Crepis paludosa

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Radichiella a pappo giallastro
Crepis paludosa ENBLA01.jpeg
Crepis paludosa
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Crepidinae
Genere Crepis
Specie C. paludosa
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Crepidinae
Nomenclatura binomiale
Crepis paludosa
(L.) Moench., 1794
Nomi comuni

Crepide di palude

La Radichiella a pappo giallastro (nome scientifico Crepis paludosa (L.) Moench., 1794) è una pianta erbacea, perenne, a fiori gialli appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del nome generico (Crepis) non è molto chiara. In latino Crèpìs significa pantofola, sandalo e i frutti, di alcune specie di questo genere, sono strozzati nella parte mediana ricordando così (molto vagamente) questo tipo di calzare. Inoltre lo stesso vocabolo nell'antica Grecia indicava il legno di Sandalo. Non è chiaro quindi, perché Sébastien Vaillant (botanico francese, 1669 - 1722) abbia scelto proprio questo nome per indicare il genere della presente specie[1].
Il nome specifico (paludosa) deriva dal particolare habitat frequentato da questa pianta; mentre quello comune (“Radichiella a pappo giallastro”) deriva dal colore del suo pappo.
Un primo inserimento di questa pianta nei cataloghi botanici è dovuto al biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778); studio proseguito dal botanico germanico Conrad Moench (1744-1805) e pubblicato nel 1794.
I francesi chiamano questa pianta con il nome di Crépide des marais; mentre i tedeschi la chiamano: Sumpf-Pippau; e gli inglesi la chiamano Marsh Hawk's-berad.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

Queste piante raggiungono i 100 cm di altezza (altezza media 40 – 70 cm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, e con uno scapo allungato non molto foglioso.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è un breve e sottile rizoma verticale o obliquo a carattere legnoso.
  • Parte epigea: la parte aerea è eretta ed elevata. L'andamento è un po' angoloso e la superficie è costata e glabra. Sulle coste possono presentarsi dei riflessi purpurei, mentre alla base il colore è lievemente arrossato. In alto è ramoso e porta diversi capolini.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

La rosetta basale
Località Giardino Botanico Alpino "Giangio Lorenzoni", Pian Cansiglio, Tambre d'Alpago (BL), 1000 m s.l.m. - 5/7/2007
Foglia caulina

Le foglie sono a lamina intera (sia quelle basali che cauline) con bordo crenato - dentato. La superficie è glabra.

  • Foglie basali: le foglie basali sono picciolate e hanno la base astata (appuntite verso il fusto); la forma è lineare-spatolata. La parte inferiore delle foglie può presentarsi pennato-lobata, mentre quella apicale è quasi sempre intera. Dimensione delle foglie basali: larghezza 2 – 4 cm; lunghezza 10 – 15 cm.
  • Foglie cauline: le foglie cauline, di dimensioni minori, sono sessili con base amplessicaule - cuoriforme.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è formata da diversi capolini emisferici di tipo corimboso su peduncoli setoloso-ghiandolari. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae : un peduncolo sorregge un involucro sub-cilindrico formato da 2 serie di squame, che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati e quelli interni tubulosi (in questo caso sono assenti). Le squame sono coperte da setole nerastre e ghiandole più chiare. Il colore dei fiori è giallo. Dimensione dei peduncoli  : 2 – 5 cm. Dimensione dell'involucro: larghezza 5 mm, lunghezza 10 mm.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

L'involucro
Il capolino

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetra-ciclici (calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (a 5 elementi). In questa specie i fiori tubulosi non sono presenti. Dimensione dei fiori maggiori: 20 – 35 mm.

K 0, C (5), A (5), G 2 infero[2]

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto consiste in un achenio cilindrico, a 10 coste e sormontato da un pappo giallastro (o bianco sporco) e soffice formato da peli semplici (non ramificati). Dimensione degli acheni 4,5 – 5,5 mm. Dimensione del pappo : 6 – 7 mm.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale[3]:

Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe : Molinio-Arrhenatheretea
Ordine : Molinietalia caeruleae
Alleanza : Calthion palustris

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia delle Asteraceae o Compositae è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in quasi 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie.
La Crepis paludosa appartiene a un genere (Crepis) abbastanza numeroso comprendente dalle 200 alle 300 specie (secondo le varie classificazioni), diffuse soprattutto nell'emisfero boreale (Vecchio Mondo), delle quali quasi una cinquantina sono proprie della flora italiana.
Il genere Crepis appartiene alla sottofamiglia Cichorioideae (in passato dette anche Liguliflorae ) caratterizzata dall'avere capolini con soli fiori ligulati (quelli periferici qualche volta sono unisessuali) e con canali laticiferi.

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

Tutto il genere ha una spiccata tendenza alla poliploidia con specie che a volte difficilmente possono essere separate le une dalle altre[1]. La specie di questa scheda per alcuni aspetti travalica i limiti del genere stesso; infatti mentre per l'aspetto morfologico più immediato è una Crepis, per la forma degli acheni e del pappo potrebbe essere confusa per una specie del genere Hieracium. Come spiegazione per questo si fanno due ipotesi, nessuna delle due ancora verificate: (1) potrebbe rappresentare un fenomeno di convergenza evolutiva oppure (2) si potrebbe essere in presenza di una ibridazione molto antica[4].

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Crepis paludosa può essere chiamata con nomi diversi. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Aracium paludosum (L.) Monnier
  • Crepis caucasica C.A. Meyer (1855)
  • Crepis rumicifolia Boiss. & Balansa in Boiss. (1875)
  • Hieracium paludosum L. (1753) (basionimo)
  • Soyeria paludosa (L.) Godr.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Crepis paludosa è un “classico” fiore giallo come tanti se ne vedono sui nostri prati che facilmente possono essere confusi con altri ad un primo sguardo distratto. Qui elenchiamo alcune specie (anche di altri generi) abbastanza simili che a volte differiscono per particolari anche poco evidenti come la struttura del ricettacolo, la forma dell'achenio o del pappo, oppure in modo più evidente la forma delle foglie:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  2. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 30 gennaio 2009.
  3. ^ AA.VV., Flora Alpina., Bologna, Zanichelli, 2004.
  4. ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, ISBN 88-506-2449-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 767.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 271, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 668.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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