An vitiositas ad infelicitatem sufficiat

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An vitiositas ad infelicitatem sufficiat
Titolo originaleΕἰ αὐτάρκης ἡ κακία πρὸς κακοδαιμονίαν
Altri titoliIl vizio è causa di miseria?
Plutarch of Chaeronea-03.jpg
Busto moderno di Plutarco nella sua Cheronea.
AutorePlutarco
PeriodoI-II secolo
Generesaggio
Sottogeneremorale
Lingua originalegreco antico
SerieMoralia

An vitiositas ad infelicitatem sufficiat (Εἰ αὐτάρκης ἡ κακία πρὸς κακοδαιμονίαν) è un breve scritto morale di Plutarco, compreso nei suoi Moralia[1].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La domanda che Plutarco si pone è "Il vizio è causa di miseria?": secondo lui, i rovesci della sorte precipitano l’uomo nell'infelicità solo se il vizio le ha spianato la strada[2]. D'altra parte, il vizio turba la vita anche di chi non ha problemi apparenti, tanto è vero che se si procedesse a una sfida tra la Fortuna e il Vizio per stabilire a chi spetti la supremazia nel causare l’infelicità, il Vizio ne uscirebbe facile vincitore.

Una certa enfasi retorica lascia supporre che possa trattarsi di uno scritto giovanile. Comunque l’opuscolo, che il Catalogo di Lampria non registra, è poco più di un frammento, poiché mutilo nella parte iniziale e finale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 498A-500A.
  2. ^ Si tratta del tema, non richiamato esplicitamente, ma sottinteso, della valutazione degli eventi, come in De tranquillitate animi, 467A-B.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]