Shahrisabz

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Shahrisabz
città
Localizzazione
Stato Uzbekistan Uzbekistan
Regione Kashkadarya
Distretto Shahrisabz
Territorio
Coordinate 39°03′N 66°50′E / 39.05°N 66.833333°E39.05; 66.833333 (Shahrisabz)Coordinate: 39°03′N 66°50′E / 39.05°N 66.833333°E39.05; 66.833333 (Shahrisabz)
Altitudine 622 m s.l.m.
Abitanti 93 150 (2010 World Gazetteer calcolati)
Altre informazioni
Prefisso (+998) 7552
Fuso orario UTC+5
Cartografia
Mappa di localizzazione: Uzbekistan
Shahrisabz
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Centro storico di Shakhrisabz
(EN) Historic Centre of Shakhrisabz
Aq-Saray Shahrisabz 2.JPG
Tipo Culturali
Criterio (iii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2000
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Shahrisabz o Shahr-e Sabz (in russo: Шахрисабз?), è una città dell'Uzbekistan della regione di Kashkadarya e capoluogo del distretto di Shahrisabz. Si trova a circa 80 km a sud di Samarcanda, a 622 m s.l.m. e ha una popolazione calcolata di 93.150 persone (dato per il 2010).

Fu una delle principali città dell'Asia centrale, ed è conosciuta ai giorni nostri per essere stata anche la città natale di Tamerlano, quattordicesimo conquistatore mongolo. Il suo nome (شهر سبز/Šahr-e Sabz) significa "città verde" in lingua persiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuta all'inizio come Kesh (ovvero, "piacere per il cuore"), e dopo aver avuto per breve tempo il nome di Nautaca, Shahrisabz dovrebbe essere considerata tra le più antiche città dell'Asia centrale. Tolomeo I, generale di Alessandro Magno, catturò il satrapo di Bactria nonché pretendente al trono dell'Impero Persiano, Besso, presso Nautaca ponendo fine all'Impero Achemenide. Alessandro Magno scelse di passarvi l'inverno e qui incontrò la moglie Rossane nel 328-327 a.C.

Shahrisabz fu il luogo di nascita di Tamerlano, il 9 aprile 1336, fondatore della dinastia timuride. Timur considera Shahrisabz sua "città natale" e la scelse come luogo di sepoltura. Durante il periodo timuride il centro delle attività venne spostato a Samarcanda.

L'emiro di Bukhara, Abdullah Khan II, distrusse gran parte della città nel sedicesimo secolo nel tentativo di conquistare il trono di Shahrisabz. Secondo la leggenda, rase al suolo la città in un impeto di rabbia dovuto alla morte del proprio cavallo preferito durante la ripida scalata alla città, salvo poi provare rimorso per le distruzioni apportate.

La città tentò di conquistarsi una propria autonomia sotto il governo dell'Emirato di Bukhara. I Russi conquistarono la città nel 1870, fu detto per vendetta seguita all'assassinio di un esattore delle tasse dello zar.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Molti monumenti risalenti alla dinastia timuride hanno permesso alla parte antica della città di essere inserita dall'UNESCO tra i Patrimoni dell'umanità.

Palazzo detto Aq Saray[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo estivo di Tamerlano, il "Palazzo Bianco" venne progettato per essere la più grandiosa tra tutte le costruzioni di Timur. I lavori vennero iniziati nel 1380 da artigiani deportati dalla neo-conquistata Corasmia. Sfortunatamente sono sopravvissute solo tracce delle sue due torri, alte 65 metri e composte di mosaici in ceramica, blu, bianchi e oro. Sopra l'entrata dell'Aq Saray (Palazzo Bianco) si trova una scritta a caratteri cubitali che recita:

« Se metti in dubbio la nostra potenza, guarda i nostri edifici »

Complesso Moschea Kok Gumbaz / Dorut Tilyovat[modifica | modifica wikitesto]

Moschea costruita nel 1437 da Ulugh Beg, nipote di Tamerlano, in onore del padre Shah Rukh. Il suo nome significa "Cupola Blu". Subito alle spalle della Moschea Kok Gumbaz si trova la cosiddetta "Sede della Lettura" (arabo Dār al-tilāwa), un mausoleo costruito da Ulugh Beg nel 1438 ma apparentemente mai usato come sepolcro.

Moschea Kok-Gumbaz

Complesso di Hazrati Imam[modifica | modifica wikitesto]

Ad est del Kok Gumbaz si trova un altro mausoleo, chiamato Dorussiadat (dall'arabo Dār al-siyāda, "Sede della sovranità"), che contiene la tomba di Jahangir, primogenito e figlio prediletto di Tamerlano. Si dice che l'adiacente moschea ospiti la tomba detta del Hazrati Imam (lett. "Eminenza Imam"), venerato imam iracheno dell'ottavo secolo. Si discute se si tratti di Hazrati Imam Baghdadi (morto nell'VIII secolo) la cui tomba è in realtà a Rayy, in Iran, oppure di Abū Muḥammad ʿAbd al-Kashī (il cui nome compare sulla dorata porta scolpita del mausoleo, accompagnato dalla data 1868-69)[1].

Mausoleo della Dorussiadat

Tomba di Timur[modifica | modifica wikitesto]

Dietro il Hazrati Imam si trova un bunker con una porta che conduce a una camera sotterranea, scoperta dagli archeologi nel 1943. La stanza è riempita quasi completamente di bare ricavate da monolitici blocchi di pietra, sui quali le iscrizioni rivelano la destinazione d'uso di sarcofagi per Tamerlano. In realtà l'Emiro fu sepolto a Samarcanda, nella Gur-e Mir, e non nella natale Shahrisabz. Misteriosamente, la sua tomba a Shahrisabz conteneva due corpi che non sono però stati identificati.

Sono stati degni di interesse anche i bagni ed un bazar del XVIII secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lisa Golombek and Donald Wilber, The Timurid Architecture of Iran and Turan, Princeton, NJ, Princeton University Press, 1988, vol. I, Texts, p. 275b, n. 40.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lisa Golombek and Donald Wilber, The Timurid Architecture of Iran and Turan, Princeton, NJ, Princeton University Press, 1988, 2 voll.
  • V. A. Bulatova, "Medrese Ulughbeka v Samarkande. Stratigrafija kulturnykh nasloenji u iuzhnogo fasada" (Stratigrafia della facciata sud della madrasa di Ulug Beg, Samarcanda), Obshchestvennye Nauki v Uzbekistane (Tashkent), 3, 1969, pp. 46–48.

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