Mashhad

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Mashhad
città
مشهد
Mashhad – Veduta
Localizzazione
Stato Iran Iran
Regione Razavi Khorasan
Provincia Mashhad
Circoscrizione Centrale
Territorio
Coordinate 36°18′N 59°36′E / 36.3°N 59.6°E36.3; 59.6 (Mashhad)Coordinate: 36°18′N 59°36′E / 36.3°N 59.6°E36.3; 59.6 (Mashhad)
Altitudine 985 m s.l.m.
Abitanti 2 410 800[1] (2006)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3:30
Cartografia
Mappa di localizzazione: Iran
Mashhad
Sito istituzionale

Il nome completo della città di Mashhad, capitale del Razavi Khorasan iraniano e capoluogo dell'omonima provincia, è in realtà Mashhad ʿAlī, "Il santuario di ʿAlī", poiché la parola persiana mashhad (ﻣﺸﻬﺪ) significa "luogo di sepoltura di uno shahīd", "santuario". Ciò è dovuto al fatto che in essa è ospitato il venerato luogo di sepoltura dell'ottavo Imām dello Sciismo duodecimano, ʿAlī al-Riḍā (che in persiano diventa Reżā).

Oggi Mashhad - dotatasi col tempo di una cinta muraria - è il capoluogo della provincia del Razavi Khorasan e conta circa 2.500.000 abitanti.

La città sorge a 25 chilometri circa dal più antico e noto centro urbano di Ṭūs, patria di numerosi illustri personaggi della storia islamica.

L'anziano Imām ʿAlī al-Riḍā b. Mūsā al-Kāẓim viaggiava al seguito del suo consuocero, il califfo abbaside al-Maʾmūn (che l'aveva designato suo successore), quando improvvisamente decedette nell'818 per cause che ai più apparvero naturali e a qualche sciita sembrarono per contro maliziosamente indotte dal califfo stesso, forse pentitosi della sua generosa designazione[2]. Il califfo lo fece allora seppellire sul posto che, per pura coincidenza, non era distante dal luogo in cui era già morto nell'809 suo padre, il grande califfo Hārūn al-Rashīd, mentre viaggiava assieme al figlio per contrastare in armi e ridurre all'obbedienza un suo suddito ribelle.

Particolarità del santuario è di ospitare quindi i due personaggi ed è frequente che il pio visitatore lanci maledizioni al califfo abbaside prima di recarsi a venerare il sacello dell'Imam.

Il luogo si chiamava allora Sanābādh, ma anche Nūqān (nome sopravvissuto fin quando nel X secolo non s'affermò l'uso di indicare il sito col toponimo attuale di Mashhad ʿAlī, per il quale si usava dire anche Mashhad al-Riḍā o, in persiano, Mashhad-i Riḍā o Mashhad-i Muqaddas (Il Sacro Santuario), come pure Mashhad-i Ṭūs.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DEENESFR) Stefan Helders, World Gazetteer: Mashhad - profile of geographical entity including name variants. [collegamento interrotto]
  2. ^ Il califfo aveva designato il consuocero (il cui figlio aveva sposato una figlia di al-Maʾmūn) nell'illuminato intento di riunificare le due grandi componenti islamiche del sunnismo (da tempo ormai abbracciato dagli Abbasidi) e dello Sciismo duodecimano. Se anche a questo ipotizzato riconfluire in un medesima struttura di governo (argomento principale del dissenso Sunna-Shīʿa) mancava la componente sciita ismailita, il piano era indubbiamente ambizioso e probabilmente foriero di sviluppi di grandissima portata per l'Islam.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vladimir Minorski, Ḥudūd al-ʿālam, Londra, 1937.
  • J. Bassett, Persia, the Land of the Imams, Londra, 1887.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]