Chiesa di San Michele (Pescantina)

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Chiesa di San Michele
Chiesa di San Michele Pescantina.jpg
Esterno della chiesa di San Michele
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Pescantina
Religione Cattolicesimo
Diocesi Verona
Stile architettonico Architettura romanica
Inizio costruzione XII secolo

Coordinate: 45°28′54.09″N 10°50′35.29″E / 45.481692°N 10.843137°E45.481692; 10.843137

La chiesa di San Michele è un edificio religioso degli inizi del XII secolo che si trova nella frazione di Arcè del comune di Pescantina, in provincia di Verona. Rappresenta un bell'esempio di semplice architettura romanica veronese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie dell'edificio ci arrivano da una bolla pontificia del 1154 in cui si afferma che essa dipendesse dall'abbazia di San Fermo Minore di Verona.[1]

Versando in cattive condizioni di manutenzione, in base a quanto si apprende da una visita pastorale del Vescovo di Verona Gian Matteo Giberti, dieci anni più tardi viene assegnata ad una confraternita dei disciplinata affinché di occupassero di mantenerla.[1]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Facciata a capanna dell'edificio.

L'edificio presenta i caratteri tipici della prima architettura romanica veronese. La semplice facciata, a capanna monocuspidale, presenta un portoncino di ingresso ad arco a tutto sesto da cui si accede all'unica navata. L'interno, coperto da un soffitto ligneo a capriate. All'interno si possono ammirare degli affreschi risalenti al XIV secolo posti sul lato sinistro, sull'abside circolare e sull'arco trionfale che delimita il presbiterio. In particolare, sul muro interno absidale si trova una raffigurazione di San Michele Arcangelo nell'atto di pungolare con una lancia i dannati dell'inferno. Alcuni di questi affreschi sono stati attribuiti alla scuola di Altichiero.[1]

Le finestrelle sulla facciata nonché il campanile di pianta quadrangolare sono del XVII secolo. L'altare marmoreo è in stile barocco.[1]

La scritta sul portale[modifica | modifica wikitesto]

Il portale meridionale

Sul lato meridionale si apre un portoncino sovrastato da un arco a tutto sesto su cui è stata graffita, nel XII secolo, una scritta latina che sembra essere una sorta di formula magica:

« SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS »

Secondo alcuni storici questa frase potrebbe risalire all'epoca pagana dell'antica Roma in cui veniva utilizzata nella convinzione che potesse proteggere gli uomini gli animali dalle febbri.[2]

Una possibile traduzione potrebbe essere: "Il coltivatore di un piccolo pezzo di terra (arepo in lingua franca) con la sua opera mantiene le ruote", dove per ruote si intende la ruota del mulino che gli serve per procurarsi il cibo.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Viviani, 2004, pp. 106-109.
  2. ^ a b Secondo il cartello esplicativo posto in fronte all'ingresso della chiesetta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianfranco Benini, Chiese romanche nel territorio veronese, Rotary Club Verona Est, 1995, ISBN non esistente.
  • Giuseppe Franco Viviani (a cura di), Chiese nel veronese, Società cattolica di assicurazione, 2004, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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