Salomè (figlia di Erodiade)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Salomè con la testa del Battista, Tiziano (circa 1515), Galleria Doria Pamphilij, Roma.

Salomè (14 circa – tra il 62 ed il 71) fu una principessa giudaica, figlia di Erodiade e di Erode Filippo I, protagonista di un episodio narrato nel Vangelo di Marco 6,17-28 e nel Vangelo di Matteo 14,3-11, che ha come protagonisti lei e Giovanni Battista.

Nei due Vangeli non viene fatto il suo nome, riportato solo da Giuseppe Flavio nelle Antichità giudaiche XVIII, 136-137.

Erodiade abbandonò il marito e andò a convivere con il cognato Erode Antipa. Giovanni Battista condannò pubblicamente la condotta dello zio di Salomè; il re allora lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare.

Salomè in seguito sposò il tetrarca Filippo e successivamente Aristobulo, re di Calcide dal quale ebbe tre figli.

Indice

[modifica] Salomè nell'arte

[modifica] Letteratura

Illustrazione dell'opera "Salomè" di Oscar Wilde

Salomè compare nella novella Hérodias (1877) di Gustave Flaubert ed è la protagonista dell'opera Salomè (1893) di Oscar Wilde. L'opera di Wilde, scritta in francese e tradotta in inglese da Lord Alfred Douglas, fu illustrata con i disegni del giovane Aubrey Beardsley. Dal dramma di Wilde fu tratto il libretto dell'opera omonima, musicata da Richard Strauss nel 1905. Anche il poeta portoghese Eugenio de Castro scrisse nel 1896 una Salomè. Più labile è il nesso con la storia biblica in Hérodiade di Mallarmé. Inoltre Salomè fu uno, se non l'unico, dei soggetti favoriti dal pittore simbolista Gustave Moreau, famoso per la sua concezione di pittura: egli la considerava di gran lunga superiore all'uomo, per questo la arricchì sempre di simboli finalizzati a confondere lo spettatore, non destinato a comprenderne il significato.

[modifica] Teatro

La figura di Salomè emerge anche nel monologo "Erodiade" scritto nel 1968 da Giovanni Testori (1ª ediz. Milano, Feltrinelli, 1969). Più recentemente, si consideri la pièce di Teatro Sonoro "Esse di Salomé" sviluppata nel 2009 dall'attrice e musicista Sonia Bergamasco ispirandosi al testo "Hérodiade" di Stéphane Mallarmé nella nuova traduzione italiana di Cosimo Ortesta.

[modifica] Cinema

Alcuni dei tanti titoli cinematografici ispirati al personaggio sono:

Nel film Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani vi è un chiaro riferimento all'episodio biblico nella sequenza in cui il portiere dell'albergo, Maximilian Theo Aldorfer (Dirk Bogarde) narra, attraverso un flashback, di come ha fatto decapitare uno dei suoi prigionieri del campo di concentramento, perché infastidiva la sua amante Lucia Atherthon (Charlotte Rampling).

Nel falso documentario Forgotten Silver (1995) di Peter Jackson e Costa Botes, l'immaginario pioniere del cinema Colin McKenzie dedica ampia parte della propria esistenza al progetto di una colossale epopea sulla storia di Giovanni Battista e Salomè. Questa versione immaginaria di Salome viene girata tra 1919 e 1931 e proiettata per la prima volta al pubblico nel 1995.

[modifica] Bibliografia

  • S. Pietrini, La santa danza di David e il ballo peccaminoso di Salomè: due figure esemplari dell’immaginario biblico medievale, in “Quaderni medievali”, 50, dicembre 2000, pp. 45-73.
  • M. Fama, Il corpo, il movimento e la memoria. Osservazioni sull’iconografia della danza (di Salome) nel Quattrocento, in “Biblioteca Teatrale”, n.s., 37-38, gennaio-giugno 1996, pp. 127-139.
  • T. Hausamann, Die Tanzende Salome in der Kunst von der christlichen Frühzeit bis um 1500. Ikonographische Studien, Zürich, 1980

[modifica] Altri progetti

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue