Paolo Bergamo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Paolo Bergamo
Paolo Bergamo.JPG
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Nome Paolo Bergamo
Professione promotore finanziario
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1975 - 1988 Serie A e B Arbitro
Attività internazionale
1978 - 1988 UEFA e FIFA
Premi
Anno Premio
1976 Premio Florindo Longagnani

Paolo Bergamo (Collesalvetti, 21 aprile 1943) è un ex arbitro di calcio italiano ed ex designatore degli arbitri di Serie A e B.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Arbitro[modifica | modifica sorgente]

24 aprile 1983, Inter 0-0 Roma: Bergamo (a destra) osserva il nerazzurro Oriali inseguito dal giallorosso Falcão e dall'altro interista Bagni.

Debuttò nella massima serie nel 1975 e nel 1978 venne promosso al ruolo di internazionale. Nel 1981, durante la partita Juventus-Roma della 28ª giornata, annullò su segnalazione del guardialinee Giuliano Sancini un gol al romanista Maurizio Turone per fuorigioco, scatenando le ire dei tifosi giallorossi.[1] L'anno dopo arbitrò la finale di Coppa Italia 1981-1982 Inter-Torino, vinta dai neroazzurri, e due anni dopo venne selezionato per il campionato europeo di calcio 1984, dove gli toccò la semifinale Francia-Portogallo, vinta dai transalpini 3-2 dopo i tempi supplementari.

Concluse la carriera nel 1988, dopo 155 presenze in Serie A (tra cui alcune "classiche" del campionato come 2 Juventus-Inter, 3 Derby di Milano, 1 Derby di Roma, 2 Milan-Juventus, 2 Juventus-Roma, 4 Inter-Roma, 3 Milan-Roma, 4 Derby della Mole, 1 Derby della Lanterna e la sfida-scudetto della stagione 1984-1985 tra Verona e Torino) per dedicarsi successivamente al compito di dirigente arbitrale. Ha ottenuto il Premio "Florindo Longagnani" (poi diventato Premio "Giorgio Bernardi") nel 1976 quale miglior debuttante in serie A, e il prestigioso Premio Giovanni Mauro nel 1981. Nel 1993 il Coni gli conferisce la Stella D'Argento

Dirigente[modifica | modifica sorgente]

Paolo Bergamo, dopo essere stato presidente del Comitato toscano dell'AIA, diventò designatore arbitrale in Serie A nel 1999 assieme al collega Pierluigi Pairetto, e mantenne l'incarico fino al 2005 quando decise volontariamente di dimettersi per le critiche mosse contro il suo operato[2]. Dal 2000 al 2002 ha fatto parte della Commissione Arbitrale della UEFA, e dal 2002 al 2006 ha ricoperto il medesimo incarico a livello FIFA.

Lo scandalo di Calciopoli[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 venne implicato nell'inchiesta Calciopoli, poiché, secondo l'accusa, ritenuto componente del sistema di potere retto da Luciano Moggi, e di cui avrebbe fatto parte, tra gli altri, anche il collega designatore Pierluigi Pairetto: Paolo Bergamo venne, però, ritenuto non giudicabile dagli organi di giudizio, per difetto di giurisdizione, visto che, nel frattempo, si era dimesso dall'AIA.

Sotto il profilo ordinario, l'8 novembre 2011 è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli a 3 anni e 8 mesi (oltre all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni) per promozione dell'associazione a delinquere.[3] Il 18 dicembre 2013 lo stesso Tribunale di Napoli nella sentenza di Appello ha annullato il procedimento a suo carico.

Il 17 ottobre 2012 la Corte dei conti ha condannato Bergamo a risarcire la Federcalcio con l'accusa di danno all'immagine. L'ex arbitro e designatore dovrà versare 1 milione di euro.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal gol di Turone alle accuse di Zeman, riecco la sfida infinita.
  2. ^ Arbitri in crisi di coppia Bergamo lascia Pairetto
  3. ^ Calciopoli, tutti colpevoli"
  4. ^ Calciopoli, la Corte dei conti condanna gli arbitri: 4 milioni di danni alla Figc, Corriere della Sera, 17 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]