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| Freddie Spencer |
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| Spencer al GP del Giappone nel 1989 |
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| Dati biografici |
| Nome |
Freddie Spencer |
| Paese |
Stati Uniti d'America |
| Nazionalità |
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| Passaporto |
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| Altezza |
{{{Altezza}}} cm |
| Peso |
{{{Peso}}} kg |
Motociclismo  |
| Dati agonistici |
| Specialità |
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| Categoria |
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| Record |
| Ranking |
º |
| Best ranking |
º |
| Ruolo |
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| Società |
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| Squadra |
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| Ritirato |
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| Carriera |
| Giovanili |
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| Squadre di club |
| Nazionale |
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| Carriera da allenatore |
| Incontri disputati |
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| Carriera nel Motomondiale |
| Esordio |
1980 in classe 500 |
| Stagioni |
dal 1980 al 1993 |
| Scuderie |
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| Mondiali vinti |
3 |
| Miglior risultato finale |
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| GP disputati |
72 |
| GP vinti |
27 |
| Speciali vinte |
{{{specialivinte}}} |
| Podi |
39 |
| Punti ottenuti |
610,5 |
| Pole position |
33 |
| Giri veloci |
{{{giriveloci}}} |
| Vittorie |
{{{vittorie}}} |
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| Carriera in Superbike |
| Esordio |
1995 |
| Stagioni |
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| Scuderie |
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| Mondiali vinti |
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| Miglior risultato finale |
25° nel 1995 con 20 punti |
| GP disputati |
5 |
| GP vinti |
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| Speciali vinte |
{{{specialivinte}}} |
| Podi |
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| Punti ottenuti |
20 |
| Pole position |
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| Giri veloci |
{{{giriveloci}}} |
| Vittorie |
{{{vittorie}}} |
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| Palmarès |
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| Dati agonistici |
| Specialità |
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| Categoria |
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| Record |
| Ranking |
º |
| Best ranking |
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| Società |
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| Squadra |
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| Ritirato |
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| Carriera |
| Giovanili |
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| Squadre di club |
| Nazionale |
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| Carriera da allenatore |
| Incontri disputati |
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| Palmarès |
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| Dati agonistici |
| Specialità |
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| Categoria |
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| Record |
| Ranking |
º |
| Best ranking |
º |
| Ruolo |
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| Società |
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| Squadra |
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| Ritirato |
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| Carriera |
| Giovanili |
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| Squadre di club |
| Nazionale |
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| Carriera da allenatore |
| Incontri disputati |
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| Palmarès |
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Freddie Spencer (Shreveport, 20 dicembre 1961) è un pilota motociclistico statunitense ritiratosi dall'attività agonistica e vincitore di tre titoli iridati nel motomondiale.
Ultimo pilota in ordine cronologico a vincere nello stesso anno il titolo mondiale in due differenti classi. Definito dalla stampa col soprannome di "Fast Freddie"[1]
Campione nazionale per la classe 250 nel 1977 e nel 1978 (prima tra i "novizi" e poi tra gli "esperti"), Spencer esordì nel motomondiale due anni dopo come collaudatore della Yamaha nella classe 500: in quella stagione ebbe anche l'opportunità di scendere in pista nel Gran Premio del Belgio, ma non riuscì ad entrare in zona-punti. Nel 1981 passò alla Honda, dove guidò la rivoluzionaria NR500 a pistoni ovali, primo tentativo della Honda di far correre una quattro cilindri a quattro tempi, quando dal 1975 erano state le due tempi ad aver sempre vinto il titolo in 500. La moto, guidata inizialmente da Katayama e Grant, non ebbe risultati di rilievo, collezionando una serie di brutte figure, dovute anche alle difficoltà alla partenza dei GP, che al tempo prevedevano l'accensione a spinta delle moto. La quattro tempi, di solito, si avviava quando le due tempi erano già alla prima curva. Spencer subentrò a stagione iniziata e riuscì, se non altro, a farla girare sui tempi delle Suzuki e Yamaha, dominatrici dell'epoca.
Nel 1982 la Honda abbandonò il progetto NR, schierando la NS 500 a due tempi, progetto meno rivoluzionario, che si caratterizzava per essere l'unica tre cilindri in gara contro le quattro cilindri Suzuki e Yamaha.
Nel 1982 vinse il suo primo Gran Premio di motociclismo in Belgio, e dopo aver bissato tale successo a San Marino si piazzò al terzo posto della classifica generale con 72 punti. Pilota molto veloce sul giro secco, si pose al centro dell'attenzione sia per aver ottenuto la pole position nelle ultime tre gare disputate, ma anche soprattutto per aver rivoluzionato lo stile di guida delle motociclette delle 500: prima che egli arrivasse, le traiettorie della 500 erano quelle della 250, ovvero classiche e rotonde. Spencer invece ha praticamente introdotto le linee attuali, in cui l'obbiettivo primario diventa fare meno strada possibile con la moto inclinata: nel suo stile di guida importante non è la velocità di percorrenza della curva, ma aprire prima degli altri tutto il gas.
Nel 1983, dopo un duello serratissimo con Kenny Roberts, fu campione del mondo della classe regina a seguito di sei successi (in Sudafrica, Francia, Spagna, Jugoslavia, Svezia ed al Gran Premio delle Nazioni), sette pole position e 144 punti, solo due in più del rivale. Nella stagione seguente vinse cinque gare, ma cinque furono anche i suoi incidenti e ciò non gli consentì di andare al di là del quarto posto in classifica, delle sei gare portate a termine cinque sono state vittorie.
Noto nel paddock per una sopravvalutazione dei propri mezzi (era convinto di avere la "super vista", ossia la capacità di vedere i volti di tutti i passeggeri di un treno anche attraverso il passaggio a livello)[senza fonte], nel 1985 corse sia nella 500 che nella 250, riuscendo a diventare campione del mondo di entrambe le classi: sette successi e 141 punti nella prima, altre sette vittorie e 127 lunghezze nella seconda, riuscendo nell'impresa di sconfiggere campioni quali Eddie Lawson e Anton Mang. Nello stesso anno partecipò alla Daytona 200, aggiudicandosi la gara nelle categorie F1, 250 e la nuova Superbike, un tris storico.
Da quel momento in poi iniziò però la sua crisi: nel Gran Premio di Spagna del 1986, primo della stagione, ottenne la pole position ma dovette ritirarsi a pochi giri dal termine a causa della tendinite mentre era largamente in testa. Altri infortuni (al ginocchio, agli occhi, alla testa) non gli permisero di ottenere un solo punto iridato in quella stagione, ma Spencer rifiutando di farsi curare dai medici del motociclismo, scatenò una serie di dubbi sulla veridicità dei suoi problemi fisici.[senza fonte]
Ormai nettamente in crisi, colse solo quattro punti (raccolti tutti in Svezia) nel 1987 mentre la concessionaria Honda che aveva aperto nel suo paese natio fallì miseramente.[senza fonte] L'anno seguente si ritirò dall'agonismo, salvo tornarci fugacemente con l'aiuto di Giacomo Agostini nel 1989 e nel 1993 con la Yamaha, ottenendo come miglior risultato complessivo un quinto posto in Spagna il 30 aprile dell'89. Rientrò alle gare negli Stati Uniti, in Superbike, prima con la Honda ed in seguito come pilota ufficiale della Ducati USA, con la quale colse l'ultima vittoria. In seguito appese definitivamente il casco al chiodo.
La sua drammatica uscita di scena ha fatto sorgere tra gli esperti alcune domande circa la sua grandezza sportiva: per alcuni fu il più grande, mentre per altri solo il più misterioso. Tra le tante voci è girata con insistenza anche la tesi di una crisi sentimentale che ha seriamente segnato questo pilota dalla psicologia alquanto complessa. Recentemente Spencer, adepto di una setta religiosa che proibisce i rapporti sessuali prima del matrimonio, ha aperto una scuola di motociclismo negli Stati Uniti d'America.[senza fonte]
[modifica] Risultati in gara
| 1993 |
Classe |
Moto |
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Punti |
Pos. |
| 500 |
Yamaha e ROC Yamaha |
Rit |
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NP |
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Rit |
14 |
NP |
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2 |
37º |
| Legenda |
1º posto |
2º posto |
3º posto |
A punti |
Senza punti |
Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce in gara |
| Gara non valida |
Non qual./Non part. |
Squalificato |
Ritirato/Non class. |
"-" Dato non disp. |
[modifica] Campionato mondiale Superbike
| 1995 |
Moto |
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Punti |
Pos. |
| Ducati |
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7 |
Rit |
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14 |
Rit |
7 |
NP |
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20 |
25º |
| Legenda |
1º posto |
2º posto |
3º posto |
A punti |
Senza punti |
Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce |
| Non disputata/Non valida |
Non qual./Non part. |
Squalificato |
Ritirato |
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