Cuzco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cusco
città
(QU) Qosqo
Cusco – Stemma Cusco – Bandiera
Cusco – Veduta
Localizzazione
Stato Perù Perù
Regione COA of Cuzco.jpg Cusco
Provincia Cusco
Distretto Cusco
San Jerónimo
San Sebastian
Santiago
Wanchaq
Amministrazione
Sindaco Luis Florez
Territorio
Coordinate 13°31′34.11″S 71°58′16.71″W / 13.526141°S 71.971307°W-13.526141; -71.971307 (Cusco)Coordinate: 13°31′34.11″S 71°58′16.71″W / 13.526141°S 71.971307°W-13.526141; -71.971307 (Cusco)
Altitudine 3.399 m s.l.m.
Abitanti 348 935[1] (2007)
Altre informazioni
Prefisso 84
Fuso orario UTC-5
Nome abitanti Cusqueños (o Qosqo-Runa)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Perù
Cusco
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Choricancha in Cusco
(EN) City of Cuzco
Koricancha.jpg
Tipo Culturali
Criterio (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1983
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Cusco o Cuzco (in quechua Qusqu), è una città del Perù, situata a 3399 m s.l.m., capoluogo della regione omonima. È localizzata nella sierra sud del paese. Attualmente conta circa 300.000 abitanti. Fu dichiarata patrimonio dell'umanità nel 1983 dall'UNESCO. Fu la capitale dell'Impero Inca ed è considerata la capitale storica del Perù.

Panorama di Cusco

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo originale della città era Qosqo o Qusqu (in quechua). Per la tradizione significa centro, ombelico, cintura. Questo perché secondo la mitologia Inca in esso confluiva il mondo degli inferi (Uku Pacha), con il mondo visibile (Kay Pacha) ed il mondo superiore (Hanan Pacha). Per questo motivo la città fu ed è chiamata l'ombelico del mondo (inteso come universo).

All'arrivo dei conquistadores spagnoli, il suo nome si trasformò in Cusco, come appare nelle mappe dei secoli XVI, XVII e XVIII. In alcune mappe del XIX e XX secolo (almeno fino al 1976) il suo nome appare scritto come Cuzco.

Attualmente nella cartografia ufficiale del Perù appare il suo nome originale in spagnolo, anche se lo si può trovare usato nell'altra forma. L'articolo 49 della costituzione politica del Perù del 1993, nello stabilire la capitale storica del paese, segnala come forma corretta Cusco. Il 23 giugno 1990 il Consiglio Municipale di Cusco approvava l'accordo municipale n. 078 nel quale si dichiarava: «Istituire l'uso del nome Qosqo in sostituzione del vocabolo Cusco in tutti i documenti del governo municipale di Cusco».

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondazione in epoca Incaica[modifica | modifica sorgente]

La pietra dei dodici angoli in calle Hatun Rumiyuq.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero Inca e Manco Capac.

Due leggende indigene attribuiscono la sua fondazione ad un essere leggendario chiamato Manco Capac, insieme a sua sorella e consorte Mama Ocllo, diventato poi suo primo imperatore. In entrambe si afferma che il luogo fu rivelato dal dio sole (Inti) dopo una peregrinazione iniziata a sud della valle sacra degli inca in cerca del luogo esatto. Con i dati archeologici ed antropologici attuali si è ricostruito il vero processo di occupazione di Cusco. Il consenso degli studiosi ritiene che in seguito al collasso del regno di Taypiqala si produsse la migrazione del suo popolo. Questo gruppo, di circa 500 uomini, si era stabilito gradualmente nella valle del rio Huatanay, processo che culminò con la fondazione della città di Cusco. Non si conosce la data approssimativa, però si è in accordo sulla zona dove era ubicata la città, abitata già 3000 anni fa.

Cusco appariva come la città abitata più antica di tutte le Americhe. Fu la capitale e la sede del governo del regno degli Incas e continuò ad esserlo nelle fasi iniziali dell'epoca imperiale, diventando la città più importante delle Ande. Questo centralismo le diede peso diventando così il principale centro culturale e centro del culto religioso. Si attribuisce al governante Pachacutec di aver fatto di Cusco un centro spirituale e politico. Pachacútec arrivò al potere nel 1438 e sia lui che suo figlio Túpac Yupanqui dedicarono 5 decadi alla organizzazione e conciliazione di differenti gruppi tribali sotto il loro dominio, tra quelli i Lupaca e i Colla. Durante il periodo di Pachacútec e Túpac Yupanqui, il dominio di Cusco arrivò fino a Quito (nell'attuale Ecuador) al nord e fino al rio Maule al sud, integrando culturalmente gli abitanti per circa 4500 km di catena montuosa.

Si crede che il disegno originale della città di Cusco sia opera di Pachacutec. La mappa di Cusco antica ha la forma di un puma, con la piazza centrale (Haucaypata) nella posizione occupata dal petto dell'animale. La testa dell'animale sarebbe ubicata nella collina dove sta la fortezza di Sacsayhuamán. Gli inca organizzarono la loro divisione amministrativa in modo che i confini delle quattro regioni dell'impero coincidessero con la piazza centrale di Cusco.

La città situata al centro della cordigliera, ad una altitudine di circa 3000 metri, all'arrivo degli spagnoli era una delle più importanti città del mondo. Dalle sue rovine si è potuto risalire all'urbanistica dell'antica città, con le sue tipiche terrazze a scalinate, utili per facilitare le coltivazioni a irrigamento. Una rete di canali, acquedotti e dighe costruiti lungo la catena montuosa svolgeva il compito di fornire l'acqua necessaria all'attività, che era diversificata al punto da comprendere una sessantina di specie vegetali, rese fertili grazie al concime di guano trasportato dalla costa. Inoltre venivano allevati lama e alpaca, da cui si ricavava una lana pregiata. Le terre erano suddivise in tre gruppi: il primo riforniva i magazzini pubblici che erano situati lungo le strade principali ed erano utilizzati a uso della nobiltà, dei lavoratori, dell'esercito ed in caso di emergenza; il secondo riforniva i prodotti per saziare il clero e i loro collaboratori; il terzo gruppo produceva per il consumo dei contadini.[2]

Fondazione spagnola del Perù[modifica | modifica sorgente]

Calle Mantas, sulla destra si apprezza il campanile della Chiesa e del Convento de La Merced.
Vista della città da Sacsayhuamán.

I conquistadores spagnoli sapevano fin dal loro arrivo, in quello che adesso è il territorio peruviano, che il loro obiettivo era conquistare la città di Cusco, capitale dell'impero. Dopo la cattura di Atahualpa a Cajamarca, iniziarono il loro cammino verso Cusco fondando, nel tragitto, molte città.
I combattimenti per la conquista della capitale furono sanguinosi e, alla fine i conquistadores, persero. Il 15 novembre del 1533 Francesco Pizarro fondò, secondo l'usanza spagnola, la città di Cusco, ponendosi nella piazza principale degli Inca, la centrale Plaza de Armas circondata dai palazzi che furono dei sovrani Inca. Nella parte nord iniziò la costruzione della cattedrale. Francisco Pizarro diede a Cusco la denominazione di «Cusco, città nobile e grande» il 23 marzo 1534.
I superstiti dell'Impero Inca mantennero le ostilità durante il primo anno di colonizzazione, nel 1536 Manco Inca iniziò la sua opposizione e creò la dinastia degli Inca di Vilcabamba: questa dinastia finì nel 1572 quando l'ultimo re Tupac Amaru fu sconfitto, catturato e decapitato. La città si trasformò in un importante centro commerciale e culturale delle Ande centrali compreso nel tragitto della strada che da Lima porta a Buenos Aires. Tuttavia la amministrazione del vicereame preferì la localizzazione di Lima (fondata 2 anni dopo Cusco nel 1535) principalmente per la vicinanza di essa con il porto naturale di Callao per stabilire la testa dei suoi domini in Sud America. La città è menzionata nella prima mappa conosciuta del Perù.
Cusco venne decretata capitale dell'amministrazione del vicereame nel sud del paese, essendo all'inizio la localizzazione più importante a detrimento delle città recentemente fondate di Arequipa o Moquegua. La sua popolazione era composta principalmente di indigeni, partecipanti all'aristocrazia incaica ai quali furono mantenuti alcuni di quelli che furono i loro privilegi. Inoltre in città si trasferirono un certo numero di spagnoli. In quell'epoca iniziò quindi il processo di meticciato culturale che tuttora contraddistingue la città. Lo sviluppo urbano fu interrotto da vari terremoti che in più di una occasione distrussero la città. Nel 1650 un terremoto distrusse tutte le costruzioni coloniali. Durante quel sisma assunse una grande importanza l'effigie di Señor de los Temblores che ancora adesso è portato annualmente in processione. Nel 1780 la città di Cusco fu sconvolta dal movimento iniziato dal cacique (indigeno quechua) José Gabriel Condorcanqui, conosciuto come Tupac Amaru II che si sollevò contro l'amministrazione spagnola. La sua azione fu soffocata dopo vari mesi di lotta, in cui egli fu messo in scacco dalle autorità del verreinato appostate a Cusco. Tupac Amaru fu vinto, fu fatto prigioniero e sottoposto ad esecuzione crudele, insieme a tutta la sua famiglia, in Placa de Armas a Cusco. Ancora adesso sussiste sul lato della chiesa della Compagnia di Gesù la cappella che servì da processo : Questo movimento si espanse rapidamente in tutte le Ande e marcò l'inizio del processo di emancipazione del Sud America. Nel secolo XIX si ha un altro sollevamento contro l'amministrazione del verreinato, avvenuto a Cusco. El brigadier Mateo Pumacahua, meticcio di Cusco, che inizialmente aveva affrontato Tupac Amaru II, avviò un altro sommovimento assieme al fratello Angulo per ottenere l'indipendenza del Perù: Anche questo sollevamento fu soffocato.

Epoca repubblicana[modifica | modifica sorgente]

Vista complessiva di Cusco. Incisione antica

Il Perù dichiarò la sua indipendenza nel 1821 e la città di Cusco mantenne la sua importanza all'interno della organizzazione politico-amministrativa del Perù. In effetti si creò il dipartimento di Cusco che abbracciava tutti i territori amazzonici fino al confine con Brasile. La città fu la capitale di detto dipartimento e la città più importante del sud-est andino.

A partire dal XX secolo la città iniziò uno sviluppo urbano ad un ritmo maggiore rispetto a prima. La città si espanse nei vicini distretti di Santiago e Wanchaq. Nel 1911 partì dalla città la spedizione di Hiram Bingham che scoprì le rovine incaiche di Macchu Picchu.

Strade del centro di Cusco

Onorificenze assegnate alla città di Cuzco[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1933 il congresso americanista (avvenuto nella città di La Plata, Argentina) dichiarò la città capitale archeologica dell'America.
  • Successivamente nel 1978 la settima Convención de Alcaldes de las Grandes Ciudades Mundiales (tenutosi a Milano) dichiarò Cuzco come "Herencia Cultural del Mundo".
  • Finalmente l'UNESCO a Parigi, dichiarò la città e specialmente il centro storico come patrimonio culturale dell'umanità (9/12/1983).
  • In concordanza lo stato peruviano dichiarò Cusco il 22 dicembre 1983 con la Legge n. 23765 come la capitale turistica del Perù e patrimonio culturale della nazione.
  • Attualmente la costituzione politica del 1993 ha dichiarato Cusco "capitale storica del Perù"

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Cuzco si espande nella valle formata dal rio Huatanay e per le colline confinanti. Il suo clima è secco e temperato. Ha due stagioni definite: una secca da aprile ad ottobre con giornate soleggiate, notti fresche e temperatura media di 13 gradi, ed una piovosa da novembre a marzo con temperatura media di 12 gradi. Nei giorni soleggiati la temperatura si alza fino a 20 gradi, anche se il vento leggero di montagna è piuttosto freddo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Cusco notturna.

Per la sua antichità e trascendenza e per il centrocittà, che conserva molti edifici, piazze e strade di epoca preispanica, così come costruzioni coloniali, nel 1983 fu dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Nel 1950 un altro terremoto scosse la città causando la distruzione di più di un terzo dei suoi edifici. La città iniziò a costituirsi come un centro importante di turismo ed iniziò a ricevere un numero maggiore di turisti. Dagli anni novanta l'attività turistica prese un ruolo speciale nell'economia della città con la conseguente ingrandimento delle attività alberghiere. Attualmente Cusco è la principale meta turistica del Perù.

Tra i principali luoghi di interesse si possono annoverare i seguenti.

Barrio de San Blas[modifica | modifica sorgente]

Questo quartiere, ove si concentrano i laboratori e negozi di artigianato, è uno dei siti più pittoreschi della città. Le sue strade sono inerpicate e strette con palazzi antichi costruiti su fondazioni incaiche. Ha una interessante piazzuola e la parrocchia più antica di Cusco, edificata nell'anno 1563 in cui fu posto un pulpito di pietra intagliata che è considerata la massima espressione della Cusco coloniale. Il nome quechua di questo quartiere è Toq'ocachi che significa "posto della grazia".

Calle Hatun Rumiyuq[modifica | modifica sorgente]

È la via più visitata dai turisti. Qui si può incontrare il palazzo Arzobispal costruito sulle fondazioni del Palazzo di Inca Roca. In questa strada che va dalla piazza de Armas fino al Barrio de San Blas si può apprezzare la famosa pietra dai dodici angoli.

Convento e chiesa de la Merced[modifica | modifica sorgente]

In seguito ai terremoti che sono avvenuti in questa città il convento e la chiesa de la Merced sono stati ricostruiti più di una volta. Originariamente fu costruita nel XVI secolo. Il suo chiostro di stile barocco tardo-rinascimentale si distinguono, così come il coro, le pitture coloniali e gli intagli in legno. Si può ancora vedere un tabernacolo di oro e pietre preziosedi 22 kg di peso e di 130 cm di altezza.

Cattedrale[modifica | modifica sorgente]

Cappella della Sagrada Familia, adiacente la Cattedrale. Questo edificio appartenne anticamente all'Inquisizione ove, di fronte, si effettuavano le esecuzioni pubbliche dei condannati.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Cuzco.

La prima cattedrale di Cusco fu però la chiesa del Trionfo, costruita nel 1539 sopra il palazzo dell'Inca Viracocha. Nella realtà è una cappella ausiliaria della Cattedrale. Tra gli anni 1560 e 1664 si costruì la cattedrale di questa città. Per fare ciò gli spagnoli fecero trasportare blocchi di granito rosso dalla fortezza incaica di Sacsayhuamán. Questa cattedrale di facciata rinascimentale ed interni barocchi ha uno dei migliori esempi di oreficeria coloniale.

Ugualmente importanti sono i suoi altari di legno scolpito. Nella cattedrale possiamo vedere importanti mostre di artisti locali dell'epoca, in considerazione del fatto che in questa città si sviluppò la pittura su tela della cosiddetta scuola di Cusco.

Plaza de Armas[modifica | modifica sorgente]

Ai tempi degli Inca era chiamata Awqaypata (piazza del guerriero). Questa piazza è stata lo scenario di molti tra i più importanti eventi storici di questa città, come la proclamazione da parte di Francisco Pizarro della conquista di Cusco. Ugualmente la piazza fu lo scenario della morte di Tupac Amaru II considerato come il condottiero indigeno della resistenza. Gli spagnoli costruirono nella piazza un porticato di pietra intagliata, tuttora visibile. In questa piazza troviamo anche la cattedrale e la chiesa de La Compañía (la "Compagnia di Gesù", in latino Societas Iesu).

Iglesia de la Compañía[modifica | modifica sorgente]

Iglesia de la Compañía

Questa chiesa, iniziata dai gesuiti nel 1576 sopra le fondazioni del Amarucancha o palazzo del re inca Huayna Capac, è considerata uno dei più belli fra i barocchi coloniali del continente. La sua facciata è in pietra tagliata ed il suo altare è in pietra tagliata e rivestita di una lamina d'oro. Fu costruita sopra una cappella sotterranea.

Coricancha ed il Convento de Santo Domingo[modifica | modifica sorgente]

Coricancha e chiesa del Convento de Santo Domingo.

Il Coricancha fu il santuario più importante intitolato a Inti, il dio Sole, nell'epoca inca. Questo tempio fu chiamato "il sito dell'oro" in quanto i suo muri erano ricoperti da lamine d'oro. Mantenendo questa struttura come base, si costruì qui il convento di Santo Domingo (San Domenico), di stile rinascimentale. L'edificazione di una solitaria torre barocca, oltrepassa in altezza gli altri edifici di questa città. All'interno si può vedere un'importante collezione di pitture di scuola cusqueña.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole pubbliche e private[modifica | modifica sorgente]

Totali 4302 Istruzione iniziale 2008 Istruzione primaria 1743 Istruzione secondaria 399

La città di Cuzco ha una delle istituzioni più antiche del paese come la scuola nazionale San Francisco de Borja, situata su una collina ad un isolato dalla Plaza de Armas. Questa scuola fu la prima fondata dai conquistadores spagnoli in questa città ed era destinata all'istruzione dei bambini spagnoli. Similmente, nei primi anni della vita repubblicana, il libertador Simon Bolivar fondò Il Colegio Nacional de Ciencias che fu per lungo tempo una istituzione paradigmatica nell'istruzione di Cusco e della nazione. Attualmente la città è dotata vari istituti che coprono il livello primario e secondario. Degni di nota sono il collegio religioso San Francisco de Asis (con più di 300 anni) e l'istituto salesiano La Salle (con più di 100 anni).

Università[modifica | modifica sorgente]

  • Universidad Nacional San Antonio Abad.
  • Universidad Andina del Cusco.

Istituti Superiori Tecnici[modifica | modifica sorgente]

  • Instituto Superior Tecnológico Público "Tupac Amaru".

Istituti superiori Pedagogici[modifica | modifica sorgente]

  • Instituto Superior Pedagógico Privado "Uriel García".

Persone legate a Cuzco[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

La principale attività economica è il turismo. Non secondaria l'attività agricola.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Governo locale[modifica | modifica sorgente]

La città è governata dalla Municipalidad Provincial del Cusco che ha competenza in tutto il territorio della provincia di Cusco. Non esiste una autorità ristretta alla città.

Governo politico[modifica | modifica sorgente]

La città di Cusco, nella sua qualità di capitale dipartimentale, è sede del governo regionale di Cusco. Ha anche un prefetto con poteri politici in ambito dipartimentale. Inoltre è sede dei differenti ministeri regionali che formano la pubblica amministrazione.

Funzione giudiziaria[modifica | modifica sorgente]

Cusco è sede della corte superiore di giustizia.

Come molte altre città, Cusco ha tre simboli ufficiali: la bandiera, lo stemma e l'inno. Simboli che vengono "esposti" il giorno 24 giugno in cui si commemora la festa incaica Inti Raimi che è quindi divenuta la festa della città. Per quanto concerne lo stemma fino ad 1992 fa si preferiva lo scudo araldico carlista (utilizzato da più di 450 anni). Ultimamente la municipalità di Cusco ha preferito l'uso del Sol de Echenique, in quanto in sintonia con il passato incaico.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Cuzco è gemellata con:

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Da Cusco, e più precisamente dalla stazione di San Pedro, partono i treni che, attraverso la Valle Sacra, arrivano a Machu Picchu.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La squadra di calcio della città è il Cienciano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Instituto Nacional de estadisticas y informacion
  2. ^ Darcy Ribeiro, Le Americhe e le civiltà, Einaudi, Torino, 1975, pp. 170-180

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

patrimoni dell'umanità Portale Patrimoni dell'umanità: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di patrimoni dell'umanità