Hieracium

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Sparviere
Hieracium alpinum T20-1.jpg
Hieracium alpinum
(Sparviere alpino)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Genere 'Hieracium'
L., 1753
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Specie
(Vedi: Specie di Hieracium )

Hieracium L. 1753 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza simile a margherite gialle.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere deriva dalla parola greca hierax o hierakion (= sparviere, falco). Il nome del genere è stato dato inizialmente dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 - 1708) rifacendosi probabilmente ad alcuni scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 - 79) nei quali, secondo la tradizione, i rapaci si servivano di questa pianta per irrobustire la loro vista.[1][2] Da un punto di vista scientifico il nome del genere è stato pubblicato per la prima volta da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 799. 1753"[3] del 1753.[4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Hieracium alpinum
Il portamento

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.
Le piante di questo genere possono raggiungere un'altezza massima di 10 dm (raramente raggiungono i 15 dm). La forma biologica prevalente è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee (e aromatiche), a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, inoltre spesso hanno l'asse fiorale eretto e privo di foglie (piante scapose), oppure le foglie basali sono assenti alla fioritura (piante afillipode). Alcune specie possono anche avere la forma biologica di tipo emicriptofita rosulata (H ros), ossia con foglie disposte a formare una rosetta basale e presenti alla fioritura (piante fillipode). Queste piante sono anche provviste di lattice (i vasi latticiferi sono anastomizzati), ma sono prive di stoloni.[5][6][7][8]

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici spesso sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

La parte aerea del fusto è eretta o ascendente con ramosità più o meno copiosa o anche nulla (pianta monocefala - con un solo capolino); può essere sia glabra che pelosa. Un elemento importante del fusto è l'acladio, ossia la porzione del peduncolo/fusto compresa tra la base del capolino e la ramificazione immediatamente sottostante.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie si dividono in basali e cauline. In genere lungo il caule sono disposte in modo opposto; la lamina può essere intera o più o meno divisa con forme da lineari-strette a largamente ovate (con forme intermedie quali ellittiche, lanceolate, oblanceolate, oblunghe o spatolate); i bordi possono essere variamente dentati (anche profondamente, ma raramente sono lobati) o continui; la superficie può essere glabra o variamente pubescente. Quelle basali sono provviste di picciolo (o anche sono sessili), mentre quelle cauline sono in genere sessili e progressivamente ridotte con lamine più strette.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Hieracium umbellatum
Infiorescenza

Le infiorescenze sono composte da uno o molti capolini quasi sempre peduncolati e possono essere di tipo corimboso, panicolato o recemiforme. I peduncoli possono essere provvisti di brattee (non sono rigonfi). I capolini sono formati da un involucro composto da diverse brattee (o squame) disposte su 2 - 4 serie in modo embricato, all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. L'involucro ha delle forme da emisferiche o campanulate a cilindriche. Le squame grossolanamente si dividono in esterne (non sempre presenti) e interne; quelle esterne (formano quasi un calice) sono nulle o da 3 a 13 con forme da deltate a lanceolate o lineari; quelle interne sono da 5 a 21 ed hanno delle forme lineari-lanceolate con margini scariosi e apici acuminati con forme ottuse. Il ricettacolo è nudo, ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro dell'involucro: 3 - 9 mm.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Hieracium lachenalii
I fiori ligulati

I fiori (da 6 a 150) sono tutti del tipo ligulato[9] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[10]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla in genere è colorata di giallo o arancio (raramente bianco o azzurro). Le ligule sono lunghe e spesso cigliate.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[11] Le antere alla base sono acute.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Hieracium porrifolium
Il pappo con gli acheni

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono scuri e lunghi circa 2,5 - 5 mm a forma colonnare-obconica (o più o meno cilindrica) e sono ristretti alla base (e ingrossati all'apice), mentre la superficie (liscia o appena rugosa) è provvista di 8 - 10 coste che nella parte apicale confluiscono in un orlo anulare. Il pappo è formato 20 a 80 setole biancastre (o giallastre) semplici disposte su due serie (quelle interne sono più lunghe e più rigide, quelle esterne sono fragili).

Pubescenza[modifica | modifica sorgente]

Un carattere importante anche da un punto di vista tassonomico (per individuare i vari gruppi del genere - vedere la tabella più sotto) è la pubescenza delle varie parti della pianta: fusto, foglie, peduncolo e squame dell'involucro. Si possono distinguere cinque tipi principali di peli:

  • peli: possono essere semplici oppure pluricellulari con lunghezza contenute in 1 - 2 mm;
  • setole: possono essere semplici oppure pluricellulari con lunghezza variabile tra 3 - 5 mm fino a 10 mm;
  • peli stellati: generalmente sono brevi (meno di 0,5 mm), pluricellulari e con le punte rivolte in tutte le direzioni;
  • peli piumosi: sono derivati dalle lacinie delle setole;
  • ghiandole: sono peli semplici (brevi o lunghi) terminanti in un ingrossamento ghiandolare.


La frequenza della pelosità può essere: molto fitta - abbondante - sparsa - rara.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Le specie di questo genere hanno una distribuzione cosmopolita (con una certa preferenza per l'Eurasia e il Nordamerica). Nelle altre aree del globo sono presenti in Sud America (lungo le due coste) e in Africa mediterranea Nord-Occidentale.[6] L'habitat preferito è quello temperato a quote medie e alte. Delle circa 250 specie spontanee della flora italiana buona parte vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza i dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle principali specie o gruppi alpini[13].

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza del genere (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[14] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[15]). All'interno della famiglia il genere fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Hieraciinae è una dell 11 sottotribù di Cichorieae.[16]
Il genere Hieracium è un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa 770 specie sessuali e oltre 5200 specie apomittiche[17], delle quali circa 250 e più sono presenti nella flora spontanea italiana. Alcuni taxon collegati alle varie specie del genere sono sottospecie, altri sono considerati aggregati (o inclusi), e altri ancora sono considerati "intermediari" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Nella "Flora d'Italia" sono proposte due nuove unità tassonomiche: (1) gruppo-cardinale (insieme di forme elementari di singole serie evolutive come le specie o le agamospecie con proprie combinazioni di caratteri morfologici); (2) gruppo-intermediario (insieme di specie o agamospecie che riuniscono i caratteri morfologici di due o più gruppi-cardinali).[5]
Anche studi recenti (Greuter, 2007) hanno confermato che la classificazione interna al genere pone problemi quasi impossibili da risolvere. Problemi che vengono ulteriormente ostacolati dallo scontro di correnti e scuole di pensiero difficilmente conciliabili per quanto riguarda i principi di base della classificazione del genere. Seguendo la tradizione Zahn un primo metodo consiste nel suddividere le specie principali e i vari intermediari ibridi in sottospecie, a questo si contrappone la "scuola nordica" la quale tratta ogni ceppo apomittico distinguibile come specie e quindi minimizza il numero delle sezioni tra genere e specie. Quest'ultimo approccio segue l'indirizzo filogenetico attuale, ma risulta inapplicabile su grandi aree con maggior diversità di morfotipi. Gottschlich recentemente (2009) suggerisce che i vari taxa dovrebbero essere caratterizzati da discontinuità morfologiche associate a separazione geografiche/ecologiche.[6]
Tradizionalmente il genere viene suddiviso in 4 sottogeneri:[5]

  • sottogruppo Hieracia aphyllopoda: queste piante sono prive di foglie basali all'antesi (oppure sono appassite); anche le foglie cauline inferiori possono essere assenti all'antesi; quelle superiori sono numerose (6 - 30); la fioritura in genere è da luglio a ottobre;
  • sottogruppo Hieracia phyllopoda: le foglie basali sono presenti alla fioritura; le cauline sono al massimo 5 (fusti afilli) oppure fino a 15 con foglie a forme più lineari; la fioritura in genere è da maggio a luglio.


Un quinto gruppo, Pilosella Vaill., recentemente è stato portato al rango di genere e comprende almeno 3000 specie ibridogene distribuite in Eurasia temperata.
I numeri cromosomici delle piante di questo genere variano da 2n = 18 (specie diploidi) a 2n = 27 (specie triploidi). Sono comunque presenti anche specie tetraploidi e pentaploidi.[7][8]

Filogenesi[modifica | modifica sorgente]

Cladogramma del genere Hieracium

La costruzione filogenetica all'interno del genere presenta le stesse problematiche descritte sopra. Uno studio di tipo filogenetico[19] (vedere il cladogramma a lato tratto dallo studio citato e semplificato) basato sull'analisi del DNA dei cloroplasti è stato fatto di recente per esaminare i rapporti delle specie native Nord Americane con specie non autoctone (Eurasiatiche). Da questo studio è stato individuato un gruppo di specie native descritte come subgenere Chionoracium (sinonimo di Stenotheca[20]) come “gruppo fratello” del resto del genere. È stata inoltre confermata la separazione del subgenere Pilosella dalle specie europee; mentre quest'ultime presentano ancora problemi di tipo parafiletico per cui sono necessari ulteriori studi. Nello studio sono indicati anche i rapporti filogenetici con altri generi come Hypochaeris e Crepis.

Specie spontanee italiane[modifica | modifica sorgente]

La tabella seguente elenca le principali specie o gruppi del genere Hieracium presenti sul territorio italiano. [5][21][22]
(Per alcune specie i dati sono ancora in via di completamento.)

Principali gruppi italiani[modifica | modifica sorgente]

Buona parte delle specie italiane sono raccolte in gruppi con caratteri simili o poco diversi. Nel seguente elenco sono indicati i principali gruppi del genere Hieracium della flora spontanea italiana descritti nella "Flora d'Italia".[5] Le specie tra parentesi si riferiscono alla pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora"[23]
(L'appartenenza di una data specie ad un gruppo oppure ad un altro vicino può variare da Autore a Autore.)

Specie e aggregati europei[modifica | modifica sorgente]

Nell'Europa oltre alle specie della flora spontanea italiana sono presenti le seguenti altre specie:[24]


Sono inoltre riconosciuti i seguenti aggregati:[24]

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

L'entità di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[25]

  • Stenotheca Monnier
  • Crepidispermum Fr.
  • Mandonia Sch.Bip.
  • Heteropleura Sch.Bip.
  • Crepidopsis Arv.-Touv.
  • Apatanthus Viv.

Generi simili[modifica | modifica sorgente]

Il genere che più si avvicina a Hieracum e ovviamente il genere Pilosella Vaill. da poco separato da quello di questa voce. Si differenzia per il pappo formato da una sola serie di setole, tutte sottili e della stessa lunghezza; per la presenza di stoloni; per i capolini piccoli con involucri lunghi 4 - 8 mm e acheni lunghi 1 - 2 mm.[18][8]
Altri generi simili a Hieracium sono:[5]

Nome del genere con Autore Nome comune Differenze rispetto al genere Hieracium
Andryala L. Lanutella Le squame sono disposte su una sola serie; il ricettacolo possiede delle piccole fosse circondate da setole.
Chondrilla L. Lattugaccio Le foglie hanno delle forme strettamente lineari; i capolini sono formati da 7 - 15 fiori; le squame sono disposte su 1 - 2 serie; l'achenio è prolungato in un becco alla base del quale sono presenti alcuni dentelli.
Crepis L. Radichiella Gli acheni all'apice sono assottigliati e spesso sono prolungati in un becco allungato; il pappo è bianco formato da peli flessibili e tenaci.
Lactuca L. Lattuga I capolini contengono pochi fiori; gli acheni hanno delle forme compresse e sono provvisti di becco allungato.
Launaea Cass. Launea Le squame esterne sono provviste di un largo margine membranoso; gli acheni hanno delle forme subclindriche con 4 denteli basali.
Prenanthes L. Radichiella Le infiorescenza sono delle pannocchie con capolini penduli con pochi fiori violetti.
Reichardia Roth Grattalingua Gli acheni sono striati e con forme bitorzolute; i peli del pappo sono connati alla base e facilmente si staccano tutti assieme.
Sonchus L. Crespino I capolini sono del tipo pauciflora; gli acheni hanno delle forme compresse.
Taraxacum Weber Tarassaco Le foglie sono unicamente quelle basali in rosetta e l'infiorescenza si compone di un solo capolino; le squame sono disposte su due serie e quelle esterne sono ribattute verso il basso; l'achenio è prolungato in un becco alla base del quale sono presenti alcuni dentelli.
Willemetia (Neck.) Cass. Lattugaccio Le foglie sono disposte in rosetta basale; i capolini sono pochi (generalmente uno); le squame sono disposte su 2 serie; l'achenio è prolungato in un becco alla base del quale sono presenti alcuni dentelli.

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

(1) Una ricerca dettagliata sul genere Hieracium è stata fatta in questi ultimi anni nella provincia di Trento. Sono state individuate 123 specie comprendendo le specie principali e le specie intermediarie nell'accezione di Nageli & Peter e Zahn. Per ogni specie sono indicate anche le sottospecie presenti nella provincia. [18]
(2) In molte zone (specialmente in America settentrionale) le specie di Hieracium sono considerate specie invasive.[26]

Alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Motta 1960, op. cit., Vol. 2 - pag. 454
  2. ^ Botanical names. URL consultato il 16-agosto-2013.
  3. ^ BHL - Biodiversity Heritage Library. URL consultato il 22-dicembre-2013.
  4. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 22-dicembre-2013.
  5. ^ a b c d e f Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 282-317
  6. ^ a b c Cichorieae Portal. URL consultato il 02-gennaio-2014.
  7. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato il 02-gennaio-2014.
  8. ^ a b c Kadereit & Jeffrey 2007, op. cit., pag. 194
  9. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 12
  10. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  11. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  12. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 523
  13. ^ Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 692-704
  14. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  15. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  16. ^ Funk & Susanna, op. cit., pag. 348
  17. ^ Kilian 2009, op. cit., pag. 354
  18. ^ a b c Gunter Gottschlich & Domenico Pujatti, Il genere Hieracium in provincia di Trento in Ann. Mus. civ. Rovereto; Vol. 16 (2000); pag. 273 - 351.
  19. ^ J. F. Gaskin & L. M. Wilson, Phylogenetic Relationships Among Native and Naturaliz~d Hieracium (Asteraceae) in Canada and the United States Based on Plastid DNA Sequences in Systematic Botany (2007), 32(2): pp. 478-485.
  20. ^ Hieracium Study Group. URL consultato il 02-gennaio-2014.
  21. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 22-dicembre-2013.
  22. ^ Conti et al. 2005, op. cit., Pag. 105-111
  23. ^ Conti et al. 2005, op. cit., Pag. 105-111
  24. ^ a b EURO MED - PlantBase. URL consultato il 01-gennaio-2014.
  25. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 02-gennaio-2014.
  26. ^ Linda M. Wilson, Key to identification of invasive and native Hawkweeds (Hieracium spp.) in the Pacific Nortwest in British Columbia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Panero, J. L., and V. A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae Cap.24 in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.343-383.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960, pag. 454.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 194, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.

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