Cygnus (zoologia)

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Cygnus
Schwan1 db.jpg
Cygnus olor
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Anseriformes
Famiglia Anatidae
Sottofamiglia Anserinae
Tribù Anserini
Genere Cygnus
Bechstein, 1803
Nomi comuni

cigno

Specie
  • vedi testo

Cygnus è il genere tassonomico con cui vengono identificati i più grandi uccelli acquatici della famiglia degli Anatidi, comunemente chiamati "Cigni" in italiano (singolare: cigno); questi uccelli sono facilmente riconoscibili - oltre che per le dimensioni - soprattutto per i lunghi colli; hanno portamento elegante, e l'aspetto degli esemplari dei due sessi è molto simile, variando visivamente - in modo poco percettibile - solo nelle dimensioni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il cigno è un uccello acquatico di grosse dimensioni, con apertura alare media tra i 155 e 250cm a seconda della specie - sino a 310cm registrati in un esemplare della specie trombettiere[1]) - corte zampe palmate, caratterizzato da un lungo collo e da un vistoso mutamento fisico tra la nascita e l'età adulta, in cui, oltre all'aumento della lunghezza del collo e della dimensione delle ali, cambiano il colore del piumaggio e del becco piatto.

Generalmente i cigni nascono di piumaggio grigio; vi sono varie specie di cigni che differiscono nei colori, nelle dimensioni e nelle forme definitive che raggiungono nell'età adulta.

Il colore di piumaggio più diffuso tra gli adulti delle varie specie di cigno è il bianco - totale o complementare al nero - essendo bianco e nero gli unici colori del piumaggio dei cigni attualmente noti; nessun cigno adulto ha il piumaggio totalmente nero, infatti anche il cigno nero presenta del piumaggio bianco nelle ali, ben visibile al dispiegamento delle stesse, ma nascosto quando completamente ripiegate lungo il dorso.

Esemplare di cigno trombettiere

Il cigno trombettiere è l'unico cigno a presentare l'esterno superiore del becco completamente di colore nero in età adulta (alla nascita è invece rosa); totalmente nero sembra anche la parte superiore del becco di alcuni cigni minori adulti, come il cigno fischiatore, ma presentano in realtà una piccola parte di giallo vicino agli occhi; gli altri cigni adulti presentano la parte superiore del becco - eventuale rigonfiamento compreso - con disegni e colori frammisti tra rosso, arancione, giallo, rosa, bianco, grigio e nero a seconda della specie.

Il colore delle zampe varia a seconda della specie, dal nero scuro o grigio, fino al rosa.

La specie con apertura alare mediamente maggiore è il cigno trombettiere del nord america, seguito dal cigno reale euroasiatico che a sua volta gli risulta mediamente superiore in massa corporea.

Esemplare di Cigno reale
Esemplare di Cigno nero

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La femmina cova le uova che si stanno aprendo mentre il maschio fa la guardia

I cigni generalmente formano coppie monogame che restano tali tutta la vita, si riscontrano tuttavia casi di separazione - per esempio in caso di infertilità o di decesso del partner - e in alcune specie l'unione a vita è meno frequente che in altre. Essendo generalmente un animale monogamo, risente della separazione dal partner. Nidificano tra i canneti, dove la femmina cova per circa un mese da 4 a 8 uova azzurrognole, mentre il maschio fa la guardia al nido. Alla nascita e fino al raggiungimento dell'età adulta il cigno mantiene un piumaggio in genere di colore grigiastro, bianco sporco, più mimetico di quello vistoso degli adulti.

Il cigno può essere molto possessivo riguardo al territorio nei confronti dei suoi simili, dando luogo occasionalmente a scontri interni allo stormo o verso altri esemplari, che terminano a volte senza conseguenze per i cigni in lotta, altre con la cacciata di qualche esemplare dal gruppo, ma a volte accadono ferimenti anche gravi.

Quando vive in gruppo, il territorio può essere anche solo di pochi metri attorno al nido, tollerando i suoi simili in proporzione alle dimensioni e alla qualità dell'habitat complessivo a disposizione al di fuori della zona di cova, in relazione alle risorse alimentari fruibili e agli spazi accessibili senza pericoli per la coppia e la futura prole.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Due esemplari di Cigno collonero
Esemplare di cigno reale che sonnecchia sulla terraferma

I cigni sono uccelli essenzialmente erbivori; si nutrono in prevalenza di piante acquatiche e palustri, che strappano dal fondo o dalle rive con il becco[2]: tramite il lungo collo, infatti, a seconda della specie e dell'età, possono nutrirsi immergendo il capo fino a una profondità massima di circa 80 centimetri; a volte raggiungono profondità maggiori immergendo anche la parte anteriore del corpo, mentre quella posteriore viene elevata fuori - verticalizzando così tutto il corpo a testa in giù - usando le zampe per darsi slancio per arrivare in tale posizione e contemporaneamente mantenersi in equilibrio in tale assetto.

Possono anche camminare sulla terraferma lungo le rive, cibandosi così di erbe, foglie e semi - tuttavia evitano di allontanarsi molto dall'acqua.

Da adulti possono arrivare a mangiare fino a 3,5 – 4kg (peso umido) di vegetazione acquatica al giorno; per aiutare la digestione, talvolta ingeriscono delle piccole quantità di sabbia, che nel loro intestino ne facilita la triturazione[3]. La dieta non è strettamente vegetariana: infatti, insieme alle erbe, ingurgitano anche un buon numero di piccoli animaletti acquatici a esse associati (crostacei, larve d'insetti e piccole lumache).

Sebbene mediamente moderati nell'assunzione di cibo, al contatto con l'uomo e specialmente da giovani sono dei gran ghiottoni di pane - sempre fresco, ammorbidito nell'acqua e in piccoli bocconi - tendendo secondo alcuni studiosi a nutrirsene oltre misura, con particolare danno per i cignetti - gli esemplari giovani, dall'inglese "cygnets" - che rischiano di diventare di mole eccessiva rispetto alla portata delle zampe ancora in fase di sviluppo, nonché di favorire una pericolosa crescita in direzione errata di parte del piumaggio, analogamente ancora in formazione[4][5]; in merito a ciò si ritiene particolarmente dannoso il pane bianco, al cui posto è relativamente preferibile il pane integrale ("pane marrone")[6], o crostini integrali sbriciolati/spezzettati nell'acqua.

L'eventuale dannosità del pane quale nutrimento per i cigni è oggetto di dibattito, benché i sostenitori della tradizionale usanza affermino che gli eventuali problemi siano causati solo da una quantità eccessiva o se il pane costituisse la fonte principale della loro alimentazione - giacché i cigni, una volta sazi, smettono di nutrirsi; il danno sarebbe tale e soprattutto grave se venisse dato loro pane ammuffito anziché fresco o comunque commestibile anche dall'uomo: particolare pericolo per la salute e la vita dei cigni è infatti rappresentato dal pane raffermo e ammuffito, poiché la muffa è per loro velenosa[7].

In ogni caso più utile alla salute dei cigni si ritiene sia fornirgli eventualmente quale cibo[8] (sempre misto a buone quantità d'acqua) verdure crude come lattuga romana (Lactuca sativa L. var. longifolia) o il più piccolo lattughino verde/biondo (Lactuca sativa var. crispa), carote tritate, broccoli a pezzettini, bietola da foglie (erbetta, silverbeet-swiss chard[5]), ma anche Mais spezzato per volatili (cracked corn; non fornire mais a chicchi interi[9]), patate lessate (o crude, tagliate in piccolissimi cubetti ovvero tritate), riso cotto, legumi lessati (come i piselli spezzati - ma mai legumi crudi), mix di cereali idonei[10], e in generale quanto più si avvicina alla loro dieta erbivora naturale.

Bisogna evitare di fornire ai cigni un'alimentazione con molte proteine - come mangime per tacchini o simili[11] - perché, se in eccesso, potrebbero portare a delle gravi alterazioni nello sviluppo del piumaggio dei cignetti durante la crescita (Angel Wing), con possibile relazione a eventuali eccessi di proteine che abbiano interessato anche i genitori degli esemplari in questione[senza fonte]; la deformazione - consistente in una crescita in direzione errata di parte del piumaggio e riscontrata in diversi tipi di uccelli acquatici - è riconducibile anche ad una carenza di vitamina E, vitamina D e manganese nella loro alimentazione, ma può essere fermata e fatta regredire ad uno stato regolare intervenendo per tempo sulle penne interessate e riequilibrando l'alimentazione dei volatili[12][13][14].

Poiché i cigni sono privi di denti, è necessario fornir loro esclusivamente cibo sminuzzato in bocconi piccoli e ammorbiditi - con sempre acqua a disposizione, a parte o mista al cibo - in modo da rendere possibile l'agevole deglutizione senza masticazione (per esempio, le foglie di lattuga vanno spezzettate in ritagli di circa 2x2 cm, poiché intere sono troppo grandi e coese, rispetto alla più morbida vegetazione acquatica di cui i cigni si nutrono abitualmente; quando si cibano autonomamente di vegetali, direttamente dal terreno in cui crescono, ne strappano infatti con il becco solo un pezzettino alla volta dalle singole foglie del ciuffo, grazie alla resistenza contrapposta dal radicamento di quest'ultimo). Mai servire i cibi cotti se ancora molto caldi (sì caldo-tiepidi, specialmente in inverno), no cracker, patatine e similari snack salati.[15] Fornire eventuali assaggi di frutta in piccoli bocconi morbidi, togliendovi torsoli, noccioli, semi e bucce (in particolare sono nocivi per i cigni i semi di mela[16]).

In cattività spesso il cibo viene servito in un capiente contenitore di legno e plastica, che può essere posato in terra vicino alla riva oppure messo a galleggiare sull'acqua.

Si tenga conto che se i cigni vi identificano quali portatori di cibo per loro, possono accogliervi e venirvi incontro con molto entusiasmo, il che tuttavia - analogamente a quanto fanno altri animali quando gli viene portato del cibo - potrebbe trasformarsi in un'involontaria impaziente "aggressione al cameriere", cosa che - vista la mole dei cigni quando si ereggono aprendo le ali e allungando il collo - potrebbe spaventare, specialmente bambini o altre persone di bassa statura; è bene dunque predisporre l'eventuale cibo per loro rapidamente, prima che ci raggiungano, per mettersi da parte mentre si nutrono.[17]

Nei pressi dei luoghi frequentati dai cigni è possibile trovare dei cartelli che fanno divieto di fornirgli del cibo, ciò principalmente per il fatto che se di tipo inidoneo potrebbe danneggiare la loro salute, nonché - se relativi ad esemplari in cattività - anche perché questi dovrebbero di norma essere già accuditi al riguardo dal personale preposto: si tenga quindi conto di tali eventuali cartelli di divieto, considerando inoltre che per natura i cigni allo stato libero sono autosufficienti, ovvero che fornirgli senza bisogno costanti risorse alimentari - ulteriori a quelle da loro accessibili autonomamente - li esporrebbe al rischio di diventarne invece pericolosamente dipendenti; altresì un eventuale apporto di cibo ai cigni da parte dell'uomo può essere tuttavia talvolta comunque opportuno, come per eventuali esemplari feriti,[senza fonte] debilitati o finiti al di fuori del loro habitat, e per esemplari dove questo sia stato ridotto o compromesso dall'essere umano - particolarmente in caso di condizioni climatiche innaturali o eccezionali.

Si vedano anche le singole voci per ogni specie di cigno.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Un passante dà da mangiare a due esemplari di cigno reale presso Hyde Park a Londra

Anticamente il cigno bianco, i cigni esotici nero e collo nero, quello selvatico e il minore erano allevati a scopi alimentari. Attualmente sono specie protette.

I cigni, quali animali erbivori, sono di per sé inoffensivi nei confronti dell'uomo, arrivando spesso a socializzare spontaneamente; tuttavia anche gli esemplari più avvezzi all'eventuale contatto con gli esseri umani, come quelli presenti negli specchi d'acqua dei parchi delle ville d'epoca aperte al pubblico, giardini botanici, etc., possono talvolta diventare estremamente aggressivi e pericolosi, ad esempio per difendere sé stessi o il territorio (il nido, il partner, la prole), o se percepiscono come ostile l'avvicinarsi di qualcuno o qualche animale - per esempio di cani, che sono da tenere prudentemente al guinzaglio in presenza di cigni, per il bene di entrambi.

In caso si abbia poca o nulla esperienza di contatti con i cigni - o con l'esemplare in questione - sia che si tratti di animale in cattività che allo stato libero è bene evitare di avvicinarlo molto - tantomeno cercare di toccarlo, facendo riferimento al comportamento di eventuali altre persone che interagiscono serenamente con lui per fare altrettanto sotto la loro supervisione. Subire l'aggressione di un cigno può portare a gravi conseguenze.

Esemplare di cigno selvatico

In cattività sono ospiti di zoo, parchi naturali, orti botanici e grandi residenze dotate di vasti spazi e specchi d'acqua più o meno naturali. Le piante adiacenti le zone frequentate dai cigni possono subire da questi qualche piccolo danno, qualora ne trovino le foglie di loro gusto come cibo.

Il mantenimento in cattività di un palmipede necessita un adeguato specchio d'acqua e un terreno abbastanza vasto da contenerlo. La profondità dello specchio d'acqua dev'essere per circa la metà variabile tra gli 80 e i 120cm (tale cioè da permettere al cigno di nuotare distendendo completamente le zampe, nonché di poter raggiungere il nutrimento sui fondali grazie al collo), presentare zone anche più profonde (dove il cigno sarà più al sicuro da eventuali pericoli) e vaste aree meno profonde (in cui i cigni potranno nutrirsi degli elementi del fondale con minor dispendio di energie); presentare rive per lo più scoscese (alte 50cm su livello dell'acqua, e che diano ospitalità a vegetazione) con 2 o 3 spiagge erbose diradanti fin appena dentro l'acqua (50cm dalla riva), in modo da consentire l'uscita e rientro nell'acqua ai cigni. Nella parte centrale del bacino è bene che siano presenti dei piccoli isolotti con coste basse - separati di un'adeguata misura dal perimetro del lago tramite acqua profonda - di modo che i cigni possano ritirarvisi in autonomia quale luogo sicuro e più appartato, utile ad esempio per costruirvi il nido (sopra o a ridosso).

Un parco destinato a ospitare un cigno va recintato con una rete interrata per evitare la fuga degli animali o l'intrusione di potenziali animali ostili (come volpi o cani). Infine bisogna prevedere l'esistenza d'uno o più ricoveri, in legno o muratura, alti un metro o più, dove i cigni possano rifugiarsi durante le intemperie e deporre e covare le uova.

Poiché per impedire al cigno in cattività di prendere il volo vengono spesso utilizzate pratiche per debilitarne le ali (altri espedienti fisici sono reti aeree con gabbie perimetrali, una ridotta o inidonea superficie per prendere velocità, ovvero ostacoli verticali intorno all'area di stazionamento che ne impediscano la traiettoria di volo), è preferibile tutelare i luoghi già frequentati abitualmente dai cigni allo stato libero, quelli dove giungono ciclicamente, e realizzarne di nuovi idonei allo scopo.

L'eventuale ristrutturazione di spazi preesistenti in cui vivono soggetti in cattività da tempo, volto a consentire libero accesso e dipartita a cigni allo stato libero, dovrebbe tenere conto che i cigni vissuti in cattività - e in isolamento forzato dai propri simili - con un eventuale arrivo di nuovi cigni potrebbero attivarsi - o essere forzosamente coinvolti - in lotte per il territorio, nelle quali correrebbero però il rischio di avere la peggio a causa della debilitazione delle ali, senza la possibilità di desistere volando eventualmente altrove.

Altresì è possibile utilizzare le strutture in passato utilizzate come zoo per i cigni impediti artificiosamente al volo per dare ricovero ad eventuali esemplari infortunati, senza dimenticare che il cigno è un animale monogamo che risente della separazione dal partner.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Cigno minore Bewickii
Cigno minore fischiatore

Il genere Cygnus è presente con varie specie in varie parti del mondo, elencabili per area geografica/emisfero in cui sono maggiormente diffusi[18][19].

Il cigno coscoroba viene considerato genere a sé stante, così come i vari cigni minori dell'emisfero nord vengono considerati unitamente quali sottospecie di Cygnus columbianus[20][21][22].

Quale uccello acquatico, il Cigno vede il suo habitat naturale composto da zone umide ad acque basse e calme (dolci, salmastre ma anche salate). A livello internazionale tali habitat sono tutelati dalla Convenzione di Ramsar.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Il genere comprende sei specie viventi:[28]

Sono note anche le seguenti specie fossili:[senza fonte]

  • Cygnus csakvarensis (del tardo Miocene, Ungheria) - formalmente Cygnanser
  • Cygnus mariae (dell'inizio del Pliocene, Wickieup, USA)
  • Cygnus verae (dell'inizio del Pliocene, Sofia, Bulgaria)
  • Cygnus liskunae (della metà del Pliocene, Mongolia occidentale)
  • Cygnus hibbardi (?dell'inizio del Pleistocene, Idaho, USA)
  • Cygnus sp. (dell'inizio del Pleistocene, Dursunlu, Turkey: Louchart et al. 1998)
  • Cygnus falconeri, Cigno gigante, (della metà del Pleistocene, Malta e Sicilia, Mediterraneo)
  • Cygnus paloregonus (della metà del Pleistocene, WC USA) - include "Anser" condoni and C. matthewi
  • Cygnus equitum (metà - tardo Pleistocene, Malta e Sicilia, Mediterraneo)
  • Cygnus lacustris (tardo Pleistocene, regione del Lago Eyre, Australia) - formalmente Archaeocygnus

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wood, Gerald, The Guinness Book of Animal Facts and Feats, 1983, ISBN 978-0-85112-235-9.
  2. ^ (EN) Faq about swans http://www.theswansanctuary.org.uk/faq.php Archiviato il 29 settembre 2015 in Internet Archive.
  3. ^ (EN) Mute Swan Food and Feeding ( http://www.ypte.org.uk/animal/swan-mute-/180 )
  4. ^ Evitare troppo pane ai cigni http://www.tempi.it/blog/dieta-integrale-per-i-cigni-della-regina-elisabetta
  5. ^ a b (EN) Black Swan Feeding http://lakehughmuntz.com.au/duck-caught-reed-bed-net-swan-feeding/
  6. ^ (EN) Warning not to feed white bread (http://news.bbc.co.uk/local/coventry/hi/people_and_places/nature/newsid_9124000/9124132.stm)
  7. ^ (EN) A dozen things you NEED to know about swans (mould is poisonous to them) http://www.coventrytelegraph.net/news/coventry-news/dozen-things-you-need-know-6940351
  8. ^ (EN) Information on feeding swan http://grandcanaldublin.com/?p=326
  9. ^ No chicchi di mais interi (es.:no chicchi di mais ibrido per pop-corn); sì mais spezzato in largo contenitore a bordo vasca/semi-immerso, oppure gettato direttamente nell'acqua in punti a fondale basso - da cui i cigni possano raccoglierlo
  10. ^ (EN) Waterfowl Cereal Mix ( http://www.arkwildlife.co.uk/Item/Wildlife_Foods~Waterbird_Foods/ACMI/Ark_Cereal_Mix.html )
  11. ^ (EN) About food for swan http://www.stanley-park-swans.com/cgi-bin/ask/index.pl?read=2641
  12. ^ (EN) "Angel Wing" or "Slipped Wing" disease (http://www.avianweb.com/angelwing.html)
  13. ^ (EN) Angel Wing in Waterfowl (http://wildpro.twycrosszoo.org/S/00dis/Miscellaneous/Angel_Wing.htm)
  14. ^ (EN) Angel Wings correction (http://www.carolinecrockeroriginals.co.uk/sheldon_pages/The_ducklings/angel_wing_condition.htm)
  15. ^ (EN) Diet for swans http://www.avianweb.com/swandiet.html
  16. ^ (EN) Apple seeds is not for swan http://www.stanley-park-swans.com/SwanFood.shtml#PoisonousFoods
  17. ^ (EN) Information and warning about feeding swan http://www.brijabasispirit.com/2012/01/03/information-warning-on-new-vrindaban-swans/
  18. ^ (EN) Swan Species - http://www.theswansanctuary.org.uk/
  19. ^ Gli Anseriformi - www.SummaGallicana.it
  20. ^ (EN) Cygnus Columbianus
  21. ^ (EN) Cygnus Columbianus http://avibase.bsc-eoc.org
  22. ^ (EN) Cygnus Columbianus http://www.avianweb.com/whistlingswans.html
  23. ^ Bulletin de la Soc. Vaudoise des Sc. Nat., vol. X, 1869, p 132
  24. ^ (EN) Polish Mute Swan http://www.theswansanctuary.org.uk/
  25. ^ (EN) Cygnus columbianus jankowski
  26. ^ (EN) www.zoochat.com jankowskis swan
  27. ^ (EN) Whistling/Tundra Swan http://www.swanlifeline.org.uk/
  28. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Anatidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 5 maggio 2014.

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