Lindworm

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pietra runica U240, nell'Uppland, con al centro un lindorm a quattro zampe, circondato da due lindorm più serpentiformi a due zampe.
Lindorm serpentiforme a due zampe sulla pietra runica U148, nel Götaland.
Fafner a guardia del tesoro, illustrazione di Arthur Rackham per l'opera Sigfrido di Richard Wagner.
Stemma di Wurmannsquick, Baviera.

Il Lindworm, forma anglicizzata del proto-norreno Linnormr (linn, coniugazione di "costrittore" e "ormr", "serpente"), detto anche Lindorm o Linnorm nelle lingue scandinave e Lindwurm in Germania, è una creatura leggendaria simile ad un drago serpentiforme, appartenente alla mitologia nord-europea. Creature dalle descrizioni simili sono abbastanza diffuse in diverse tradizioni, come testimonia Marco Polo nel Il Milione[1]. Si crede che simboleggiassero la guerra, le pestilenze e simili sciagure.

Normalmente sono rappresentati senza ali e dotati di due zampe, sebbene i loro attributi non erano ben definiti neanche all'interno dello stesso contesto culturale e mitologico.

Mitologia norrena[modifica | modifica wikitesto]

Nella mitologia norrena appaiono diverse creature rappresentati alternativamente come enormi serpenti o come Lindorm.

Il Gesta Danorum narra di Herrauðr, re degli sueoni, che regalò due serpenti alla figlia Þóra. Le serpi crebbero diventando dei lindorm e iniziarono a devastare le campagne. Il re promise a chiunque fosse riuscito a uccidere le due bestie avrebbe avuto in sposa la sua figlia. Il re scandinavo Ragnarr Loðbrók che voleva sposare la principessa partì. Armato di una maglia di lana coperta da cristalli di ghiaccio, una lancia, e uno scudo riuscì a uccidere i due lindworm e a sposare la principessa[2].

Il Miðgarðsormr, il mostro marino che al Ragnarök (la fine del mondo) ucciderà e resterà ucciso dal dio Thor, è rappresentato col corpo da serpente talvolta con due zampe anteriori, come anche Níðhöggr, la malefica creatura che cercherà di abbattere lo Yggdrasill, e che nell'aldilà tormenta i cadaveri dei morti e se ne nutre.

La Saga dei Völsungar, del tardo XIII secolo, narra del nano Fáfnir, trasformatosi in drago-serpente per via della sua avidità, ucciso poi da Sigfrido[3].

Il poema epico Beowulf, dell'VIII secolo, sebbene scritto in sassone-anglosassone, è ambientato su terra scandinava (perlopiù in Danimarca e nel Götaland), in un contesto che riunisce elementi cristiani con la mitologia norrena. In esso appare una figura di drago la quale ha influenzato profondamente i miti successivi. A sua volta in esso confluiva il mito di san Giorgio e il drago e il nordico Lindorm. Primo esempio assoluto di creatura volante sputafuoco nella letteratura nordica, esso viene menzionato 18 volte col termine wyrm ('"serpente") e 11 volte come draca ("drago"), sottolineandone la forma serpentina, oltre ad enfatizzare l'accezione negativa[4].

Creature simili[modifica | modifica wikitesto]

Nel folklore della civiltà nell'Oxus (ora Amu Darya) tra il 2500 e il 1700 a.C., vi era un drago-serpente in grado di prendere forma umana, noto anche come "lo sfregiato", per come fu sottomesso, da una divinità battriana benefica, tramite un taglio nella guancia destra.

Creature con tratti affini a serpenti o mostri marini sono a volte presenti sia nella mitologia greca e poi romana (come ad esempio Pitone), che nei testi religiosi ebraici, con connotazioni fortemente negative.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Drago (Ebraismo).

Nel Il Milione, Marco Polo descrive una creatura simile abitante le steppe dell'Asia centrale[1], sebbene alcuni autori hanno avanzato l'ipotesi che stesse descrivendo un grosso coccodrillo.

Il Tatzelwurm, una creatura leggendaria dell'arco alpino, si distingue dal Lindorm per le dimensioni più ridotte (sotto i m 1,5)[5].

Il drago asiatico condivide diverse caratteristiche esteriori col Lindorm, ma si differenzia per la simbologia, che invece è benigna.

Nella mitologia di molte culture native americane è presente l'Unktehila, o Uktena, il serpente cornuto[6].

Il Lindorm, se rappresentato con le ali, è difficilmente distinguibile dalla Viverna.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il Miðgarðsormr rappresentato in un manoscritto islandese del XVII secolo, abbocca alla testa di toro usata da Thor come esca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Citato come "lo gran colubre, e 'l gran serpente"". Marco Polo,  cap.101
  2. ^ Saxo Grammaticus, libro IX, vv 4.5
  3. ^ Vǫlsunga saga, pp.21-51
  4. ^ Rauer, p.32
  5. ^ Édouard Brasey, p.35
  6. ^ Bill Grantham, pp.25-52

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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