Igea

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Igea, copia romana da originale greco del 290 a.C., in marmo pentelico; dagli Horti Mecenatiani, ritrovata nel 1876, ora ai Musei Capitolini

Igea (dal greco Υγιεία, con il significato di "salute", "rimedio", "medicina") è una figura della mitologia greca e successivamente romana.

Il culto di Igea[modifica | modifica wikitesto]

La "Coppa di Igea"

Figlia di Asclepio e di Epione (o Lampezia), è la dea della salute e dell'igiene. Nella religione greca e romana, il culto di Igea è associato strettamente a quello del padre Asclepio, tutelando in questo modo l'intero stato di salute dell'individuo. Igea viene invocata per prevenire malattie e danni fisici; Asclepio per la cura delle malattie e il ristabilimento della salute persa.

Nella mitologia romana, Igea viene indicata come Salus o Valetudo, sinonimi, in latino, di (buona) salute.

Igea nell'arte classica[modifica | modifica wikitesto]

Igea era raffigurata sotto l'aspetto di una giovane donna prosperosa, nell'atto di dissetare in una coppa un serpente, in un'altra raffigurazione era seduta su un seggio, con la mano sinistra appoggiata ad un'asta, mentre con la mano destra porge una patera ad un serpente che, lambendola, si innalza da un'ara posta davanti alla dea.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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