Cittanova (Croazia)

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Cittanova
città
(HR) Novigrad
(IT) Cittanova
Cittanova – Stemma Cittanova – Bandiera
Cittanova – Veduta
Localizzazione
StatoCroazia Croazia
RegioneGrb Istarske županije.svg Istria
Amministrazione
SindacoAnteo Milos
Territorio
Coordinate45°19′12″N 13°33′36″E / 45.32°N 13.56°E45.32; 13.56 (Cittanova)
Altitudinem s.l.m.
Superficie26,81 km²
Abitanti4 328 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità161,43 ab./km²
Altre informazioni
Linguecroato, italiano
Cod. postale52466
Prefisso052
Fuso orarioUTC+1
TargaPU
Nome abitanticittanovesi
Patronosan Pelagio
Giorno festivo28 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Cittanova
Cittanova
Cittanova – Mappa
Localizzazione della città di Cittanova nella regione istriana
Sito istituzionale

Cittanova (in croato: Novigrad; fino al 1945 Cittanova d'Istria; in veneto Citanova) è una città della Croazia di 4.328 abitanti situata sulla costa nord-occidentale dell'Istria, circa 15 km dai vicini centri urbani di Parenzo, Umago e Buie e a circa 25 km dal confine con la Slovenia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antichità Cittanova viene citata come Neapolis nel VII secolo, come Civitas Nova nel IX secolo. Dal XII secolo e nelle testimonianze ecclesiastiche: Emona, Emonia, Aemonia. Sede vescovile dal V/VI secolo fino al 1831, a causa di guerre e di malattie, Cittanova, tra il XVI e il XVII secolo, è praticamente disabitata.

Rimane legata alla Repubblica di Venezia dal 1358 fino alla sua caduta nel 1797. Passò in seguito al Trattato di Campoformido all'Impero Austriaco dal 1797 al 1803. Nel 1803 Cittanova fu occupata dai Francesi, e quindi posta sotto il governo di Trieste. Nel 1805, per decisione di Napoleone, Cittanova passò sotto il Regno Italico. Dopo la sconfitta di Napoleone nel 1813 e la caduta del Regno Italico ritornò sotto il dominio dell'Impero Austriaco.

Cittanova fu un centro irredentista nell'Istria asburgica. A tutti i censimenti la popolazione si dichiara di lingua italiana. Nel 1918 diviene italiana come il resto dell'Istria. Dopo la seconda guerra mondiale la cittadina entra a far parte del Territorio Libero di Trieste, ma la zona B in cui è situata, in realtà rimane sotto occupazione militare jugoslava. Molti italiani fuggirono negli anni dal 1945 al 1948 in Italia (esodo istriano). Negli anni cinquanta gli italiani, ormai resisi conto che la città sarebbe rimasta definitivamente in mano jugoslava, abbandonarono in massa la località.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Al proprio interno vi è una collezione - tra le più importanti della Croazia - di 93 pietre monumentali di età antica e medievale (recente e tardo medioevo): davanzali, cornici, transenne, stemmi, tavole per altari, parti di ciborio, pilastri, capitelli, .

All'interno della chiesa parrocchiale di San Pelagio e di San Massimo, vi è una cripta risalente al primo periodo romanico, (unica in Istria e una tra le rare in Croazia).

Vi si erge la statua del compatrono della città, San Pelagio. La statua è di legno e rivestita in lamiera di bronzo.

La loggia

Si presume provenga dal periodo paleocristiano. Le superfici del sarcofago semplicemente profilate con il coperchio sotto forma di due spioventi ed ai vertici quattro acroterii.

Il complesso architettonico ottenne l'odierno aspetto nel 1839 quando venne realizzata la villa adiacente all'antico monastero di San Giovanni Battista di Daila, sorto a San Lorenzo di Daila attorno al V-VI secolo da parte dei monaci greci basiliani e poi passato in epoca longobarda e franca al Patriarcato di Aquileia ed ai monaci benedettini bianchi di San Colombano già presenti in area veneta ed istriana ed in tutto il regno longobardo dal VII secolo e poi riformatesi nel IX secolo alla definitiva regola benedettina. Con il suo territorio divenne un feudo monastico con una fiorente azienda agricola, che fu elevato a baronia dagli imperatori Ottoni e nel 1038 Corrado I dona il monastero e il feudo di San Lorenzo di Daila ai vescovi di Cittanova col titolo di baroni. Nel 1835 il conte Francesco Grisoni, ultimo proprietario del feudo, farà costruire la villa e donerà la proprietà della chiesa, del monastero ed i vasti terreni di S. Lorenzo di Daila ai monaci benedettini dell'Abbazia di Praglia (vicino a Padova), con l'obbligo di mantenervi una scuola elementare. Essi vi entreranno con 12 monaci nel 1860 e nel 1867 con la soppressione del monastero di Praglia vi si trasferiranno completamente, manterranno la proprietà fino al 1948 quando perderanno il possedimento. Fino al 1989 l'ex monastero aveva la funzione di pensionato e ospizio per i poveri[1][2][3].

  • Museo della k.u.k. Kriegsmarine, la Imperiale e Regia Marina da Guerra dell'Impero austro-ungarico, a due passi dal porto cittanovese. Il museo contiene molti reperti della fine del 1800 e della prima guerra mondiale oltre ad un'ampia e dettagliata storia della marina da guerra austro-ungarica a cavallo tra il XIX ed il XX secolo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il settore turistico ha cominciato a svilupparsi a Cittanova a partire dagli anni settanta, sino ad allora l'economia della cittadina era basato sulla pesca. Poco alla volta la piccola città ha iniziato a basare il proprio sviluppo economico sul turismo; grazie alla sua conformazione a penisola è circondata dal mare e presenta un interessante patrimonio storico-culturale oltre che una natura ben conservata.

La vicinanza col confine rende Cittanova facilmente raggiungibile ai turisti dalla Slovenia e da Trieste. Cittanova dista circa 50 km in auto da Trieste ed un paio d'ore in motonave da Venezia. La località è ricca di strutture ricettive: alberghi, campeggi, appartamenti, ristoranti. L'amministrazione comunale punta, per il futuro prossimo, nella direzione dello sviluppo di un moderno centro nautico: la marina cittanovese.

Novigrad1.jpg

Società[modifica | modifica wikitesto]

La presenza autoctona di italiani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Esodo giuliano dalmata, Italiani di Croazia e Unione Italiana.

È presente una comunità di italiani autoctoni che rappresentano una minoranza residuale di quelle popolazioni italiane che abitarono per secoli ed in gran numero, la penisola dell'Istria e le coste e le isole del Quarnaro e della Dalmazia, territori che furono della Repubblica di Venezia. La presenza degli italiani a Cittanova è drasticamente diminuita in seguito all'esodo giuliano dalmata, che avvenne dopo la seconda guerra mondiale e che fu anche cagionato dai "massacri delle foibe".

Secondo il censimento austriaco del 1910 contava 2.239 abitanti che si dichiaravano compattamente di lingua italiana. Anche secondo il censimento del 1921 il 100% della popolazione era di madrelingua italiana[4]. Il censimento della popolazione del 2001, ha rilevato sul territorio comunale 4002 abitanti: 1889 uomini e 2113 donne con la presenza della minoranza italiana pari al 15,32% della popolazione del comune.

Secondo il censimento del 2011, la maggioranza della popolazione è formata da croati, circa l'80%, ma è forte anche la presenza della comunità italiana rimasta dopo l'esodo del dopoguerra, il 12,47% della popolazione che costituisce la locale Comunità degli Italiani di Cittanova e aderisce all'Unione Italiana. Presenti anche altre minoranze come sloveni, albanesi e serbi.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)[5]
77,59% madrelingua croata
15,32% madrelingua italiana
1,97% madrelingua slovena
3,02% madrelingua albanese
% Ripartizione linguistica (gruppi principali)[6]
79,26% madrelingua croata
12,47% madrelingua italiana
2,32% madrelingua slovena
3,20% madrelingua albanese

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Cittanova è diviso in 5 insediamenti (naselja), di cui Cittanova è il capoluogo con 2.586 abitanti (Censimento 2011, 31-03-2011):

  • Antenale (Antenal)
  • Businia (Bužinija)
  • Cittanova o Cittanova d'Istria (Novigrad), sede comunale
  • Daila (Dajla)
  • Mareda (Mareda)

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Cittanova[7] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 7,99,312,516,421,024,527,327,023,418,913,29,48,916,626,318,517,6
T. min. mediaC) 3,33,86,09,213,417,019,519,316,312,47,64,53,99,518,612,111,0
Precipitazioni (mm) 756871857782648710493114842272332333111 004

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Alberi, Istria, storia, arte, cultura, Lint Editoriale Trieste.
  • Fabio Amodeo, TuttoIstria, Lint Editoriale Trieste.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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