Acheroraptor

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Acheroraptor
Acheroraptor reconstruction.jpg
Ricostruzione grafica di A. temertyorum
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Regno Animalia
Phylum Chordata
Superordine Dinosauria
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Famiglia † Dromaeosauridae
Sottofamiglia † Velociraptorinae
Genere Acheroraptor
Evans et al., 2013
Serie tipo
† Acheroraptor temertyorum
Evans et al., 2013

Acheroraptor è un genere di dinosauro dromaeosauride, vissuto verso la fine del Maastrichtiano in quella che oggi è la famosa Formazione Hell Creek, in Montana, Stati Uniti. Il genere contiene una singola specie, ossia A. temertyorum, che fino al 2015, anno della scoperta dal Dakotaraptor, deteneva il primato di dromeosauride più recente, finora scoperto.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico di Acheroraptor deriva dal greco con Ἀχέρων/"Acheron" ad indicare gli "inferi", in riferimento alla formazione da cui proviene ossia la Formazione Hell Creek, unito al termine latino "raptor" ossia "ladro" o "rapace". Il nome specifico, A. temertyorum onora Louise Temerty, il presidente del Northland Power e del consiglio di amministrazione del Royal Ontario Museum, che per anni ha sostenuto il museo con aiuti finanziari.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione grafica di A. temertyorum

L’Acheroraptor era un dromeosauride di taglia media; dal poco materiale fossile scoperto i paleontologi hanno stimato che un esemplare adulto doveva raggiungere una lunghezza compresa tra i 2,50 e i 3 metri, circa 0,80 metri d'altezza alla schiena e pesare circa 40 kg.[1] Il muso era molto diverso da quelli dei grandi dromeosauridi nordamericani, come il Deinonychus e il Dromaeosaurus, infatti, la forma del cranio, lunga e bassa con il muso appiattito lateralmente, lo facevano assomigliare di più ai dromeosauridi asiatici, come lo Tsaagan e il Velociraptor, con cui peraltro condivideva la sottofamiglia.[1]

Come negli altri teropodi, il primo dito del piede era uno sperone. Tuttavia, al contrario della maggior parte dei teropodi, l’Acheroraptor (come gli altri dromaeosauridi), camminava su due dita, in particolare sul terzo e quarto dito, i quali sostenevano il peso dell'animale. Il secondo dito,(che rende i dromeosauridi così famosi), era tenuto ritratta dal suolo. Come gli altri dromaeosauridi e i troodontidi, questo dito era dotato d'un artiglio a forma di falcetto relativamente grande, che con molta probabilità veniva usato dall'animale durante la caccia.[2]

È inoltre molto probabile che come quasi tutti dromaeosauridi anche l’Acheroraptor possedesse uno strato di piume o protopiume, come i moderni uccelli.[3]

Storia della scoperta[modifica | modifica wikitesto]

L’Acheroraptor è conosciuta unicamente per il suo olotipo, (ROM 63.777), composto unicamente da un osso mascellare superiore destro e alcuni denti mascellari (alcuni dei quali isolati). Tutti questi fossili sono tuttora conservati al Royal Ontario Museum, in Canada.[1] Entrambi i campioni sono stati raccolti circa quattro metri gli uni dagli altri, nello stesso sedimento faunistico, nella parte superiore della Formazione Hell Creek, del Montana, risalente a circa 65 milioni di anni fa, verso la fine del Maastrichtiano, nel Cretaceo superiore, poco prima della grande Estinzione dei Dinosauri. L'olotipo fu ritrovato il 28 agosto 2009, da alcuni cacciatori di fossili, uno dei quali raccolse vari denti negli anni successivi, i quali furono di grande importanza per determinare alcuni dati geografici dettagliati provenienti dal GPS. Entrambi i campioni sono stati poi acquistati dal Royal Ontario Museum, da un collezionista privato.[1]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione delle parti fossili conosciute di A. temertyorum

Gli studi sulla posizione filogenetica dell’Acheroraptor furono portati avanti dal paleontologo americano Evans e dai suoi colleghi, nel 2013, utilizzando diverse matrici di dati. Entrambi gli esemplari di Acheroraptor furono classificati come appartenenti ad un animale che rientrava nel clade di cui facevano parte gli Eudromaeosauria e i Microraptorinae, confermando la sua posizione all'interno della famiglia dei Dromaeosauridae.[1]

Nel 2012, un'analisi filogenetica, classificò l’Acheroraptor come un componente basale dei dromeosauridi, mettendolo a confronto con dromeosauridi più antichi ma dalle caratteristiche anatomiche affini, quali Velociraptor, Itemirus, Tsaagan e Balaur, classificandolo insieme a quest'ultimi come appartenente alla sottofamiglia dei velociraptorinae.[1]

Di seguito è riportato un cladogramma pubblicato nel 2013 da Evans et al.[1]

Dromaeosauridae 

Mahakala omnogovae


 Unenlagiinae 

Rahonavis ostromi


Austroraptor cabazai


Buitreraptor gonzalezorum


Neuquenraptor argentinus


Unenlagia paynemili


Unenlagia comahuensis




 Microraptoria 

Graciliraptor lujiatunensis


Hesperonychus elizabethae


Microraptor


Shanag ashile


Sinornithosaurus millenii



 Eudromaeosauria 

Bambiraptor feinbergi


Saurornitholestes langstoni



Atrociraptor marshalli


Deinonychus antirrhopus



 Dromaeosaurinae 

Achillobator giganticus


Balaur bondoc


Dromaeosaurus albertensis


Utahraptor ostrommaysorum



 Velociraptorinae 

IGM 100/23= ?Adasaurus


Acheroraptor temertyorum


Velociraptor mongoliensis


Adasaurus mongoliensis


Tsaagan mangas


Velociraptor osmolskae












Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Fauna della Formazione Hell Creek, tra cui Acheroraptor in basso a sinistra

L’Acheroraptor detiene ancora oggi il primato di dromaeosauride più recente finora ritrovato, specie nella Formazione Hell Creek.[1] La Formazione Hell Creek, risale a 65 milioni di anni fa, ed è datata al Cretaceo superiore, poco prima della grande estinzione del Cretaceo-Paleogene.[4] Nel sito dove sono stati rinvenuti i fossili di Acheroraptor sono stati ritrovati anche molti altri animali e piante.[5]

L'autore principale dello studio, il paleontologo David Evans, il curatore di paleontologia dei vertebrati del Royal Ontario Museum, ha commentato:

« L' Acheroraptor ci da senza dubbio un quadro più completo dell'ecosistema della Formazione Hell Creek, verso la fine del Cretaceo. Ora sappiamo che all'interno di questo ambiente si trovavano predatori di piccola, che probabilmente svolgevano il ruolo di spazzini o cacciatori di piccoli animali... La cosa interessante è lo stretto legame tra Acheroraptor e le forme asiatiche come i Velociraptor, questo potrebbe voler dire che animali simili al Velociraptor potrebbero essere migrati dall'Asia per poi evolversi in Nord America, pur non cambiando i loro adattamenti morfologici.[6] »

Evans ha, inoltre, dichiarato che l’Acheroraptor è l'unica specie di dromaeosauride all'interno della Formazione Hell Creek. Da tempo infatti, nella Formazione Hell Creek sono stati ritrovati numerosi denti isolati, che i paleontologi hanno sempre assegnato alla specie Dromaeosaurus albertensis o al genere Saurornitholestes, ma che ora sono stati assegnati al genere Acheroraptor.[1] Tra la fauna dell'Hell Creek dell'epoca, tra i dinosauri teropodi non dromeosauridi, vi sono: tirannosauridi, ornithomimidi, troodontidi,[5] uccelli[7] e oviraptorosaridi.[8] I tirannosauridi presenti nella formazione sono Nanotyrannus e Tyrannosaurus, anche se il primo potrebbe essere un sinonimo di quest'ultimo. Tra gli ornithomimidi vi sono i generi Struthiomimus, Ornithomimus[5] e "Orcomimus".[9] Gli uccelli noti dalla formazione sono invece Avisaurus, Brodavis[10] e due hesperornithoformi.[7] Infine, gli unici due oviraptorosauri presenti nella Formazione Hell Creek, sono Anzu e Leptorhynchos.[8]

Nella Formazione Hell Creek erano presenti anche numerosi ornitischi. I principali gruppi di ornitischi presenti nella formazione erano: ankylosauridi, ornitopodi, ceratopsidi e pachycephalosauri. Gli unici due ankylosauridi noti sono l' Ankylosaurus e l' Edmontonia. Gli ornitischi più abbondanti sono senza dubbio i ceratopsi come: il Leptoceratops, Tatankaceratops[11], Torosaurus e il Triceratops che ancora oggi è l'animale più numeroso della Formazione Hell Creek.[5] Tra gli ornitopodi della formazione i più comuni sono il Thescelosaurus e l'adrosauride Edmontosaurus,[5][12] e forse anche Parasaurolophus. Infine vi sono i quattro pachicephalosauridi; Sphaerotholus, Stygimoloch,[5] Dracorex,[13] e Pachycephalosaurus.[5]

L'ambiente della Formazione Hell Creek era saturo anche di piccoli mammiferi[14][15], rettili come lucertole, coccodrilli, tartarughe e serpenti oltre che ad una grande varietà di insetti e pesci. Tutti questi piccoli animali dovevano rappresentare la dieta principale dell’Acheroraptor, anche se studi sui denti fossili indicano che questo animale poteva cacciare anche prede più grandi oppure nutrirsi degli avanzi dei pasti di grandi predatori come il Tyrannosaurus.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l D. C. Evans, D. W. Larson e P. J. Currie, A new dromaeosaurid (Dinosauria: Theropoda) with Asian affinities from the latest Cretaceous of North America, in Naturwissenschaften, 2013, DOI:10.1007/s00114-013-1107-5.
  2. ^ D.W. Fowler, E.A. Freedman, J.B. Scannella e R.E. Kambic, The Predatory Ecology of Deinonychus and the Origin of Flapping in Birds, in PLoS ONE, vol. 6, nº 12, 2011, p. e28964, Bibcode:2011PLoSO...628964F, DOI:10.1371/journal.pone.0028964, PMC 3237572, PMID 22194962.
  3. ^ Xing Xu, Zhonghe Zhou, Xiaolin Wang, Xuewen Kuang, Fucheng Zhang e Xiangke Du, Four-winged dinosaurs from China, in Nature, vol. 421, nº 6921, 2003, pp. 335–340, DOI:10.1038/nature01342, PMID 12540892.
  4. ^ DOI10.1016/j.epsl.2011.03.008
  5. ^ a b c d e f g D.B. Weishampel, Peter Dodson e H. Osmólska, The Dinosauria (Second ed.), Berkeley, University of California Press, 2004, pp. 861, ISBN 0-520-24209-2.
  6. ^ //http://blog.everythingdinosaur.co.uk/blog/_archives/2013/12/27/new-north-american-raptor-described.html
  7. ^ a b N. R. Longrich, T. Tokaryk e D. J. Field, Mass extinction of birds at the Cretaceous-Paleogene (K-Pg) boundary, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 108, nº 37, 2011, pp. 15253, DOI:10.1073/pnas.1110395108.
  8. ^ a b M. C. Lamanna, H. D. Sues, E. R. Schachner e T. R. Lyson, A New Large-Bodied Oviraptorosaurian Theropod Dinosaur from the Latest Cretaceous of Western North America, in PLoS ONE, vol. 9, nº 3, 2014, pp. e92022, DOI:10.1371/journal.pone.0092022.
  9. ^ M. Triebold, The Sandy site: Small dinosaurs from the Hell Creek Formation of South Dakota, in D. Wolberg, E. Stump e G. Rosenberg (a cura di), Dinofest International: Proceedings of a Symposium Sponsored by Arizona State University Academy of Natural Science, 1997, pp. 245–248.
  10. ^ DOI10.1016/j.palwor.2012.02.005
  11. ^ C.J. Ott e P.L. Larson, A New, Small Ceratopsian Dinosaur from the Latest Cretaceous Hell Creek Formation, Northwest South Dakota, United States: A Preliminary Description, in M.J. Ryan, B.J. Chinnery-Allgeier e D.A. Eberth (a cura di), New Perspectives on Horned Dinosaurs: The Royal Tyrrell Museum Ceratopsian Symposium, Bloomington, Indiana University Press, 2010, pp. 656.
  12. ^ N. S. E. Campione e D. C. Evans, Cranial Growth and Variation in Edmontosaurs (Dinosauria: Hadrosauridae): Implications for Latest Cretaceous Megaherbivore Diversity in North America, in PLoS ONE, vol. 6, nº 9, 2011, pp. e25186, DOI:10.1371/journal.pone.0025186, PMC 3182183, PMID 21969872.
  13. ^ R.T. Bakker, R.M. Sullivan, V. Porter, P. Larson e S.J. Saulsbury, Dracorex hogwartsia, n. gen., n. sp., a spiked, flat-headed pachycephalosaurid dinosaur from the Upper Cretaceous Hell Creek Formation of South Dakota, in S.G. Lucas e R.M. Sullivan (a cura di), Late Cretaceous vertebrates from the Western Interior, New Mexico Museum of Natural History and Science Bulletin, vol. 35, 2006, pp. 331–345.
  14. ^ Zofia Kielan-Jaworowska, Richard L. Cifelli, and Zhe-Xi Luo, Mammals from the Age of Dinosaurs: Origins, Evolution, and Structure, Columbia University Press, New York, 2004 ISBN 0-231-11918-6, p. 98-99
  15. ^ J. D. Archibald, Y. Zhang, T. Harper e R. L. Cifelli, Protungulatum, Confirmed Cretaceous Occurrence of an Otherwise Paleocene Eutherian (Placental?) Mammal, in Journal of Mammalian Evolution, vol. 18, nº 3, 2011, pp. 153, DOI:10.1007/s10914-011-9162-1.

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