Quadrato del Sator

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il quadrato del Sator è una ricorrente iscrizione latina, in forma di quadrato magico, composta dalle cinque seguenti parole: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. La loro giustapposizione, nell'ordine indicato, dà luogo a un palindromo, vale a dire una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa.

Quadrato del SATOR sul fianco nord del Duomo di Siena

L'iscrizione è stata oggetto di frequenti ritrovamenti archeologici, sia in epigrafi lapidee sia in graffiti, ma il senso e il significato simbolico rimangono ancora oscuri, nonostante le numerose ipotesi formulate.

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

Quadrato del Sator

Disponendo le parole su una matrice quadrata (vedasi figura), si ottiene una struttura che ricorda quella dei quadrati magici di tipo numerico. Le cinque parole si ripetono se vengono lette da sinistra a destra e da destra a sinistra, oppure dall'alto al basso o dal basso in alto. Al centro del quadrato, la parola TENET forma una croce palindromica.

Storia del misterioso quadrato[modifica | modifica wikitesto]

Il Quadrato del Sator a Oppède

Il curioso quadrato magico è visibile su un numero sorprendentemente vasto di reperti archeologici, sparsi un po' ovunque in Europa. Ne sono stati rinvenuti esempi in Roma, nei sotterranei della basilica di Santa Maria Maggiore, nelle rovine romane di Cirencester (l'antica Corinium) in Inghilterra, nel castello di Rochemaure (Rhône-Alpes), a Oppède in Vaucluse, a Puy-en-Velay, nella corte della Cappella di Saint-Claire, a Siena, sulla parete del Duomo cittadino di fronte al Palazzo Arcivescovile, nella Certosa di Trisulti a Collepardo (FR), a Santiago di Compostela in Spagna, nelle rovine della fortezza romana di Aquincum, in Ungheria, a Riva San Vitale in Svizzera, solo per citarne alcune.

A volte le cinque parole si trovano disposte in forma radiale, come nell'abbazia di Valvisciolo a Sermoneta (Latina), oppure in forma circolare, come nella Collegiata di Sant'Orso di Aosta.

Altre chiese medioevali ancora, nelle quali si registra, in Italia, la presenza della frase palindroma (in forma di quadrato magico oppure in forma radiale o circolare) sono: la Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, la chiesa di San Potito ad Ascoli Satriano (Foggia), la Chiesa di Santa Lucia a Magliano de' Marsi; la chiesa di San Pietro ad Oratorium a Capestrano, in provincia dell'Aquila[1], la chiesa di San Michele ad Arcè, frazione di Pescantina (Verona), la chiesa di Santa Maria Ester ad Acquaviva Collecroce (CB), il Convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco a Ficarra (Messina); la chiesa di San Lorenzo a Paggese di Acquasanta Terme; la chiesa di Santa Maria Maddalena in Campo Marzo a Verona; la chiesa di Maignelay-Montigny (Francia); l'Abbazia di Saint-Benigne de Dijon; l'abbazia di Valvisciolo a Sermoneta; l'abbazia di Casamari a Veroli; l'abbazia di Montecassino, ecc.

Gli esemplari più antichi e più celebri sono quello incompleto rinvenuto nel 1925 durante gli scavi di Pompei, inciso su una colonna della casa di Paquio Proculo[2] e quello trovato nel novembre del 1936 su una colonna della Palestra Grande, sempre a Pompei.[3] Quest'ultimo ha avuto grande importanza negli studi storici relativi alla frase palindroma[4] poiché esso è completo e arricchito da altri segni interessanti che non si sono trovati altrove[5] e fu certamente inciso prima dell'eruzione del 79 d.C.[6][7]

Non se ne conoscono esemplari antecedenti l'era cristiana.[2]

A partire da questi ritrovamenti, il quadrato del Sator viene anche detto "latercolo pompeiano".

L'enigma del significato[modifica | modifica wikitesto]

Lettura lineare[modifica | modifica wikitesto]

Il quadrato di Sator su una porta di legno a Grenoble (Francia)

Difficile stabilire il significato letterale della frase composta dalle cinque parole, dal momento che il termine AREPO è un hapax legomenon nella letteratura latina, e quindi non è possibile stabilirne il significato per confronto. Alcune congetture su tale parola (nelle Gallie e nei dintorni di Lione esisteva un tipo di carro celtico che era chiamato arepos: si presume allora che la parola sia stata latinizzata in arepus e che nel quadrato essa avrebbe la funzione di un ablativo strumentale, cioè un complemento di mezzo) portano a una traduzione, di senso oscuro, quale "Il seminatore, con il carro, tiene con cura le ruote", della quale si cerca di chiarire il senso intendendo il riferimento al seminatore come richiamo al testo evangelico[8].

Il termine arepo si può anche intendere come «piccola pezza di terra», in riferimento a un passo di Columella dove arepenne viene dato come sinonimo di origine gallica di semiiugero, con uguale radice di arpentum. Inoltre il termine rotas può indicare "il convento". Il significato sarebbe stato dunque: "Il Seminatore di un arepo mantiene con il suo lavoro il convento"[9]. Se invece rotas si rifacesse alle ruote celesti, potrebbe essere letto come "Il Creatore delle terre tiene, cioè governa, le ruote celesti". Il concetto della unicità del mondo immanente con quello trascendente, identificato anche dalla forma a croce del tenet, forma che esprime simbolicamente l'unione del cielo e della terra.

Lettura bustrofedica[modifica | modifica wikitesto]

Se si leggesse il palindromo cambiando verso di percorrenza alla fine di ogni riga o di ogni colonna (scrittura bustrofedica), si otterrebbe la frase "sator opera tenet arepo rotas", in cui il termine Sator indicherebbe il seminatore, arepo rappresenterebbe una contrazione di areopago (nel significato di tribunale supremo), e il palindromo potrebbe essere tradotto con: "Il seminatore decide i suoi lavori quotidiani, ma il tribunale supremo decide il suo destino"; tale interpretazione attribuirebbe pertanto un significato morale al quadrato magico secondo cui: "L'uomo decide le sue azioni quotidiane, ma soltanto Dio decide il suo destino"[10].

Da notare come, sempre utilizzando una lettura bustrofedica, arepo è la costellazione del Grande Carro, la falce degli dei (harpé), simbolo del loro potere universale e quindi metafora di Dio[11].

Lettura anfibologa[modifica | modifica wikitesto]

Data la molteplicità dei possibili significati, il quadrato di Sator si potrebbe intendere come un anagramma anfibologo, contenente volutamente più chiavi di lettura che si rivelavano differentemente a seconda del livello di conoscenza e profondità del lettore.

Il lettore meno colto si sarebbe fermato alla lettura letterale e forse avrebbe afferrato i significati simbolici abbastanza comuni nel mondo antico, come i quattro elementi pitagorici, traendo la lettura, riga per riga: "Il seminatore, tiene, la falce, le opere agricole, le ruote". Una persona più acuta avrebbe compreso l'anfibologia e le avrebbe trasferite dalla sfera terrestre a quella celeste, cogliendo il legame tra seminatore agricolo e Seminatore celeste, scorgendo la lettura, riga per riga,: "Il Creatore, tiene, il Grande Carro, le costellazioni, le stelle". Chi fosse dotato poi di cultura, sia letteraria che filosofica, avrebbe intuito la chiave di interpretazione bustrofedica ricca di metafore, traendo lettura, riga per riga: "Dio, si prende cura, del Creato, come l'uomo si prende cura, dei suoi campi"[11], nonché ulteriori significati numerologici, cabalistici, filosofici e teologici.

Altre letture[modifica | modifica wikitesto]

«Anche nella cornice scientifica ristretta [il quadrato] ha impegnato una serie di discipline che per una sola persona sono difficilmente dominabili.»

(Pauly-Wissowa, Enciclopedia reale dell'antichità classica, S.V. Satorquadrat, Suppl. XV, 1978, IIA, 479[12])

Tra le letture che partono da considerazioni numerologiche, l'Enciclopedia Britannica sostiene che altro non si tratti che l'equivalente in lettere di un Quadrato di Marte (Quadrato numerico ove la somma dei numeri in riga, in colonna e in diagonale è sempre la stessa); suffraga questa ipotesi anche con il fatto che in alcuni casi il quadrato è rappresentato con riga e colonna centrali in rosso, il colore di Marte (equivalente, nella mitologia romana, al greco Ares) e ipotizza che la lettura debba essere di tipo bustrofedico: "Il seminatore dell'Aeropago detiene le ruote dell'Opera".[13] Questa interpretazione però presta il fianco a critiche difficilmente superabili: (1) i quadrati di Marte si "leggono" non solo in orizzontale e in verticale ma anche in diagonale, mentre qui la lettura diagonale non dice nulla; (2) il testo è in lingua latina e questo rende poco accettabile l'interpretazione di quell'"AREPO" come "aeropago"; (3) è difficile poi accettare quell'"OPERA" come un genitivo, quando la grafia indica un probabile accusativo.[13]

Acrostici e acronimi[modifica | modifica wikitesto]

Il termine Arepo potrebbe essere l'acrostico di Aeternus Rex Excelsus Pater Omnipotens (Eterno re eccelso, Padre Onnipotente), per cui l'interpretazione sarebbe quella di un simbolo cristiano.[14]

Alcuni degli acrostici che si possono trarre solo dal termine TENET sono: Tota Essentia Numero Est Tracta ("L'intera Essenza è ottenuta con il Numero"), Tecta Erat Nocte Exordio Terra ("In principio la Terra era ricoperta dalle tenebre"), Tellurem Effecit Numen Elementorum Temperatione ("La Volontà Divina creò la Terra con un'equilibrata combinazione degli elementi"), Terra Effigiem Naturae Essentialis Tenet ("La Terra conserva l'immagine della Natura Essenziale").[15].

Tra i tanti esempi di anagrammi possibili, sempre in campo religioso, si può trarre: O PATER, ORES PRO AETATE NOSTRA ("O Padre, prega per la nostra età"); ORA, OPERARE, OSTENTA TE, PASTOR ("Prega, opera e mostrati, o Pastore"); RETRO SATANA, TOTO OPERE ASPER ("Arretra, Satana, crudele in tutte le tue opere"). Non mancano neppure invocazioni diaboliche: SATAN, TER ORO TE, REPARATO OPES! ("Satana, ti prego per tre volte, restituiscimi le mie fortune")[16].

Simbologia cristiana[modifica | modifica wikitesto]

Anagramma SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS

La lettura all'interno del palindromo della parola "PATERNOSTER" come crux dissimulata avviene per via di anagramma.

La presenza del palindromo in molte chiese medievali induce a considerarlo - per quanto esso possa aver avuto un'origine più antica - un simbolo che si inserisce nella cultura cristiana di quel periodo. Partendo dalla identificazione del Sator, il seminatore, con il Creatore (vedi la Parabola del seminatore e la Parabola del granello di senape), qualche studioso ha proposto la seguente interpretazione: «Il Creatore, l'autore di tutte le cose, mantiene con cura le proprie opere»[17]. Un'altra sostiene che, coerentemente con abitudini diffuse nel Medioevo, l'impiego in ambiente cristiano del quadrato del Sator doveva corrispondere a finalità apotropaiche, come avvenne per molte altre iscrizioni suggestive, del tipo «Abracadabra» o «Abraxas».[18].

Se la grande quantità di presenze e ritrovamenti in luoghi di culto medievali dimostra che il palindromo avesse un significato religioso in epoca medioevale, più controverso è il contesto del suo uso in epoche antecedenti. Il ritrovamento del «latercolo pompeiano», risalente a data anteriore all'eruzione del Vesuvio nel 79, ha sollevato numerose controversie sull'origine cristiana del quadrato in quanto, pur essendo un fatto documentato la presenza di comunità cristiane a Pompei ed Ercolano e in Campania, la A e la O poste ai lati della croce sono un riferimento alla simbologia dell'Alfa e l'Omega la cui prima comparsa in ambito cristiano è attestata nell'Apocalisse di Giovanni, redatta in data più tarda (anche se in ambito ebraico tale simbologia è presente anche nell'Antico Testamento).

Il primo a ipotizzare la tesi dell'Apocalisse fu Grosser, che osservando con spirito enigmistico l'insieme delle lettere che lo compongono[19] rilevò come esse possono servire a comporre una croce, nella quale la parola paternoster si incrocia sulla lettera N: avanzano due A e due O, che possono porsi ai quattro estremi della croce, come fossero l'alfa e l'omega, il principio e la fine, all'interno di quattro quadranti divisi dagli assi orizzontale e verticale formanti la croce. Il quadrato sarebbe dunque una crux dissimulata, un sigillo nascosto in uso tra i primi cristiani ai tempi delle persecuzioni. Questa interpretazione è rafforzata dal fatto che il quadrato magico stesso contiene al suo interno una croce greca dissimulata, costituita dall'incrocio, al centro del quadrato, delle due ricorrenze di tenet, l'unica parola della struttura che è palindroma di sé stessa. Questa interpretazione, per quanto plausibile, non è accettata da tutti gli studiosi, specie da quanti rifiutano l'origine cristiana del palindromo.

Uso apotropaico[modifica | modifica wikitesto]

Nel medioevo vi fu un proliferare di rappresentazioni di questo quadrato anche su pergamena. Gli venne attribuito un effetto apotropaico. Su un manoscritto del XII secolo dell'Abbazia di Prüll è esposto come simbolo della croce di Cristo con l'invito a far rientrare un fuggitivo; come augurio per la buona riuscita di un parto lo si trova sulla Pergamena di Aurillac, con l'invito a mostrarlo a una partoriente, e lo stesso uso è illustrato da un documento del 1259 conservato nell'Archivio di Stato di Genova. Il Quadrato venne utilizzato come protettore dai fulmini, dagli incendi, da malattie varie quali l'idrofobia, il mal di denti, il morso dei cani, ecc.[20]

Il quadrato nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

Il Quadrato del Sator nella chiesa di San Potito Martire ad Ascoli Satriano
  • Osman Lins, Avalovara, 1973, romanzo in portoghese incentrato sul quadrato;
  • Anton Webern, II Cantata, op. 31 (1941-43);[21]
  • Martin Gümbel (1923 - 1986)
    • Sator Arepo I, Variationen über ein Magisches Quadrat (Variazioni su un quadrato magico), per flauto e soprano (1967, c.a. 8 min.);
    • Sator Arepo II, Magisches Quadrat (Quadrato magico), per flauto, soprano e batteria (1968, ca. 12 Min.).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si tratta di una chiesa il cui altare cristiano fu edificato su una ara pagana, pare dedicata a Venere; secondo alcuni studiosi a San Pietro ad Oratorium transitarono cavalieri templari di ritorno dalla Terrasanta.
  2. ^ a b Rino Cammilleri, Il quadrato magico, p. 21
  3. ^ Rino Cammilleri, Il quadrato magico, p. 11
  4. ^ F. P. Maulucci Vivolo, op. cit.
  5. ^ A. Socci, La guerra contro Gesù, op. cit.
  6. ^ Matteo Della Corte Rend. Acc. Pont: 1936,397 ff.(mit Abb.)
  7. ^ Osvaldo Rea, Nautilus, l'enigma dell'impero, ISBN 88-901473-9-3
  8. ^ L'ipotesi è stata avanzata da Jérôme Carcopino, cfr. F. P. Maulucci Vivolo, op. cit.
  9. ^ Andrea Brugnoli e Francesco Cortellazzo, L’epigrafe del Sator a San Michele di Arcé. URL consultato il 23 maggio 2017.
  10. ^ Perché Sator, su satorgroup.it. URL consultato il 23 maggio 2017.
  11. ^ a b QUADRATO SATOR ROTAS, su enigma-sator-rotas.it. URL consultato il 23 maggio 2017.
  12. ^ Citato in Rino Cammilleri, Il quadrato magico, p. 21
  13. ^ a b Rino Cammilleri, Il Quadrato magico, pp. 16-17
  14. ^ Rono Cammilleri, Il quadrato magico, p. 18
  15. ^ Mykael G, Sul quadrato magico del "Sator", su ilmessaggioritrovato.it. URL consultato il 23 maggio 2017.
  16. ^ L'enigmista italiano Stefano Bartezzaghi, nella rubrica Lessico e Nuvole per il quotidiano "La Repubblica", ha proposto i seguenti divertenti anagrammi: SOTTRAR ORO A PAPERONE: SAETTE / PORNOSTAR: PARTE OSEE A TEATRO / O PORTA ESTERA O PORTA ESTERNA / ATTOR ARRESO TENET SOAP OPERA
  17. ^ L'interpretazione s'incentra sulla frase Sator opera tenet, intendendo il resto come sua ripetizione letta al contrario; cfr. G. Gagov, op. cit.
  18. ^ Sull'utilizzo dei filatteri con finalità apotropaiche in epoca medievale, vedasi la voce "Filatteri", in Enciclopedia d'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Milano, vol. VI, pp. 195-198. La tesi sul significato apotropaico del palindromo è sostenuta nel testo di Giovanna Bianchi sulla Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, rinvenibile al sito http://www.bibar.unisi.it/testi/TESTIBDS/BDA08campiglia/II-24.pdf[collegamento interrotto]
  19. ^ F. Grosser, Ein neuer Vorschlag zur Deutung der Sator-Formel, Archiv für Religionwissenschaft, XXIV 1926, pp. 165-169.
  20. ^ Rino Cammilleri, Il quadrato magico, pp. 25-26
  21. ^ Tentativo di ricostruire musicalmente il quadrato Sator - cfr. Rino Cammilleri, Il quadrato magico, p. 27

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Gagov, "La soluzione di un antico crittogramma", Miscellanea francescana, 1961, 61, pp. 276–82.
  • S. Zanella, ENIGMA – La preghiera al Padre tra retorica e cosmologia, Excelsior Edizioni, 2010
  • M. Guarducci, "Il misterioso “Quadrato Magico”, l'interpretazione di Jérome Carcopino e documenti nuovi", Rivista di archeologia classica, XVII, pp. 219–270, 1965.
  • J. Gwyn Griffiths "'Arepo' in the Magic 'Sator' Square'", The Classical Review, New Ser., Vol. 21, No. 1., March 1971.
  • F. P. Maulucci Vivolo, E l'acqua zampillerà dal deserto. Testimonianze giudaiche e cristiane a Pompei prima del 79, Carcavallo, Napoli 1990.
  • B. Capone, L. Imperio, E. Valentini, Guida all'Italia dei templari. Gli insediamenti templari in Italia, Edizioni Mediterranee, 1997, ISBN 88-2721-201-9.
  • Rino Cammilleri, Il quadrato magico, Milano, Rizzoli, 1999, ISBN 88-17-86066-2.
  • T. Brescia, I misteri del cristianesimo, MIR, Firenze 2006.
  • T. Brescia, "Il vero significato dell'Arepo Sator, il quadrato magico", Mystero, anno V n. 60, Roma – maggio 2005, pp. 42–46.
  • Valerio Evangelisti, Cherudek, Mondadori, 1997.
  • N. Iannelli, Sator – Epigrafe del culto delle sacre origini di Roma - la genesi e il significato del quadrato magico svelati nella teoria della correlazione astronomica, Bastogi, Foggia, 2009, ISBN 978-88-6273-185-0.
  • A. Socci, La guerra contro Gesù, Rizzoli, Milano 2011, pp. 193–216.
  • R. Giordano, L'enigma Perfetto. I luoghi del Sator in Italia, Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2013. ISBN 9788860222107

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]