Kevin Schwantz

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Kevin Schwantz
Kevin Schwantz 1993 JapanGP.JPG
Schwantz nel G.P. del Giappone 1993
Dati biografici
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Motociclismo IlmorX3-003.png
Carriera
Carriera nel Motomondiale
Esordio 1986 in classe 500
Stagioni dal 1986 al 1995
Mondiali vinti 1
GP disputati 104
GP vinti 25
Podi 51
Punti ottenuti 1236,5
Pole position 29
Giri veloci 26
 

Kevin Schwantz (Houston, 19 giugno 1964) è un pilota motociclistico statunitense.

Vincitore nel 1993 della classe 500 nel motomondiale.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

A tre anni sale per la prima volta su una moto (i suoi genitori erano proprietari di una concessionaria), portato in Europa da Freddie Spencer che disse di lui: "È un fenomeno che va più forte di tutti, e se impara a concludere le gare può vincere cinque titoli mondiali". Schwantz infatti fin da giovanissimo era solito spingere oltre il limite, cadendo spesso per terra senza concludere tutto il Gran Premio. Debuttò in Europa nel 1986, all'età di 21 anni, gareggiando nel Transatlantic Trophy.

Inizialmente attratto dal motocross, passione questa che gli venne fomentata dalla zio, nel 1983 ha un pauroso incidente che gli compromette la carriera in questa specialità. Sconsolato ha tuttavia l'opportunità di fare dei provini con le scuderie motociclistiche. Con la Yamaha corre la gara di Daytona nel 1986 arrivando secondo dietro Eddie Lawson, e sempre in sella allo stesso motociclo partecipa con bravura al campionato AMA, senza tuttavia mai vincerlo.

Passato poi al motomondiale, viene scelto dalla Suzuki dove corre subito nella classe 500, nelle stagioni 1986 ed 1987. Degno di nota il fatto che durante il suo debutto, ad Assen, tra prove e gara cadde ben tre volte. Nella stagione 1988 vince l'inaugurale Gran Premio del Giappone ed il successivo Gran Premio di Germania, ma nella classifica finale non andò più in là dell'ottavo posto. Terminata la stagione del motomondiale, nel novembre 1988 conquista il Gran Premio motociclistico di Macao, che si disputa ininterrottamente dal 1967 sul pericoloso tracciato cittadino di Macao[1]. L'anno seguente vince ben sei gare del mondiale (quelle disputate in Giappone, Austria, Jugoslavia, Gran Bretagna e Brasile) ma si deve accontentare della quarta piazza.

Soprannominato "pilota kamikaze" per il suo stile aggressivo e funambolico, egli non possedeva una tecnica sopraffina ma sopperiva a questa mancanza con agilità, grip e frenata, specialità quest'ultima in cui era un maestro e che gli permetteva di realizzare grandi "staccate". Il suo stile di guida, che risentiva del suo passato nel motocross, gli imponeva di pestare sulla pedana esterna alla curva, andando quindi in maniera veloce, ma rischiando in ogni caso la caduta: questa vocazione alla spettacolarità gli fece attribuire altri nomignoli, tra cui "pilota impossibile", "esempio da non seguire" o, più semplicemente, "testa calda".

Nel 1990 Schwantz arriva primo in cinque occasioni e con 188 punti è vicecampione della classe regina alle spalle di Wayne Rainey. Nel 1991 è terzo con lo stesso numero di vittorie, superato in questo caso anche dall'asso emergente Mick Doohan. Il 1992 è un anno piuttosto opaco, ma il successo (unico della stagione) conseguito nel Gran Premio d'Italia al Mugello contribuisce non poco ad aumentare la sua popolarità tra gli italiani.

Nel 1993, seppur con quattro primi posti alle spalle, sembra destinato ad essere sconfitto nuovamente da Rainey, ma un infortunio capitato al grande rivale gli permette di vincere in scioltezza e di diventare per la prima volta campione del mondo della 500.

Schwantz è uno dei primi sportivi ad avere un ottimo rapporto con la stampa: nessun giornalista tornava a casa senza un'intervista, e ciò gli permise di essere sempre difeso dai mass-media. Nel 1994 vince due gare (in Giappone, suo circuito preferito, ed in Gran Bretagna) ma deve cedere alla strapotenza di Doohan. Un infortunio capitatogli al polso destro gli impedisce dapprima di terminare la stagione 1995 e poi gli impose il ritiro dal motociclismo professionistico. Il ritiro è stato annunciato in lacrime al Circuito del Mugello.

In segno di rispetto, la Federazione Internazionale Motociclismo ha ritirato il suo numero, il 34, dalle carene delle moto partecipanti al mondiale nella classe regina.

Dal 1996 al 2002 Kevin Schwantz si dedica al campionato NASCAR, correndo 18 gare e vincendone due. Attualmente egli risiede ad Atlanta dove insegna le tecniche di guida per motociclismo in una scuola specializzata.

A tutt'oggi, nel suo attuale ruolo di consulente e uomo immagine della Suzuki, Schwantz ha mantenuto la sua indole estremamente disponibile nei confronti di giornalisti e spesso anche di semplici appassionati. Prende spesso parte alle presentazioni stampa del marchio di Hamamatsu, segnatamente delle moto supersportive, scendendo in pista assieme ai giornalisti ed ai tester per gli immancabili turni di prove e le sessioni fotografiche e rispondendo, con estrema pazienza, a tutte le loro domande.

Il 6 novembre 2011, in occasione del Gran Premio motociclistico di Valencia, a Kevin è stata affidata la moto di Marco Simoncelli, per effettuare il giro d'onore in ricordo del pilota scomparso nel precedente Gran Premio della Malesia, in compagnia di tutti i piloti del motomondiale.

Nel luglio del 2013 all'età di 49 anni, passati quasi diciotto anni dall'annuncio del ritiro, torna a correre in una competizione professionistica, partecipando alla 8 ore di Suzuka con la Suzuki GSX-R 1000 del team Kagayama, riuscendo ad arrivare al terzo posto della gara, alternandosi alla guida della moto con Yukio Kagayama e Noriyuki Haga.[2]

Risultati nel motomondiale[modifica | modifica sorgente]

1986 Classe Moto Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of SFR Yugoslavia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Sweden.svg Flag of San Marino.svg Flag of Baden-Württemberg.svg Punti Pos.
500 Suzuki Rit 10 10 NE 2[3] 22º
1987 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of SFR Yugoslavia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Sweden.svg Flag of Czechoslovakia.svg Flag of San Marino.svg Flag of Portugal.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Argentina.svg Punti Pos.
500 Suzuki 5 8 9 11[4] 16º
1988 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Italy.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of SFR Yugoslavia.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Sweden.svg Flag of Czechoslovakia.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Punti Pos.
500 Suzuki 1 5 Rit Rit 4 1 4 8 Rit 3 NP 12 Rit 3 119[5]
1989 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of SFR Yugoslavia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Sweden.svg Flag of Czechoslovakia.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Punti Pos.
500 Suzuki 1 Rit 2 Rit [6] Rit 1 1 Rit 2 2 1 Rit 1 1 162,5[7][8]
1990 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of SFR Yugoslavia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Sweden.svg Flag of Czechoslovakia.svg Flag of Hungary.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
500 Suzuki 3 Rit 3 2 1 1 2 1 7 1 1 Rit Rit 3 Rit 188[9]
1991 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Europe.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of San Marino.svg Flag of Czechoslovakia.svg Flag of France.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
500 Suzuki 1 5 3 Rit 7 1 3 4 1 4 1 2 5 1 204[10]
1992 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Hungary.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Brazil.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Pos.
500 Suzuki 3 4 4 1 4 2 Rit 4 Rit Rit 7 5 99[11]
1993 Classe Moto Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
500 Suzuki 1 3 2 1 1 2 1 3 2 Rit 5 3 4 3 248[12]
1994 Classe Moto Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United States.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
500 Suzuki 4 6 1 2 2 2 5 3 Rit 1 7 NP 169[13]
1995 Classe Moto Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
500 Suzuki 5 4 6 34[14] 15º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Gara non valida Non qual./Non part. Ritirato/Non class. Squalificato "-" Dato non disp.
Fonte dei dati: motogp.com, racingmemo.free.fr, autosport.com, jumpingjack.nl.

Note[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]