Triceratops

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Triceratops
Stato di conservazione: Fossile
Triceratops BW.jpg

Human-triceratops size comparison.svg
ricostruzione e dimensioni

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Superordine Dinosauria
Ordine Ornithischia
Sottordine Marginocephalia
Infraordine Ceratopsia
Famiglia Ceratopsidae
Genere Triceratops
Nomenclatura binomiale
Triceratops horridus
Othniel Charles Marsh, 1889
Sinonimi
Specie

Il triceratopo (Triceratops horridus, dal greco antico τρι tri "tre", κέρας keras "corno" e ωψ ops "faccia", cioè dalla faccia con tre corna - MARSH, 1889) era un dinosauro quadrupede, erbivoro, vissuto durante il Maastrichtiano (tardo Cretaceo) in nord America.

Fa parte della famiglia dei ceratopsidi ed è caratterizzato da una corona ossea semicircolare e da tre corna. È stato uno degli ultimi dinosauri a comparire prima della grande estinzione di massa del limite K-T.[1]

È sicuramente uno dei dinosauri cornuti più famosi. Il suo aspetto da "rinoceronte preistorico" è molto popolare persino nei libri per bambini, e spesso questo gigante del Mesozoico è raffigurato in lotta con il tirannosauro[2], suo predatore. Questi due dinosauri sono stati tra gli ultimi ad apparire, alla fine del Cretaceo superiore.

Ritrovamenti fossili[modifica | modifica sorgente]

Il triceratopo (il cui nome della specie tipo secondo la nomenclatura binomiale è Triceratops horridus) è un dinosauro cornuto appartenente al sottordine dei ceratopi, dinosauri ornitischi caratteristici del Cretacico superiore.

I numerosi ritrovamenti di resti avvenuti a partire dal finire del secolo XIX, dopo la scoperta avvenuta nel 1889, in particolar modo di cranii, negli Stati Uniti occidentali e in Canada meridionale, ha dato luogo ad una vera e propria "fioritura" di specie descritte, catalogate in base alle dimensioni e alle forme delle corna e dalla configurazione del caratteristico collare osseo.

In tempi recenti, tra il 2000 e il 2011, sono stati scoperti 47 crani parziali o completi di Triceratops nella formazione Hell Creek, negli USA.[3] Essi permettono di coprire quasi tutti gli stadi di vita, dai neonati agli esemplari adulti, anche se non è stato ritrovato nessun scheletro completo appartenente ad un unico individuo.[4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il Triceratops era un grosso erbivoro quadrupede, lungo fino a 8-9 metri, alto 3 metri[5] e con un peso compreso tra 6 e 12 tonnellate.[6]

La caratteristica distintiva era naturalmente data dal grande cranio: il reperto più grande finora ritrovato (BYU frammento 12183) doveva avere una lunghezza complessiva di 2,5 metri.[7] Caratterizzato da un collare osseo che si proiettava all'indietro a proteggere la regione del collo e delle spalle, il cranio del triceratopo era inoltre sormontato da due corna sopraorbitali lunghe circa un metro. Un terzo corno, più piccolo, era situato sopra le narici.

Sono state fatte molte ipotesi inerenti alle funzioni svolte dalle corna e dal vistoso collare; in un primo momento furono paragonati, rispettivamente, ad un paio di lance e ad una sorta di scudo, impiegati sia per difendersi dai predatori che nei combattimenti tra maschi: alcuni teschi fossili, infatti, riportano ferite e sforacchiature che sembrerebbero essere state procurate proprio da corna.

Una visione più recente si basa anche sul fatto che il grande collare si presentava molto vascolarizzato, cioè ricco di una fitta rete di vasi capillari; è possibile che esso avesse anche una funzione di termoregolazione oltre ad essere un elemento distintivo di identificazione e da esibire nel corteggiamento, come fanno molte altre specie animali;[8] inoltre, sempre al collare, potrebbero essere stati ancorati i possenti muscoli delle mascelle dotate di becco.

Non è anche esclusa l'ipotesi che il triceratopo faceva, di sua volontà, affluire sangue proprio a livello del collare, facendolo colorare vivacemente, allo scopo di intimorire qualunque avversario si trovasse davanti; scuotendo più volte il cranio, con il collare colorato e le poderose corna, il triceratopo creava così un'esibizione che avrebbe potuto evitare lo scontro fisico fra sé ed il suo avversario. È anche possibile che la colorazione del collare avesse una funzione di corteggiamento; più il maschio si esibiva nel mostrare il suo collare dai forti colori vivaci, maggiori erano le possibilità di attirare le femmine.[senza fonte]

Non è stato rinvenuto, per ora, alcun esempio di tegumento filamentoso, forse analogo alle piume di altri dinosauri, in Triceratops, ma alcuni suoi parenti pare l'evessero, o almeno vi sono delle evidenze di questo tegomento in corrispondenza almeno della coda, con una sorta di effetto "vela". Comunque anche altri ceratopsidi dimostrano evidenze di derma scaglioso, non molto dissimile da quello degli adrosauridi, e quindi la maggior parte delle ricostruzioni paleoartistiche di Triceratops lo mostra coperto da una pelle scagliosa, priva però di osteodermi.[senza fonte]

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Vista laterale di scheletro completo

Fino a qualche tempo fa il triceratopo era considerato appartenere ai ceratopsidi a collare corto, o centrosaurini, per via della relativa brevità della struttura. In realtà, sembra più probabile che questo animale fosse un casmosaurino (o ceratopside a collare lungo)[9][10][11] specializzato, vista la discreta lunghezza delle ossa squamosali. Il collare, dissimilmente da tutti gli altri ceratopsidi, era privo di aperture, garantendo una più completa protezione. Forse il triceratopo era strettamente imparentato con il piccolo Avaceratops, dotato di caratteristiche simili.

Relazione con Torosaurus[modifica | modifica sorgente]

Un recente studio condotto dal noto paleontologo Jack Horner su più di 50 esemplari e 30 crani fossili di Triceratops e Torosaurus avrebbe dimostrato che il Triceratops sarebbe in realtà una forma subadulta di un altro noto ceratopside, il Torosaurus.[7][12]

Lo studio è stato condotto nell'arco di 10 anni sui resti fossili provenienti dalla formazione di Hell Creek nel Montana a cui si è aggiunta l'analisi di altri reperti presenti in musei nordamericani. L'abbondanza e la varietà di resti fossili avrebbe permesso a Horner di ricostruire l'intero spettro di crescita ontogenetica di questo dinosauro.

In base alle regole stabilite dal Codice internazionale di nomenclatura zoologica, questa scoperta (ancora non confermata da altri studi paleontologici) porterebbe alla sparizione del taxa Torosaurus, per il principio di priorità in quanto il genere Triceratops venne descritto nel 1889 prima del Torosaurus descritto nel 1891.

I punti salienti di questa ipotesi stanno nelle ossa occipitali di questi dinosauri che nei crani di Torosaurus sarebbero meglio saldate rispetto a quelle di Triceratops, come conseguenza della crescita completa. Anche i due grossi fori parietali presenti nel collare di Torosaurus, ed assenti nel triceratopo, e l'allungamento del collare stesso nel torosauro, sarebbero secondo Horner effetto della crescita degli animali[13]. Viceversa secondo altri paleontologi tali differenze nella struttura del cranio proverebbero che Torosaurus e Triceratops sono due specie diverse.

Ciò che confuterebbe in maniera più convincente la teoria di Horner, è il fatto che il più grande scheletro di Triceratops ritrovato misuri 7,31 m contro i 6,76 m del più grande di Torosaurus, nonostante quest'ultimo abbia un cranio decisamente più grande (1,9 - 2,1 m per Triceratops, 2,4 - 2,8 m per Torosaurus)[senza fonte].

Un'ulteriore ipotesi, è quella che Triceratops e Torosaurus possano essere in realtà i due sessi della stessa specie, e la differenza di dimensioni e di struttura del cranio sarebbe quindi attribuibile a dimorfismo sessuale, ipotesi presentata nel 1986 da John Ostrom[14] e Peter Wellnhofer[15][16][17].

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lehman T.M., Late Maastrichtian paleoenvironments and dinosaur biogeography in the Western Interior of North America in Paleogeography, Paleoacclimatology and Paleoecology, vol. 60, n. 3, 1987, p. 290. DOI:10.1016/0031-0182(87)90032-0.
  2. ^ GM Erickson, Olson KH, Bite marks attributable to Tyrannosaurus rex: preliminary description and implications in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 16, n. 1, 1996, pp. 175–178. DOI:10.1080/02724634.1996.10011297.
  3. ^ Morph-osaurs: How shape-shifting dinosaurs deceived us - life - 28 July 2010, New Scientist. DOI:10.1080/02724634.2010.483632. URL consultato il 3 agosto 2010.
  4. ^ Lambert, D., The Ultimate Dinosaur Book, Dorling Kindersley, New York, 1993, pp. 152–167. ISBN 1-56458-304-X.
  5. ^ Triceratops in The Natural History Museum's Dino Directory, Internt.nhm.ac.uk. URL consultato il 3 agosto 2010.
  6. ^ R.M. Alexander, Mechanics of posture and gait of some large dinosaurs in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 83, 1985, pp. 1–25. DOI:10.1111/j.1096-3642.1985.tb00871.x.
  7. ^ a b J. Scannella, and Horner, J.R., Torosaurus Marsh, 1891, is Triceratops Marsh, 1889 (Ceratopsidae: Chasmosaurinae): synonymy through ontogeny in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 30, n. 4, 2010, pp. 1157–1168. DOI:10.1080/02724634.2010.483632.
  8. ^ Dodson, P., The Horned Dinosaurs, Princeton University Press, Princeton, New Jersey, 1996. ISBN 0-691-02882-6.
  9. ^ Hatcher, J. B., Marsh, O. C., and Lull, R. S. (1907) The Ceratopsia. Government Printing Office, Washington, D.C. ISBN 0-405-12713-8.
  10. ^ L.M. Lambe, On Eoceratops canadensis, gen. nov., with remarks on other genera of Cretaceous horned dinosaurs in Canada Department of Mines Geological Survey Museum Bulletin, vol. 12, 1915, pp. 1–49. ISBN 0-665-82611-7.
  11. ^ R. S. Lull, A revision of the Ceratopsia or horned dinosaurs in Memoirs of the Peabody Museum of Natural History, vol. 3, n. 3, 1933, pp. 1–175. URL consultato il 20 novembre 2010.
  12. ^ Brian Switek, New Study Says Torosaurus=Triceratops in Dinosaur Tracking, Smithsonian.com. URL consultato il 2 marzo 2011.
  13. ^ Age changes you: Torosaurus actually just old Triceratops , Erin Wayman, $ agosto 2010
  14. ^ Yale University
  15. ^ Museo statale Bavarese di paleontologia
  16. ^ Ostrom J. H. , Wellnhofer P., The Munich specimen of Triceratops with a revision of the genus. Zitteliana 14: 111-158, 1986
  17. ^ J. H. Ostrom, P. Wellnhofer. 1990. Triceratops: an example of flawed systematics. In K. Carpenter and P. J. Currie (eds.), Dinosaur Systematics: Perspectives and Approaches, Cambridge University Press, Cambridge 245-254

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John B. Scannella, John R. Horner, Torosaurus Marsh, 1891, is Triceratops Marsh, 1889 (Ceratopsidae: Chasmosaurinae): synonymy through ontogeny, Journal of Vertebrate Paleontology, Volume 30, Issue 4, p. 1157-1168, 01 luglio 2010,

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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