale, dove altre marche come la Victoria Bitter la superano.

Billy tea era una bevanda delle scuderie del periodo coloniale australiano. Di solito viene bollito su un fuoco da campo con l'aggiunta di una foglia dell'albero della gomma per il sapore.

L'industria del vino australiano è la quarta più grande del mondo e contribuisce per 5.5 miliardi di dollari l'anno all'economia nazionale. Il vino è prodotto in tutti gli stati, comunque le regioni vinicole sono soprattutto le regioni più fresche del sud. Fra le regioni vinicole più famose ci sono Hunter Region e Barossa Valley e fra i produttori di vino più noti Penfolds, Rosemount Estate, Wynns Coonawarra Estate e Lindemans.[16] L'australiano Penfolds Grange è stato il primo vino al di fuori della Francia o California a vincere il premio Wine Spectator come vino dell'anno nel 1995.[17]

Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Fra le serie televisive australiane vi sono le celebri: H2O, Blue Water High e Neighbours.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei film australiani di maggior successo comprendono Picnic ad Hanging Rock (1975) di Peter Weir; Interceptor (Mad Max), del 1979, diretto da George Miller (nella parte del protagonista Max un giovanissimo Mel Gibson, attore che fu lanciato grazie a questo film); Gli anni spezzati (Gallipoli) (1981) di Peter Weir; L'uomo del fiume nevoso (1982); Mr. Crocodile Dundee (1986); Babe - Maialino coraggioso(1995) di Chris Noonan; 10 canoe, un film del 2006 diretto da Rolf de Heer e Peter Djigirr ed è il primo lungometraggio realizzato interamente in lingua australiana aborigena; Australia (2008), un kolossal epico diretto da Baz Luhrmann, con protagonisti Nicole Kidman e Hugh Jackman.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Partita della nazionale di rugby a 15 (wallabe) contro l'Italia al Flaminio di Roma nel 2006.
Un ruck durante una partita di football australiano.

Lo sport è molto sentito nella cultura australiana. L'Australia eccelle negli sport di origini britanniche: il rugby, il cricket, il polo, il lacrosse, l'hockey su prato. Ma è anche ai vertici mondiali per il tennis e per il softball. Molto seguito è il football australiano, che si gioca da oltre 150 anni ma che ha regole completamente diverse dalla controparte americana (si gioca senza protezioni, la palla e il campo sono molto differenti da quelli usati nel football americano).

Gli sport più popolari in Australia sono:

  • il cricket, il principale campionato professionistico è quello ACL (Australian Cricket League). Ma principalmente la maggior parte degli spettatori vanno a seguire partite internazionali;
  • il football australiano (in Australia, Footy), il principale campionato professionistico è quello AFL (Australian Football League);
  • il rugby: ci sono due tipi di rugby praticati in Australia. Uno è il 'Rugby League' che rappresenta lo sport più seguito negli stati del Nuovo Galles del Sud e del Queensland. Il principale campionato professionistico è il National Rugby League (NRL). L'altro è il 'Rugby Union' che è uno sport internazionale. Il principale campionato professionistico internazionale è il Super 14 (torneo misto formato da squadre di club australiane, neozelandesi e sudafricane);
  • il calcio è uno sport che negli ultimi anni sta diventando sempre più popolare. Con oltre 1.200.000 giocatori registrati è lo sport con il livello di partecipazione più alto in Australia. Un campionato professionistico per club (l'A-League) sta avendo molto successo.

Altri sport sono seguiti passionalmente anche se con meno spettatori, come la pallacanestro, la pallanuoto, il baseball, l'hockey su prato (dove le nazionali australiane sono sempre tra le prime del mondo) e il lacrosse.

Due edizioni delle Olimpiadi si sono svolte in Australia: Melbourne 1956 e Sydney 2000, che hanno permesso alla squadra olimpica australiana di occupare eccellenti posizioni nel medagliere finale. Comunque la rappresentativa olimpica australiana si è sempre fatta onore anche nei Giochi organizzati fuori dal suolo nazionale.

A Pechino 2008 l'Australia si è posizionata sesta nel medagliere con 14 ori.

Tra gli sport individuali, l'Australia è considerata una delle grandi potenze nel nuoto, nel quale ormai da molti anni è ai vertici mondiali. Alle Olimpiadi di Atene del 2004 il nuoto australiano ha conquistato 15 medaglie (secondo solo a quello USA), di cui 7 d'oro, 5 d'argento e 3 di bronzo.

Anche il ciclismo dice la sua in Australia, molti australiani praticano ciclismo sulle loro strade, soprattutto nei velodromi dove sono davvero forti e riconosciuti a livello mondiale. Un noto ciclista conosciuto in Italia è Robbie Mcewen, vincitore di diverse tappe al giro d'Italia.

Inoltre il campione del mondo della MotoGP 2007 Casey Stoner è australiano, considerato da alcuni l'erede del suo connazionale pluricampione del motociclismo Mick Doohan. Anche i campioni di SBK Troy Bayliss e Troy Corser sono australiani, come anche il campione del mondo Supersport Andrew Pitt. Infine il campione mondiale di downhill 2008 Samuel Hill.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ About Australia:People, culture and lifestyle, su dfat.gov.au.
  2. ^ It's an Honour-Symbols-Other Australian Flags, su itsanhonour.gov.au.
  3. ^ Department of foreign affairs and trade [collegamento interrotto], su dfat.gov.au.
  4. ^ Dalby, Andrew. Dictionary of Languages. Bloomsbury Publishing plc. pp. 43. ISBN 0-7475-3117-X.
  5. ^ www.abs.gov.au
  6. ^ 2914.0.55.002 - 2006 Census of Population and Housing: Media Releases and Fact Sheets, 2006
  7. ^ a b c 2914.0.55.002 2006 Census Ethnic Media Package (XLS), su Census Dictionary, 2006 (cat.no 2901.0), Australian Bureau of Statistics, 27 giugno 2007. URL consultato il 14 luglio 2008.
  8. ^ The Top 50 Best Restaurants 1–50 | The World's 50 Best Restaurants, Theworlds50best.com, 15 febbraio 2010. URL consultato l'11 febbraio 2016.
  9. ^ White, Janelle. "Bush Tucker: Australian Native Foods". In Vaisutis, Justine. Australia 15. Lonely Planet, 2009. ISBN 1-74179-160-X, p. 67
  10. ^ Surf Life Saving – Australia's Culture Portal, Culture.gov.au, 6 febbraio 1938. URL consultato il 29 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2011).
  11. ^ Australian farms and farming communities – australia.gov.au
  12. ^ About Australia: The Australian seafood industry Archiviato il 6 febbraio 2012 in Internet Archive.
  13. ^ Fisheries Home – DAFF Archiviato il 25 settembre 2011 in Internet Archive.
  14. ^ Joe Hildebrand, Old recipe jarred with new Mites, in Daily Telegraph, 2 ottobre 2009, p. 15. URL consultato il 4 ottobre 2009.
  15. ^ Pavlova, su abc.net.au.
  16. ^ Australia's wine industry – Australia's Culture Portal, Cultureandrecreation.gov.au. URL consultato il 29 gennaio 2011.
  17. ^ Harvey Posert e Paul Franson, Spinning the bottle: case studies in wine public relations, HPPR Press, 2004, p. 182, ISBN 978-0-9747566-0-8.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]