Sulla E a Delfi

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Sulla E a Delfi
Titolo originaleΠερὶ τοῦ εἶ τοῦ έν Δελφοῖς
Altro titoloDe E apud Delphos
Plutarch of Chaeronea-03.jpg
Busto moderno di Plutarco nella sua Cheronea.
AutorePlutarco
PeriodoII secolo
1ª ed. italiana1841
GenereSaggio
Sottogenerereligione
Lingua originalegreco antico
SerieMoralia

Il dialogo Sulla E a Delfi (Περὶ τοῦ εἶ τοῦ έν Δελφοῖς - De E apud Delphos) è un'opera religiosa di Plutarco, inserita nei suoi Moralia.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'opera[1] tratta del fatto che nel pronao del tempio di Apollo, a Delfi, era incisa, accanto ad alcune fra le più famose massime dei sapienti antichi, una E. Plutarco ricorda una discussione avvenuta, molti anni prima, fra lui, altri amici e il maestro Ammonio, che conciliava spiritualità delfica e platonismo. Dunque Plutarco, parlando in prima persona, racconta a Sarapione – amico ora a Roma – quel dialogo, passando in rassegna tutte le esegesi che di quella misteriosa E incisa nel tempio gli antichi avevano fino ad allora fornito. Si alternano dunque spiegazioni linguistiche e matematiche, storiche e simboliche: ma Plutarco non sembra scartarne.

L'opera[2] mette in scena personaggi che trattano il problema sotto la guida di Ammonio – e, intanto, o camminano lungo la Via Sacra del santuario di Apollo, oppure si fermano sui sedili che corrono lungo i muri del tempio –: Lampria, Nicandro sacerdote, Teone, Eustrofo, Plutarco stesso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 384C-394C.
  2. ^ N. 117 nel Catalogo di Lampria.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Plutarco, Diatriba isiaca e dialoghi delfici, a cura di Vincenzo Cilento e Paola Volpe Cacciatore, Napoli, D'Auria, 2005, ISBN 88-7092-254-5.
  • Plutarco, L'E di Delfi, a cura di Claudio Moreschini, Napoli, D'Auria, 1998, ISBN 88-7092-136-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]