Apoftegmi spartani

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Apoftegmi spartani
Titolo originaleἈποφθέγματα Λακωνικά
Altri titoliLe virtù di Sparta
Plutarch of Chaeronea-03.jpg
Busto moderno di Plutarco nella sua Cheronea.
AutorePlutarco
PeriodoI-II secolo
Generesaggio
Sottogeneremassime
Lingua originale greco antico
SerieMoralia

Gli Apoftegmi spartani (in greco antico: Ἀποφθέγματα Λακωνικά, Apophthégmata Lakoniká) sono un'opera letteraria di Plutarco, catalogata all'interno dei Moralia, strutturata come una silloge di citazione di spartani[1].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Gli Apophthegmata Laconica[2] si presentano come una raccolta di apoftegmi riconducibili a personaggi provenienti da Sparta: re, condottieri, rispettive madri e mogli, ma anche comuni e anonimi cittadini e cittadine.

L'opera non era, comunque, intesa per la pubblicazione, ma doveva servire al suo autore come uno strumento di lavoroː l'idea attuale è che nel corso di parecchi anni Plutarco si sia appuntato parecchio materiale relativo a Sparta nella forma di brevi detti, senza preoccuparsi dunque dell'aspetto stilistico o della coerenza complessiva della raccolta, il che spiegherebbe, all'interno dell'opera, la presenza di ripetizioni e talora di contraddizioni (ad esempio apoftegmi simili sono attribuiti, con variazioni minime o talora nulle, a differenti protagonisti).

Analisi critica[modifica | modifica wikitesto]

Plutarco era un ammiratore delle antiche virtù spartane e sembra del tutto probabile che la raccolta di detti di Spartani sia stata da lui stesso compilata come serbatoio di materiale letterario per i suoi scritti, come egli ci dice che di solito faceva[3]ː molti degli apoftegmi, in effetti, sono effettivamente reperibili in altre sue opere.

Negli Apoftegmi spartani Plutarco, tebano di nascita e ateniese adottivo per formazione culturale, rivela la sua dimensione laconizzanteː di Sparta, infatti, sono esaltati il rigore morale, la sobrietà, l'immediatezza, l'incorruttibilità, cui Plutarco sembra guardare in modo nostalgico.

Ancora, degli Spartani sono messi in risalto coerenza, amore per la libertà (che in Sparta è indistinguibile dall'amor patrio), essenzialità (che si lega a una marcata repulsione per il fronzolo, l'ornamento), coraggio (specie in ambito marziale), ma anche valori puramente logici o intellettuali, come la compiaciuta allusività, lo stile criptico ma asciutto, al contempo oracolare e apodittico, cui non a caso si usa riferirsi con l'aggettivo "laconico".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'opera è tradotta in italiano anche col titolo Le virtù di Sparta, Adelphi, 1996
  2. ^ N. 169 nel Catalogo di Lampria.
  3. ^ Moralia, 457C, 464 F.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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