Il pianeta delle scimmie (film 1968)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il pianeta delle scimmie
Pianeta delle scimmie.png
Schermata del titolo
Titolo originale Planet of the Apes
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1968
Durata 112 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Franklin J. Schaffner
Soggetto Pierre Boulle (romanzo)
Sceneggiatura Michael Wilson, Rod Serling
Casa di produzione 20th Century Fox
Fotografia Leon Shamroy
Montaggio Hugh S. Fowler
Effetti speciali L. B. Abbott, Art Cruickshank, Emil Kosa Jr.
Musiche Jerry Goldsmith
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il pianeta delle scimmie è un film di fantascienza del 1968 diretto da Franklin J. Schaffner basato sul romanzo La planète des singes (Il pianeta delle scimmie) di Pierre Boulle.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971 il cosmonauta George Taylor e i suoi colleghi Landon, Dodge e la signorina Stewart partono per lo spazio a bordo dell'astronave Icarus con l'intento di ibernarsi per sopravvivere al loro viaggio spaziale di 700 anni dalla Terra finché non troveranno un nuovo mondo da popolare, con la speranza però che nei secoli il genere umano si evolva in una razza più intelligente. Mentre sono ibernati la loro astronave è catturata dall'orbita di un pianeta desolato e precipita in un lago. A bordo si attiva automaticamente il sistema di rianimazione dallo stato di ibernazione in cui era tenuto l'equipaggio e al risveglio i tre scoprono che la Stewart è morta nello spazio per un guasto alla cabina di crioconservazione. Intanto la loro nave sta affondando e devono mettersi in salvo su canotti gonfiabili.

Prima di abbandonare la navetta, Taylor nota sul calendario di bordo di essere nell'anno 3978. Una volta approdati a terra, Dodge testa il terreno e dal risultato deduce che non può supportare la vita. Nonostante ciò trovano delle piante durante un cammino nel deserto e anche un'oasi dove si buttano in acqua a nuotare. Quando escono scoprono che i loro vestiti sono stati rubati da un gruppo di uomini selvaggi e si mettono a seguirli fino a un campo di granturco. Improvvisamente i tre e i selvaggi vengono assaliti da un'orda di gorilla a cavallo e armati. Dodge viene ucciso, mentre Taylor viene ferito da un colpo di fucile alla gola e Landon stordito.

I cavalieri scimmieschi portano i due astronauti, e gli uomini selvaggi sopravvissuti all'attacco, in una città popolata da altre scimmie antropomorfe che sanno parlare. A Taylor viene curata la sua ferita, ma per un periodo di tempo non riesce a parlare come gli uomini primitivi, venendo così gettato dietro le sbarre come un animale, in compagnia di una ragazza che in seguito chiamerà Nova. Taylor scopre così che in questo pianeta le scimmie sono esseri intelligenti che hanno sviluppato una civiltà piuttosto evoluta a livello preindustriale e la loro società è divisa in caste: i gorilla sono soldati e il corpo della polizia, gli oranghi sono amministratori, preti e i politici, e gli scimpanzé scienziati e intellettuali, mentre gli umani si comportano e vengono trattati come animali selvaggi utili solo per esperimenti scientifici.

Taylor suscita interesse da parte di due scienziati, l'animalista Zira e l'archeologo Cornelius, il compagno di lei, i quali lo soprannominano "Occhi Vivi". L'astronauta prova a comunicare scrivendo sulla sabbia, ma i suoi tentativi vengono celati dal superiore di Zira e Cornelius, il Professor Zaius, un orango. In seguito Taylor riesce a rubare della carta a Zira e le scrive un messaggio, convincendo finalmente i due scimpanzé di essere intelligente. Zaius invece ordina la castrazione di Taylor, che riesce a fuggire e a nascondersi in un museo della città, dove scopre con orrore che Dodge è stato imbalsamato e tenuto in esposizione come una curiosità, siccome gli uomini selvaggi non possiedono la pelle scura come la sua. Quando Taylor viene catturato dai gorilla riacquista la capacità di parlare e gli dice rabbioso: "Toglimi quelle zampaccie di dosso, maledetto sporco gorilla!"

In seguito alla sua cattura, le scimmie organizzano un processo curato da un tribunale di oranghi: il Dottor Maximus, il Dottor Honorious e infine Zaius stesso, per scoprire le origini di Taylor e decidere la sua sorte. La corte richiama Landon, che però è stato lobotomizzato da Zaius e quindi è non più in grado di parlare e difendere Taylor. Zaius minaccia di fare lo stesso a Taylor se non dà giustificazioni della sua presenza. Con l'aiuto del ribelle Lucius, il nipote di Zira, lei e Cornelius riescono a liberare Taylor e Nova e insieme si recano nella zona proibita, un luogo remoto al di fuori della città delle scimmie. Cornelius racconta che un anno prima organizzò una spedizione in quel posto e scoprì una caverna piena di artefatti misteriosi. Il gruppo si reca quindi nella grotta così che Taylor capisca l'evoluzione del mondo delle scimmie e dimostrare di non provenire dal loro mondo.

Giunti alla caverna, Taylor e il suo gruppo vengono sorpresi dal Professor Zaius e i suoi soldati. Taylor, in possesso di un fucile, minaccia di ucciderli se non lo lasciano entrare nella grotta. Pur di avere Zira, Cornelius e Lucius incolumi, Zaius accetta e gli permette di entrare, convinto anche che i manufatti siano fasulli, e quindi di provare che Taylor si sbagli. Invece Cornelius dimostra di aver scoperto tecnologia umana industriale che Taylor riconosce come una dentiera, degli occhiali, una protesi cardiaca e, con sopresa delle scimmie, una bambola parlante. Nonostante ciò Zaius ordina ai suoi soldati di attaccare, ma Taylor e Lucius resistono e alla fine Zaius viene preso in ostaggio dall'astronauta. Sconfitto, l'orango ammette di aver capito da tempo che nel pianeta viveva una civiltà umana molto evoluta in un'epoca remota e che "La zona proibita un tempo era un paradiso... E la tua genia l'ha trasformata in un deserto, millenni fa!" Taylor rimane scettico e alla fine Zaius gli permette di proseguire, avvertendolo però che quello che troverà potrebbe non piacergli. Mentre Taylor e Nova si allontanano a cavallo, i soldati-gorilla di rinforzo arrivano e liberano Zaius, il quale condanna Zira e Cornelius per eresia e ordina di far esplodere la grotta.

Poco dopo la fuga però, Taylor scopre i ruderi della Statua della Libertà che affiorano dalla spiaggia; la statua parzialmente sepolta dalla sabbia inequivocabilmente svela la triste verità: l'astronave, per qualche motivo sconosciuto, è tornata sulla Terra solo dopo un lunghissimo viaggio, forse attraverso una distorsione spaziotemporale, durante il quale l'equipaggio è rimasto sospeso in ibernazione. Evidentemente, nei millenni trascorsi, l'Uomo ha distrutto se stesso e si è decimato a causa di una guerra nucleare, le cui radiazioni hanno distrutto la civiltà e fatto regredire gli umani. Il film finisce quindi con una celebre maledizione di Taylor contro la sciagurata Umanità:

« Voi uomini l'avete distrutta! Maledetti, maledetti per l'eternità, tutti! »

Produzione[modifica | modifica sorgente]

I luoghi delle riprese sono stati il Glen Canyon e il Lago Powell in Utah, Page in Arizona, Malibu e gli studi 20th Century Fox a 10201 Pico Blvd. nel quartiere Century City di Los Angeles in California.

Differenze rispetto al romanzo[modifica | modifica sorgente]

  • Nel romanzo l'eroe è un giornalista francese di nome Ulysse Mérou, mentre nel film diventa un astronauta americano di nome George Taylor.
  • Il film è ambientato sulla Terra del futuro, mentre il romanzo è ambientato su un pianeta diverso, ma simile.
  • Nel film le scimmie parlano perfettamente la lingua degli umani (l'inglese), mentre nel libro la lingua è differente e sconosciuta e il protagonista deve impararla.
  • Gli umani indossano vestiti primitivi, mentre nel romanzo sono nudi.
  • Nel film la tecnologia e molti aspetti della città delle scimmie sono molto più primitivi e sono simili al medioevo, rispetto a quanto descritto da Boulle, dove invece le scimmie avevano raggiunto un livello di tecnologia quasi paragonabile a quello degli esseri umani terrestri, facendo uso di automezzi, veivoli aerei, telefoni, satelliti e vivendo in vere e proprie metropoli moderne del ventesimo secolo (anche se modellate per l'uso scimmiesco).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Seguiti[modifica | modifica sorgente]

L'altra faccia del pianeta delle scimmie (Beneath The Planet Of The Apes), 1970

Sequel
Serie TV
Prequelrequel

Influenza in altre opere[modifica | modifica sorgente]

  • la scena del bacio tra Charlton Heston e Kim Hunter, diverse scene di baci di film famosi, è stata parodiata nell'episodio della ventunesima stagione de I Simpson "Rubare la prima base". Altre citazioni nella serie I Simpson vi sono all'inizio del sesto episodio della sesta stagione, La fidanzatina di Bart, dove vi è una parodia della scena della cattura, e nel diciannovesimo della stagione successiva, Un pesce di nome Selma, in cui Troy McClure interpreta un musical tratto dal film, 'Fermate il pianeta delle scimmie, voglio scendere!. Nell'episodio Homer nello spazio profondo durante una conferenza stampa Homer cita la frase finale del film.
  • Verso la fine del film Balle Spaziali di Mel Brooks, vi è una chiara allusione a Il pianeta delle scimmie, quando la Spaceball one in forma di robot esplode, la sua testa (in quanto richiama fortemente la statua della libertà, soprattutto per la corona venutasi a formare una volta utilizzate le capsule di salvataggio prima dell'esplosione) precipita su una spiaggia e arrivano delle scimmie a cavallo, seguita dalla frase di una scimmia: "È l'inizio della fine!".
  • L'episodio Fry il ritardatario della sesta stagione di Futurama parodizza, tra gli altri, anche la scena finale de Il pianeta delle scimmie.
  • Nel lungometraggio "Abra Catastrofe!" tratto dalla serie animata Due fantagenitori vi è un evidente parodia del film Il pianeta delle scimmie quando, a causa del desiderio della scimmietta Bippy, la terra si trasforma in una giungla in cui la razza dominante siano le scimmie.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Durante il processo a Taylor in cui lo si accusa di eresia si può notare che i 3 oranghi nel ruolo di giudici si atteggiano come le celebri 3 scimmie sagge.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 18 dicembre 2001. URL consultato il 6 gennaio 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]