Omosessualità e Cattolicesimo

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La dottrina della Chiesa cattolica sull'omosessualità è la seguente.

Indice

[modifica] Presupposti

La Chiesa cattolica fa una distinzione importante nel formulare il suo giudizio morale sull'omosessualità:

  • da una parte c'è l'orientamento omosessuale delle persone come una tendenza la cui origine non è ancora chiara;
  • dall'altra parte esiste l'atto omosessuale.

Il primo, l'orientamento omosessuale, appartiene alla sfera pre-morale, alla stessa maniera di tutte le altre cose che la persona umana sente. Il secondo, ovvero l'atto omosessuale, dunque il comportamento omosessuale nell'atto sessuale, appartiene alla sfera della volontà, delle decisioni, di quello che la persona umana vuole fare della sua vita.

Un'altra distinzione che la Chiesa cattolica ritiene importante fare è tra la valutazione morale oggettiva e quella soggettiva (questa distinzione vale sempre, in ogni valutazione morale, indipendentemente dall'oggetto):

  • quando una persona o una comunità formulano un giudizio morale, lo esprimono sempre a livello oggettivo, giudicando moralmente un certo tipo di azione come buona o cattiva
  • il giudizio morale soggettivo deve invece essere sempre molto cauto, perché nessuno è in grado di valutare tutte le implicazioni e interferenze, il passato e l'educazione, ecc., che hanno contribuito a plasmare un certo comportamento

Esemplificando, la corruzione è un peccato grave, mentre le persone corrotte devono essere avvicinate con umanità e aiutate a cambiare.

È la distinzione tra peccato e peccatore che faceva papa Giovanni XXIII coerentemente con l'insegnamento costante del Magistero: si condanna il primo, ma per salvare il secondo.

Sostanzialmente, la dottrina afferma che l'omosessualità è il risultato di un misto di cause, ambientali e genetiche, ma che la natura dell'uomo è libera in ogni aspetto della vita, anche in quello del piacere e dell'autodeterminazione sessuale.

Inoltre, nel 1986 la Congregazione per la Dottrina della Fede, all'articolo 10 della Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica per la cura pastorale delle persone omosessuali si era espressa in questi termini:

« Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevoli e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei Pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev'essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni »

.

[modifica] Interpretazione dei riferimenti alla sessualità nei testi biblici

Per approfondire, vedi la voce Omosessualità e Cristianesimo.

Secondo l'interpretazione della Chiesa cattolica, nella Bibbia ad essere condannato non è l'orientamento omosessuale, ma l'atto omosessuale, «abominio» in quanto contrario alla «legge naturale» e dunque precludente al dono della vita.

La Bibbia afferma chiaramente che Dio ha creato l'uomo e la donna (Genesi 1,27) con la loro differenza sessuale, e che il primo ha trovato nella seconda un «aiuto che gli fosse simile», «osso delle mie ossa e carne della mia carne» (Genesi 2,18-24). La Bibbia vede fin dalle prime pagine la procreazione come un aspetto fondamentale della vita umana:

« Siate fecondi e moltiplicatevi »   (Genesi 1,22)

Pertanto, secondo l'interpretazione cattolica della Bibbia, la coppia eterosessuale è l'unica depositaria dell'immagine Trinitaria di Dio; la ricchezza dei sessi risiede nel loro incontro-confronto-dialogo per essere segno di fecondità come Dio è fecondo nell'"entrare" nel mondo dell'altro "dimenticandosi" di sé, così come fa Dio con noi. (Approfondimento in Omosessualità e Bibbia)

Come si è visto, parlano invece dell'omosessualità altri testi del Nuovo Testamento nati in ambiente di cultura greca, nella quale l'omosessualità era praticata e vista come normale: lì il giudizio morale che viene espresso è di chiara condanna del comportamento omosessuale.

[modifica] Giudizio morale "oggettivo" della Chiesa cattolica

In base a queste interpretazioni, il giudizio morale oggettivo della Chiesa cattolica sull'omosessualità è il seguente:

  • l'attività omosessuale riduce il ricco simbolismo, significato e fine presente nel disegno del Creatore. Nella sua intrinseca sterilità esso contraddice la vocazione ad una vita di auto-donazione nell'amore espressa dall'unione complementare coniugale fra uomo e donna.
  • Anche se «la genesi psichica dell'omosessualità rimane in gran parte inspiegabile», la tradizione della Chiesa ha sempre dichiarato che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati», «Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati» (Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2357)

[modifica] Valutazione dell'orientamento omosessuale soggettivo

L'orientamento omosessuale, che molti uomini e donne presentano, è anch'esso considerato dal catechismo come inclinazione «oggettivamente disordinata» (Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2358).

L'omosessualità «costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione» (ib.).

«Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana» (ib. n. 2359)

[modifica] I diritti delle persone omosessuali secondo la Chiesa cattolica

La Chiesa cattolica ha riflettuto e offerto indicazioni circa il riconoscimento della condizione omosessuale e i diritti delle persone omosessuali, in varie occasioni, attraverso l'organo della Congregazione per la dottrina della fede:

A Milano l'associazione Gruppo del Guado, costituita da omosessuali credenti, si prefigge lo scopo di farsi riconoscere dalla Chiesa cattolica come realtà facente parte della comunità cristiana.

[modifica] Unioni omosessuali

Dal punto di vista dottrinale, qualsiasi tipo di unione o di convivenza tra omosessuali, non è legittimato all'interno della comunità cattolica; anche se molte Nazioni con popolazione a maggioranza cattolica hanno leggittimato le unioni di fatto anche tra omosessuali e in alcuni casi anche il matimonio.

In particolar modo, il riconoscimento civile di queste unioni che preveda diritti quali la partecipazione all'eredità e alla reversibilità della pensione in caso di morte del partner, non è accettato in quanto comporta l'estensione di diritti e tutele che lo Stato già riconosce alle coppie eterosessuali sposate.

[modifica] Affido, adozione, genitorialità

Una particolare riserva viene mossa all'adozione per le coppie di fatto, in quanto comporterebbe un'equiparazione delle unioni di fatto, dunque anche tra persone omosessuali, alla "famiglia tradizionale".

Secondo alcune posizioni, anche la sola estensione a tali unioni di tutele economiche potrebbe portare ad una legislazione favorevole alle adozioni da parte delle coppie di fatto: i criteri per la suddivisione dell'eredità, così come la reversibilità della pensione, sono contemplati all'interno del diritto di famiglia, e le tutele economiche per le unioni di fatto, estendendo a queste ultime le maggiori tutele che il diritto di famiglia assegna alle unioni matrimoniali, inevitabilmente porterebbero ad un'equiparazione più estesa tra unioni di fatto e "famiglia".

In caso di genitori che interrompano la loro relazione/matrimonio per il manifestarsi dell'orientamento omosessuale di uno dei due, l'affidamento dei figli, si sostiene, dovrebbe favorire il genitore eterosessuale in quanto un genitore omosessuale non può adeguatamente ricoprire il ruolo materno/paterno indispensabile alla crescita del bambino (nonostante diverse associazioni di psicologi e psichiatri sostengano che i casi di omogenitorialità non implichino una scorretta educazione del bambino[senza fonte]). In caso di omosessualità di entrambi i genitori, il suddetto disconoscimento dell'idoneità genitoriale dovrebbe comportare la sottrazione della patria potestà col conseguente affidamento dei figli ad altra famiglia.

[modifica] Critiche

[modifica] Il "silenzio" di Gesù

Alcuni critici della posizione della religione cattolica hanno fatto notare come Gesù - per i cristiani: Figlio di Dio - non si sia mai espresso sull'omosessualità.

In merito a ciò, la Chiesa cattolica sostiene che: Gesù non si è espresso esplicitamente nei confronti di un'infinita casistica di problematiche (ad esempio non si è mai espresso circa il sadomasochismo, né questo appare essere stata la sua missione); che si è espresso come uomo del suo tempo e non può stupire il suo silenzio su questioni, come l'omosessualità, che non avevano un interesse sociale particolare; che in realtà il messaggio di Cristo aveva due aspetti:

  1. dare compimento alla rivelazione dell'Antico Testamento (Matteo 5,17)
  2. essere il segno definitivo della volontà di Dio di stare al fianco dell'uomo. Gesù esprime questo ad esempio quando dice: Il regno di Dio è in mezzo a voi (Matteo 12,28).

La Chiesa ha formulato il suo giudizio sull'omosessualità a partire dalla rivelazione definitiva su Dio e sull'uomo portata da Gesù, e in particolare dalla concezione dell'uomo e della sessualità che da essa deriva.

[modifica] Intolleranza

Diversi critici sostengono che l'atteggiamento della Chiesa cattolica e di alcuni suoi aderenti rispetto agli omosessuali non sia di tolleranza e accettazione, ma che anzi arrivi alla discriminazione e all'omofobia. Per essi la Chiesa cattolica contraddice il messaggio dello stesso Gesù non tollerando né accettando l'omosessualità e considerandola l'alterazione della 'normalità', sebbene la Chiesa dichiari di accogliere chi vive drammaticamente tale condizione.

Recentemente, in vista delle elezioni presidenziali del Nicaragua, che si sono tenute il 5 novembre 2006, la Conferenza Episcopale Nicaraguese in una lettera inviata ai deputati dell’Assemblea Nazionale il 25 marzo scorso, ha chiesto che nel nuovo Codice Penale che si stava scrivendo: «si mantenga l’articolo 204 vigente che si riferisce alla sodomia. […] Abbiamo constatato una campagna internazionale diretta a dare legittimazione alle relazioni omosessuali, incluso la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Per questa ragione, è indispensabile che Voi proteggiate la famiglia composta da padre, madre e figli, nucleo fondamentale della società nicaraguese ». L’articolo 204, primo comma, del Codice penale del Nicaragua (che attualmente è ancora in vigore) stabilisce che «Commette reato di sodomia chiunque induca, promuova, propagandi o pratichi in modo vergognoso atti sessuali con persone dello stesso sesso. Verrà punito con la reclusione da 1 a 3 anni di prigione». [2]

Da parte delle associazioni di omosessuali si contesta l'affermazione del "rispetto delle persone omosessuali", intendendo che detto rispetto dovrebbe comprendere il riconoscimento dei diritti civili della persona omosessuale, tra cui la possibilità di contrarre matrimonio.

A partire dal 1980, con la fondazione del Gruppo del Guado, si assiste al proliferare di gruppi di omosessuali cattolici, che hanno dato vita in Italia al Coordinamento gruppi di omosessuali cristiani in Italia (Coci).

Una protesta estrema contro l'atteggiamento della Chiesa nei confronti dell'omosessualità è stato il gesto di Alfredo Ormando, che, nel 1998, si diede fuoco in Piazza San Pietro.

[modifica] Note

  1. ^ Congregazione per la Dottrina della Fede. «Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali», da L'Osservatore Romano, 24 luglio 1992, citato da AlleanzaCattolica.org.
  2. ^ Fonti originali: http://www.amnesty.it/system/galleries/download/attivismo/Pink_Network_5.pdf http://www.gaynews.it/view.php?ID=70984 http://www.catholicnewsagency.com/showarchive.php?date=2007-09-21

[modifica] Bibliografia (in ordine cronologico)

  • B. S. Witte, J. L. Grubben, J. B. F. Gottschalk, Omosessualità e coscienza cristiana, Claudiana, Torino 1976;
  • Uta Ranke-Heinemann, Eunuchi per il regno dei cieli. La chiesa cattolica e la sessualità, Rizzoli, Milano 1990, pp. 355;
  • Christian Demur - Denis Müller, L'omosessualità. Un dialogo teologico, Torino, Claudiana 1995;
  • William Countryman, Sesso e morale nella Bibbia, Torino, Claudiana 1998;
  • Franca Long, Protestanti e sessualità, Torino, Claudiana 1998;
  • Gabriella Lettini, Omosessualità, Torino, Claudiana 1999;
  • Massimo Consoli, Ecce Homo. L'omosessualità e la Bibbia, Kaos Ed., Milano 1999;
  • Victor Paul Furnish, Choon-Leong Seow, Robert Brawley, Herman Waetjen, Dale Martin, Jeffrey Siker, Bibbia e omosessualità, Claudiana, Torino 2002;
  • Gianni De Martino, L'uomo che Gesù amava (con testi di Pasquale Quaranta), Fabio Croce Editore, Roma 2004;
  • Waldemar Janzen, L'etica dell'Antico Testamento. Un approccio paradigmatico, Torino, Claudiana 2004.
  • I. Himbaza, A. Schenker, J-B. Edart, L'omosessualità nella Bibbia, Milano, Edizioni San Paolo 2007 (originale francese: Clarifications sur l'homosexualité dans la Bible, Editions du Cerf 2007)
  • James Allison, Fede oltre il risentimento. Coscienza cattolica e coscienza gay: risorse per il dibattito, Ancona-Massa, Transeuropa, 2007.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Documenti ufficiali e dottrinali

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