Didgeridoo

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Didgeridoo
Didgeridoo.jpg
Un didgeridoo in bambù
Informazioni generali
Invenzione V secolo
Classificazione 423.1
Aerofoni a bocchino
Famiglia Trombe naturali
Uso
Musica dell'Australia e Nuova Zelanda

Didgeridoo è una parola di origine onomatopeica con la quale gli occidentali designano un antico strumento a fiato ad ancia labiale degli australiani aborigeni e non solo, è da molto tempo che esiste è stato uno dei primi strumenti che funzionavano con lo sforzo dell'aria

Un didgeridoo in eucalipto decorato in maniera non tradizionale.

Questo strumento in Australia viene indicato con almeno cinquanta nomi diversi, a seconda delle etnie che popolano il paese: oltre a yidaki e mago rispettivamente della Terra di Arnhem nordorientale e occidentale, troviamo djalupu, djubini, ganbag, gamalag, maluk, yirago, yiraki...

L'utilizzo del didgeridoo nasce tra gli aborigeni dell'Australia settentrionale. Non esistono fonti affidabili che ne certifichino con esattezza l'età, ma è ipotizzabile i primordi siano databili tra i duemila ed i quindicimila anni fa

Classificato come strumento musicale nella categoria degli aerofoni ad ancia labiale, il didgeridoo può avere forme variabili: le più comuni sono quelle coniche, con un progressivo allargamento della colonna interna a partire dal lato dell'ancia; molto usata è anche la forma perfettamente cilindrica.

Non è insolito tuttavia trovare strumenti che presentano forme irregolari, contorte o serpentine. La lunghezza complessiva di un didgeridoo è altresì variabile. Generalmente va da 1,50 m a 2,50 m. Va comunque considerato che ne sono stati costruiti anche decisamente più lunghi, che comportano variazioni timbriche e tecniche esecutive notevoli. Solitamente questi strumenti sono però avulsi dai legami con la tradizione aborigena e costituiscono piuttosto delle sperimentazioni "occidentali" sullo strumento.

Il didgeridoo tradizionale è ricavato da un ramo di eucalipto (pianta assai diffusa nel Nord dell'Australia), scelto tra quelli il cui interno è stato scavato dalle termiti. Scortecciato, ripulito e accuratamente rifinito, lo strumento viene poi decorato e colorato con pitture tradizionali che richiamano la mitologia aborigena. Gli aborigeni lo utilizzano non solo come strumento a fiato, nel quale soffiano e al tempo stesso pronunciano parole, suoni, rumori, ma anche come strumento di percussione, se colpito con i clap stick (bastoncini in legno usati come percussioni) o con un boomerang. Viene suonato con la tecnica della respirazione circolare.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Ferroni, Alberto Furlan, The DIDGERIDOO discovery – Antichissimo strumento a fiato nel suo viaggio tra tradizione e modernità, Associazione Culturale Yidaki, Torino, 2006, ISBN 88-902348-0-6.
  • Claudio Ricciardi, L'albero che canta – Il didgeridoo, Wondermark, Roma, 2011, ISBN 9788896739099.
  • Fabio Gagliardi, Metodo di Didjeridu, Associazione Culturale TupaRuja, 2007
  • Moreno Papi, DIDJERIDU. Suonare un albero, Papi Moreno, 2013, ISBN 978-88-908665-0-0
  • Rowan Coughlin, Il Didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Strade blu, Termoli, 2001, ISBN 88-88116-07-9

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