Didgeridoo

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Didgeridoo
Australiandidgeridoos.jpg
Collezione di didgeridoo.
A-C: strumenti tradizionali
D-E: strumenti non tradizionali
Informazioni generali
Invenzione V secolo
Classificazione 423.121.11
Aerofoni a bocchino
Famiglia Trombe naturali
Uso
Musica dell'Australia e Nuova Zelanda

Didgeridoo, o digeridù, è una parola di origine onomatopeica con la quale gli occidentali designano un antico strumento a fiato ad ancia labiale degli australiani aborigeni; è stato uno dei primi strumenti aerofoni.

Un didgeridoo in eucalipto decorato in maniera non tradizionale.

Questo strumento in Australia viene indicato con almeno cinquanta nomi diversi, a seconda delle etnie che popolano il paese: oltre a yidaki e mago rispettivamente della Terra di Arnhem nordorientale e occidentale, troviamo djalupu, djubini, ganbag, gamalag, maluk, yirago, yiraki...

Origine[modifica | modifica wikitesto]

L'utilizzo del didgeridoo nasce tra gli aborigeni dell'Australia settentrionale. Reperti archeologici datano i primi digeridoo come usati dalle popolazioni Kakadu da circa mille anni[1], mentre a Ginga Wardelirrhmeng, a nord del pianoro della Terra di Arnhem, sono presenti pitture murali datate a circa 1500 anni fa che rappresentano lo strumento[2][3].

Classificato come strumento musicale nella categoria degli aerofoni ad ancia labiale[4], il didgeridoo può avere forme variabili: le più comuni sono quelle coniche, con un progressivo allargamento della colonna interna a partire dal lato dell'ancia; molto usata è anche la forma perfettamente cilindrica.

Non è insolito tuttavia trovare strumenti che presentano forme irregolari, contorte o serpentine. La lunghezza complessiva di un didgeridoo è altresì variabile. Generalmente va da 1,50 m a 2,50 m. Va comunque considerato che ne sono stati costruiti anche decisamente più lunghi, che comportano variazioni timbriche e tecniche esecutive notevoli. Solitamente questi strumenti sono però avulsi dai legami con la tradizione aborigena e costituiscono piuttosto delle sperimentazioni "occidentali" sullo strumento.

Il didgeridoo tradizionale è ricavato da un ramo di eucalipto (pianta assai diffusa nel Nord dell'Australia)[5], scelto tra quelli il cui interno è stato scavato dalle termiti. Scortecciato, ripulito e accuratamente rifinito, lo strumento viene poi decorato e colorato con pitture tradizionali che richiamano la mitologia aborigena. Gli aborigeni lo utilizzano non solo come strumento a fiato, nel quale soffiano e al tempo stesso pronunciano parole, suoni, rumori, ma anche come strumento di percussione, se colpito con i clap stick (bastoncini in legno usati come percussioni) o con un boomerang. Viene suonato con la tecnica della respirazione circolare.

Festival[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, si tiene ogni anno, d'estate, a Forlimpopoli, presso Forlì, un festival internazionale di didgeridoo, Didjin'Oz. La prima edizione, nel 2003, ebbe luogo a Cesenatico, sempre in provincia di Forlì-Cesena; dall'anno successivo, la sede del festival è Forlimpopoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Karl Neuenfeldt, The didjeridu : from Arnhem Land to Internet, J. Libbey/Perfect Beat Publications, 1997, pp. 89–98, ISBN 186462003X, OCLC 36732134. URL consultato il 6 novembre 2019.
  2. ^ (EN) George Chaloupka, Journey in Time, Sydney, Reed, 1993, p. 189.
  3. ^ Kakadu National Park - Rock art styles, su web.archive.org, 21 aprile 2012. URL consultato il 6 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2012).
  4. ^ Not Panicking Ltd, h2g2 - Brass Instruments - Tuning and Harmonics - Edited Entry, su h2g2.com. URL consultato il 6 novembre 2019.
  5. ^ (EN) Taylor R., Cloake J, e Forner J., Harvesting rates of a Yolgnu harvester and comparison of selection of didjeridu by the Yolngu and Jawoyn, Harvesting of didjeridu by Aboriginal people and their participation in the industry in the Northern Territory, in R. Taylor (a cura di), Report to AFFA Australia, Palmerston, NT, Northern Territory Parks and Wildlife Service, Department of Infrastructure, Planning and Environment, 2002, pp. 25–31.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Ferroni, Alberto Furlan, The DIDGERIDOO discovery – Antichissimo strumento a fiato nel suo viaggio tra tradizione e modernità, Associazione Culturale Yidaki, Torino, 2006, ISBN 88-902348-0-6.
  • Claudio Ricciardi, L'albero che canta – Il didgeridoo, Wondermark, Roma, 2011, ISBN 9788896739099.
  • Gianni Placido, Le basi del didjeridoo - corpo, respiro, ritmo, Associazione culturale Didjeridooing, Bologna, 2014.
  • Fabio Gagliardi, Metodo di Didjeridu, Associazione Culturale TupaRuja, 2007
  • Moreno Papi, DIDJERIDU. Suonare un albero, Papi Moreno, 2013, ISBN 978-88-908665-0-0
  • Rowan Coughlin, Il Didgeridoo: voce antica, spirito moderno, Strade blu, Termoli, 2001, ISBN 88-88116-07-9

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