Massimo De Santis

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Massimo De Santis
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Nome Massimo De Santis
Sezione Tivoli
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1995-2006 Serie A Arbitro
Attività internazionale
2000-2006 UEFA e FIFA Arbitro
Premi
Anno Premio
2003
2006
"Premio Mauro"
"Premio Gentleman"

Massimo De Santis (Tivoli, 8 aprile 1962) è un ex arbitro di calcio italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ex commissario della Polizia Penitenziaria, Avvocato, iniziò ad arbitrare nel 1979, iscrivendosi alla sezione di Tivoli. Dopo 15 anni nelle categorie minori venne promosso alla CAN e, nel 1995, gli venne affidata la direzione della sua prima partita in Serie A, Sampdoria-Brescia.

Nel 2000 ebbe la qualifica di arbitro internazionale, venendo poi insignito nel 2003 del Premio Mauro. Nel 2003 viene inserito dalla UEFA negli arbitri Top Class.

Nel 2001 diresse la finale di ritorno di Coppa Italia tra Fiorentina e Parma. Nello stesso anno arbitrò Udinese Juventus durante la quale con un doppio giallo espulse Alessandro del Piero, un'espulsione che passò alla storia in quanto Del Piero nella sua carriera fu espulso solo due volte, di cui una in campo internazionale.

Nel 2005 arbitrò la finale di Supercoppa italiana tra Juventus ed Inter, nella quale su segnalazione dell'assistente Cristiano Copelli, annullò per fuorigioco un gol regolare[1] segnato da David Trezeguet. L' Inter vinse con un gol di Veron.

Nel 2005 dirige a Jeddah la finale di Coppa d'Arabia.

Nel 2006 dirige a Mosca il derby di Campionato CSKA Mosca-Spartak Mosca.

Massimo de Santis venne designato anche per arbitrare alle Olimpiadi di Atene 2004, dove, oltre all'incontro di girone eliminatorio tra Costa Rica e Marocco (0-0), gli venne affidato anche il quarto di finale Paraguay-Corea del Sud (3-2). In Serie A ha diretto 160 partite.

Nel 2006, dopo essere stato testato anche nell'andata dello spareggio per l'accesso ai Mondiali tra Spagna e Slovacchia, viene selezionato per i mondiali di calcio di Germania, ai quali ad un mese dalla partenza non partecipò per il coinvolgimento in Calciopoli.

Vanta anche la direzione in due semifinali di Coppa UEFA: nel 2005 Sporting Lisbona-Az Alkmaar e nel 2006 Siviglia FC-Schalke 04.

Tra le "classiche" del campionato italiano, può annoverare la direzione di tre derby di Milano, due derby di Torino, due Milan-Juventus, due Juventus-Inter e lo spareggio-promozione in serie A del 2005 tra Torino e Perugia.

Nel 2006 a Milano riceve il Premio Gentleman.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il processo di Calciopoli[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio del 2006, nel punto più alto della sua carriera, ad un mese dai Mondiali a cui doveva partecipare, venne coinvolto nello scandalo calcistico di Calciopoli, a seguito di alcune intercettazioni telefoniche. Inizialmente la sua figura sarebbe stata di primaria importanza nella CAN insieme a Paolo Bergamo e a Pierluigi Pairetto nel cosiddetto Sistema Moggi e della "Combriccola Romana", formata da lui stesso, Pasquale Rodomonti, Marco Gabriele, Luca Palanca e Stefano Farina (i quali sarebbero poi stati scagionati da ogni accusa). Durante il dibattimento, il Colonnello Auricchio, titolare dell' indagine OFF-SIDE, affermò che la Combriccola Romana era soltanto un'ipotesi investigativa. Successivamente emerse che si trattava solo di un polo di allenamento obbligatorio degli arbitri laziali, organizzato dalla FIGC.

Nel luglio 2006, per delibera della CAF, venne inibito per 4 anni e 6 mesi per la partita di campionato Lecce- Parma. Tale sanzione viene ridotta a 4 anni nella decisione emessa dalla Corte Federale nel giudizio d'appello.

Nel luglio 2007 viene ufficialmente dismesso dalla CAN di A e B.

L'8 novembre 2011 è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli ad 1 anno e 11 mesi, essendo stato riconosciuto colpevole di:

  • Associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.
  • Frode in competizione sportiva per l'arbitraggio delle partite Fiorentina-Bologna 1:0 del 05/12/2004 e Reggina-Cagliari 3-2 del 12/12/2004.
  • Frode in competizione sportiva per aver contribuito alla designazione fraudolenta della terna arbitrale dell'incontro Lecce-Parma 3-3 del 29/05/2005.

Il 17 ottobre 2012 la Corte dei conti ha condannato in primo grado De Santis, insieme agli arbitri coinvolti nello scandalo, a risarcire la Federcalcio. In epoca successiva all' emissione di tale Sentenza, è sorprendentemente emerso che il Presidente del Collegio Giudicante, Dott. Ivan De Musso, era stato appena nominato Giudice sportivo della IV Sezione della Corte di Giutizia federale, cioè di un Organo Giudicante della medesima Federazione Sportiva in favore della quale era stato disposto il "risarcimento" in questione.

Settembre 2013, durante la prima udienza di appello, De Santis rinuncia alla prescrizione, già preannunciata nel corso della priima Udienza del 24 maggio 2013

Il 17 dicembre 2013 la Corte d'appello assolve De Santis, da un'ulteriore imputazione (capo L Reggina - Cagliari) e riduce la pena inflittagli in primo grado (anni 1 e mesi 11) ad anni 1 (pena sospesa). All' esito del processo di Appello, sono residuate dall'originario impianto accusatorio formulato dai Pubblici Ministeri (n. 6 contestazioni di frode sportiva), solo due "frodi sportive" (Lecce- Parma e Bologna- Fiorentina) relative ad incontri di calcio disputati da "squadre" non riconducibili alla Juventus.

De Santis ha già preannunciato il Ricorso dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione.

Il caso Telecom[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 settembre 2009, con lettera raccomandata, ingiunge all'Inter - per lesione alla privacy (la sua vita privata sarebbe stata violata con indagini, pedinamenti, accertamenti su conoscenti, amici e locali frequentati) - un risarcimento di 21.000.000 € (cifra analoga a quella chiesta, per analogo dossieraggio, da Christian Vieri) entro 15 giorni. Si tratterebbe di illeciti comportamenti che sarebbero consistiti "nell’avere dato mandato a Emanuele Cipriani (investigatore privato, titolare della Worldwide Consultants Security Ltd), tramite il Dott. Tavaroli (quale responsabile della Direzione Security Pirelli, società controllata dal dott. Tronchetti Provera) di eseguire indagini ed investigazioni (con esito negativo) sulla vita ed abitudini private del dott. De Santis, attraverso l' acquisizione e l' "illecito trattamento" di dati "personali" - "sensibili" (accessi nella "banca dati", "monitoraggio" dei telefoni cellulari e delle utenze fisse; analisi degli spostamenti e degli impegni giornalieri; individuazione di collegamenti con altri soggetti conoscenti od amici; verifica di eventuali frequentazioni di locali o ritrovi, accertamenti di natura economica - patrimoniale), che hanno fortemente inciso sui diritti personalissimi del Dott. De Santis, quale quello alla privacy ed alla riservatezza, influenzando il naturale evolversi della vita di relazione e professionale dello stesso"[2]. La lettera non trova alcuna risposta in merito alla transazione proposta, per cui dai legali di De Santis viene preparata una causa civile di risarcimento danni[3]. Il 23 aprile 2013 il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Milano, Loretta Dorigo, pur riconoscendo dell'illecito, ha rigettato la richiesta di risarcimento, in quanto a pagare le fattura dello spionaggio fu Pirelli e non l'Inter, non riconoscendo tra le due nessun collegamento. È stato presente il Ricorso alla Corte Suprema di Cassazione.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le anomalie dell’ultimo campionato di serieA - Corriere della Sera
  2. ^ Fonte: www.laroma24.it, 25.09.2010, "Inter spiona, l’arbitro De Santis chiede i danni"
  3. ^ Fonte: Tutto Sport, 22.10.2010, "Moratti non risponde e De Santis lo porta in tribunale"
  4. ^ Fonte: Gazzetta dello Sport, 23.04.2013, Inter, nessun risarcimento a De Santis per l'attività di spionaggio

Fonti[modifica | modifica wikitesto]