Skopas
Skopas, italianizzato Scopas (in greco: Σκόπας; Paros, 420 a.C. – 340 a.C.), è stato uno scultore e architetto greco antico. Nato in un'isola dell'arcipelago delle Cicladi, è tra i grandi maestri della scultura greca e di quella occidentale in generale.
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[modifica] Lo stile
Skopas fu molto attivo nel periodo dal 395 a.C. al 350 a.C. e operò quasi esclusivamente in Grecia. Le sue opere risentono molto, nella costruzione delle composizioni, dello stile di Fidia anche se appaiono più rigorose nella forma, nella quale si nota anche un richiamo a Policleto.
Differentemente da Fidia, però, la scultura di Scopas manca della naturalezza interpretativa dell'identità umana ma vi è in compenso una particolare dolenza, una tragicità, un pathos del vivere la condizione umana con tutta la sua drammaticità del dolore e della sofferenza.
Mentre in Fidia tutto è costruito con una propria e precisa architettura spaziale, che non lascia mai vuoti, Scopas combatte con lo spazio, lo contrasta, lo vince, se ne impossessa con la forza addomesticandolo e plasmandolo al proprio genio artistico.
Un esempio che esemplifica questa particolare interpretazione è visibile nella Menade danzante (baccante), dove tutto è movimento, proiezione, dinamicità, ricerca dell'infinito: in sostanza, un vero e proprio salto nel futuro.
Anche in opere meno rivoluzionarie, come la statua di Pothos, dove il movimento è meno accentuato, sono i giochi di luce, i chiaroscuri, che danno vita a una senzazione di movimento statico, una continua ricerca dell'andare oltre.
Un'altra caratteristica di Skopas era quella di non rifinire mai le proprie opere. Le sue sculture, pervenute a oggi solo con copie romane dell'epoca imperiale, non erano mai completamente sgrezzate, mantenendo sempre forti contrasti di luce e di ombre. Si potrebbe quasi dire fossero le antesignane dei Prigioni michelangioleschi dove la vita, l'anima delle opere, vive già all'interno del blocco di marmo; anche se appena sbozzata, la figura, il personaggio, la vitalità dell'opera esce fuori lo stesso in tutta la sua energia, la sua vitalità.
[modifica] Scultore dell'animo umano
Skopas è stato sicuramente il primo scultore dell'animo umano, quasi uno scultore-psicologo, un artista in grado di rubare i sentimenti, le angosce, le espressioni dei suoi soggetti per poterli infondere nel marmo. Non si accontentava di rappresentare l'esteriorità del soggetto ma voleva a tutti i costi entrare nelle pieghe dell'anima e scoprirne tutti i segreti reconditi: il dolore, la tristezza, la delusione, le pene, le angosce.
L'esempio della Menade è qualcosa di illuminante e di tragico al tempo stesso; l’espressività del volto della donna, il suo movimento, la drammaticità dei suoi tratti, è contagiosa e sconvolgente e commovente al tempo stesso.
Un'altra opera che è particolarmente significativa dello stile e dell'interpretazione emotiva della scultura di Scopas, è la testa di Eracle che un tempo faceva parte del frontone ovest del Tempio di Atena Alea a Tegea.
Anche in questo caso si può notare la mancanza di rifinitura dell'opera anche se in essa però vive nuovamente in maniera intensa il riflesso del sentimento, l'anima, il pathos. I tratti somatici sono leggermente deformati, ma con una grande carica espressiva, nella postura della bocca semiaperta: quasi un grido sommesso, con i segni delle rughe che inarcano la fronte, gli occhi e lo sguardo, quasi implorante, come in attesa, rivolto verso il cielo, la profondità dello sguardo accentuata ancor più dalle orbite incavate che contrastano con la sporgenza eccessiva delle sopracciglia.
Con l'arte di skopas la scultura greca si arricchisce di una nuova tensione espressiva a tratti drammatica. Nativo dell'isola di paros nell'arcipelago delle cicladi, mostra un carattere ionico nella accentuazione dei sentimenti mediante soluzioni dinamiche. Nelle sue figure gli occhi si aprono come a contemplare qualcosa di ineffabile, mentre il busto si inarca con movimenti esibiti ed improvvisi (vedi la Menade danzante 335-330 a.C.).
[modifica] Le opere
Opere di Scopas sono esposte nei seguenti musei:
- British Museum di Londra ( bassorilievo )
- Museo nazionale di Atene
- Menade Danzante
[modifica] Bibliografia
- Andreas Linfert: Von Polyklet zu Lysipp. Polyklets Schule und ihr Verhältnis zu Skopas v. Paros. Diss. Freiburg i. B. 1965.
- Andrew F. Stewart: Skopas of Paros. Noyes Pr., Park Ridge, N.Y. 1977. ISBN 0-8155-5051-0
- Andrew Stewart: Skopas in Malibu. The head of Achilles from Tegea and other sculpures by Skopas in the J. Paul Getty Museum J. Paul Getty Museum, Malibu, Calif. 1982. ISBN 0-89236-036-4
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