Basket Rimini Crabs
| Basket Rimini Crabs Pallacanestro |
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| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Dati societari | |||
| Città | Rimini | ||
| Paese | |||
| Confederazione | FIBA Europe | ||
| Federazione | FIP | ||
| Campionato | Divisione Nazionale B | ||
| Fondazione | 1947 | ||
| Presidente | Adriano Braschi | ||
| Allenatore | Fabrizio Ambrassa | ||
| Palazzetto | Palasport Flaminio e 105 Stadium | ||
| Sito web | www.basketriminicrabs.it | ||
| Palmarès | |||
Il Basket Rimini, dal 2001 noto come Crabs Rimini, è una squadra di pallacanestro di Rimini, dal 2011 iscritta al campionato di DNB dopo la messa in liquidazione dell'estate dello stesso anno.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Le origini e il debutto nel professionismo
La squadra nacque nel 1947 come sezione cestistica della Polisportiva Libertas Rimini. La sede del club era, ed è tuttora, un edificio di via Dante che fino al secolo precedente svolgeva la funzione di cappella religiosa. Il primo campo da gioco era localizzato proprio dietro la sede. Successivamente, fino alla realizzazione del Palasport Flaminio, la squadra disputò le proprie partite interne nella palestra situata presso l'ex Teatro Galli, in pieno centro storico. Il Basket Rimini fu costituito negli anni '70 dopo essersi slegato dalla Libertas.
La stagione 1978-79 fu quella dell'esordio assoluto in Serie A2 sotto la guida di Alberto Bucci, allenatore che in pochi anni portò Rimini dall'allora Serie D fino all'esordio in A2.
I primi giocatori stranieri del club sono stati Mark Crow e Steve Mitchell: quest'ultimo morì per alcool e droga proprio durante la sua permanenza al Basket Rimini,[1] che in quei tempi era sponsorizzato Sarila.
[modifica] L'avvento di Sberlati e la conquista dell'A1
Nel settembre 1983 arrivò il nuovo patron Corrado Sberlati, fondatore del gruppo alimentare Marr, con la squadra guidata da coach Piero "Topone" Pasini che a fine stagione per la prima volta nella sua storia conquistò la Serie A1, grazie anche al contributo dei due americani Ernst Wansley e Gig Sims. La prima avventura nella massima serie durò tre anni: la stagione 1985-86 vide la Marr "superstar" (così ribattezzata affettuosamente dai tifosi) raggiungere il massimo traguardo storico, ovvero l'ottavo posto assoluto (poi rivalutatosi in sesto, grazie all'ingresso nei quarti di finale dei playoff - persi contro l'Olimpia Milano - e contemporanea eliminazione di due squadre meglio classificate durante la stagione regolare). L'anno successivo vennero infrante molte ambizioni a causa del ritorno in A2, concretizzatosi al termine della disastrosa stagione 1986-87 quando la squadra, sponsorizzata Hamby, terminò in ultima posizione con quattro sole vittorie all'attivo nonostante una campagna acquisti fatta di grandi nomi, tra cui Mike Sylvester, Jeff Lamp, Olden Polynice (che collezionerà poi 1.058 presenze in NBA) e il pivot Marco Ricci. I successivi tre anni in A2 sono coincisi rispettivamente con una salvezza conquistata con un canestro di Maurizio Ferro all'ultimo secondo contro Rieti, un 8º posto con eliminazione ai play-off e infine una retrocessione in B1, arrivata al termine del campionato 1989-90 dopo la sconfitta nello spareggio-salvezza giocato contro Cremona sul neutro di Treviso.
[modifica] Gli anni novanta e l'Europa
Quella 1990-91 è stata l'unica annata dal 1978 in poi ad essere stata disputata in un campionato non professionistico come la Serie B1. Da qui il Basket Rimini centrò in soli due anni una doppia promozione con conseguente ritorno in A1, categoria ottenuta nuovamente dal coach Piero Pasini anche grazie alle prestazioni di un giovane Carlton Myers da poco uscito dal vivaio biancorosso.
Un anno dopo arrivò una nuova retrocessione, complice una contestata infrazione di tre secondi sanzionata dall'arbitro Pietro Pallonetto ad Andrade Israel su un rimbalzo offensivo negli istanti finali dell'ultima partita di play-out con l'ambiziosa Fortitudo Bologna, che in seguito alla vittoria fu promossa. L'immediata discesa in Serie A2 durò poi quattro anni: nel 1993-94 la promozione sfumò nella fase a gironi, complice anche un canestro da centrocampo di Donato Avenia che decise un importante confronto diretto in favore di Reggio Emilia. Nella serie finale dei play-off 1994-95 fu la Libertas Forlì, nonostante il 1º posto dei riminesi in regular season, a celebrare a sorpresa un 3-0 in suo favore al termine di tre sentitissimi derby. Altra finale play-off persa l'anno successivo, con la Reyer Venezia che salì vincendo la serie 3-2 grazie alla rimonta nella gara decisiva gara5 quando i veneti erano sotto di 18 punti all'intervallo.[2]
Il riscatto avvenne nel 1996-97 sotto la guida di coach Piero Bucchi e la conferma del giovane Germán Scarone in regia, al termine di una stagione coincisa col 1º posto in regular season e con la vittoria nelle finali play-off (3-0 su Montecatini). L'estate 1997 fu quella della prospettata fusione con la Libertas Forlì mediante la creazione di una nuova società che avrebbe avuto sede legale e campo di gioco a Forlì e sede amministrativa a Rimini, ma l'accordo saltò a causa della forte opposizione delle due tifoserie romagnole mentre i due presidenti Angelo Rovati e Corrado Sberlati erano ormai prossimi alla firma.[3]
Al secondo anno di permanenza sulla panchina riminese Bucchi raggiunse con la sua squadra i quarti di finale di A1 dopo aver eliminato Verona agli ottavi. Questo risultato permise l'accesso alla Coppa Korać qualificando per la prima volta i biancorossi (dal 1997 al 2000 in maglia biancoblu per richiamare i colori dello sponsor Pepsi). La partecipazione alla Korać venne bissata anche l'anno seguente raggiungendo ancora i quarti di finale, persi 1-3 contro Varese esattamente come accadde l'anno prima. La travagliata stagione 2000-01, complice la fuga di Rodney Buford a stagione in corso, fu l'ultima ad essere stata disputata nella massima serie: da lì in poi il club ha sempre militato in Legadue.
[modifica] Gli anni duemila in Legadue
A partire dall'estate 2001 la denominazione ufficiale del club cambiò in Basket Rimini Crabs, da un'idea di Gianluca Sberlati[4] (tragicamente morto da lì a poco, era figlio dell'ex patron Corrado). Un anno più tardi la società venne rilevata dal procuratore sportivo Luciano Capicchioni:[5] sotto la sua gestione i Crabs giunsero in tre occasioni ai quarti di finale dei play-off. Nell'estate 2006 la conduzione societaria tornò nelle mani di Adriano Braschi (a capo della public company «Rimini Sport»), con Capicchioni direttore del settore giovanile. Al termine del campionato 2006-07 la squadra, guidata da Giampiero Ticchi, sfiorò il ritorno nella massima serie arrivando al 1º posto della stagione regolare a pari merito con Rieti e Caserta, senza però essere promossa a causa della classifica avulsa sfavorevole con Rieti. I play-off si conclusero con l'uscita nelle semifinali perse 0-3 contro Pesaro. Quindi altri due anni di partecipazioni ai play-off ed eliminazione ai quarti di finale in entrambe le occasioni.
Alla vigilia dell'esordio nel campionato 2009-10 giunse l'inaspettata notizia di un accordo che prevedeva la cessione del club da «Rimini Sport», guidata da Adriano Braschi, a un progetto promosso da Luca Bergamini in collaborazione col marchio Riviera Solare. Il passaggio di proprietà ufficiale tuttavia non si concretizzò mai a causa dei numerosi rinvii: dopo qualche mese fu lo stesso Braschi ad annunciarlo in una conferenza stampa, spiegando di non aver mai ricevuto il denaro previsto dagli accordi con Bergamini.[6][7]
Nell'estate seguente il rischio di scomparire viene allontanato anche dall'ingresso del nuovo presidente Giorgio Corbelli, che affianca lo stesso Braschi e Capicchioni. Al termine di una soddisfacente stagione regolare conclusa al 3º posto, Rimini affronta Veroli ai quarti di finale dei play-off ma perde la serie 2-3 dopo aver vinto le prime due gare.
[modifica] Liquidazione e ripartenza dal dilettantismo
A fine giugno 2011 la società, oberata dai debiti, rinuncia ad iscriversi al campionato di Legadue, annunciando la messa in liquidazione.[8]. Viene ottenuta l'iscrizione al campionato di DNB, quarta serie nazionale, mantenendo la propria denominazione e codice di affiliazione: alle redini della società rimane solo Luciano Capicchioni, con Braschi comunque presidente in via temporanea. Il roster, ufficializzato solo pochi giorni prima dell'inizio del campionato, è composto in larga parte da un nucleo di giocatori cresciuti nel vivaio[9].
[modifica] Cronistoria recente
Questa la cronistoria del Basket Rimini dal suo primo ingresso nel basket professionistico a oggi:
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Cronistoria recente del Basket Rimini
[modifica] Palmarès[modifica] Prima squadra
[modifica] Settore giovanile
[modifica] Coppe europeeIl Basket Rimini ha disputato per due volte la Coppa Korać, nelle edizioni 1998-99 e 1999-00, uscendo rispettivamente al termine della fase a gruppi e agli ottavi di finale.
[modifica] Giocatori stranieriDi seguito sono elencati in ordine cronologico tutti i giocatori stranieri che hanno avuto almeno una presenza all'attivo con la canotta del Basket Rimini. |