Pitagora di Reggio
Pythagoras, (greco: Πυθαγόρας), meglio noto come Pitagora reggino o Pitagora di Reggio (Samo (Grecia), fine del VI secolo a.C. – metà del V secolo a.C.), è stato uno scultore greco antico.
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[modifica] Biografia e opere
Nel 496 a.C., al tempo del tiranno reggino Anaxilas, si trasferì, con altri abitanti esuli di Samo, a Rhegion (l'attuale Reggio Calabria), fiorente città della Magna Grecia; qui fu discepolo del grande maestro Clearco di Reggio. Secondo le testimonianze degli antichi, il giovane Pitagora superò non soltanto il suo maestro, ma anche tutti gli scultori vissuti prima di lui, tanto da essere annoverato tra i cinque più celebri statuari greci vissuti dopo Fidia. In un passo, infatti, Plinio il Vecchio racconta che Pitagora di Reggio sorpassò Fidia, Policleto e Mirone, considerati i massimi scultori dell’arte classica; in particolare, riferendosi all’arte di Mirone, Plinio afferma:
| « lo superò Pitagora di Reggio in Italia col Pancratiaste dedicato a Delfi [...]. Fece anche Astilo che si vede a Olimpia [...]; a Siracusa fece poi uno Zoppo[1] tale che anche a chi lo guarda sembra di sentire il dolore della sua piaga [...]; Pitagora fu il primo a riprodurre i tendini e le vene e il primo a trattare i capelli con maggiore diligenza degli altri, suddividendoli con precisione. » | |
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(Plinio il Vecchio)
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Pitagora fu dunque il primo scultore ad avere una cura minuziosa di particolari come capelli, tendini e vene. Le caratteristiche del suo lavoro hanno permesso di attribuirgli dubitativamente moltissime opere e diversi capolavori dell'arte sculturea di passaggio tra lo stile severo e quello protoclassico: secondo recenti studi potrebbe essere l'autote di una o entrambe le statue note come Bronzi di Riace.
Purtroppo le opere attribuite a Pitagora dagli antichi (Plinio e soprattutto Pausania) sono perdute e non si conoscono neppure copie in marmo di età romana; alcune sono in parte riconoscibili in bronzetti altre in riproduzioni fatte su gemme e cammei.
[modifica] Bronzi
Pitagora avrebbe realizzato, secondo il resoconto che Pausania fa nel VI libro della sua Descrizione, diverse statue di atleti olimpici:
- il lottatore Leontisco di Messina[2];
- Protolao di Mantinea[3];
- il pugilatore Eutimo di Locri[4]
- Dromeo di Stinfale[5];
- Astilo di Crotone[6];
- Mnasea di Cirene libico[7];
- Cratistene di Cirene, vincitore della corsa coi carri[8].
[modifica] Marmi
Benché gli antichi non facciano cenno alla sua attività statuaria in marmo, gli sono state attribuite le statue:
- l'Auriga di Mozia, forse proveniente da Selinunte[9];
- il Guerriero caduto, dal frontone del tempio di Eracle ad Agrigento[10].
[modifica] Galleria di opere
-
Suonatore di lira
copia romana in marmo
Museo del Louvre
Parigi. -
Bronzi di Riace
(opera attribuibile)
Museo Nazionale
Reggio Calabria.
[modifica] Note
- ^ da identificarsi con l'eroe greco Filottete
- ^ l.VI, c.IV
- ^ l.VI, c.VI
- ^ l.VI, c.VI. Si tratta forse del Bronzo A di Riace (Stucchi, 1986; Castrizio, 2000).
- ^ l.VI, c.VII
- ^ l.VI, c.XIII
- ^ l.VI, c.XIII
- ^ l.VI, c.XVIII
- ^ Frel 1985
- ^ De Miro 1968
[modifica] Bibliografia
- Henri Lechat, Pythagoras de Rhegion, Ouvrage contenant 18 figures dans le texte. Thèse pour le Doctorat présentée a la Faculté des Lettres de l'Université de Paris. Rey, Lyon 1905
- Sebastiana Lagona, Pitagora di Reggio: cronologia e identificazione delle opere, "Cronache di archeologia e di storia dell'arte", 6 (1967).
- Ernesto De Miro, Il guerriero di Agrigento e la scultura di stile severo in Sicilia, "Cronache di archeologia e di storia dell'arte", 7 (1968), pp. 143-156.
- Jiri Frel, L'auriga di Mozia: un'opera di Pitagora di Reggio, "La Parola del Passato", VIII, 1985, pp.64-68
- Sandro Stucchi, Le due statue di bronzo dal mare di Riace, Una revisione, in "Atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Rendiconti", XLI, 1986, pp. 111-135;
- Daniele Castrizio, I Bronzi di Riace. Ipotesi ricostruttiva, Reggio Calabria 2000.
[modifica] Voci correlate
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