Pánfilo de Narváez

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pánfilo de Narváez

Pánfilo de Narváez (Cuéllar o Valladolid, 14701528) è stato un esploratore spagnolo, conquistatore delle Americhe.

È ricordato per aver guidato due spedizioni, una in Messico nel 1520 contro Hernán Cortés e l'altra, disastrosa, in Florida nel 1527.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Narváez nacque in Castiglia (a Cuéllar o Valladolid) nel 1470. Prese parte alla conquista della Giamaica nel 1509. Nel 1512 fu a Cuba per partecipare alla conquista dell'isola sotto il comando di Diego Velázquez de Cuéllar. Guidò la spedizione all'estremo est dell'isola assieme a Frate Bartolomeo de Las Casas e Juan de Grijalva.

Spedizione in Messico[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver vissuto a Hispaniola e Cuba, Narváez venne inviato in Messico quale agente di Velázquez per capire quali fossero le mire di Cortés su quel paese. Dopo essere sbarcato a Veracruz, molti dei suoi soldati passarono fra le file di Cortés. Narváez ed il resto delle sue truppe venne sconfitto il 24 maggio 1520 a Cempoala, nell'attuale stato di Veracruz. Narváez venne ferito in battaglia, con una lancia ad un occhio, e venne fatto prigioniero dalle truppe di Cortés e tenuto in prigione per circa due anni. Dopo la liberazione ritornò in Spagna.

Spedizione in Florida[modifica | modifica sorgente]

Narváez venne poi nominato governatore della Florida da Carlo V e salpò da Sanlúcar de Barrameda il 7 giugno 1527 con una flotta di cinque navi e 600 uomini. La spedizione di Narváez arrivò sulle coste della Florida nell'aprile del 1528, indebolita da tempeste e diserzioni; con 400 uomini sbarcò vicino al Río de las Palmas, più o meno nell'attuale città di Tampa, fra popoli nativi ostili. Da qui si incamminò verso nord attraverso la Florida fino a raggiungere il territorio dei potenti indiani Apalachee. Non riuscendo a trovare l'oro ed altre ricchezze, stanco dell'ostilità degli indiani, Narváez ordinò la costruzione di quattro zattere per far ritorno in Messico. Egli intendeva raggiungere le navi e ritornare in Messico, ma le navi erano state distrutte da una tempesta. Narváez e quasi tutti i suoi uomini morirono nell'affondamento di due delle zattere. Gli ottanta uomini che sopravvissero alla tempesta iniziarono un cammino via terra verso il Messico, ma gli stenti e la fame decimarono anche questo drappello. Soltanto quattro uomini sopravvissero: Álvar Núñez Cabeza de Vaca, Alonso del Castillo Maldonado, Andrés Dorantes de Carranza e uno schiavo berbero di nome Estebanico (Stefano). Estebanico fu il primo uomo nato in Africa a mettere piede in quelli che ora sono gli Stati Uniti.

Cabeza de Vaca scrisse un rapporto, intitolato Naufragios, in cui descrive il viaggio fatto a piedi, dai quattro sopravvissuti, attraverso gli Stati Uniti. Questo viaggio durò otto anni prima che potessero arrivare a Culiacán (Sinaloa), dove trovarono un insediamento spagnolo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paul Schneider, Brutal Crossing: The Epic Story of the First Crossing of North America. Henry Holt. 2006. ISBN 0-8050-6835-X

Controllo di autorità VIAF: 65251861 LCCN: n50053374

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie