De libidine et aegritudine

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De libidine et aegritudine
Titolo originaleπότερον ψυχῆς η σώματος ἐπιθυμία καὶ λύπη
Plutarch of Chaeronea-03.jpg
Busto moderno di Plutarco nella sua Cheronea.
AutorePseudo-Plutarco
PeriodoI-II secolo d.C.
Generesaggio
Sottogenerefilosofia
Lingua originalegreco antico
SerieMoralia

De libidine et aegritudine è un opuscolo attribuito a Plutarco, ma sicuramente spurio.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Questo opuscolo, incompleto, fu pubblicato nel 1773 da Thomas Tyrwhitt, che lo aveva scoperto in un manoscritto nella British Library[1]; oggi si ritiene unanimemente spurio, soprattutto a causa della mancanza di clausole metriche tipica dei Moralia sicuramente plutarchei[2].

L'operetta si chiede se desiderio e rimorso (questa la migliore traduzione dei termini) siano causate dall'anima o dal corpo, una questione importante fin dagli albori della filosofia[3]ː vengono, a tal proposito, citate le opinioni di Stratone di Lampsaco, un non specificato Eraclide, Posidonio, Diodoto[4], mentre l'autore argomenta per un'origine corporale[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oggi Ms. Harleianus 5612.
  2. ^ Cfr. D. A. Russell, Plutarch, London, UP, 1973, p. 172.
  3. ^ Capp. 1-3.
  4. ^ Capp. 5-6.
  5. ^ Capp. 7-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Plutarco, Il desiderio e l'afflizione sono affezioni del corpo o dell'anima? (De libidine et aegritudine), Introduzione, traduzione e note di E. Pettine, Salerno, s.e., 1991.
  • Plutarco, Frammenti, a cura di P. Volpe Cacciatore, Napoli, D'Auria, 2007, pp. 17-29 (testo greco e traduzione).
  • J. N. O'Sullivan, On 'Plutarch', De Libidine et Aegritudine, in "Classical Quarterly", n. 26 (1976).
  • F. Becchi, A proposito del "De libidine et aegritudine" di Plutarco, in "Atene e Roma", XXXVI (1991), fasc. 4, pp. 204-211.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]