Anno 2670 - Ultimo atto

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Anno 2670 - Ultimo atto
Anno 2670 - Ultimo atto.jpg
Titolo originale Battle for the Planet of the Apes
Paese di produzione USA
Anno 1973
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35 : 1
Genere fantascienza
Regia Jack Lee Thompson
Soggetto Pierre Boulle (romanzo)
Sceneggiatura Paul Dehn
Produttore Arthur P. Jacobs
Casa di produzione 20th Century Fox
Fotografia Richard H. Kline
Montaggio John C.Horger, Alan Jagger
Effetti speciali Gerald Endler, L. B. Abbott
Musiche Leonard Rosenman
Scenografia Robert De Vestel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Anno 2670 - Ultimo atto (Battle for the Planet of the Apes) è un film di fantascienza del 1973 per la regia di Jack Lee Thompson. Rappresenta il quinto e ultimo episodio della serie cinematografica inaugurata nel 1968 con Il pianeta delle scimmie.

Il film si colloca narrativamente dieci anni dopo 1999 - Conquista della Terra, circa duemila anni prima degli eventi del primo film della saga. Come il precedente capitolo, il titolo italiano non rispecchia la linea temporale effettiva in cui viene narrata l'intera vicenda.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende del film, ambientate nell'anno 2670, vengono raccontate sottoforma di flashback dalla voce narrante di un orango che si fa chiamare "Il Legislatore". Quest'ultimo racconta gli avvenimenti accaduti all'incirca dodici anni dopo la rivolta delle scimmie: lo scimpanzé Cesare cercò di pacificare i suoi simili con gli umani sopravvissuti dato che la loro guerra aveva ormai ridotto la Terra in un desolato scenario post-apocalittico. Il gorilla Aldus non era d'accordo e si mise a tramare contro Cesare, che nel frattempo si era sposato con la scimpanzé Lisa e con la quale ebbe un figlio, Cornelius, nome datogli per onorare il fu padre di Cesare.

Cesare si pentì di non aver mai avuto l'occasione di conoscere i suoi genitori, finché il suo alleato umano MacDonald non gli rivelò che esistevano delle registrazioni di loro che parlavano di fatti che sarebbero avvenuti nel futuro. Gli archivi dove si trovavano tali filmati, erano situati nella "Città Proibita", zona ormai irradiata dalle radiazioni. Portandosi un Contatore Geiger, i due partirono per la Città Proibita in compagnia dell'orango Virgilio. Il gruppo di Cesare raggiunse la Città Proibita e si misero a guardare le registrazioni di Cornelius e Zira che parlavano del futuro, ma non ebbero il tempo per studiare i nastri poiché vennero improvvisamente attaccati da un gruppo di uomini sfregiati dalle radiazioni guidati dall'ispettore Kolp, autoproclamatosi governatore in seguito alla morte di Breck, caduto durante la guerra nucleare.

In seguito Cesare e il suo gruppo riuscirono a tornare al villaggio delle scimmie. Kolp inviò due esploratori per scoprire la loro posizione; egli era convinto che il gruppo di Cesare fosse giunto alla Città Proibita per spiarli, ma il suo assistente mutante Méndez pensava che non avevano cattive intenzioni e andavano lasciati in pace. Kolp non lo ascoltò e dichiarò guerra alle scimmie. Di notte Cornelius uscì di casa mentre cercava di recuperare Ricky, il suo scoiattolo domestico, che era salito su un albero; sotto di esso il giovane scimpanzé udì Aldus che complottava contro Cesare con i suoi compagni intorno a un fuoco. Cornelius venne scoperto dai gorilla e così Aldus lo fece intenzionalmente cadere tagliando il ramo sul quale il givane si era nascosto, nel tentativo di ucciderlo per non far trapelare i suoi piani. Intanto i suoi gorilla si scontrarono con gli umani di Kolp aprendo il fuoco per primi e catturandoli; Aldus ordinò quindi ai suoi soldati di saccheggiare le loro armi e munizioni. Nel frattempo il piccolo Cornelius morì a seguito della caduta causata da Aldus, il che fece soffrire Cesare facendolo cadere in un profondo lutto.

In quell'istante le forze di Kolp si ribellarono e attaccarono la città delle scimmie, uscendo vittoriose dall combattimento che seguì. Cesare restò accerchiato e Kolp si avvicinò per finirlo, ma proprio allora scoprì che le scimmie avevano finto di morire, e al momento giusto contro-attaccarono e catturarono la maggior parte dei mutanti. Kolp e i mutanti che cercarono di fuggire vennero abbattuti dalle forze di Aldus. In seguito il gorilla dichiarò di voler sterminare i prigionieri, ma Cesare rifiutò di farlo. Aldus sostenne che Cesare sarebbe dovuto morire per aver osato proteggere gli uomini. A quel punto Virgilio rivelò a Cesare che era stato Aldus a uccidere suo figlio. Questa era un'infrazione del diritto sacro più importante della loro civiltà: "Una scimmia non ucciderà mai scimmia". Accecato dalla furia, Cesare seguì Aldus su per un alto albero e lo uccise facendolo precipitare come il gorilla aveva fatto con suo figlio. Cesare provò poi a liberare gli uomini, ma questi rifiutarono di abbandonare i mutanti a meno che non fossero stati trattati come uguali. Disperato, Cesare si rese conto che la società delle scimmie era spregievole quanto quella degli uomini che un tempo le sfruttavano come schiave. Le scimmie e gli esseri umani decisero così di convivere l'uno con l'altro iniziando una nuova società.

Il Legislatore termina di raccontare la storia di Cesare, avvenuta 600 anni prima, ad un gruppo di giovani scimmie e bambini. Uno dei bambini gli domanda: "Grande saggio, chi conosce il futuro?" e il Legislatore risponde: "Forse... Solo i morti." Il film si chiude con un primo piano della statua di Cesare, che versa una lacrima da un occhio, cosciente di ciò che accadrà di lì a 2000 anni, ossia la distruzione di ogni forma di vita sulla Terra.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La critica ha stroncato il film, giudicandolo il peggiore della serie, già povero sul piano delle idee, altrettanto nella fase di realizzazione.[1][2]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film Argo, del 2012, diretto ed interpretato da Ben Affleck, basato sull'omonimo libro di Tony Mendez e Matt Baglio, narra fatti realmente accaduti a Teheran dopo la rivoluzione iraniana del 1979. Il film si concentra infatti sul cosiddetto Canadian Caper, ossia l'operazione segreta congiunta tra Stati Uniti e Canada (messa in piedi dallo stesso Mendez) per liberare, nell'ambito della crisi degli ostaggi, sei cittadini americani rifugiatisi nell'ambasciata canadese della capitale iraniana.[3] Anno 2670 - Ultimo atto è fonte di ispirazione per il piano di recupero degli ostaggi quando il protagonista parla al telefono con il figlio, il quale guardava la pellicola alla televisione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anno 2670 ultimo atto, Cinema.Libero.it. URL consultato il 25 novembre 2012.
  2. ^ Anno 2670: ultimo atto, Cinema-TV.Corriere.it. URL consultato il 25 novembre 2012.
  3. ^ (EN) 1980: Canadian Caper helps Americans escape Tehran in CBC. URL consultato il 5 settembre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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