Pánfilo de Narváez
Pánfilo de Narváez (1470 - 1528) fu un conquistatore spagnolo delle Americhe. È ricordato per aver guidato due spedizioni, una in Messico nel 1520 contro Hernán Cortés e l'altra, disastrosa, in Florida nel 1527.
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[modifica] Biografia
Narváez nacque in Castiglia (a Cuéllar o Valladolid) nel 1470. Prese parte alla conquista della Giamaica nel 1509. Nel 1512 fu a Cuba per partecipare alla conquista dell'isola sotto il comando di Diego Velázquez de Cuéllar. Guidò la spedizione all'estremo est dell'isola assieme a Frate Bartolomeo de Las Casas e Juan de Grijalva.
[modifica] Spedizione in Messico
Dopo aver vissuto a Hispaniola e Cuba, Narváez venne inviato in Messico quale agente di Velázquez per capire quali fossero le mire di Cortés su quel paese. Dopo essere sbarcato a Veracruz, molti dei suoi soldati passarono fra le file di Cortés. Narváez ed il resto delle sue truppe venne sconfitto il 24 maggio 1520 a Cempoala, nell'attuale stato di Veracruz. Narváez venne ferito in battaglia, con una lancia ad un occhio, e venne fatto prigioniero dalle truppe di Cortés e tenuto in prigione per circa due anni. Dopo la liberazione ritornò in Spagna.
[modifica] Spedizione in Florida
Narváez venne poi nominato governatore della Florida da Carlo V e salpò da Sanlúcar de Barrameda il 17 giugno 1527 con una flotta di cinque navi e 700 uomini. La spedizione di Narváez arrivò sulle coste della Florida nell'aprile del 1528, indebolita da tempeste e diserzioni; con 300 uomini sbarcò vicino al Río de las Palmas, più o meno nell'attuale città di Tampa, fra popoli nativi ostili. Da qui si incamminò verso nord attraverso la Florida fino a raggiungere il territorio dei potenti indiani Apalachee. Non riuscendo a trovare l'oro ed altre ricchezze, stanco dell'ostilità degli indiani, Narváez ordinò la costruzione di quattro zattere per far ritorno in Messico. Egli intendeva raggiungere le navi e ritornare in Messico, ma le navi erano state distrutte da una tempesta. Narváez e quasi tutti i suoi uomini morirono nell'affondamento di due delle zattere. Gli ottanta uomini che sopravvissero alla tempesta iniziarono un cammino via terra verso il Messico, ma gli stenti e la fame decimarono anche questo drappello. Soltanto quattro uomini sopravvissero: Álvar Núñez Cabeza de Vaca, Alonso del Castillo Maldonado, Andrés Dorantes de Carranza e uno schiavo berbero di nome Estebanico (Stefano). Estebanico fu il primo uomo nato in Africa a mettere piede in quelli che ora sono gli Stati Uniti.
Cabeza de Vaca scrisse un rapporto, intitolato Naufragios, in cui descrive il viaggio fatto a piedi, dai quattro sopravvissuti, attraverso gli Stati Uniti. Questo viaggio durò otto anni prima che potessero arrivare a Culiacán (Sinaloa), dove trovarono un insediamento spagnolo.
[modifica] Bibliografia
- Paul Schneider, Brutal Crossing: The Epic Story of the First Crossing of North America. Henry Holt. 2006. ISBN 0-8050-6835-X
