Álvar Núñez Cabeza de Vaca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Álvar Núñez Cabeza de Vaca, monumento sito a Houston

Álvar Núñez, detto Cabeza de Vaca (Jerez de la Frontera, 1488/1490 – Siviglia, 1559), è stato un condottiero, scrittore e avventuriero spagnolo.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Il soprannome Cabeza de Vaca gli deriva da un antenato, Pedro de Vera, che utilizzò il teschio di una mucca per segnalare un passaggio alle truppe spagnole nella guerra contro i Mori.

De Vera successivamente riuscì a strappare le Canarie al Portogallo e a colonizzarne gli abitanti. Cabeza de Vaca cresce quindi in un determinato ambiente, abituato ad avere schiavi di colore. Viene avviato alla carriera militare e raggiunge l'America nel 1527, aggregato ad una spedizione diretta in Florida e guidata dal conquistador Pánfilo de Narváez, un personaggio di cui neanche il re ha fiducia per avvenimenti precedenti.

Cabeza de Vaca viene quindi mandato sia come soldato che come tesoriere, uomo di fiducia della corona. La spedizione va male: rimangono impantanati nell'entroterra fin quando decidono di raggiungere il Messico che credevano vicino (in realtà distava duemila miglia). Raggiunto il Texas i superstiti si sparpagliarono. Si trovavano nel territorio della tribù nomade degli Han Capoque (cacciatori - raccoglitori).

La spedizione di Cabeza de Vaca
Targa commemorativa dedicata al Alvar Nuñez Cabeza de Vaca per la scoperta delle cascate del fiume Iguazú.

All'inizio Cabeza de Vaca, in quanto bianco, viene tenuto in gran considerazione; poi, saputi di episodi di cannibalismo da parte di altri spagnoli, il rapporto cambia. Questo periodo di prigionia finisce quando rincontra tre dei suoi vecchi compagni: due spagnoli - Andrés Dorantes e Alonso del Castillo Maldonado e lo schiavo di Dorante, Estevan, di origini marocchine. Quest'ultimo sarà l'unico che riuscirà ad interagire con le tribù native facendo da intermediario fra i due mondi. Riescono ad escogitare una fuga e partono verso ovest alla ricerca di altri spagnoli.

Il viaggio verso Città del Messico durerà otto anni. Sono i primi europei che riescono ad attraversare l'America, partendo dalla Florida e arrivando in Messico. Vivere per otto anni in condizioni estreme porterà Cabeza de Vaca a un certo percorso di riflessione. Nel corso del viaggio si uniscono a loro degli indigeni motivati dal fatto che, da un certo punto in poi del loro cammino, e grazie ad episodi di guarigioni, la loro fama di guaritori li precede. A Cabeza de Vaca viene infatti attribuita la prima operazione chirurgica in suolo americano.

Dopo l'incontro con un indigeno che indossava ornamenti di provenienza spagnola (in particolare una fibbia di una cintura, portata come ciondolo), riesce a trovare altri spagnoli. Si tratta della spedizione di Diego de Alcaraz, che aveva lo scopo di catturare degli schiavi. Avvenuto l'incontro, Alcarez era deciso a convincere Cabeza de Vaca a schiavizzare i suoi seguaci. La cosa sconvolse Cabeza de Vaca e la sua ostilità verso Alcarez gli costò l'imprigionamento. Fu rispedito in Spagna nel 1537.

Grazie al suo atteggiamento riesce a farsi affidare una spedizione in Paraguay, dove constata l'atteggiamento sfruttatore e da dominatore della Spagna. Per la sua condotta ostile alla corona viene prima fatto rientrare in patria e poi esiliato in Algeria ad Orano nel 1545. Graziato dopo otto anni di esilio tornò in spagna a Siviglia dove morirà.

I Naufragi[modifica | modifica wikitesto]

Tutte queste esperienze fanno nascere la Relazione indirizzata a Carlo V dal titolo Naufragios y relación de la jornada que hizo a la Florida, conosciuta in italiano sotto il titolo di Naufragi. Ne esistono due edizioni: una del 1542 finita in Paraguay che include gli otto anni trascorsi in America, e l'altra del 1545 scritta in esilio che integra la prima con l'esperienza in Paraguay.

Cabeza de Vaca decide di riportare ciò che ha vissuto senza la sudditanza psicologica che gli poteva derivare dal fatto che il suo destinatario era il re. Propone degli spunti di riflessione e alcuni velati suggerimenti. Il suo tentativo consiste nel cercare di conoscere le popolazioni native americane senza giudicarle. Abbandona ogni pregiudizio. Sceglie di portare l'attenzione del re verso certe tematiche dense di significato (le qualità delle popolazioni per esempio). Il re utilizzò questa Relazione come bagaglio di informazioni, senza considerare minimamente i consigli dell'autore. Durante il suo viaggio Cabeza de Vaca effettua un processo di decolonizzazione: rimuove la sua sovrastruttura del colonialista e diventa un qualcuno che si mette allo stesso livello delle popolazioni che incontra. Invece di conquistare viene conquistato da ciò che vede e ciò che sente.


Opere[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 71369202 LCCN: n79062901

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie