Salomè (Wilde)

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Salomè
Dramma in un atto unico
La toeletta di Salomè in un'illustrazione di Aubrey Beardsley, dall'edizione originale del dramma
La toeletta di Salomè in un'illustrazione di Aubrey Beardsley, dall'edizione originale del dramma
Autore Oscar Wilde
Titolo originale Salomè
Lingua originale Francese
Ambientazione Una terrazza aperta sulla sala del banchetto nel palazzo di Erode
Composto nel 1891
Prima assoluta 12 febbraio 1896
Teatro dell'Oeuvre di Parigi
Personaggi
  • Erode Antipa, tetrarca di Giudea
  • Iokanaan, il profeta
  • Il giovane Siriaco, capitano della guardia
  • Tigellino, giovane romano
  • Uno di Cappadocia
  • Un Nubiano
  • Primo soldato
  • Secondo soldato
  • Il paggio di Erodiade
  • Alcuni giudei e nazareni
  • Uno schiavo
  • Naaman, il carnefice
  • Erodiade, moglie del tetrarca
  • Salomè, figlia di Erodiade
  • Gli schiavi di Salomè
Trasposizioni operistiche Salomè, opera lirica di Richard Strauss
Riduzioni cinematografiche Salomè (1910) diretto da Ugo Falena

Salomè con Alla Nazimova
Salomè (1953) diretto da William Dieterle
Salomè (1972) diretto da Carmelo Bene
Salomè (1986) diretto da Claude D'Anna
L'ultima Salomè (1988) diretto da Ken Russell
Salomè (Mediometraggio di Kenneth Anger)
Chiamami Salomè (2008) diretto da Claudio Sestieri

 

Salomè è un dramma in un atto unico scritto in lingua francese dal drammaturgo irlandese Oscar Wilde.

È ispirato alla figura di Salomè, figlia di Erodiade, ed alla sua storia, riportata, pur tacendone il nome, nei Vangeli di Marco e Matteo. Per compiacere la sua volontà, infatti, Erode ordinò la decapitazione di Iokanaan.

L'opera venne scritta in lingua francese durante un soggiorno del drammaturgo a Parigi appositamente per l'attrice Sarah Bernhardt la quale, nonostante le numerose prove, si rifiutò di interpretare il personaggio sulle scene, a causa dello scandalo che aveva travolto Wilde.

L'opera venne pubblicata nel 1893 con le illustrazioni, in stile liberty, di Aubrey Beardsley: la traduzione in lingua inglese venne affidata all'amante di Oscar Wilde, Lord Alfred Douglas (Bosie). Rivelatosi il giovane impari all'impresa, la sua traduzione venne in realtà sostituita con un'altra rimasta anonima (approvata da Wilde, che non intervenne nella redazione, come testimonia il figlio Vivian Holland) e nella prima edizione compare la dedica "A Lord Alfred Douglas, traduttore della mia commedia". Nella versione francese la dedica è, invece, a Pierre Louÿs.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel palazzo di Erode Antipa, dove egli vive con la ex moglie del fratello Filippo, Erodiade, intrecciando con lei una relazione legalizzata da un matrimonio, si sta svolgendo un banchetto che vede ospiti giudei, romani, egiziani. L'opera si apre sulla terrazza del palazzo con il dialogo tra i soldati, il siriaco e quello di Cappadocia che discutono sulla bellezza della luna e sulla bellezza della principessa Salomè.

Nel salone c'è una grande cisterna dove il tetrarca Erode ha fatto rinchiudere Iokanaan: Erode è infatti spaventato dal comportamento del profeta, che urla dal fondo della sua prigione le profezie sull'avvento del Messia condannando il comportamento dei monarchi di Giudea. Salomè, allontanatasi dal banchetto per i continui sguardi interessati di Erode, è incuriosita dall'uomo e ne chiede la liberazione alle guardie per potergli parlare. Questi si dimostrano spaventati ma alla fine cedono alle lusinghe della principessa: Iokanaan esce dalla cisterna proferendo parole di sdegno contro Erode ed Erodiade. L'aspetto e la voce del profeta inebriano Salomè che, affascinata dall'uomo, gli rivela il suo impeto sessuale ed il desiderio irrefrenabile di baciarlo:

« Bacerò la tua bocca, Iokanaan; bacerò la tua bocca »
(Salomè)
Maude Allan interpreta Salomè

Iokanaan la evita e il siriaco, capitano della guardia ed innamorato di Salomè, si uccide nel sentirla proferire promesse di un bacio al profeta.

Giungono sulla terrazza il tetrarca e la cognata, ed Erode fa offerte amorose a Salomè, che rifiuta sdegnata. Iokanaan non perde tempo nel maledire il comportamento libertino di Erodiade, la quale è profondamente offesa dalle accuse e dalla mancata difesa da parte del marito. Erode è troppo preso dalla bellezza di Salomè per darle retta, e le chiede di danzare per lui, offrendosi di esaudire qualsiasi suo desiderio. Salomè accetta ed esegue la danza dei sette veli, posando i piedi nudi nel sangue del cadavere del siriaco. Finita l'esecuzione, la danzatrice esprime il suo desiderio, ripetendolo di fronte all'orrore di Erode:

« Dammi la testa di Iokanaan »
(Salomè)
L'apparizione, acquerello di Gustave Moreau


Salomè vuole baciare le labbra di Iokanaan, che sfugge alle richieste di Salomè: ella desidera la sua testa in un bacile d'argento, ma Erode non vuole uccidere un uomo che ha visto Dio; tuttavia, il re non può venir meno alla sua promessa e fa uccidere dal carnefice il profeta.

Salomè ne reclama la testa e bacia le labbra di Iokanaan

« Ho baciato la tua bocca, Iokanaan »
(Salomè)

di fronte allo sgomento di Erode ed alla soddisfazione di Erodiade, che vede il suo accusatore morto. Erode, inorridito dalla ragazza, ne ordina l'uccisione da parte di suoi soldati. L'opera termina con gli scudi dei guerrieri che schiacciano, uccidendola, Salomè.

Rappresentazioni[modifica | modifica sorgente]

La prima rappresentazione avvenne al Teatro dell'Oeuvre di Parigi il 12 febbraio 1896, poiché il Lord Ciambellano di Londra ne vietò l'allestimento, considerando l'opera scabrosa. Nonostante una rappresentazione clandestina del 1905, solo dal 1931 l'opera poté essere rappresentata nel Regno Unito senza censure.[1]

Altre performance da ricordare sono quella del 1903 al Neues Theater di Berlino per la regia di Max Reinhardt, che l'aveva privatamente allestita l'anno precedente al Kleines Theater.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oscar Wilde, Salomè, a cura di Alberto Arbasino, Milano, BUR, 1996, p. 18.
  2. ^ (EN) Dal sito dell'Università della Virginia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Oscar Wilde, Salomè, a cura di Alberto Arbasino, Milano, BUR, 1996, ISBN 88-17-12243-2.

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