De curiositate

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
De curiositate
Titolo originaleΠερὶ πολυπραγμοσύνης
Altri titoliSulla curiosità
Plutarch of Chaeronea-03.jpg
Busto moderno di Plutarco nella sua Cheronea.
AutorePlutarco
PeriodoI-II secolo
Generesaggio
Sottogeneremorale
Lingua originalegreco antico
SerieMoralia

Sulla curiosità (De curiositate - in grecoː Περὶ πολυπραγμοσύνης) è un saggio di Plutarco, incluso nei suoi Moralia[1].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, che si trova nel catalogo di Lampria al numero 97, afferma che la tendenza a conoscere insita nella polypragmosýne, una volta constatata la sua inutilità e nocività, non va cancellata, ma, una volta dominata, va orientata e guidata verso campi positivi, quali lo studio disinteressato dei fenomeni, grandi o piccoli, della natura o degli eventi della storia.

Il saggio rimanda a moduli espressivi della diatriba e viene citato da Aulo Gellio[2], che parla della difficoltà di tradurre πολυπραγμοσύνη in latino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 515A-523B.
  2. ^ XI, 16.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Plutarco, La curiosità, a cura di Lionello Inglese, Napoli, D'Auria, 1996, ISBN 88-7092-126-3.
  • Tutti i Moralia. Prima traduzione italiana completa. Testo greco a fronte, Coordinamento di Emanuele Lelli e Giuliano Pisani, Collana Il pensiero occidentale, Milano, Bompiani, 2017, pp. 3264, ISBN 978-88-452-9281-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]