Il portiere di notte

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Il portiere di notte
Portiere di notte.jpg
Charlotte Rampling nel bistrò frequentato dai nazisti
Titolo originale The Night Porter
Paese di produzione Italia, Stati Uniti d'America
Anno 1974
Durata 122 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, guerra, erotico
Regia Liliana Cavani
Soggetto Barbara Alberti, Liliana Cavani,
Amedeo Pagani e Italo Moscati
Sceneggiatura Liliana Cavani
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Franco Arcalli
Musiche Daniele Paris
Scenografia Nedo Azzini
Costumi Piero Tosi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Il film più controverso del nostro tempo! »
(Tagline del film)

Il portiere di notte (nella versione inglese The Night Porter) è un film altamente controverso del 1974, diretto e sceneggiato dalla regista italiana Liliana Cavani, che ha come protagonisti Dirk Bogarde e Charlotte Rampling.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Tredici anni dopo la seconda guerra mondiale si incontrano (forse per un puro caso) una sopravvissuta al campo di concentramento e il suo aguzzino, che sotto falsa identità lavora come portiere di notte in un albergo di Vienna. Il loro reincontro li fa precipitare in una relazione sadomasochistica, con la variante che l'ex-vittima è a conoscenza del passato del suo aguzzino e può fuggire oppure denunciarlo. Dirk Bogarde interpreta il ruolo di Maximilian Theo Aldorfer, l'ex-ufficiale nazista delle SS, e Charlotte Rampling interpreta Lucia Atherton, la sopravvissuta al campo. Per occultarsi, Maximillian lavora ossessivamente come un portiere di notte il cui unico scopo è quello di compiacere gli ospiti, specialmente la "Contessa" - una confidente che richiede i suoi servigi come procacciatore di giovani uomini che le fanno da partner sessuali.

I processi "prova", per far sparire evidenze e senso di colpa[modifica | modifica sorgente]

Molti degli altri ospiti dell'albergo sono criminali di guerra, che tengono riunioni segrete nell'hotel per sviluppare strategie atte a far sparire qualsiasi prova che li colleghi ai loro crimini di guerra. Max prepara con questi ex-nazisti una strategia per il suo imminente processo di guerra sotto l'egida degli Alleati, conducendo un finto processo segreto, per capire come avrebbe reagito durante gli interrogatori, per aiutarlo a sopprimere ogni residuo senso di colpa, e per conoscere ogni possibile dettaglio eventualmente presente negli archivi, che allora si doveva distruggere, oppure i nomi di possibili testimoni da intimidire o "eliminare". In questo micro-ambiente dell'albergo, dove si alimenta la nostalgia per il Führer, casualmente arriva per un breve soggiorno una delle poche persone viventi che potrebbe testimoniare contro di loro - la giovane prigioniera del campo di Vienna che nel frattempo aveva sposato un americano, direttore teatrale d'opera. Durante la prigionia lei era stata violentata da Max, allora ufficiale SS, che però non riesce a smettere di ossessionarsi dalla loro passata relazione torturatoria di vittima e carnefice. Reciprocamente subiscono un'attrazione incontrollabile che li porta ciascuno verso l'altro nonostante il passato oscuro che entrambi condividono e per il palese, eppure forse eccitante, pericolo posto dai camerati di Max, Klaus e Hans, che non sembrano cambiati affatto nel loro atteggiamento da nazisti fanatici assetati di sangue.

Il paesaggio della Vienna del 1957, dalle atmosfere livide e decadenti[modifica | modifica sorgente]

Il film Il portiere di notte utilizza per caratterizzarsi anche il paesaggio decadente, dimesso e lievemente funebre di Vienna, come se fosse un personaggio, e la sua fotografia desaturata evoca memorie dell'Olocausto e di un'ombrosa Vienna degli anni cinquanta, piagata dal senso di colpa postumo alla seconda guerra mondiale. In effetti, questo è un film torbido, pieno di ombre e di vergogna, e Max e Lucia sono vittime di questo spaventoso mondo di transizione, non ancora redento, pieno di vecchi loschi figuri ancora ansiosi di una demenziale rivalsa. Nessuno può essere considerato affidabile e l'amore proibito che celano sembra condannato a non essere compreso da nessuna delle due parti. Il film mostra non soltanto la continuità politica tra gli ex-nazisti e i politici loro successori nell'Europa "liberata", ma anche la continuità psicologica dei personaggi intrappolati nella ripetizione compulsiva del loro cruento passato.

Critica[modifica | modifica sorgente]

I lavori della regista Liliana Cavani hanno provocato forti reazioni sia favorevoli che negative nel pubblico e nella critica. Per Il portiere di notte venne sia celebrata per il suo coraggio nel trattare il disturbante tema della trasgressione sessuale, e simultaneamente, criticata per la trama sorprendentemente controversa nella quale presentava questa trasgressione dentro lo scandaloso contesto della narrativa dell'Olocausto ad opera dei nazisti. Al momento di esprimere un giudizio morale, il film tende a spaccare in due le platee, questo per via dei temi così oscuri e disturbanti e per l'ambigua chiarificazione morale alla fine. Nonostante tutto, è il film per il quale Liliana Cavani è meglio conosciuta.

Il critico cinematografico Roger Ebert scrisse che «The Night Porter è un'opera sgradevole quanto lubrica, un esecrabile intento di titillarci, servendosi delle memorie di persecuzione e sofferenza. È (so quanto suoni osceno) nazi-chic».[1]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fascinating Fascism, in Susan Sontag, Sotto il segno di Saturno, 1980

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Recensione di Roger Ebert, 10 febbraio 1975, consultato in data 8 dicembre 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]