Senecio ovatus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Senecione di Fuchs
Senecio fuchsii a1.jpg
Senecio ovatus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Genere Senecio
Specie S. ovatus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Sottotribù Senecioninae
Nomenclatura binomiale
Senecio ovatus
(G. Gaertn. & Al.) Willd., 1803

Il Senecione di Fuchs (nome scientifico Senecio ovatus (G. Gaertn. & Al.) Willd., 1803) è una pianta erbacea, perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico deriva da un vocabolo latino (senex) che significa “vecchio uomo” in riferimento al caratteristico pappo formato da esili e sottili peli biancastri tutti della stessa lunghezza. La prima volta questo nome apparve in uno scritto di Plinio.[1] Il nome specifico (ovatus) fa riferimento al suo habitus (foglie o altre parti dalla forma simile). Il nome comune (di Fuchs) è in onore del medico e botanico tedesco di Tubinga vissuto tra il 1501 e il 1565.
Il nome scientifico (Senecio ovatus) è stato proposto inizialmente dal botanico tedesco Gottfried Gaertner (1754 - 1825) insieme ad altri studiosi (Bernhard Meyer e Johannes Scherbius) e successivamente perfezionato dal botanico, farmacista e micologo tedesco Carl Ludwig Willdenow (1765 -1812) nella pubblicazione ”Species Plantarum. Editio Quarta. Berolini” del 1803.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta
Portamento

(La seguente descrizione è relativa alla specie S. ovatus s.l.; per i dettagli delle varie sottospecie vedere più avanti.)
L'altezza di queste piante varia da 5 a 15 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Queste piante possiedono al loro interno delle sostanze chimiche quali i lattoni sesquiterpenici e gli alcaloidi pirrolizidinici.[3]

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono secondarie da rizoma.[4]

Fusto[modifica | modifica sorgente]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è erbacea, eretta (a portamento un po' zigzagante), striata e ramificata nella parte superiore. La parte basale del fusto può essere arrossata e glabra (mentre può essere pubescente in alto).

Foglie[modifica | modifica sorgente]

La foglia
Pianezze, Trichiana (BL), 859 m s.l.m. - 20/08/2009

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno con lamina a forma lanceolata stretta (mediamente 5 volte più lunga che larga), con base acuminata e con bordi dentati (i denti sono profondi 1 mm) e a sezione trasversale lievemente carenata. La consistenza della foglie è tenue, il colore è verde e sono più o meno pubescenti. Le foglie sono sub-sessili con picciolo più o meno alato. Dimensioni delle foglie: larghezza 1,5 – 3 cm; lunghezza 6 – 15 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Infiorescenza
Pianezze, Trichiana (BL), 859 m s.l.m. - 20/08/2009

L'infiorescenza è formata da numerosi capolini in formazione corimbosa. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: un peduncolo sorregge un involucro cilindrico composto da circa 8 squame disposte su un unico rango e tutte uguali fra loro, che fanno da protezione al ricettacolo più o meno piano e nudo (senza pagliette)[5] sul quale s'inseriscono i fiori periferici (ligulati) da 4 a 8 e i fiori tubulosi molti di più. Alla base dell'involucro sono presenti alcune squame lunghe quanto quelle interne. Diametro del capolino: 20 – 30 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

Il capolino
Pianezze, Trichiana (BL), 859 m s.l.m. - 20/08/2009

I fiori in genere sono zigomorfi (actinomorfi quelli tubulosi) e tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi) sono bisessuali.

* K 0, C (5), A (5), G 2 (infero)[6]
  • Corolla: la parte inferiore dei petali è saldata insieme e forma un tubo. In particolare quelli del disco centrale (tubulosi) hanno delle fauci dilatate a cinque lobi, mentre nei fiori periferici (ligulati) il tubo termina con un prolungamento nastriforme terminante più o meno con cinque dentelli. Il colore dei fiori è giallo chiaro.
  • Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo.
  • Gineceo: lo stilo è unico con uno stimma profondamente bifido. Le branche stilari sono sub-cilindriche, troncate e con un ciuffo di peli alla sommità.[5] Le ramificazione (dello stilo) consistono in linee stigmatiche marginali (i recettori del polline).[3] L'ovario è infero e uniloculare formato da due carpelli concrescenti e contenente un solo ovulo.
  • Fioritura: da giugno a agosto (settembre).

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono degli acheni a forma più o meno cilindrica. Sono inoltre provvisti di un pappo biancastro formato da esili e sottili peli tutti della stessa lunghezza. Dimensione dell'achenio: 4 mm; lunghezza del pappo: 10 mm.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Centro-Europeo.
  • Distribuzione: in Italia questa specie è abbastanza comune e si trova al nord e al centro.
  • Habitat: l'habitat tipico sono le faggete e le radure boschive.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 300 fino a 2000 m s.l.m..

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza del Senecio ovatus (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[7] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[8]). Il genere Senecio Mill. contiene oltre 1000 specie distribuite in tutto il mondo.
Secondo Pignatti la specie S. ovatus fa parte del ”Gruppo di Senecio germanicus” (ex. “Gruppo di S. nemorensis”). Le altre due specie che completano il gruppo sono: Senecio cacaliaster e Senecio germanicus. La morfologia del gruppo è poco differenziata (spesso le specie sono confuse tra di loro). Si distinguono per le foglie più o meno allungate e per i pochi fiori ligulati (nel paragrafo “Specie simili” sono indicate nel dettaglio le varie differenze).[9]
Il numero cromosomico di S. ovatus è: 2n = 40.[10]
Non tutte le checklist sono concordi sul nome scientifico di questa pianta. Per alcune Senecio ovatus è sinonimo di Senecio nemorensis L. subsp. fuchsii (C.C. Gmel.) Celak. .[11]

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio italiano ultimamente sono state riconosciute due sottospecie qui sotto brevemente descritte.[12][13]
Oltre alle sottospecie indicate, alcune checklist considerano valida la sottospecie Senecio ovatus subsp. stabianus (Lacaita) Greuter [14] altrimenti indicata come Senecio stabianus Lacaita.[12]

subsp. alpestris[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della sottospecie alpestris
(Distribuzione regionale[12] – Distribuzione alpina[13])
  • Nome scientifico: Senecio ovatus (G. Gaertn. & Al.) Willd. alpestris (Gaudin) Herborg (1987).
  • Nome comune: Senecio alpestre.
  • Basionimo: Senecio alpetsris Gaudin (1829).
  • Descrizione: si differenzia per un numero minore di fiori ligulati (mediamente 3).
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita Europeo.
  • Distribuzione: questa sottospecie si trova nelle Alpi occidentali e nell'Appennino centrale (Marche e Umbria). Oltre confine (sempre nelle Alpi) si trova in Francia e Svizzera. Sugli altri rilievi europei si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura e Massiccio Centrale.
  • Habitat: l'habitat tipico sono i tagli forestali, le strade boschive, le zone incendiate, i margini erbacei, i megaforbieti e i popolamenti a felci. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
  • Distribuzione altitudinale: questa entità frequenta i seguenti piani vegetazionali: quello montano e in parte quello subalpino e collinare.
  • Fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico la sottospecie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione: comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Epilobietea angustifolii
Ordine: Atropetalia bella-donae

subsp. ovatus[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della sottospecie ovatus
(Distribuzione regionale[12] – Distribuzione alpina[13])
  • Nome scientifico: Senecio ovatus (G. Gaertn. & Al.) Willd. ovatus
  • Nome comune: Senecio ovato
  • Basionimo: Jacobaea ovata G. Gaertn. & Al. (1801)
  • Descrizione: si differenzia per un numero maggiore di fiori ligulati (da 5 a 7).
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Est Europeo.
  • Distribuzione: questa sottospecie si trova nelle Alpi orientali in Austria e in Slovenia. Sugli altri rilievi europei si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Alpi Dinariche, Monti Balcani e Carpazi.
  • Habitat: l'habitat tipico sono i tagli forestali, le strade boschive, le zone incendiate, i margini erbacei, i megaforbieti, i popolamenti a felci e i boschi a faggete e abetine. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
  • Distribuzione altitudinale: questa entità frequenta i seguenti piani vegetazionali: quello montano e collinare e in parte quello subalpino.
  • Fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico la sottospecie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione: comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Epilobietea angustifolii
Ordine: Atropetalia bella-donae

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

Nell'elenco seguente sono indicati alcuni ibridi interspecifici:[15]

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[15]

  • Senecio alpestris Gaudin (1829), non Schrank
  • Senecio commutatus Heller (1811)
  • Senecio expansus Boiss. & Heldr., non Harvey
  • Senecio fluviatilis Wallr. (1841) subsp. fuchsii (C.C. Gmelin) Stoj. & Stef. (1948)
  • Senecio fuchsii Gmelin
  • Senecio nemorensis subsp. fuchsii (C.C. Gmel.) Celak.
  • Senecio salicifolius Wallr. (1822)
  • Senecio sarracenicus L.
  • Senecio serratifolius St-Lager in Cariot (1889)
  • Senecio subserratifolius Cariot & St-Lager (1889)
  • Jacobaea ovata G. Gaertn. & Al. (1801)

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

La caratteristica più evidente della specie di questa voce è l'esiguo numero dei fiori ligulati nel capolino. Altre specie di Senecio si presentano con questa caratteristica più o meno marcata come il Senecio sylvaticus (si differenzia per le foglie ridotte ad una lamina di 3 – 4 mm attorno alla nervatura centrale) o il Senecio vulgaris (anche questa specie si presenta con foglie fortemente lobate e strette). Le differenze morfologiche sono invece meno marcate tra le specie appartenenti al ”Gruppo di Senecio germanicus”:

  • Senecio germanicus: le foglie sono circa 3 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 4 a 8;
  • Senecio ovatus: le foglie sono circa 5 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 4 a 8;
  • Senecio cacaliaster: le foglie sono circa 5 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 0 a 3.

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

Il Senecione di Fuchs in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Gewöhnliches Fuchs' Greiskraut
  • (FR) Séneçon ovale
  • (EN) Wood Ragwort

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Motta 1960, op. cit., Vol. 3 – pag 693
  2. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 31 agosto 2011.
  3. ^ a b Judd 2007, op. cit., pag. 523
  4. ^ Catalogazione floristica - Università di Udine. URL consultato il 31 agosto 2011.
  5. ^ a b Motta 1960, op. cit., Vol. 3 – pag 694
  6. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 22 aprile 2009.
  7. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  8. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  9. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 126
  10. ^ Tropicos Database. URL consultato il 31 agosto 2011.
  11. ^ Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh). URL consultato il 31 agosto 2011.
  12. ^ a b c d Conti et al. 2005, op. cit., pag. 164
  13. ^ a b c Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 540
  14. ^ EURO MED – PlantBase. URL consultato il 31 agosto 2011.
  15. ^ a b Index synonymique de la flore de France. URL consultato il 31 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, pag. 693.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 126. ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 540.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007. ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007. ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 163. ISBN 88-7621-458-5.
  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]